Visualizzazione post con etichetta michele misseri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta michele misseri. Mostra tutti i post

lunedì 9 gennaio 2012

MISSERI: "MI BUTTO IN UN POZZO E NON MI VEDRETE MAI PIÙ"


 "Io a Sabrina chiedo perdono"
ROMA - «Ho già detto cosa farò: io quando parlo di Sarah e dico che mi faccio giustizia da solo, dico che la faccio finita. Poi voglio vedere se riescono a trovarmi. Io non riesco ad andare avanti». Queste le parole di Michele Misseri in collegamento telefonico a Tgcom24. «Se le due innocenti non escono di prigione per me è finita -conclude- io andrò in un pozzo ma poi voglio vedere se saranno bravi a trovarmi».

«Se sono cambiato e parlo meglio, ringrazio le persone del carcere. Nel carcere ero isolato da tutti e avevo diverse persone che mi facevano da professori». Queste le parole di Michele Misseri a Tgcom24, a due giorni dal processo per l'omicidio di Sarah Scazzi, la giovane uccisa il 26 agosto 2010, che vede imputate la cugina Sabrina e sua madre Cosima. «Quando vado ad Avetrana e parlo in italiano -aggiunge Misseri- mi dicono 'adesso sei diventato italiano?'. Poi forse è pure perchè io scrivo molto, scrivo sempre e tutti i giorni. Prima parlavo solo in dialetto.

mercoledì 30 novembre 2011

SARAH SCAZZI, MICHELE MISSERI NON POTRA' ALLONTANARSI DA AVETRANA

Sarah Scazzi - Nuovi provvedimenti cautelari per Michele Misseri

Sarah Scazzi - Nuovi provvedimenti cautelari per Michele Misseri
La Procura di Taranto ha deciso l'applicazione di nuove misure cautelari nei confronti di Michele Misseri, accusato di soppressione di cadavere, oltre al fatto dellle continue autoaccuse sulla totale responsabilità dell'omicidio di Sarah Scazzi.
Dalla fine dello scorso maggio, dopo la scarcerazione, Misseri aveva obbligo di firma dalle 17 alle 18 presso la caserma dei carabinieri di Avetrana, ma in seguito al fatto che lo stesso Misseri si sia presentato per la firma con un anticipo di 40 minuti, dicendo di avere un impegno a Taranto, ha fatto scattare, da parte del giudice per l'udienza preliminare, un nuovo e più severo provvedimento. Infatti, l'impegno che Misseri ha detto di avere, altro non era che la registrazione della puntata della trasmissione "Matrix", nella quale ha rilasciato un'intervista che per altro pare avere suscitato una notevole ondata di sdegno da parte del pubblico e della madre di Sarah, Concetta Scazzi.
I pm di Taranto hanno richiesto l'immediato provvedimento di arresto domiciliare, ma il tribunale non ha accolto l'istanza, ed ha invece stabilito un raddoppio del provvedimento già esistente, ovvero, obbligo di firma al mattino e alla sera e divieto di uscire da casa dalle 19 alle 7.00, oltre a non poter oltrepassare i confini del Comune di Avetrana.

domenica 27 novembre 2011

Misseri in tv, sdegno di mamma Concetta «Lacrime false, è un uomo abominevole»

AVETRANA - Non ce l'ha fatta, questa volta, a restare in silenzio. Vedere il cognato in diretta tv, in uno studio televisivo come fosse un politico di prima linea, un personaggio dello spettacolo o della cultura scatenato la sua rabbia. Rabbia di madre che ha perso una figlia di appena 15 anni,

uccisa in casa dell'uomo che ora rilascia interviste come un divo. E' così che Concetta Serrano, mamma di Sarah Scazzi, ha scritto una lettera per accusare Michele Misseri, il cognato che a gennaio sarà processato per aver gettato il cadavere della piccola Sarah in un pozzo. Con lui, nell'aula della Corte d'Assise di Taranto, compariranno anche la moglie Cosima e la figlia Sabrina, entrambe accusate di aver ucciso la ragazzina,

Michele Misseri «ostenta in giro con orgoglio l'atteggiamento di un divo di Hollywood, come se avesse commesso un'azione vanagloriosa invece di chiudersi in casa e soffrire di rimorsi perchè in tutto questo tempo lui e la sua famiglia hanno soltanto dimostrato presunzione e falsità…, infischiandosene del male che hanno fatto alla povera Sarah». Così scrive Concetta nella lettera spedita a Filomena Rorro, l'inviata di 'Quarto Grado' (Retequattro).

«Sono arrabbiata - prosegue Concetta - ed indignata da quest'uomo: manca di dignità…, prima verso se stesso, e le lacrime che versa, quando menziona anche solo il nome di Sarah, sono piene di falsit…à, come quelle che è stato abituato a vedere nella propria famiglia, in tutto questo tempo che è passato».

«È vergognoso sentir chiamare quest'uomo zio Michele in toni affettuosi, come se si stesse parlando dell'omino pio, del 'Fatebenefratelli'. Ma ci rendiamo conto che una bambina di 15 anni che avrebbe dovuto vivere la vita con gioia e spensieratezza è stata soppressa da quest'uomo abominevole, che ha anche il coraggio di farsi intervistare in uno studio televisivo?».

«La Bibbia - scrive ancora la mamma di Sarah - mi ha insegnato che non c'è scampo per coloro che mentono. Geova Dio tiene conto delle loro opere malvagie ed essendo un Dio che non tollera cattiverie ed ingiustizie, a tempo debito dar…à a ciascuno i risultati di ciò che è stato seminato ed è questa la fiducia e la certezza che mi aiuta ad andare avanti».

il mattino Sabato 26 Novembre 2011 - 10:06

martedì 8 novembre 2011

SARAH SCAZZI, "MISSERI ACCUSÒ SABRINA SOTTO EFFETTO DI FARMACI"

Lunedì 07 Novembre 2011 - 2

TARANTO - Michele Misseri riferì più volte, sin dall'inizio della sua detenzione, alla psicologa e allo psichiatra del carcere di Taranto, nel quale era rinchiuso, di essere l'unico colpevole dell'omicidio della nipote quindicenne Sarah Scazzi. Lo hanno confermato gli stessi professionisti - Dora Chiloiro, psicologa, e Giovanni Primiani, psichiatra - ascoltati oggi come testimoni in udienza preliminare (ultime battute l'11 novembre) su richiesta, accolta una settimana fa dal gup Pompeo Carriere, della difesa di Sabrina Misseri.

I testimoni convocati erano tre, ma uno - padre Saverio Calabrese, cappellano del carcere, citato dalla Procura - si è appellato al 'segreto confessionalè che gli si impone nel momento in cui svolge il suo ministero all'interno della casa circondariale, e dunque non ha potuto riferire nulla. Per quanto si è appreso di una udienza preliminare che in ogni caso si tiene a porte chiuse, come fissa il codice di procedura penale, lo psichiatra ha anche riferito che 'zio Michele' gli disse di aver assunto farmaci che gli avrebbero causato perdita parziale di lucidità nelle ore che precedettero, il 15 ottore 2010, la sua chiamata in correità della figlia Sabrina per l'omicidio di Sarah.

Assunzione di farmaci che però viene smentita dalle testimonianze, già presenti da tempo negli atti, di quattro operatori del carcere, corredate dal rifiuto sottoscritto dallo stesso Misseri ad assumere farmaci, così come risulterebbe anche dalla cartella clinica.

venerdì 3 giugno 2011

MICHELE MISSERI, PARLA IL CRIMINOLOGO BRUNO:"DELL'OMICIDIO DI SARAH NON SA NIENTE"

Per il criminologo Bruno, Misseri ora dice la verità

Per il criminologo Bruno, Misseri ora dice la verità francesco brunoAVETRANA— «Ieri ha recitato una parte, oggi comincia dire quello che pensa» . Questa è l’analisi che il criminologo romano Francesco Bruno cuce addosso a Michele Misseri. «Un personaggio tutto sommato buono con caratteristiche di mitomania e narcisismo che ama mettersi centro dell’attenzione come figlia Sabrina che rispetto al padre è una campionessa mondiale» .
Professore Bruno come giudica questa instabilità di Michele Misseri?
«Misseri sta ripetendo il comportamento di quando ha confessato facendo trovare il cadavere. Anche allora, come oggi, ha prima detto che era lui l’unico colpevole per poi ritrattare tutto. Adesso si ripete: l’altro ieri ha confessato il delitto recitando un ruolo mentre ieri ha ricominciato a dire quello che pensa veramente» .
Una personalità disturbata quindi?
«Tutto sommato un poveraccio, una personalità frustrata con gravissimi deficit affettivi con una moglie a cui deve ubbidire. Un uomo punito, maltrattato e non rispettato in casa. Tutto sommato un buono con caratteristiche di mitomania e narcisismo a cui piace mettersi in mostra con le bugie. La figlia è una campionessa mondiale di narcisismo e per lui è quello il modello da seguire. Misseri ha un’enorme opinione della figlia e il terrore della moglie. Credo che sia stato trascinato in vicende più grandi di lui che non ha capito sino in fondo e che non ha saputo gestire» .
Chi lo avrebbe trascinato e per cosa?
«Secondo me era destinato fare l’agnello sacrificale nel caso qualcosa fosse andata male. Non mi spiego la storia del telefonino di Sarah fatto trovare da lui. Non so se quanto è avvenuto sia stato davvero voluto da lui; non sono sicuro che sia stato lui a gestire tutto oppure se è stato determinato da altri.»
E sul delitto?
«Non sa niente, racconta quello che ha origliato sull’uccisione mentre conosce bene tutte le fasi dell’occultamento» .

martedì 31 maggio 2011

Michele Misseri scarcerato e subito ricoverato in ospedale "Nella villa dava segni di squilibrio"

IL DELITTO DI SARAH
Misseri ricoverato in ospedale "Nella villa dava segni di squilibrio"


00:53 - Nuovo colpo di scena nell'inchiesta sull'omicidio di Sarah Scazzi. Dopo essere uscito dal carcere, lo zio Michele Misseri è stato portato all'ospedale di Taranto dopo un'ordinanza di trattamento sanitario obbligatorio firmata dal sindaco di Avetrana. "Sono venuti i medici del 118 dicendo di aver ricevuto una chiamata, ma io non ho chiamato nessuno - ha detto la figlia Valentina - Michele stava bene era meravigliato per essere uscito dal carcere".
"Michele si è sfogato ma stava benissimo", ha aggiunto, precisando che, alla richiesta di spiegazioni, i medici hanno risposto che era stato il sindaco di Avetrana a disporre con un'ordinanza il ricovero.(TGCOM)

Verso la mezzanotte prescritto un trattamento sanitario obbligatorio al contadino di Avetrana. Zio Michele aveva lasciato il carcere alle 19,20, un'ora dopo era nella villetta di via Deledda. Moglie e figlia rimangono in carcere: ieri mattina hanno fatto scena muta durante l'interrogatorio di garanzia
di MARIO DILIBERTO
L'arrivo nella villa di via Deledda di Michele Misseri
E' tornato nella villa della morte ma ha resistito per poco. Michele Misseri dopo neppure quattro ore di libertà, considerava un'ossessione il ritorno in via Deledda, lui solo nella casa dove fu uccisa Saraah, senza la moglie Cosima e la figlia Sabrina, rinchiuse nel carcere. Il contadino dava segni di squilibrio tanto che verso la mezzanotte i carabinieri hanno richiesto l'intervento di un'ambulanza del 118. I medici, dopo averlo visitato, hanno prescritto un trattamento sanitario obbligatorio. Così Misseri è stato trasportato d'urgenza all'ospedale di Taranto dove è stato ricoverato.

lunedì 6 dicembre 2010

Sarah: indagato avvocato Sabrina per tentato favoreggiamento


l'avv. Galoppa, entrato nel cuore di tutti, tranne che in quello dei parenti di Michele Misseri.


Assieme a collega voleva far cambiare difensore a zio Michele
06 dicembre, 20:56


(ANSA) - TARANTO, 6 DIC - Avrebbero tentato di far nominare un legale di fiducia a Michele Misseri, 'scalzando' l'allora difensore d'ufficio Daniele Galoppa, per convincerlo a ritrattare la chiamata in correita' nei confronti della figlia Sabrina per l'uccisione di Sarah Scazzi. E' questa l'ipotesi in base alla quale la Procura di Taranto ha iscritto nel registro degli indagati due avvocati del foro jonico, Vito Russo, difensore di Sabrina Misseri, e Gianluca Mongelli. Il reato ipotizzato e' tentativo di favoreggiamento personale. (ANSA).

sabato 4 dicembre 2010

Sarah Scazzi/Michele Misseri chiede essere ascoltato senza legali , ma la procura respinge



 La Procura respinge l'inusuale richiesta
Taranto, 4 dic. (Apcom) - Nei giorni scorsi Michele Misseri ha chiesto alla Procura della Repubblica di Taranto di essere ascoltato senza i suoi difensori di fiducia, Daniele Galoppa e Francesco De Cristoforo. Ma questa richiesta è stata respinta dai giudici tarantini. Cosa volesse dire Michele Misseri ai magistrati non è dato a sapere, quel che è certo è che questa inusuale richiesta getta pesanti ombre sul giallo di Avetrana che a questo punto potrebbe riservare altre sorprese. Michele Misseri è lo zio di Sarah Scazzi, la ragazza scomparsa il 26 agosto da Avetrana e ritrovata cadavere il 7 ottobre dopo la confessione dello stesso Misseri. Il 15 ottobre Misseri chiamò in correità per questo delitto la figlia Sabrina e il 5 novembre addossò tutte le responsabilità a lei. Nel corso dell'incidente probatorio del 19 novembre confermò tutto davanti al gip distrettuale ritrattando persino il vilipendio di cadavere di cui si era autoaccusato. La richiesta di essere ascoltato senza legali lascia presupporre che Michele sia ora pronto a ritrattare tutto quello che ha confessato fino ad ora.


fonte

domenica 28 novembre 2010

SARAH, MICHELE HA DETTO LA VERITA' SOLO AL PARROCO DEL CARCERE

Scazzi zio 400x3001 300x225 Misseri usa ancora il plurale, la verità solo al parroco del carcere

Misseri usa ancora il plurale, la verità solo al parroco del carcere


AVETRANA – «Il pozzo era pieno d’acqua?», chiede il giudice. «C’era acqua dentro. Ora, quando “siamo andati” l’ultima volta, era un mare piccolo: non si poteva entrare più». Ancora una volta Michele Misseri parla al plurale per raccontare l’omicidio della nipote Sarah Scazzi. A provocare l’ambigua risposta durante l’incidente probatorio del 19 ottobre, è l’avvocatessa Emilia Velletri che vuole sapere perché Michele ha deciso di spogliare la nipote prima di immergerla nella cisterna. «Senta: ma lei non ha voluto buttare i vestiti nel pozzo perché, secondo lei, si consumavano dopo il cadavere…», chiede la legale. «I vestiti non li ho messi – spiega Michele – perché quando piove là, che si riempie, escono tutti fuori (…) e possono essere trovati». Il contadino accusato di avere ucciso la nipote in concorso con la figlia Sabrina, spiega come tornando sul luogo della sepoltura, lui e qualcun altro («quando siamo andati l’ultima volta»), hanno trovato la superficie completamente sommersa dall’acqua piovana. Già altre volte Misseri è scivolato sulla stessa declinazione al plurale. 

sabato 20 novembre 2010

MICHELE MISSERI A SABRINA: SARAH L'HAI UCCISA TU

20/11/2010 - IL CASO


Michele alla figlia: "Sarah l'hai uccisa tu"


Tra i Misseri drammatico confronto in carcere: ma i loro sguardi non si sono mai incrociati




MARIA CORBI


Papà ti voglio bene». Nel giorno dell’incontro con suo padre, Sabrina consegna questa frase ai suoi avvocati. Avrebbe voluto dirgliele lei, ma le è stato spiegato che la condizione della sua presenza nell’aula dove si è svolto, ieri, l’incidente probatorio, era quella di non proferire parola. «Non riesce ad odiarlo e a non continuare a considerarlo un padre», ha spiegato la psicologa Cinzia Gimelli. La dichiarazione d’amore del padre per la figlia invece ha il peso di una condanna: «A Sabrina voglio bene, è mia figlia, ma deve pagare per quello che ha fatto».


È la sala polifunzionale della sezione femminile ad ospitare questo interrogatorio che cristallizza per il giudizio la versione di papà Michele. Una scenografia allestita con attenzione, la cattedra con i magistrati, Misseri davanti a loro, che si tormenta tra le mani il tau, il crocifisso francescano, protetto da un cordone di dieci guardie penitenziarie, uno scudo tra lui e la figlia. Sabrina la tigre che riesce a intimidire il contadino stanco, il padre avvilito e maltrattato. Così è stata dipinta. E invece Sabrina a chi l’ha vista è parsa uno scricciolo, i chili in più dissolti nella sua cella, ma anche nella sua disperazione.


All’interrogatorio presieduto dal gip del tribunale di Taranto Martino Rosati ci sono il procuratore Franco Sebastio, il procuratore aggiunto, Pietro Argentino e il sostituito procuratore Mariano Buccoliero. Ci sono gli avvocati delle parti, anche quelli della famiglia Scazzi e i consulenti di parte. Una folla di criminologi. Sono da poco passate le tre quando inizia questo ennesimo atto della tragica saga. E si va avanti ad oltranza con momenti di grande tensione tanto che il Gip pensa di aggiornare la seduta dopo che Misseri riconferma ai giudici la versione del 5 novembre, quella in cui addossa la responsabilità del delitto alla figlia mossa dalla gelosia per Ivano. «Stavo dormendo in casa, Sabrina mi ha svegliato e ha detto “papà è successo un guaio”». Sabrina, secondo Michele gli avrebbe detto che stavano giocando con la cinta insieme a Sarah come se fosse stato un incidente. «Sabrina mi aveva detto così». Su sua moglie Cosima, Michele avrebbe continuato a dire che non ha mai saputo niente. Il primo colpo di scena quando ritratta ancora una volta la violenza su Sarah. Sia il vilipendio di cadavere che le molestie. «Non l’ho mai sfiorata la creatura». Sarebbe in questo caso un punto a favore della difesa visto che solo 14 giorni fa aveva circostanziato in due pagine di interrogatorio quell’atto assurdo e crudele sulla ragazzina ormai morta. E in quell’occasione era stata proprio la sua consulente Roberta Bruzzone a fargli la domanda decisiva, che lo aveva spinto a chiarire esattamente cosa era successo. Il continuo cambio di versione non aiuta certo la credibilità di Michele nella veste di chiamante in correità. Ma qualora la procura decidesse di credergli, per lui potrebbero anche riaprirsi le porte del carcere. Michele ha aggiunto particolari anche alla fase dell’occultamento. «Quando ho messo Sarah nel pozzo prima con la sua mano le ho fatto segnare il petto e la fronte». Un pietoso segno della croce. Emilia Velletri e Francesca Conte che hanno controinterrogato Misseri hanno cercano di farlo cadere in contraddizione, di capire se c’è qualcuno che lo ha condizionato.


 Gli chiedono anche delle rivelazioni che avrebbe fatto a Cosima e alla figlia Valentina durante le visite in carcere. Misseri avrebbe detto in queste conversazioni, di essere certo di finire presto in un convento, dove poter continuare a zappare la terra. E mentre in carcere Michele prosegue il suo racconto, negli uffici del comando provinciale dei carabinieri di Taranto sono stati sentiti nuovamente alcuni testimoni, tra i quali due fidanzati che riferirono di aver visto Sarah il 26 agosto verso le 14,25 che camminava dirigendosi verso casa della cugina, con la quale doveva andare al mare. Solo anticipando l’orario del delitto infatti i pezzi del puzzle che vogliono Sabrina colpevole si incastrerebbero con maggiore precisione. E in questa direzione va anche la testimonianza di Francesca, che ha detto di aver mandato all’amichetta Sarah un messaggino alle 14,18 e di averle telefonato alle 14,23, senza mai ricevere risposta. A quell’ora per gli inquirenti Sarah poteva essere, dunque già morta. Sarebbe stata dunque Sabrina a chiamarsi con il cellulare della cuginetta per confezionarsi un alibi.
la stampa 20 novembre 2010

venerdì 19 novembre 2010

ORE 12 INCIDENTE PROBATORIO MICHELE MISSERI, MAMMA SARAH: LUI SA LA VERITA'

Sarah,Sabrina e Michele a confronto

Concetta: lui sa la verità, spero parli

Attesa a Taranto per l'incidente probatorio di Michele Misseri dove racconterà la versione definitiva sul delitto della nipote. Dovrà ripetere per l'ultima volta quello che accadde il 26 agosto e tutto quello che dirà non potrà più essere modificato in vista del processo. Ad ascoltarlo anche Sabrina, tenuta a debita distanza e senza alcuna possibilità diinteragire. Concetta Scazzi a News Mediaset: "Michele sa la verità, spero che oggi la dica"
Michele Misseri
Come richiesto dalla difesa, Michele Misseri non potrà né vedere, né sentire la figlia Sabrina durante l'incidente probatorio. Nella sua ultima confessione di due settimane fa, che ora dovrebbe confermare, Misseri addossò l'intera responsabilità dell'omicidio alla figlia Sabrina ed ammise soltanto di avere occultato il cadavere nel pozzo di contrada Mosca.

L'atto istruttorio si svolgerà al primo piano dell'ex sezione femminile del penitenziario di Taranto, nel locale più grande per accogliere le tante figure che dovranno presenziare. Oltre al procuratore Franco Sebastio, all'aggiunto Pietro Argentino e al sostituto Mariano Buccoliero, e all'avvocato di Misseri, Daniele Galoppa, ci sarà il collegio difensivo di Sabrina, i legali Francesca Conte ed Emilia Velletri, i consulenti di parte, i gli avvocati della famiglia Scazzi e i loro consulenti.
Per non subire influenze, pressioni e rimanere lucido in vista dell'incidente probatorio, Michele nei giorni scorsi aveva persino rifiutato di incontrare la moglie Cosima e l'altra figlia Valentina.

Nel frattempo si attende ancora di conoscere le motivazioni per cui il Tribunale del Riesame ha deciso di rigettare la richiesta di scarcerazione di Sabrina Misseri. Non si esclude che, a questo punto, il deposito in cancelleria delle motivazioni possa slittare a sabato o all'inizio della prossima settimana.

Giovedì, infine, gli investigatori hanno riascoltato due amiche di Sarah, Maria e Francesca, e il padre di quest'ultima, che hanno confermato la paura che Sabrina incuteva a Sarah.

mercoledì 17 novembre 2010

Omicidio Scazzi: legale famiglia Sarah, Michele Misseri sa tutta la verita'

Taranto, 17 nov. - (Adnkronos) - ''Quella dell'incidente probatorio di venerdi' e' una occasione importante perche' ci troveremo di fronte a una persona che su questa vicenda sa tutta la verita'. E' uno dei pochi casi giudiziari degli ultimi 30-40 anni in cui cio' succede''. Cosi' all'ADNKRONOS l'avvocato Walter Biscotti, uno dei legali della famiglia di Sarah Scazzi, la 15enne di Avetrana, in provincia di Taranto, uccisa lo scorso 26 agosto, a proposito dell'interrogatorio previsto venerdi' di Michele Misseri, l'uomo che si e' prima accusato di essere l'autore del delitto ma poi ha addossato la colpa alla figlia Sabrina e ha riferito di essersi incaricato successivamente del compito di far sparire il cadavere. ''Misseri non ha uno spessore criminale elevato - aggiunge Biscotti - sara' compito di chi lo interroga e di chi lo controinterroga fare emergere questa verita'''. Secondo Biscotti ''va chiarito l'uso di due plurali'' che Misseri fa in due diversi interrogatori. Nel primo dice 'abbiamo parcheggiato' riferendosi al momento in cui arriva nella zona del pozzo cisterna in cui getto' il corpo di Sarah e l'altro in cui riferendosi al momento in cui la vittima venne portata in garage dice 'se l'hanno trascinata in garage non lo so...'. Il collegio difensivo della parte lesa e' composto, oltre che dall'avvocato Biscotti, anche dagli avvocati Nicodemo Gentile e Antonio Cozza, tre legali quanti sono i componenti della famiglia Scazzi, Concetta, Giacomo e Claudio, e si avvale come consulente scientifico dell'ex comandante dei Ris di Parma, generale Luciano Garofano, del criminologo Massimo Picozzi (entrambi saranno presenti all'interrogatorio di venerdi') e dello psichiatra Alessandro Meluzzi.
(la repubblica 17 novembre 2010 ore 20.48)

martedì 16 novembre 2010

SARAH SCAZZI, FORSE GLI ASSASSINI HANNO AVUTO PIU' TEMPO PER UCCIDERE

Sarah, trenta minuti di gialllo l'ora del delitto alla moviola
Sarah, trenta minuti di giallo. l'ora del delitto alla moviola
«Sarah non rispose ad un'amica» Incerta l'ora dell'omicidio

di MIMMO MAZZA
TARANTO - A che ora è stata uccisa Sarah Scazzi? La domanda resta ancora senza risposta e il quesito è tutt’altro che irrilevante per ricostruire cosa è avvenuto il 26 agosto nell’abitazione della famiglia Misseri ad Avetrana. Le testimonianze raccolte dagli inquirenti e i raffronti fatti con i tabulati telefonici ora restringono, ora dilatano un periodo che sembra andare tra le 14 e le 14.42. Nessuno sa dire con esattezza a che ora quel 26 agosto Sarah è uscita da casa, in via Verdi per raggiungere l’abitazione della cugina Sabrina Misseri, in via Deledda, per poi recarsi al mare.


Come rivelato ieri dalla Gazzetta, Sarah, almeno stando all’ultima versione dei fatti offerta da Michele Misseri, la stessa mattina del 26 agosto avrebbe pranzato con la zia Cosima e la cugina Sabrina, rientrando a casa tra le 13.20 (come testimonia la madre Concetta) e le 13.30 (come ricorda il padre Giacomo) per mettere il costume da bagno e prepararsi per la gita al mare. La badante rumena che lavorava a casa Scazzi ricorda di aver visto uscire Sarah di casa dopo le 14. Il particolare è tutt’altro che irrilevante in quanto serve a capire quanto tempo Sabrina - in carcere con l’accusa di aver sequestrato e ucciso la cugina - ha avuto per compiere il delitto.


Sarah alle 14.18 riceve l’sms della sua amica Francesca alla quale però non risponde. Alle 14:23 la stessa amica le telefona ma Sarah continua a tacere. Come mai? Forse - azzardano gli inquirenti - perché era già nelle grinfie dell’omicida. Ma agli atti c’è la testimonianza di una coppia di fidanzatini che invece ha sostenuto di aver visto Sarah per strada alle 14.25.
E poi alle 14:28 dal telefono di Sarah parte uno squillo verso quello di Sabrina.


Ieri i due testimoni sono stati riascoltati dal sostituto procuratore Mariano Buccoliero, titolare dell’inchie - sta assieme al procuratore aggiunto Pietro Argentino. Stando a quanto si è appreso (l’interrogatorio è stato secretato e ai due testimoni è stato vietato di parlare con i giornalisti), non sarebbero emersi ulteriori elementi in quanto inevitabilmente i due fidanzatini a distanza di tempo non sono riusciti ad essere più precisi riguardo all’ora in cui hanno visto Sarah camminare per strada, diretta verso via Deledda.


E poi qui si discute di una differenza di appena 10-15 minuti, irrilevanti nella memoria di un testimone oculare ma decisivi per la dinamica del delitto.


L’ultima versione di Michele Misseri contiene un altro elemento importante riguardo ad un altro teste chiave, Anna Pisanò, la cliente che si sottopose ad un trattamento estetico da Sabrina il giorno dell’omicidio. La signora ha raccontato di essere andata a casa Misseri alle 9 di mattina del 26 agosto, e di aver successivamente visto arrivare Sarah, stranamente triste e preoccupata, segno che secondo lei era successo qualcosa con Sabrina.


Al di là di questo aspetto, è stato proprio Michele Misseri a spiegare agli inquirenti di aver visto quella mattina Anna Pisanò entrare in casa sua, dove aveva un appuntamento con Sabrina. Circostanza - almeno questa - che ha poi trovato un preciso riscontro.
la gazzetta del mezzogiorno 16 novembre 2010
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_01.php?IDNotizia=382743&IDCategoria=1


Sarah, trenta minuti di giallo. l'ora del delitto alla moviola
Per la procura Sabrina e il padre hanno avuto più tempo per uccidere e nascondere il cadavere.Riascoltata la coppia che vide Sarah sulla strada. L´avvocato di Michele: non vuole vedere più nessuno. Valentina e Cosima tornano da Sabrina
di MARIO DILIBERTO


TARANTO - Controlli incrociati per fissare l´ora del delitto. Ruota intorno alle zone d´ombra che ancora restano gli accertamenti effettuati ieri nell´ambito dell´indagine sulla morte di Sarah Scazzi. Gli investigatori hanno nuovamente ascoltato la coppia di giovani fidanzati che vide la piccola Sarah, mentre camminava nelle strade di Avetrana il 26 agosto, poco prima di essere uccisa. Un delitto orribile per il quale sono in cella Michele e Sabrina Misseri, zio e cugina della quindicenne.


I due compaesani della vittima la notarono in viale Kennedy. Quella che per tutti nella cittadina del Salento è la via per il mare. Era a metà dei 533 metri che dividono la sua casa da quella dei Misseri. I due ragazzi erano in auto. La riconobbero subito. Agli investigatori dissero di averla vista intorno alle 14.25. E ieri hanno ripetuto quello che già avevano messo a verbale. Con tutte le cautele del caso. Perché ammettono di non poter essere precisi. E la loro testimonianza aggiunge poco alla ricerca di certezze che vede impegnati i pm Pietro Argentino e Mariano Buccoliero. I due magistrati lavorano sodo per ricostruire gli ultimi minuti di vita di Sarah. Confrontano testimonianze e orari dei tabulati telefonici con le dichiarazioni di Michele Misseri.


L´incessante attività sull´omicidio di Sarah sta lì a dimostrare che c´è ancora qualcosa da scoprire. Dettagli, forse, ma che non possono arginare la ricerca di tutta la verità. Il punto di partenza degli ultimi accertamenti è proprio quello da cui è cominciata questa vicenda. La casa di vicolo Verdi II, da dove Sarah uscì il 26 agosto per andare incontro al suo tragico destino. La badante rumena dice che varcò la soglia dopo le 14. La sua testimonianza sembra allargare i tempi dell´omicidio. Che però, si restringono se si tiene conto di quanto raccontano i due testimoni ascoltati ieri. Anche in quest´ottica si propone come fondamentale l´appuntamento l´incidente probatorio di venerdì prossimo. Quando al centro della scena salirà ancora una volta Michele Misseri.


Il contadino dovrà rispondere alle domande di magistrati e avvocati. E ricostruire quanto avvenne il giorno della morte di Sarah. Di quella tragedia ha già cambiato a ripetizione ruoli e responsabilità. Nella più recente delle sue rivelazioni si è sfilato dalla scena del delitto. Ha accusato la figlia Sabrina. "È stata lei a strangolare Sarah con una cintura". Ha anche aggiunto dettagli che sembrano confortare il movente dell´assassinio. Ovvero la gelosia della figlia per le coccole che la ragazzina strappava ad Ivano, il ragazzo del quale Sabrina era innamorata. L´uomo, infatti, ha parlato dei rapporti tesi tra le due cugine. "Era roba di invidia", spiega Misseri. "Sì, invidia di Sabrina verso Sarah", interviene la criminologa Roberta Bruzzone, consulente della difesa dell´uomo. "Sì, sì", conferma Michele. Poi parla il pm Buccoliero.


"Quindi di questo litigio l´hai saputo".
"L´ho saputo, però non te lo so spiegare" dice Michele.
"Tra Ivano, Sabrina e Sarah", insiste il pm.
"Sì", ribadisce l´indagato.
"A che periodo si riferisce? Sempre d´estate, Agosto?", continua il pm.
"Sempre prima che scomparisse Sarah, sì. Agosto", ribadisce Misseri.
"Ma questo l´hai saputo da chi?", torna a chiedere Buccoliero.
"Non mi ricordo se l´ho saputo da mia moglie o dagli altri amici, perché tempo di estate ne frequentavano molti amici, quelli", chiude lo zio di Sarah.


Brandelli di una verità che sarà blindata venerdì. In vista di quell´appuntamento Misseri ha scelto di chiudere i ponti con i familiari. Vuole riflettere nella sua cella e non vuole incontrare nessuno. "Non vuole vedere i parenti e neanche gli psicologi" ha detto il suo legale Daniele Galoppa. La moglie Cosima e la figlia Valentina, però, ieri sono tornate in carcere. Non da lui, ma da Sabrina, apparsa molto provata dalla decisione con la quale il Riesame ha confermato il carcere. Sabrina ha incontrato anche il suo legale, l´avvocato Vito Russo. "Mi chiede continuamente delle fasi del processo - ha detto il difensore - e dei passi da intraprendere per dimostrare la sua innocenza".






(la repubblica bari 16 novembre 2010)

domenica 7 novembre 2010

SARAH, LE TRE CONFESSIONI DI MICHELE MISSERI


Misseri cambia ancora, 3 verità per un delitto
07 novembre, 21:01


(ANSA) ROMA - Ecco, in sintesi, le tre diverse confessioni di Michele Misseri agli inquirenti sull'omicidio della nipote Sarah Scazzi, avvenuto il 26 agosto scorso:


6 OTTOBRE, MISSERI UNO Michele Misseri si imbatte in Sarah che, alla ricerca della cugina Sabrina, si reca nel garage dello zio, dove lui sta sistemando il trattore. L'uomo tenta un approccio sessuale con la nipote, che respinge le avances. Michele l'aggredisce alle spalle e con una corda la strangola. Nasconde il cadavere, poi lo colloca nel bagagliaio della sua auto, si dirige nelle campagne di Avetrana, denuda la salma e si lascia andare a un rapporto sessuale completo. Depone di nuovo il cadavere in auto e, infine, lo getta in un pozzo. L'uomo non chiama mai in causa la figlia Sabrina.


15 OTTOBRE, MISSERI DUE Sarah arriva in casa Misseri e la cugina Sabrina la trascina nel garage con la forza, avendo la stessa Sabrina ed il padre concordato di darle una lezione per intimorirla ed evitare che la ragazza diffondesse in paese la notizia delle attenzioni sessuali riservatele dallo zio, delle quali anche Sabrina era venuta a conoscenza. Mentre quest'ultima tiene per le braccia la cugina, Michele Misseri avvolge una corda intorno al collo di Sarah e la strangola. Sabrina, nel momento in cui vede la cugina accasciarsi, impaurita molla la presa e si allontana. L'uomo poi fa sparire il cadavere gettandolo nel pozzo. Alcuni giorni dopo, tramite il suo legale, Michele Misseri fa sapere di voler ritrattare la precedente confessione nella parte relativa agli atti sessuali sul cadavere.


4 NOVEMBRE, MISSERI TRE Sabrina e Sarah si incontrano per andare al mare e litigano, forse per gelosia nei riguardi di un amico comune, Ivano Russo. Sabrina trascina nel garage Sarah: la discussione degenera e lei strangola la cugina con una cintura trovata in garage. Sabrina sale a casa ed informa il padre Michele, che stava dormendo. L'uomo rassicura la figlia, che si allontana con l'amica Mariangela. Michele Misseri carica la salma di Sarah in auto, si dirige in campagna, abusa sessualmente del cadavere e, infine, lo getta nel pozzo calandolo con una corda.

CONFESSIONE MICHELE MISSERI: SEQUESTRATE 49 CINTURE

MISSERI CONFERMA VIOLENZA SU CADAVERE

Sarah: busta a Cosima Misseri; decreto sequestro cinture

Sono in tutto 49 e saranno inviate ai Carabinieri del Ris a Roma

07 novembre, 14:55
(ANSA) - TARANTO, 7 NOV - I carabinieri hanno consegnato oggi a Cosima Misseri una busta contenente un decreto di sequestro delle cinture, da uomo e da donna - in tutto 49 - prelevate ieri sera dai militari dell'Arma nell'abitazione dei Misseri. Lo si e' appreso da fonti vicine alle indagini. Secondo l'ultima versione dell'omicidio di Sarah Scazzi fornita da Michele Misseri venerdi' scorso nel carcere di Taranto, la 15/enne sarebbe stata strangolata dalla figlia Sabrina con una cintura trovata nel garage. Le cinture sequestrate saranno inviate ai Carabinieri del Ris di Roma per essere esaminate.(ANSA).
 | 07/11/2010 | ore 13.52 »

MISSERI CONFERMA VIOLENZA SU CADAVERE
Taranto, 7 nov. - (Adnkronos) - Nel corso dell'interrogatorio in carcere dell'altro ieri davanti al pm Mariano Buccoliero e al procuratore aggiunto, Pietro Argentino, della Procura della Repubblica del Tribunale di Taranto, Michele Misseri, ha confermato di aver violentato il corpo della nipote di 15 anni, Sarah Scazzi, sotto un albero di fico prima di portare il cadavere nel luogo dove si trova la cisterna interrata nella quale lo ha gettato e dove e' rimasto per 42 giorni, cioe' dal 26 agosto al 7 ottobre. Lo riferiscono fonti investigative.


Nella nuova versione fornita l'altro ieri, Michele Misseri ha riferito che a uccidere Sarah e' stata unicamente la figlia Sabrina e che lui e' intervenuto successivamente, nella fase dell'occultamento del cadavere. Il nuovo racconto pero' farebbe venir meno il movente delle precedenti molestie dell'uomo verso la nipotina e del conseguente raptus sessuale, rendendo ancora piu' inspiegabile il successivo vilipendio di cadavere. Misseri non ha mai ritrattato l'episodio di necrofilia.


Ad annunciare una possibile ritrattazione della seconda parte della prima confessione era stato il suo avvocato, Daniele Galoppa. L'altro nuovo particolare fornito da Misseri e' stato quello della corda che ieri ha fatto ritrovare nell'auto della moglie, Cosima Serrano, e che sarebbe servita non per uccidere Sarah ma per calarne il corpo nella cisterna interrata.

Sarah Scazzi/ Ore d'ansia per la moglie di Michele Misseri

Sarah Scazzi/ Ore d'ansia per la moglie di Michele Misseri

I Carabinieri di nuovo a casa di Cosima Serrano 
Avetrana (Ta), 6 nov. (Apcom) - Ha alzato il telefono e ha chiesto a Vito Russo, il legale di sua figlia Sabrina, di correre nella villetta di via Deledda, dove, da poco prima delle 20, i Carabinieri, su mandato della Procura della Repubblica di Taranto, stanno effettuando una perquisizione. Sono ore di estrema ansia per Cosima Serrano, la moglie di Michele Misseri che, da questa mattina, ha dovuto spalancare le porte della sua casa al marito e agli investigatori, giunti intorno alle 9, per ricostruire il delitto di Sarah Scazzi sugli stessi luoghi in cui è avvenuto.Stamattina la donna aveva dovuto lasciare la villetta per poi farvi rientro nel primo pomeriggio. Ma, stasera, i Carabinieri sono tornati. All'interno dell'abitazione si cerca ogni elemento utile per riscontrare le dichiarazioni che Michele, il capofamiglia, ha fatto ieri e questa mattina davanti ad investigatori e inquirenti. I militari dell'Arma hanno notificato alcuni atti a Cosima Serrano e, secondo quanto apprende Apcom, potrebbero cercare all'interno della stessa abitazione delle cinghie. 

Michele Misseri, questa mattina, ha già fatto ritrovare, all'interno dell'Opel Astra usata dalla moglie la corda con cui è stata uccisa Sarah. Si capisce come la cui situazione giudiziaria della donna si possa aggravare di ora in ora. Ieri Misseri, nel corso di una lunghissima dichiarazione spontanea agli inquirenti, ha ritrattato la confessione circa l'omicidio della nipote quindicenne, addossandone la responsabilità sulla figlia Sabrina, fin qui indagata solo per concorso, e dichiarandosi colpevole solo dell' occultamento del cadavere. Nel corso dei sopralluoghi effettuati oggi in sua presenza fra la casa in via Deledda e il pozzo dove fu nascosta Sarah, l'agricoltore ha fatto ritrovare anche il mazzo di chiavi che la nipotina aveva con sé. 

Michele Misseri, ultima confessione: Sabrina ha ucciso Sarah con una mia cintura

Si è protratto per parecchio tempo il sopralluogo dei carabinieri in casa di Michele Misseri, che proprio poche ore prima ha ritrattato la sua confessione, affermando che solo sua figlia Sabrina ha commesso materialmente il delitto mentre lui si è limitato all’occultamento del corpo di Sarah.
Per dare maggiore credibilità alla sua versione, Misseri ha precisato che probabilmente Sabrina per compiere il delitto, si sarebbe servita di una sua cintura, che peraltro fu già trovata nell’auto dell’uomo e posta sotto sequestro.


E’ probabile che durante questo accertamento in casa di Misseri, i carabinieri abbiano proprio cercato la cintura di cui, stando alle dichiarazioni dello zio di Sarah, si sarebbe servita Sabrina. Gli agenti per ispezionarla a fondo, hanno perlustrato la casa per circa 4 ore. Al termine di queste ricerche sono usciti con delle buste contenenti degli oggetti e non è da escludere che dentro vi sia proprio una cintura. Gli agenti avrebbero anche notificato alla moglie di Michele Misseri, Cosima Serrano alcuni atti riguardanti la perquisizione eseguita stamattina. Ad ogni modo il legale di Sabrina Misseri, Vito Russo ha escluso che la moglie di Michele Missero sia al momento indagata.
Fonte: tg.com Foto: Media NF
http://notiziefresche.info/misseri-confessa-sabrina-ha-ucciso-sarah-con-una-mia-cintura_post-48383/

sabato 6 novembre 2010

SARAH, MICHELE MISSERI FA TROVARE LE CHIAVI

Sarah: Michele Misseri fa ritrovare chiavi ragazzina. Erano nascoste nella cavita' di un albero di ulivo
06 novembre, 18:06

(ANSA) - AVETRANA (TARANTO), 6 NOV - Nel corso del sopralluogo fatto oggi nella zona in cui era stato nascosto il corpo di Sarah Scazzi, Michele Misseri ha fatto ritrovare un mazzo di chiavi che corrisponderebbe a quello che la ragazzina aveva con se' il 26 agosto quando usci' da casa e poi venne uccisa. Le chiavi erano nascoste nella cavita' di un albero d'ulivo nelle vicinanze del pozzo dove il corpo fu gettato ed e' rimasto nascosto per 42 giorni. Gli investigatori hanno anche prelevato una corda trovata nel bagagliaio della Opel Astra in uso alla moglie di Michele Misseri, Cosima Serrano.(ANSA).

Sarah Scazzi: trovata l’arma del delitto, la corda nell’auto di Cosima


Sarah Scazzi: trovata l’arma del delitto, la corda era nell’Opel Astra di Cosima


TARANTO, 6 NOV – Dai sopralluoghi di questa mattina in casa Misseri e nelle campagne di Avetrana, gli investigatori avrebbero rinvenuto la corda utilizzata per uccidere Sarah Scazzi. E’ stato Michele Misseri ad indicare il luogo in cui era nascosta, l’ Opel Astra usata dalla moglie Cosima. Misseri, presente ai sopralluoghi, ha fatto ritrovare anche il mazzo di chiavi che Sarah aveva con sé.
Dopo le dichiarazioni spontanee, rese nel pomeriggio di ieri da Misseri, la posizione processuale della figlia Sabrina sembra aggravarsi, il padre l’ha, infatti, indicata come autore materiale dell’omicidio, confessando di aver preso parte all’occultamento del cadavere. Il ritrovamento della corda nell’auto della madre Cosima, getta un’ulteriore ombra anche sulla figura di un’altra delle donne di casa Misseri.
Fonti giudiziarie rivelano non sia in discussione il luogo del delitto, che rimane il garage di casa Misseri. Immutate restano anche le imputazioni a carico di padre e figlia: omicidio, occultamento di cadavere e vilipendio di cadavere per Michele Misseri, sequestro di persona e concorso in omicidio per Sabrina.
http://www.bolognanotizie.com/news/2010/11/06/30161/sarah-scazzi-trovata-l%E2%80%99arma-del-delitto-la-corda-era-nell%E2%80%99opel-astra-di-cosima/

lunedì 1 novembre 2010

Sarah, lo zio pronto a ritrattare le accuse contro la figlia Sabrina


foto www.oggi.it

di Tiziana Fabbiano


AVETRANA (1° novembre) - «Sabrina è innocente». Torna a urlarlo Valentina Misseri. E questa volta lo fa in una lettera che ha come destinataria la zia Concetta. Alla mamma di Sarah assicura che sua sorella non ha ucciso. Che soltanto il papà è colpevole dell’omicidio della cugina. E che le donne della famiglia Misseri non hanno mai mentito, non hanno “coperto” l’orrendo delitto del capofamiglia: «Noi - scrive Valentina - aspettavamo Sarah viva».


L’arduo tentativo di convincere Concetta Scazzi è contenuto in un appello lanciato, ancora una volta, attraverso la televisione. Il messaggio di Valentina non è infatti stato imbucato nella cassetta della posta degli zii, Avetrana, ma consegnata a Massimo Giletti e letta nel corso de “L’arena” di “Domenica In”.
«Cara zia Concetta, ti scrivo “cara” non perché la lettera deve iniziare per forza in questa maniera ma perché noi ti vogliamo ancora bene, soprattutto perché grazie a te, abbiamo avuto la possibilità di conoscere la nostra Sarah», recita l’inizio della missiva.«In quei 42 giorni di attesa noi tre ti siamo state vicine e non per ingannarti. Ci aspettavamo di ritrovare Sarah viva. Io, Sabrina e mamma avevamo dei progetti. Sabrina voleva regalare a Sarah un computer per non dare più la possibilità alle amiche di chattare con la sua password. Io, come già sai volevo tenermela per un po’ a Roma. Mamma voleva invece organizzare una grande festa, la festa che Sarah aveva sempre desiderato con palloncini, regali, dolci, pizze, amici e parenti», scrive Valentina.


La maggiore delle figlie Misseri punta duramente il dito contro il padre e “scagiona” la sorella: «Quello che non capisco è perchè tu sei così sicura che Sabrina sia colpevole. Quando papà è stato arrestato nella mia mente avevo un puzzle con qualche tassello mancante. Pian piano ho aggiunto i pezzi mancanti e il puzzle è stato completato. Per Sabrina, invece, non esiste un puzzle. In quei 42 giorni, quante volte hai visto mio padre a casa tua? Solo due. Secondo te, perchè? Lui aveva la coscienza sporca. Non ti chiederemo mai di perdonare papà, neanche noi l’abbiamo fatto. Per 28 anni è stato un padre meraviglioso. Non posso cancellare tutti questi anni», aggiunge.


Poi conclude: «Zia, voglio che tu capisca una cosa. Se Sabrina c’entrasse qualcosa con la morte di Sarah, non mi sarei data tanto da fare perchè sono la prima a chiedere giustizia per Sarah. Invece Sabrina è innocente». La stessa Valentina peraltro ha messo nero su bianco il contenuto dei suoi colloqui con il padre in carcere e, attraverso il suo legale, ha consegnato in Procura quelle dichiarazioni. Sembra che Michele Misseri abbia annunciato l’ennesimo cambio di versione, con la possibilità di ritrattare le sue accuse contro Sabrina.

VIAGGI

Partenza:
Camere:
Adulti:
Ritorno: