venerdì 15 febbraio 2008

Spunta un altro indizio contro Olindo Romano: il cuscino di casa

giovedì 14 febbraio 2008

Un cuscino. Proprio così. E' questo l'ultimo indizio che accusa - oltre a quanto già è stato raccolto dalla Procura di Como - l'ex netturbino di Erba Olindo Romano. Quel cuscino che lui ha detto - nella prima confessione al carcere del Bassone, datata 10 gennaio 2007 - di aver usato per soffocare la madre di Raffaella Castagna, ma che poi ha abbandonato vicino al suo corpo avendo notato che la donna era già deceduta. E quel cuscino, che all'apparenza può sembrare un particolare di poco conto, è stato descritto minuziosamente nell'ultima udienza - in Corte di Assise a Como - dal maresciallo dei carabinieri di Como Corrado Cappelletti, uno dei primi ad intervenire sul luogo della strage. Il particolare del cuscino, riportato oggi dal quotidiano "La Provincia", lo poteva conoscere solo chi è salito in quella casa quel giorno e per la Procura è un ulteriore carta da giocare contro Olindo e la moglie Rosa.Ma la difesa dei coniugi la pensa in modo differente. Non tanto sul cuscino, ma sulla confessione fatta in carcere dai due. Prima lui e poi lei. Con la "solita" lettera inviata solo al Giornale (chissà poi perchè? ndr) Olindo accusa ancora i Pm comaschi di avergli "estorto" quella confessione. "L'ho fatto - questa in estrema sintesi il succo della vicenda - per poter vedere la mia Rosa". Ipotesi che i Pm che hanno svolto le indagini rigettano in modo categorico.

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