martedì 11 dicembre 2007

Rivelazioni pentito su possibile fine Denise

Cataniaomnia.it
Il corpicino tenuto in un congelatore e poi buttato in mare. Sarebbe stata questa l'atroce fine di Denise Pipitone, la bimba scomparsa da Mazara del Vallo il primo settembre 2004. A raccontare questa drammatica storia e' Giuseppe D'Assaro, 46 anni, in carcere per omicidio, il 'pentito' che ha confessato al procuratore della Repubblica di Marsala, Silvio Sciuto, di aver aiutato l'ex moglie a disfarsi del corpo della piccola. La donna che accusa e' la zia della bimba.
Una ricostruzione contrassegnata da numerosi 'buchi neri', quella di D'Assaro, che tuttavia ha portato i magistrati ad iscrivere nel registro degli indagati, con l'accusa di sequestro di persona in concorso, Rosalba Pulizzi. Nel pomeriggio la donna e' stata interrogata a lungo negli uffici della procura di Marsala; in serata e' stata sottoposta anche a un confronto con l'ex marito. E qui l'iniziale versione di D'Assaro e' cambiata: il corpo della bimba sarebbe stato gettato nel mare di Trapani, e non, come aveva sostenuto in precedenza, a Palermo, dove la ex moglie, nel marzo del 2007, gli avrebbe consegnato in un borsone il corpicino congelato, che l'uomo, caricandolo su una Vespa 50, avrebbe portato fino a Trapani, percorrendo oltre cento chilometri. D'Assaro, inoltre, nel corso del confronto ha affermato di aver visto Denise alcuni mesi dopo la sua scomparsa, in coincidenza con il compleanno di sua figlia.
La Procura, che fino a pochi mesi fa riteneva che la piccola fosse ancora viva, adesso ipotizza dunque il suo omicidio. La mamma di Denise, Piera Maggio - che ha riallacciato la relazione con il padre naturale della bimba, Piero Pulizzi, fratello di Rosalba - si dice invece sicura che la figlia sia ancora viva: 'Fino a quando non ci saranno dei riscontri che provino il contrario - afferma - io sono fiduciosa'.Ma di 'riscontri', fino ad ora, il 'dichiarante' Giuseppe D'Assaro non ne avrebbe forniti. Anzi, avrebbe modificato diverse volte la sua versione dei fatti dopo che gli investigatori gli hanno mostrato che non poteva trovarsi sui luoghi indicati ma da tutt'altra parte, come provato dalle 'celle' del suo telefonino. La presunta 'svolta' nelle indagini risale al luglio scorso, quando Giuseppe D'assaro confessa di avere ucciso la sua convivente, Sabine Maccarrone, una donna di 39 anni, di origine elvetica, trovata morta il 16 aprile in un pozzo del trapanese. L'omicida sostiene che il mandante del delitto sarebbe Giovanni Melluso, il falso pentito del caso Tortora. Poi chiede di parlare con il procuratore di Marsala, Antonio Silvio Sciuto, al quale dice di conoscere i retroscena della scomparsa di Denise.
Secondo il suo racconto la bimba sarebbe stata portata a casa della cognata. La piccola pero' si sarebbe sentita male e qualcuno le avrebbe fatto prendere dei tranquillanti. Probabilmente a causa di questi farmaci sarebbe morta. D'Assaro sostiene di avere appreso queste circostanze da alcuni familiari, nel periodo in cui si trovava in carcere per scontare la condanna per un altro omicidio avvenuto nel giugno 1985. Uscito definitivamente di cella alla fine del 2005, avrebbe pero' usufruito di diversi permessi premio.
Il corpo di Denise, sempre secondo questo racconto, sarebbe stato trasportato da Mazara a Palermo dentro una borsa sportiva e nascosto da Rosalba Pulizzi, dentro un congelatore. Una ricostruzione che non convince per nulla l'avvocato Giacomo Frazzitta, legale di Piera Maggio. 'Questo pentito dice fandonie: e' troppo facile dire che la prova principe, cioe' il corpo della bambina, non esiste piu'. La signora Maggio - aggiunge - e' sconvolta da queste indiscrezioni che violano il segreto istruttorio e che ci lasciano estremamente perplessi'. Anche la procura di Marsala 'stigmatizza la fuga di notizie' e sostiene che 'si sta continuando a lavorare con l'impegno diretto per la ricerca della verita''. Una verita' che, per il momento, sembra ancora sembra avvolta nel mistero.

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