giovedì 28 febbraio 2008

GRAVINA/ CONFERMATE ACCUSE PAPPALARDI,DOMANI INCONTRA LEGALE

Fratellini potrebbero essere caduti cercando di sfuggire al padre

Gravina in Puglia, 28 feb. (Apcom) - "Ciccio e Tore scusateci se non siamo riusciti a sentirvi in quei momenti in cui sicuramente avete chiesto aiuto. firmato, gli abitanti di via Giovanni Consolazione. Una prece da tutti noi". Con questo manifesto e la via listata a lutto, gli abitanti della via dove sorge la casa delle cento stanze hanno voluto in qualche maniera chiedere scusa ai due fratellini, ritrovati morti lunedì scorso, dopo oltre venti mesi di inutili ricerche.

Ciccio e Tore, frequentavano la scuola media "Benedetto XIII" di Gravina in Puglia. A scuola andavano bene ed erano seguiti anche dalla famiglia. "Ormai ci aspettavamo questo epilogo. Lo stesso Procuratore aveva già detto che ormai non si aveva nessuna speranza di trovarli vivi", sottolinea Giacomo Manfredi, dirigente scolastico della scuola "Benedetto XII°" all'epoca dei fatti. Secondo il preside rimangono alcune zone d'ombra, in tutta questa vicenda: " Secondo me - racconta - si poteva fare molto di più, per prima cosa, quando Filippo Pappalardi si è presentato in commissariato, a tarda sera, perché non sono partite subite le ricerche? Come si fa a dire ad un padre, "torni domani per la denuncia"? Troppo tempo è stato perso e specie nei primi giorni c'è stata molta confusione, anche per quanto riguarda le mansioni e la gestione dei soccorsi". Alla domanda se ha mai conosciuto Rosa Carlucci, risponde secco: "Mai. La prima volta che ho vista la signora Carlucci è stato nella trasmissione dedicata alla scomparsa dei bambini, dove mi è stata presentata".

Domani l'avvocato difensore di Filippo Pappalardi, Angela Alliani, incontrerà in carcere il padre dei due fratellini. E' la prima volta che il legale incontra Pappalardi da quando lunedì sera, sono stati ritrovati i corpi di Ciccio e Tore.

La novità della giornata arriva dalla procura della Repubblica di Bari che resta convinta delle responsabilità di Filippo Pappalardi, il padre di Ciccio e Tore, che avrebbe potuto, la sera del 5 giugno del 2006, aver sgridato i suoi bambini ed averli rincorsi per le vie del paese, fino a quanto Ciccio e Tore si sarebbero rifugiati all'interno della 'casa delle 100 stanze'. Una volta lì dentro i fratellini si sarebbero avventurati nel buio per sfuggirgli. Per il Procuratore capo della Procura della Repubblica di Bari, Emilio Marzano, e per il suo sostituto Antonino Lupo, la situazione non cambia: Pappalardi nelle sue intercettazioni telefoniche potrebbe riferire proprio questo alla sua convivente quando dice 'non dire dove sono i bambini altrimenti mi ammazzo'.

Dagli esami autoptici che si stanno eseguendo all'istituto di medicina legale Luigi Strada, ordinario di medicina legale all'università di Bari e consulente di parte dell'avvocato Alliani, ha detto che "Ciccio è il primo ad essere caduto all'interno del pozzo rimanendo gravemente ferito subendo delle fratture e perdendo molto sangue, mentre il fratellino Salvatore gli è caduto addosso, rimanendo praticamente illeso". "Le cause e i tempi della morte - spiega Strada - potranno essere accertati solo dopo l'esame degli organi interni che molto probabilmente verrà effettuato la settimana prossima". Il piccolo Francesco sarebbe rimasto in vita per poche ore dopo la caduta. "Ha perso molto sangue e i forti dolori in un corpo magro, la temperatura rigida e la fame hanno fatto il resto. Credo - ha spiegato Strada - che la sua vita, purtroppo, non è durata più di sei-sette ore".

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