sabato 5 gennaio 2008

OMICIDIO MEREDITH COLLEGATO CON LE VICENDE DEL MOSTRO DI FIRENZE?

Scritto da Giancarlo Padula, 04-01-2008

Il killer di Meredith”, ha scritto in una lunga lettera dal carcere di Perugia,
uno degli indiziati che si proclama innocente, il giovane ivoriano Rudy Hermann Guede, che conferma però di aver conosciuto Mez la notte di Halloween, in casa di certi spagnoli, in una traversa di via Bonazzi, in pieno centro storico. "Non l’ho visto bene perché la camera era poco illuminata, ma impugnava un’arma bianca, mi sembrava un bisturi…”. Un bisturi? Ecco un nuovo sconcertante particolare che emerge dalle prime indiscrezioni sull’uscita del libro “istantaneo” del giornalista e scrittore ternano Gian Carlo Padula, (www.giancarlopadula.it), dal titolo “Meredith uccisa all’ombra di Halloween”, che sarà nelle librerie italiane dalla metà di gennaio, a cura della casa editrice Aracne. Padula, infatti, cita l’ambientazione di natura “esoterica” di cui sarebbe intriso l’assassinio della studentessa inglese, la tesi della collega giornalista Gabriella Carlizzi, convonta addirittura (vedasi le sue pagine on line: www.lagiustainformazione2.it) che l’omicidio di Meredith sarebbe da ricondurre a un sacrificio umano con collegamenti al caso Narducci di Perugia (il professionista che collezionava feticci procurati dalla banda del mostro di Firenze), e a una fantomatica setta denominata “Figli di Lilith”. Lilith sarebbe una dea pagana, o per meglio dire, secondo le indagini della Carlizzi, un vero e proprio demone. Certo è che l’affermazione di Rudy Guede, a questo punto, si fa davvero inquitante. Chi è il misterioso killer da lui indicato come l’esecutore dell’omicidio, che brandisce un bisturi? Perché un bisturi? Non è questo l’arnese in uso a ben identificate categorie professionali? Quali presunte analogie con la vicenda mostro di Firenze/caso Narducci/setta figli di Lilith?
Secondo la Carlizzi, in sostanza, che esamina anche un “ambiguo” cartello di annuncio per l’affitto di un appartamento, affisso nei pressi dell’università per stranieri di Perugia, "vi potrebbe essere il rischio che un delitto che reca in sé la firma, lo si liquidi punendo chi eventualmente lo ha eseguito, senza preoccuparsi da dove si è originato, chi lo ha commissionato, rivolgendosi ad una setta satanica, al solo scopo di chiedere protezione giudiziaria, in cambio dell’agnello sacrificale?". La morte della studentessa potrebbe dunque essere stata studiata attentamente a tavolino, con dovizia di particolari, messaggi in codice, analogie tra date che non a caso richiamano alla memoria la vicenda Pacciani & dei Compagni di Merende.
fonte: L'Italoeuropeo

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