mercoledì 19 dicembre 2007

Vinse Zecchino d'Oro con "Volevo un gatto nero", arrestata

Lecce, maestra faceva l'entraineuse

Nel 1969, vinse lo Zecchino d'Oro con la canzone "Volevo un gatto nero". Oggi, a 42 anni, è una maestra elementare ed è finita in manette per sfruttamento della prostituzione e spaccio di cocaina ed eroina. Secondo l'accusa, la donna che si era trasferita nel Pavese dove aveva vinto un concorso di insegnamento, gestiva tale attività in due centri massaggi nel Salento. Con lei è stato arrestato il convivente 29enne.

Le manette sono scattate per Vincenza Pastorelli, 42 anni, di Guagnano (Lecce) e per l'ex fidanzato, suo compaesano, Pasquale Trevisi, 29 anni. Lei si trovava a Stradella in provincia di Pavia, dove aveva iniziato l'anno scolastico come maestra elementare. Lui a Giovinazzo (Bari), dove si trovava in cura ospite di una Comunità terapeutica di recupero per tossicodipendenti.

La donna è stata arrestata dai carabinieri della Compagnia di Campi Salentina (Lecce). L'accusa, per lei, è di aver aperto due centri massaggi in cui faceva prostituire alcune ragazze, tra cui anche giovanissime, tenendo per sé il 50% dell'incasso. Mentre lui avrebbe cogestito i centri e svolto attività di spaccio all'esterno.

L'Operazione "Gatto Nero"
I militari dell'Arma, guidati dal capitano Giuseppe Pasquale, hanno portato a termine l'operazione (denominata "Gatto Nero") dopo aver avuto la certezza che nei centri massaggi si offrivano ben altre prestazioni. Fingendosi addetti a lavori di ristrutturazione edile, i carabinieri sono riusciti a piazzare delle telecamere nei locali. E a scoprire così cosa avveniva realmente nei locali.

Anche mille euro d'incasso al giorno
I carabinieri hanno appurato, che dopo una serie di annunci fatti pubblicare sui quotidiani leccesi, la coppia aveva gestito a Guagnano ed a Lecce, due case d'appuntamento, nelle quali si prostituivano quattro ragazze di Lecce, Bari, Gallipoli e Parabita, ed all'interno delle quali Trevisi avrebbe confezionato dosi di cocaina ed eroina, che poi vendeva fuori dalle case di appuntamento. Per le prestazioni, i clienti, di ogni età e fascia sociale, pagavano dai 60 ai 150 euro. In un giorno, l'incasso era anche di 1.000 euro, metà dei quali spettavano alla tenutaria, che pagava le spese dell'appartamento.Nelle case d'appuntamento camuffate da centri massaggi, la donna leggeva anche le carte ai clienti che volevano "previsioni" sul futuro. Dalle indagini, i militari hanno avuto il sospetto che la donna stesse organizzando un giro di prostituzione anche a Stradella o nella vicina Pavia.

"Massaggi" in subappalto
Le due case di Guagnano e Lecce sono state chiuse a fine agosto, quando la donna ha vinto la cattedra a Stradella, ed ha interrotto il rapporto col fidanzato. Per circa un mese, le due case sono state gestite dalle prostitute, che riconoscevano la percentuale alla Pastorelli, alla quale il contante veniva inviato con vaglia postali. Le richieste della donna alle ragazze erano sempre maggiori, e per aver i soldi, al telefono minacciava le prostitute. I due sono stati arrestati in esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip Maurizio Saso su richiesta del pm Guglielmo Cataldi.

Forse una terza casa al Nord
Gli investigatori ritengono che la maestra salentina, dopo il suo trasferimento nel Pavese, avesse avviato anche in una località settentrionale un'attività analoga a quella che secondo l'accusa svolgeva a Lecce, con un centro massaggi di fatto adibito allo sfruttamento della prostituzione. Nei due centri salentini - secondo gli investigatori - erano numerosissime le giovani donne che venivano sfruttate e minacciate. Dopo il trasferimento della 42/enne, i centri erano stati chiusi: sono stati comunque sequestrati dai carabinieri in concomitanza con l'arresto della coppia.

Vincenza Pastorelli si trova ora nel carcere di Vigevano.

Cino Tortorella addolorato
Il celebre Mago Zurlì, presentatore della manifestazione canora infantile, commenta così: "E' una brutta cosa, che mi addolora profondamente, mi dispiace soprattutto che si avvicini una notizia così sgradevole allo Zecchino d'oro. Da allora - prosegue - sono passati 600 bambini, ma soprattutto tutti quelli che hanno partecipato alle selezioni, piu' di un milione. Volevo un gatto nero - ricorda Tortorella - era una delle piu' belle canzoni dello Zecchino, scritte dal maestro Pagano, che è autore di molte altre bellissime canzoni dello Zecchino. E' stato un grosso successo in Giappone, dove il disco ha venduto più di tre milioni di copie". E aggiunge: "Mi dispiace molto di questa cosa, piuttosto sgradevole. Ma nella vita, su un milione di bambini puo' succedere. Comunque è molto triste". Poi conclude: "I bambini che hanno partecipato allo Zecchino ancora si rivedono, vengono a trovarci. Era Mariele (Ventre, ndr.) che teneva i contatti tra di loro. Ma questa bambina non ricordo si sia rivista...".

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