martedì 4 marzo 2008

ERBA:ROSA BAZZI VERSO LA PERIZIA PSICHIATRICA

ROSA BAZZI VERSO LA PERIZIA PSICHIATRICA

Una perizia psichiatrica per dimostrare quanto Rosa Bazzi, imputata con il marito Olindo Romano al processo in Corte d'Assise a Como per la strage di Erba, sia "psicologicamente fragile" per dirla con la sua avvocatessa Luisa Bordeaux: "L'avete vista tutti ieri. La sua non era finzione. E' vera disperazione". La perizia, se il presidente della Corte Alessandro Bianchi dovesse disporla, potrebbe dimostrare le attuali condizioni dell'imputata, ma - dicono gli esperti - avrebbe scarso valore al fine del giudizio. I due coniugi dovrebbero tornare in aula gia' lunedi' prossimo per quella che sara' l'undicesima udienza nel corso della quale il Pubblico ministero Massimo Astori proporra' le ultime registrazioni relative agli interrogatori in cui marito e moglie confessarono di essere gli autori del massacro di via Diaz. Si tratta, in questo caso, delle registrazioni fatte allorquando Olindo e Rosa confermarono davanti al Gip Nicoletta Cremona quanto dichiarato due giorni prima al pool di magistrati. Quella della perizia psichiatrica e' vista dalla pubblica accusa e dalle parti civili come una ultima spiaggia per la difesa, soprattutto dopo la valanga di prove che finora ha travolto 'i vicini del piano di sotto' accusati di aver massacrato tre donne e un bambino, riducendo in fin di vita Mario Frigerio, diventato supertestimone oculare e che senza esitazione ha indicato proprio in Olindo colui che quella sera tento di sgozzarlo. Su questa testimonianza le difese avevano annunciato battaglia nella convinzione di riuscire a smontarla. Di fatto si sono prese una reprimenda dal testimone ("Vergognatevi") e non sembra altro. Inoltre gli avvocati che assistono i coniugi Romano tentano ora di convincere la giuria popolare e togata che le confessioni furono "psicologicamente estorte" attraverso il paventato distacco definitivo nel tempo di marito e moglie che hanno sempre dimostrato grande simbiosi fra loro. Tuttavia sono proprio i dettagli delle loro confessioni che sembrano smontare la tesi del "ci siamo inventati tutto basandoci su quanto riportato dalla stampa". Se, infatti, durante l'interrogatorio, Olindo viene informato che Frigerio lo ha riconosciuto, non gli viene pero' indicata la dinamica dell'aggressione come raccontata dal testimone. Dinamica che, al contrario, Olindo racconta dettagliatamente e coincidente con quella di Frigerio. Vi sono altri dettagli, in quelle confessioni, che potevano essere raccontati solo da chi entro' nell'appartamento di Raffaella Castagna, come ad esempio il tipo di accendino usato per appiccare il fuoco: Rosetta indica un accendino usa e getta arancione. Olindo specifica che era " trasparente, che si vede dentro il liquido". Proprio come quello trovato sul luogo della strage. Anche da un piu' attento esame delle apparenti contraddizioni e imperfezioni che sembrano emergere dalle prime versioni confessorie (quelle in cui ognuno dei due coniugi si assumeva in toto la responsabilita' dell'evento delittuoso), sembra di capire che quelle incongruenze emergono solo laddove ognuno dei due coniugi si trova a dover spiegare ai magistrati dettagli riferiti ad azioni compiute dall'altro. Sono, invece, del tutto coincidenti con le risultanze autoptiche, ad esempio, le dinamiche della mattanza e i dettagli su come furono aggredite e colpite le vittime: Olindo non sa essere preciso su Valeria Cherubini, mentre sua moglie spiega, fra l'altro, di averla colpita anche ad una coscia indicandone quale e il punto. Cosi' come quando descrive lo sgozzamento del piccolo Youssuf, del quale Rosa si assume la responsabilita', non si scontra con la dinamica emersa dalle autopsie. Dettagli che, al momento della confessione non erano mai stati riferiti con precisione dagli organi di informazione. (AGI) - Como, 4 marzo -

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