domenica 1 marzo 2009

Fratellini di Gravina, per questore di Bari nessun errore in indagini


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28 febbraio 2009 - Il questore di Bari, Vincenzo Maria Speranza, nel corso della conferenza stampa di saluto prima di lasciare la Polizia per entrare in pensione, è tornato sul caso dei fratellini di Gravina. "Io conosco gli atti - ha dichiarato Speranza - e non mi risulta ci siano né errori né tantomeno modifiche di atti per dare ad altri responsabilità." Speranza ha poi proseguito:"Non è stato lasciato nulla di intentato. Su alcune argomentazioni la magistratura non si è ancora pronunciata". Francesco e Salvatore Pappalardi furono trovati morti il 25 febbraio del 2008 dopo 20 mesi dalla loro scomparsa, ma la procura di Bari continua ad indagare. Alcuni giorni fa è stata infatti acquisita, come disposto dal procuratore aggiunto Marco Dinapoli, la richiesta di archiviazione firmata dal pm Antonino Lupo nei confronti del papà delle due vittime, Filippo Pappalardi, per capire se il magistrato nella richiesta ha calunniato la polizia o se è stato vittima di un falso che gli investigatori della polizia hanno commesso posticipando la data di un verbale. Errore, questo, che avrebbe contraddistinto due anni di indagini su Pappalardi, detenuto per 130 giorni agli arresti con l'accusa di aver ucciso e nascosto i corpi dei figli, mentre tentava di dar loro una punizione esemplare. Ciccio e Tore morirono di fame, di sete e di freddo cadendo accidentalmente, forse durante un gioco, nella cisterna interrata di una casa nobiliare disabitata della loro città lo stesso giorno della scomparsa, il 5 giugno 2006. Lo si apprende dall'Ansa.

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