mercoledì 15 aprile 2009

Pedofilia,Don Marco Cerullo: Condannato a 6 anni e 8 mesi presenta appello

l sacerdote condannato a 6 anni e 8 mesi per abusi sessuali contro un 12enne presenta appello
Scritto da Salvatore Pizzo martedì 14 aprile 2009

Don Marco Cerullo, il sacerdote di Villa Literno ex vice parroco della chiesa del Santissimo Salvatore di Casal di Principe, che lo scorso novembre è stato condannato in primo grado a 6 anni ed 8 mesi con l’accusa di aver abusato sessualmente di un ragazzino di 12 anni, ha deciso di impugnare la condanna. Attraverso il suo legale Carmine Ucciero ha chiesto una rideterminazione della condanna sostenendo che: “la pena inflitta è stata erroneamente determinata in relazione al titolo ed al reato, all’ottima personalità del reo ed al pregevole comportamento dallo stesso tenuto già nell’immediatezza del fatto”. Nell’impugnazione si chiede l’assoluzione oppure la concessione delle attenuanti generiche, ma si avanza anche l’ipotesi di una pena ridotta al minimo previsto.


La vicenda risale al dicembre del 2007, quando i carabinieri lo hanno arrestato in flagranza di reato in una zona di campagna tra Villa Literno e Casal di Principe. Il 12enne era un alunno del religioso, che insegnava nella scuola media di Villa Literno. Del suo caso oltre che la giustizia ordinaria, adesso si sta occupando anche la Congregazione della dottrina della fede (l’ex Sant’Uffizio). Don Marco Cerullo per adesso è agli arresti domiciliari in una comunità religiosa nel frusinate, intanto i legali che curano gli interessi del ragazzino e della famiglia: Costantino Puocci, Sergio Cavaliere e Giacomo Cassandra, si sono rivolti alla giustizia civile, ritenendo insufficiente la provvisionale di 50mila euro che il Gip Chiaromonte ha disposto in favore del 12enne.

Il sacerdote fu arrestato dopo che i militari notarono un’auto ferma in una stradina isolata, si avvicinarono, e secondo le accuse, contestate dal Pm Antonio Ricci, notarono che il parroco avrebbe costretto il ragazzino a subire inequivocabili atti sessuali. Cerullo, secondo fonti legali, vistosi scoperto avrebbe tanto di scappare: mise in moto l’auto costringendo i carabinieri ad un inseguimento, lo raggiunsero quando la sua macchina rimase bloccata in un punto in cui la strada campestre è diventata impercorribile.

Il giudice Chiaromonte nella sua sentenza scrive che Cerullo una volta fermato dai carabinieri “ammetteva spontaneamente quanto accaduto, aggiungendo anche ulteriori particolari”, poi in sede di convalida dell’arresto “ridimensionava se non addirittura escludere le sue responsabilità”. Lo aveva portato con se per andare ad acquistare colori che dovevano servire ad addobbare il presepe. Si apprende anche che il ragazzino ha rivelato che Cerullo gli avrebbe chiesto di avere rapporti sessuali anche in precedenti occasioni. Il Consulente della procura nella sua perizia sostiene che gli abusi sarebbero avvenuti più di una volta, e il giudice scrive che il prete gli avrebbe mandato al 12enne: “messaggi amorosi e persino paventandogli la possibilità di morire qualora non avesse accondisceso ai suoi approcci sessuali”. Abusi che sarebbero avvenuti non solo in auto ma anche nell’abitazione di don Cerullo, in merito a questo il difensore nel tentativo di farlo scagionare, ha ricordato che in casa potevano esserci anche i suoi parenti, inoltre lo ha descritto come un promettente teologo. Dall’inchiesta è emerso che Don Marco Cerullo, aveva contatti con il 12enne non solo perché era il suo insegnante di religione in un scuola media (secondaria di primo grado) di Villa Literno, essendo dello stesso comune di residenza del ragazzino era considerato dalla famiglia dell’adolescente una figura di riferimento.

Salvatore Pizzo corriere Aversa e Giugliano 14 aprile 2009

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