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martedì 15 novembre 2011

"SABRINA E COSIMA RESTANO IN CARCERE":TESTO ORDINANZA GUP

“Sabrina e sua madre sono bugiarde, restino in carcere”. LEGGI Le 18 pagine dell\'ordinanza del gup 

Sabrina e sua madre sono bugiarde, restino in carcere. LEGGI LORDINANZA DEL GUP sabrina misseri cosima serrano 645 300x153

TARANTO — Sabrina Misseri e sua madre Cosima Serrano «per tutto il corso delle indagini hanno mentito, mentito e poi ancora mentito, spudoratamente, pervicacemente, per giunta giungendo a lanciare accuse e sospetti su persone che esse sapevano perfettamente essere del tutto innocenti».
Sono sufficienti queste considerazioni per dare un peso alla decisione di ieri del gup del Tribunale di Taranto, Pompeo Carrieri, con la quale ha respinto la richiesta di scarcerazione delle due donne così come avevano richiesto i loro avvocati.

Un’ordinanza di diciotto pagine che non è errato accomunare ad una sentenza di condanna nei confronti delle imputate su cui lo stesso giudice, il prossimo 21 novembre, si esprimerà sul rinvio a giudizio o, a questo punto improbabile, proscioglimento. Madre e figlia, secondo il gup, devono quindi restare in carcere perché «possono ancora inquinare le prove», «possono fuggire» e «ripetere il delitto» del quale si sarebbero macchiate uccidendo la loro parente di soli quindici anni. Per uno dei difensori di Sabrina, Nicola Marseglia, il rigetto dell’istanza di scarcerazione «è una decisione che non ci aspettavamo»
Dopo una premessa che a prima vista sembra volere escludere qualsiasi condizionamento con la decisione che dovrà prendere tra sei giorni («esso non interferisce con l’oggetto della decisione da assumersi all’esito di questa fase processuale, ossia in ordine all’accoglimento o meno della richiesta di rinvio a giudizio»), il magistrato non fa più mistero dei suoi giudizi quando, a pagina 2 del provvedimento, ritiene «condivisibili» le due ordinanze del 20 giugno e 12 luglio scorsi con cui il tribunale del riesame ha confermato le misure cautelari e tutti i reati contestai dai pm e confermati dal gip.
 Ma dice molto di più quando si sofferma sulla personalità delle imputate e sul loro comportamento tenuto nelle fasi post omicidio. Rifacendosi anche al parere della suprema corte che le riguarda (10 ottobre scorso), Carriere giunge alla conclusione che «sin dai primissimi momenti successivi alla morte della bambina, tutti i tre soggetti di cui sopra, in realtà, sapessero esattamente come erano andate le cose».

martedì 23 novembre 2010

Sarah Scazzi, Riesame: “Sabrina può uccidere ancora. E la madre ha mentito”




DEPOSITATE LE MOTIVAZIONI CON CUI IL RIESAME HA RESPINTO LA RICHIESTA DI SCARCERAZIONE

Sabrina «abile e scaltra» nel depistare, «sleale», «traditrice» della fiducia di Sarah. Sabrina che uccide «sotto la spinta immediata del rancore giunto al culmine nel corso di un ennesimo litigio» per la gelosia verso Ivano, del quale lei è «fortemente innamorata», anzi «ossessionata». E ancora: Sabrina che forza il lucchetto del diario segreto di Sarah e si ferma sull’appunto del 28 luglio: «Ciao mi chiamo Sarah, in questo periodo sono molto legata ad 1 ragazzo che ha 27 anni, io ne ho solo 15 ma lui è dolcissimo con me e mi coccola sempre, si chiama Ivano, e lui piace anche a mia cugina Sabrina ma io non capisco se mi piace o se gli voglio solo bene come 1 amico…». Sabrina è messa all’angolo, con i suoi mille «gravissimi comportamenti» dai quali «emerge il concreto e attuale pericolo che costei c ommetta delitti del l a stessa specie di quello per cui si procede». E poi Sabrina e la sua «insoddisfazione per il proprio aspetto fisico» che aveva «trasformato l’inconsapevole Sarah, in una sua antagonista».

sabato 20 novembre 2010

L'avvocato di Sabrina lascia l'incarico
«Il caso Sarah trasformato in business»

Michele inchioda Sabrina: «Quando sono arrivato in garage Sarah era già fredda. Lo stupro? Volevo essere credibile»


«Quando sono sceso in garage l'ho vista per terra con una cinta al collo, le ho toccato gli occhi ed era già fredda. Era morta. Allora ho detto mi prendo tutta la colpa io». E alla domanda dei magistrati sul perchè fosse così certo della morte di Sarah e non avesse invece ipotizzato un malore o uno svenimento Michele avrebbe risposto solamente ribadendo «era morta, era morta». Ai giudici Michele avrebbe anche ripetuto con un secco «no» alla domanda del perchè in quei quaranta giorni trascorsi dalla scomparsa di Sarah al suo arresto non avrebbero mai parlato della vicenda in casa e sarebbe stato molto determinato nel non chiamare mai in causa nel corso delle 11 ore la moglie Cosima, respingendo con fermezza ogni domanda di questo tipo. 

martedì 16 novembre 2010

SARAH SCAZZI, FORSE GLI ASSASSINI HANNO AVUTO PIU' TEMPO PER UCCIDERE

Sarah, trenta minuti di gialllo l'ora del delitto alla moviola
Sarah, trenta minuti di giallo. l'ora del delitto alla moviola
«Sarah non rispose ad un'amica» Incerta l'ora dell'omicidio

di MIMMO MAZZA
TARANTO - A che ora è stata uccisa Sarah Scazzi? La domanda resta ancora senza risposta e il quesito è tutt’altro che irrilevante per ricostruire cosa è avvenuto il 26 agosto nell’abitazione della famiglia Misseri ad Avetrana. Le testimonianze raccolte dagli inquirenti e i raffronti fatti con i tabulati telefonici ora restringono, ora dilatano un periodo che sembra andare tra le 14 e le 14.42. Nessuno sa dire con esattezza a che ora quel 26 agosto Sarah è uscita da casa, in via Verdi per raggiungere l’abitazione della cugina Sabrina Misseri, in via Deledda, per poi recarsi al mare.


Come rivelato ieri dalla Gazzetta, Sarah, almeno stando all’ultima versione dei fatti offerta da Michele Misseri, la stessa mattina del 26 agosto avrebbe pranzato con la zia Cosima e la cugina Sabrina, rientrando a casa tra le 13.20 (come testimonia la madre Concetta) e le 13.30 (come ricorda il padre Giacomo) per mettere il costume da bagno e prepararsi per la gita al mare. La badante rumena che lavorava a casa Scazzi ricorda di aver visto uscire Sarah di casa dopo le 14. Il particolare è tutt’altro che irrilevante in quanto serve a capire quanto tempo Sabrina - in carcere con l’accusa di aver sequestrato e ucciso la cugina - ha avuto per compiere il delitto.


Sarah alle 14.18 riceve l’sms della sua amica Francesca alla quale però non risponde. Alle 14:23 la stessa amica le telefona ma Sarah continua a tacere. Come mai? Forse - azzardano gli inquirenti - perché era già nelle grinfie dell’omicida. Ma agli atti c’è la testimonianza di una coppia di fidanzatini che invece ha sostenuto di aver visto Sarah per strada alle 14.25.
E poi alle 14:28 dal telefono di Sarah parte uno squillo verso quello di Sabrina.


Ieri i due testimoni sono stati riascoltati dal sostituto procuratore Mariano Buccoliero, titolare dell’inchie - sta assieme al procuratore aggiunto Pietro Argentino. Stando a quanto si è appreso (l’interrogatorio è stato secretato e ai due testimoni è stato vietato di parlare con i giornalisti), non sarebbero emersi ulteriori elementi in quanto inevitabilmente i due fidanzatini a distanza di tempo non sono riusciti ad essere più precisi riguardo all’ora in cui hanno visto Sarah camminare per strada, diretta verso via Deledda.


E poi qui si discute di una differenza di appena 10-15 minuti, irrilevanti nella memoria di un testimone oculare ma decisivi per la dinamica del delitto.


L’ultima versione di Michele Misseri contiene un altro elemento importante riguardo ad un altro teste chiave, Anna Pisanò, la cliente che si sottopose ad un trattamento estetico da Sabrina il giorno dell’omicidio. La signora ha raccontato di essere andata a casa Misseri alle 9 di mattina del 26 agosto, e di aver successivamente visto arrivare Sarah, stranamente triste e preoccupata, segno che secondo lei era successo qualcosa con Sabrina.


Al di là di questo aspetto, è stato proprio Michele Misseri a spiegare agli inquirenti di aver visto quella mattina Anna Pisanò entrare in casa sua, dove aveva un appuntamento con Sabrina. Circostanza - almeno questa - che ha poi trovato un preciso riscontro.
la gazzetta del mezzogiorno 16 novembre 2010
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_01.php?IDNotizia=382743&IDCategoria=1


Sarah, trenta minuti di giallo. l'ora del delitto alla moviola
Per la procura Sabrina e il padre hanno avuto più tempo per uccidere e nascondere il cadavere.Riascoltata la coppia che vide Sarah sulla strada. L´avvocato di Michele: non vuole vedere più nessuno. Valentina e Cosima tornano da Sabrina
di MARIO DILIBERTO


TARANTO - Controlli incrociati per fissare l´ora del delitto. Ruota intorno alle zone d´ombra che ancora restano gli accertamenti effettuati ieri nell´ambito dell´indagine sulla morte di Sarah Scazzi. Gli investigatori hanno nuovamente ascoltato la coppia di giovani fidanzati che vide la piccola Sarah, mentre camminava nelle strade di Avetrana il 26 agosto, poco prima di essere uccisa. Un delitto orribile per il quale sono in cella Michele e Sabrina Misseri, zio e cugina della quindicenne.


I due compaesani della vittima la notarono in viale Kennedy. Quella che per tutti nella cittadina del Salento è la via per il mare. Era a metà dei 533 metri che dividono la sua casa da quella dei Misseri. I due ragazzi erano in auto. La riconobbero subito. Agli investigatori dissero di averla vista intorno alle 14.25. E ieri hanno ripetuto quello che già avevano messo a verbale. Con tutte le cautele del caso. Perché ammettono di non poter essere precisi. E la loro testimonianza aggiunge poco alla ricerca di certezze che vede impegnati i pm Pietro Argentino e Mariano Buccoliero. I due magistrati lavorano sodo per ricostruire gli ultimi minuti di vita di Sarah. Confrontano testimonianze e orari dei tabulati telefonici con le dichiarazioni di Michele Misseri.


L´incessante attività sull´omicidio di Sarah sta lì a dimostrare che c´è ancora qualcosa da scoprire. Dettagli, forse, ma che non possono arginare la ricerca di tutta la verità. Il punto di partenza degli ultimi accertamenti è proprio quello da cui è cominciata questa vicenda. La casa di vicolo Verdi II, da dove Sarah uscì il 26 agosto per andare incontro al suo tragico destino. La badante rumena dice che varcò la soglia dopo le 14. La sua testimonianza sembra allargare i tempi dell´omicidio. Che però, si restringono se si tiene conto di quanto raccontano i due testimoni ascoltati ieri. Anche in quest´ottica si propone come fondamentale l´appuntamento l´incidente probatorio di venerdì prossimo. Quando al centro della scena salirà ancora una volta Michele Misseri.


Il contadino dovrà rispondere alle domande di magistrati e avvocati. E ricostruire quanto avvenne il giorno della morte di Sarah. Di quella tragedia ha già cambiato a ripetizione ruoli e responsabilità. Nella più recente delle sue rivelazioni si è sfilato dalla scena del delitto. Ha accusato la figlia Sabrina. "È stata lei a strangolare Sarah con una cintura". Ha anche aggiunto dettagli che sembrano confortare il movente dell´assassinio. Ovvero la gelosia della figlia per le coccole che la ragazzina strappava ad Ivano, il ragazzo del quale Sabrina era innamorata. L´uomo, infatti, ha parlato dei rapporti tesi tra le due cugine. "Era roba di invidia", spiega Misseri. "Sì, invidia di Sabrina verso Sarah", interviene la criminologa Roberta Bruzzone, consulente della difesa dell´uomo. "Sì, sì", conferma Michele. Poi parla il pm Buccoliero.


"Quindi di questo litigio l´hai saputo".
"L´ho saputo, però non te lo so spiegare" dice Michele.
"Tra Ivano, Sabrina e Sarah", insiste il pm.
"Sì", ribadisce l´indagato.
"A che periodo si riferisce? Sempre d´estate, Agosto?", continua il pm.
"Sempre prima che scomparisse Sarah, sì. Agosto", ribadisce Misseri.
"Ma questo l´hai saputo da chi?", torna a chiedere Buccoliero.
"Non mi ricordo se l´ho saputo da mia moglie o dagli altri amici, perché tempo di estate ne frequentavano molti amici, quelli", chiude lo zio di Sarah.


Brandelli di una verità che sarà blindata venerdì. In vista di quell´appuntamento Misseri ha scelto di chiudere i ponti con i familiari. Vuole riflettere nella sua cella e non vuole incontrare nessuno. "Non vuole vedere i parenti e neanche gli psicologi" ha detto il suo legale Daniele Galoppa. La moglie Cosima e la figlia Valentina, però, ieri sono tornate in carcere. Non da lui, ma da Sabrina, apparsa molto provata dalla decisione con la quale il Riesame ha confermato il carcere. Sabrina ha incontrato anche il suo legale, l´avvocato Vito Russo. "Mi chiede continuamente delle fasi del processo - ha detto il difensore - e dei passi da intraprendere per dimostrare la sua innocenza".






(la repubblica bari 16 novembre 2010)

lunedì 1 novembre 2010

Sarah, lo zio pronto a ritrattare le accuse contro la figlia Sabrina


foto www.oggi.it

di Tiziana Fabbiano


AVETRANA (1° novembre) - «Sabrina è innocente». Torna a urlarlo Valentina Misseri. E questa volta lo fa in una lettera che ha come destinataria la zia Concetta. Alla mamma di Sarah assicura che sua sorella non ha ucciso. Che soltanto il papà è colpevole dell’omicidio della cugina. E che le donne della famiglia Misseri non hanno mai mentito, non hanno “coperto” l’orrendo delitto del capofamiglia: «Noi - scrive Valentina - aspettavamo Sarah viva».


L’arduo tentativo di convincere Concetta Scazzi è contenuto in un appello lanciato, ancora una volta, attraverso la televisione. Il messaggio di Valentina non è infatti stato imbucato nella cassetta della posta degli zii, Avetrana, ma consegnata a Massimo Giletti e letta nel corso de “L’arena” di “Domenica In”.
«Cara zia Concetta, ti scrivo “cara” non perché la lettera deve iniziare per forza in questa maniera ma perché noi ti vogliamo ancora bene, soprattutto perché grazie a te, abbiamo avuto la possibilità di conoscere la nostra Sarah», recita l’inizio della missiva.«In quei 42 giorni di attesa noi tre ti siamo state vicine e non per ingannarti. Ci aspettavamo di ritrovare Sarah viva. Io, Sabrina e mamma avevamo dei progetti. Sabrina voleva regalare a Sarah un computer per non dare più la possibilità alle amiche di chattare con la sua password. Io, come già sai volevo tenermela per un po’ a Roma. Mamma voleva invece organizzare una grande festa, la festa che Sarah aveva sempre desiderato con palloncini, regali, dolci, pizze, amici e parenti», scrive Valentina.


La maggiore delle figlie Misseri punta duramente il dito contro il padre e “scagiona” la sorella: «Quello che non capisco è perchè tu sei così sicura che Sabrina sia colpevole. Quando papà è stato arrestato nella mia mente avevo un puzzle con qualche tassello mancante. Pian piano ho aggiunto i pezzi mancanti e il puzzle è stato completato. Per Sabrina, invece, non esiste un puzzle. In quei 42 giorni, quante volte hai visto mio padre a casa tua? Solo due. Secondo te, perchè? Lui aveva la coscienza sporca. Non ti chiederemo mai di perdonare papà, neanche noi l’abbiamo fatto. Per 28 anni è stato un padre meraviglioso. Non posso cancellare tutti questi anni», aggiunge.


Poi conclude: «Zia, voglio che tu capisca una cosa. Se Sabrina c’entrasse qualcosa con la morte di Sarah, non mi sarei data tanto da fare perchè sono la prima a chiedere giustizia per Sarah. Invece Sabrina è innocente». La stessa Valentina peraltro ha messo nero su bianco il contenuto dei suoi colloqui con il padre in carcere e, attraverso il suo legale, ha consegnato in Procura quelle dichiarazioni. Sembra che Michele Misseri abbia annunciato l’ennesimo cambio di versione, con la possibilità di ritrattare le sue accuse contro Sabrina.

mercoledì 27 ottobre 2010

SARAH SCAZZI: UN BUCO DI 45 MINUTI NELL'ALIBI DI SABRINA

L'ACCUSA: NON ERA CON L'AMICA MARIANGELA DURANTE L'OCCULTAMENTO DEL CORPO
«Sabrina ha gettato Sarah in quel pozzo assieme al padre»

Gli investigatori: lo dimostrano i tabulati dei cellulari. Buco di 45 minuti nel suo alibi. Lei: falso

AVETRANA (Taranto) - Sabrina era con il padre quando lui ha buttato il cadavere di Sarah nel pozzo della contrada Mosca. È il sospetto degli investigatori dopo aver esaminato i tabulati telefonici che agganciano la stessa cella, quella della zona di Nardò, e che i carabinieri del Raggruppamento operativo speciale di Lecce hanno ormai finito di esaminare. «Non è vero, stavo con Mariangela», si difende lei fino allo stremo nell'interrogatorio alla fine del quale l'arrestano, il 15 ottobre. Ma proprio nel difendersi fa confusione, racconta una cosa per poi dire il contrario, accusa il padre di essere pazzo perché l'ha tirata in ballo e non spiega niente (solo molti «non ricordo») su orari e circostanze che non tornano e che i magistrati le contestano. Secondo la ricostruzione dei carabinieri del Ros ci sarebbe un buco di 45 minuti nell'alibi di Sabrina: dalle 15 alle 15.45, lo stesso arco di tempo durante il quale suo padre, Michele Misseri, dice di essersi disfatto del corpo di Sarah, strangolata nel garage di casa sua mentre, dice lui, Sabrina la teneva stretta per le braccia. E proprio fra le 15 e le 15.45 Sabrina manda un messaggio a Ivano, l'amico di cui sia lei sia Sarah erano invaghite: l'sms parte dal cellulare di Sabrina alle 15.19, la cella è quella della zona del pozzo, la stessa che aggancia poi anche una chiamata sul telefono di Michele Misseri alle 15.25. Sabrina giura che quando manda quel messaggio a Ivano, («Ti stavo chiamando, è scomparsa Sarah») era assieme a Mariangela ma in quel momento Mariangela, sempre secondo i tabulati telefonici, risulta essere da un'altra parte.
LA MADRE E LA VIOLENZA - C'è dell'altro: Sabrina, agitata e con il pretesto di avvisarla e aggiornarla sulla scomparsa di Sarah, ha ripetutamente chiamato sua madre, subito dopo le 15. Lo ha fatto durante il percorso fra casa sua (da dove oggi spariranno le troupe televisive per ordine del sindaco) e la cisterna di contrada Mosca (all'inizio, quando ancora la cella agganciata era quella di Avetrana) perché temeva che la madre avesse intuito o, peggio, visto qualcosa. Tutto questo aiuterebbe Cosima, la moglie di Michele Misseri, che quindi, salvo ulteriori sorprese dall'inchiesta, non avrebbe partecipato né all'omicidio né all'occultamento del cadavere. Resta la confessione degli abusi di Michele sul cadavere di Sarah: gli investigatori continuano a non escluderli ma ritengono possibile anche l'ipotesti che quegli abusi non ci siano stati, soprattutto se Sabrina era davvero accanto a lui.

La morte di Sarah

DOMANDE E DIFFICOLTÀ - Nell'interrogatorio del 15 ottobre Sabrina è in difficoltà.

Ufficiale di polizia giudiziaria: «Quello delle 15,19 e 51. C'è Sabrina che manda un sms a Ivano in cui c'è scritto "Ti stavo chiamando è scomparsa Sarah. Quando lei ha mandato questo messaggio stava con Mariangela?».
Sabrina: «Sì».
Ufficiale pg: «Guardi, dalle celle telefoniche risulta che lei ha agganciato una cella di Nardò mentre la sua amica Mariangela nello stesso arco di tempo, che ha fatto una telefonata al papà, ha agganciato una cella di Avetrana. Mi può dire... Lei mi dice che stavate assieme e agganciate celle proprio completamente...».
Sabrina: «Ma stavamo insieme, però».
Ufficiale pg: «E come si spiega questo fatto che lei aggancia una cella a Nardò, località Fattezze frazione Santa Chiara... La sua amica aggancia una cella Avetrana via XXIV maggio 22?».
Pubblico ministero Mariano Buccoliero: «Sa che significa questo? Che voi non stavate insieme...».
Sabrina: «No, stavamo insieme... Su questa cosa io ne sono convinta (...) lì non mi riesco a spiegare, perché stavo con Mariangela».
Pm Buccoliero: «E come mai risulta invece una cella diversa a Mariangela?».
Sabrina: «È proprio quello che non riesco a capire...».
Ufficiale pg: «Qui stiamo parlando dei tabulati, non delle dichiarazioni di Mariangela, va bene? I tabulati ci dicono che state in due posti diversi nello stesso orario... forse non è chiara la cosa».
Sabrina: «E io ribadisco che stavo con Mariangela».
Pm Buccoliero: «Benissimo... quindi contrariamente a quanto risulta dai tabulati lei stava con Mariangela... Benissimo».

corriere della sera Giusi Fasano
27 ottobre 2010

domenica 24 ottobre 2010

SARAH, SMS SABRINA:"Dite il fatto della zia che ha sospetti sul marito"

«Arriva Mariangela, devo frenarla»
Misseri: così gridò Sabrina quel giorno



TARANTO (23 ottobre) - Nuovo colpo di scena nel delitto di Sarah Scazzi. Si aggiungono nuove circostanze che aggraverebbero il ruolo di Sabrina, cugina e amica di Sarah, nel delitto della 15enne.

Il primo elemento che confermerebbe, se ancora ci fossero dei dubbi, la presenza di Sabrina sul luogo del delitto arriva da Michele Misseri, zio reo confesso dell'omicidio della 15enne che chiama in causa la figlia. Durante l'interrogatorio di garanzia, in cui Misseri racconta di Sabrina che partecipa all'omicidio di Sarah, tenendola stretta mentre lui la strangola, racconta ai giudici: «Mentre io strangolavo Sarah, Sabrina uscì gridando “Sta arrivando Mariangela devo frenarla, devo frenarla”».

Da quel 26 agosto in poi i fatti sono più o meno noti salvo aggiungere di ora in ora particolari che vengono fuori dagli atti. Il 6 ottobre, giorno in cui Sabrina viene fermata con l'accusa di sequestro di persona e concorso in omicidio, gli inquirenti ascoltano anche Cosima Serrano, la moglie di Misseri e madre della 22enne.
In quell'occasione Sabrina manda un sms a Cosima e alla sorella Valentina e scrive: “Dite il fatto della zia che ha sospetti sul marito e che poi se ne va a Milano”.

fonte:http://www.quotidianodipuglia.it/articolo.php?id=123965&sez=TUTTO_SU_SARAH

giovedì 21 ottobre 2010

OMICIDIO SARAH SCAZZI: SABRINA RESTA IN CARCERE

Sabrina Misseri

IL GIALLO DI AVETRANA - LA MOTIVAZIONE CONTENUTA IN UN'ORDINANZA DI 21 PAGINE
Il gip ha deciso: Sabrina resta in carcere
«Attendibile la ricostruzione di Misseri»
Confermato l'impianto accusatorio, la ragazza è accusata per l'omicidio della cugina Sarah Scazzi

Valentina Misseri, la cugina di Sarah Scazzi, uccisa lo scorso 26 agosto (Ansa)TARANTO - Sabrina Misseri resta in carcere. Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato l'arresto della ragazza, sospettata di avere partecipato all'omicidio della cugina, Sarah Scazzi, di cui inizialmente si era autoaccusato suo padre, Michele Misseri, a sua volta rinchiuso nel penitenziario di Taranto.

L'ORDINANZA - Per il giudice Martino Rosati, che ha stilato un'ordinanza di 21 pagine, va dunque confermato in pieno l’impianto accusatorio messo in piedi dagli investigatori e dalla procura della Repubblica di Taranto. La ragazza è accusata di concorso in omicidio volontario e sequestro di persona. Già nella giornata di lunedì, il gip aveva convalidato il fermo riservandosi la decisione sulla custodia cautelare, che ha sciolto questa mattina, confermando che Sabrina debba rimanere in carcere e non possa dunque beneficiare degli arresti domiciliari.

«MICHELE ATTENDIBILE» - Secondo il gip, stando a quanto riportato nell'ordinanza, Michele Misseri «è attendibile» e la sua ricostruzione dell'assassinio della ragazza è credibile. Rosati, dunque, ha accolto la ricostruzione fornita dalla Procura, confermando che l'omicidio di Sarah è stato commesso nel garage della villetta di via Grazia Deledda. Cosima Serrano, moglie di Michele Misseri e madre di Sabrina, avrebbe invece, sempre secondo il gip, coperto i familiari responsabili. Anche per il giudice, dunque, i sospetti della Procura sul ruolo della mamma di Sabrina - che allo stato continua a non essere indagata - sono fondati.

LA VICENDA - Sarah Scazzi era scomparsa lo scorso 26 agosto. Per un mese e mezzo si era pensato ad un suo rapimento o ad un allontanamento volontario, anche se molte incongruenze inducevano gli investigatori ad indagare a 360 gradi senza escludere alcuna ipotesi. La svolta era arrivata con il ritrovamento del cellulare della ragazza, avvenuto anch'esso in circostanze poco chiare: era stato infatti lo zio Michele a consegnarlo agli inquirenti dicendo di averlo casualmente trovato in un campo dove aveva lavorato. Una settimana più tardi l'uomo è stato arrestato: ai carabinieri aveva confessato l'omocidio della nipote e li aveva poi accompagnati nel luogo dove aveva occultato il corpo, un pozzo tra i campi. L'uomo si era accusato dell'omicidio e aveva aggiunto di avere violentato il cadavere della ragazza prima di gettarla nel pozzo. Ma anche questa versione era apparsa scricchiolante. Passati dieci giorni, la nuova svolta: Sabrina viene chiamata in causa proprio dal padre e viene arrestata con l'accusa di avere partecipato all'omicidio. Un'accusa che lei ha sempre respinto, ma che ora è stta risconosciuta valida anche dal gip.

Redazione online
Corriere della Sera 21 ottobre 2010

"Cosima coprì figlia e marito"

Sarah,gip:confessione Michele credibile

Cosima Serrano, moglie di Michele Misseri e madre di Sabrina, avrebbe coperto i familiari responsabili, secondo la Procura di Taranto, dell'omicidio di Sarah Scazzi. Lo scrive il gip di Taranto, Mariano Rosati, nell'ordinanza con cui conferma la custodia cautelare in carcere per Sabrina. Sempre nell'ordinanza si ritiene attendibile e credibile la ricostruzione di Michele Misseri dell'omicidio della quindicenne di Avetrana, avvenuto nel garage.

mercoledì 20 ottobre 2010

OMICIDIO SARAH SCAZZI, MISSERI FORSE DORMIVA, INTERCETTAZIONI CONFERMEREBBERO NUOVA IPOTESI

Di Wildgreta

Da ieri sera i colpi di scena nel giallo del delitto della piccola Sarah si susseguono senza sosta.Tra indiscrezioni, anticipazioni e deduzioni, abbiamo capito che:

1)Misseri potrebbe aver mentito ed essersi immolato per salvare un “guaio” combinato da qualcun’altro (Sabrina? Sua moglie Cosima? Qualcun’altro?)

2) Misseri forse all’ora del delitto dormiva.Infatti amici di Misseri testimoniano che alle 14.00 Misseri faceva sempre un riposino pomeridianoe l’ipotesi sarebbe confermata anche da alcune intercettazioni. Ma, secondo ipotesi non confermate, potrebbe essere stato svegliato da moglie e figlia subito dopo l’omicidio per accordarsi sulla strategia.La sua presenza davanti al garage, intento a sistemare qualcosa nel bagagliaio dell’auto, all’arrivo dall’amica di Sabrina, Mariangela, confermerebbe questa ipotesi.

3) Il Gip attende le intercettazioni, previsto per oggi, per confermare o meno l’arresto di Sabrina

4) L’avvocato di Michele Misseri ha chiesto che il suo cliente venga nuovamente interrogato perchè non ha detto tutta la verità.A suo avviso, alla fine per Misseri l’unica imputazione che resterà sarà l’occultamento di cadavere.

5) Già annunciata da Misseri la ritrattazione della violenza sul corpo della vittima.

6) Le molestie dello zio sulla piccola Sarah non sono confermate da nessuno.Ne parla solo Misseri

7) Ieri sera a Porta a Porta il professor Crepet si accorge di colpo che manca il movente dell’omicidio.

8) Misseri viene descritto e si descrive come una sorta di “schiavo” in famiglia, “Io lavavo i piatti dove loro avevano mangiato e mangiavo con le mani”.Il suo avvocato afferma che ”in casa non contava nulla”.Le personalità forti della famiglia Misseri sarebbero soprattutto Sabrina seguita dalla moglie Cosima.

9) Stamattina, 20 ottobre, ci svegliamo con una novità: la famiglia Misseri, sapendo di essere intercettata e spiata anche in casa, avrebbe comunicato attraverso dei pizzini.

10) Giornalisti e opinionisti, impegnati in veri e propri tour de force per partecipare in diretta a speciali e talk show sul caso Sarah Scazzi, si lasciano andare ad improbabili mea culpa per occuparsi troppo della orrenda fine di una innocente ragazzina. Farebbero meglio a stare a casa, se proprio ritengono riprovevole parlare di questo.

wildgreta, 20 ottobre 2010

domenica 17 ottobre 2010

SARAH SCAZZI, MARIANGELA SCRIVE AI GIORNALISTI


Mariangela in una lettera: «Sabrina, una mia ex amica...»


AVETRANA – «Se è vero che lei ha contribuito all’omicidio di Sarah voglio che paghi fino in fondo se invece è innocente come lei continua a gridare apertamente sarò la prima a portarle la mia solidarietà e a riabbracciarla». Mariangela Spagnoletti, amica di Sabrina Misseri, lo ha scritto questa mattina in una lettera all’inviata del Tg5 Francesca Pozzi. Nella lettera – della quale il Tg5 diffonde il testo - Mariangela conferma alcune sue dichiarazioni, particolari delle quali risultano in contrasto con elementi forniti da Sabrina. Mariangela è la giovane con la quale il 26 agosto Sabrina e sara avevano appuntamento sotto casa dei Misseri per andare al mare e, con Mariangela, Sabrina comincia le sue ricerche della cuginetta scomparsa.

«Cara Francesca, al momento – scrive tra l’altro Mariangela - non voglio rilasciare interviste perchè aspetto che tutto sia chiarito. Quando ho appreso dell’arresto di Sabrina, ho provato tanta rabbia perchè mi sono sentita presa in giro da Sabrina che era una mia ex amica. I nostri rapporti si sono deteriorati perchè lei voleva che io parlassi con i giornalisti e io mi sono rifiutata».
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«Quel giorno – aggiunge Mariangela – quando sono arrivata a casa alle 14,40 lei era in strada molto agitata e il padre non c'era sul garage. Mi è apparso molto strano che fosse già sulla strada e mi è apparso ancora più strano che da subito lei mi abbia detto 'l'hanno presa'». «Io – continua la giovane - ho visto suo padre solo una volta di fronte al garage la seconda volta che siamo tornate lì in macchina, lui stava chinato e trafficava con qualcosa in mano. Se io avessi davanti Sabrina le chiederei perchè l’ha fatto e perchè ha mentito tutto questo tempo».

Sarah Scazzi, Intercettazione Sabrina:«Il cellulare di Sarah lo abbiamo toccato tutti»

E Sabrina inguaia la famiglia Intercettata dice: «Il cellulare di Sarah lo abbiamo toccato tutti»

Foto: Saetta aspetta ancora la sua Sarah

di MIMMO MAZZA

AVETRANA - Sono le 3 e 16 minuti del mattino del 7 ottobre. Michele Misseri ha già confessato l’omicidio della nipote Sarah Scazzi, l’occultamento e il vilipendio del suo cadavere e una squadra di sommozzatori dei carabinieri si sta dirigendo nelle campagne di Avetrana per recuperare il corpo della ragazzina. Il provvedimento di fermo di polizia giudiziaria nei suoi confronti è praticamente pronto quando il verbale di interrogatorio viene improvvisamente riaperto, perché lo zio orco vuole aggiungere una frase, questa: «Volevo che Sabrina mi aiutasse a cercare la scheda del cellulare di Sarah che ritenevo fosse caduta nel garage, senza che mia figlia si accorgesse di nulla». Una frase dalla quale i carabinieri del Reparto operativo e del nucleo di polizia giudiziaria, coordinati dal procuratore aggiunto Pietro Argentino e dal sostituto Mariano Buccoliero, sono partiti per giungere al fermo di Sabrina Misseri, avvenuto venerdì sera.

Michele Misseri si agita molto il 29 settembre scorso, giorno in cui fa ritrovare ai carabinieri, in aperta campagna, il cellulare della nipote. Ascolta dai telegiornali che dal telefonino di Sarah manca la scheda Sim e non sa spiegarsi il perché, abboccando così alla trappola tesa dagli inquirenti che volutamente fanno circolare la falsa notizia della scomparsa della scheda del portatile. Misseri allora chiede alla figlia, almeno così fa mettere a verbale, di aiutarlo a cercare nel garage e questa circostanza fa capire agli investigatori che evidentemente Sabrina un ruolo nell’omicidio di Sarah lo aveva avuto, un ruolo tutto da valutare sull’aspetto penale perché il favoreggiamento non è imputabile visto il rapporto di parentela col padre.

Stando ad alcune indiscrezioni ci sono, però, anche altre intercettazioni telefoniche e ambientali che rendono traballante la tesi della più giovane di casa Misseri. In una circostanza, in particolare, Sabrina accusa il padre: «perché ha fatto trovare il cellulare, il giorno prima lo abbiamo toccato tutti quel telefono, ci sono anche le nostre impronte.... ». Una frase che rischia di rivelare altre complicità in famiglia.

Anche le dichiarazioni rese da Mariangela Spagnoletti non rendono credibile la versione di Sabrina perché l’amica con la quale doveva andare al mare quel giorno, dice ai carabinieri di averla trovata fuori dall’abitazione, e non era mai accaduto in precedenza, visibilmente agitata. Mariangela smentisce Sabrina in maniera abbastanza netta su un aspetto, su quello che accade a casa Misseri nei minuti concitati della scomparsa di Sarah, sul quale maggiormente si concentrano le attenzioni dei magistrati. Sabrina in precedenza aveva detto di aver atteso Mariangela nel cortile della sua villetta, una affermazione che serviva anche per giustificare come mai non aveva visto Sarah entrare nel garage. Se era per strada, come dice Mariangela, qualcosa avrebbe dovuto vedere.

Tutto questo però non basta per inchiodare Sabrina, occorre qualcos’altro, qualcosa di più sostanzioso dal punto di vista indiziario e a fornirlo ai carabinieri è Michele Misseri. Non la mattina di venerdì, quando torna nella sua casa di via Deledda per l’esperimento giudiziale e conferma di aver fatto tutto da solo, indicando il luogo dove ha strangolato la nipote. In quella occasione, ripete quanto ha già detto in precedenza e cioè che Sarah è entrata volontariamente e da sola nella cantina e di aver avuto un raptus dopo aver cercato un contatto sessuale.

Ma qualche ora dopo, nella sede della compagnia dei carabinieri di Manduria, quando cambia nuovamente, e chissà se definitivamente, versione. Sereno, serafico, preciso, risponde alla domanda dei magistrati: «Ma possibile che Sarah è venuta da sola in garage, scendendo tutto la rampa?». «No, dice, l’ha portata Sabrina, dovevamo rimproverarla perché non dicesse in giro che io il 23 le avevo toccato il sedere. Sabrina la teneva per i fianchi e io, come avevo concordato con mia figlia, le ho stretto la corda che tenevo sul trattore, attorno al collo. Purtroppo la situazione ci è sfuggita di mano, Sarah è caduta a terra ormai morta». Queste sono le accuse a carico di Sabrina (che continua a proclmarasi innocente), indizi che domattina alle 12 il giudice per le indagini preliminari Martino Rosati dovrà vagliare per decidere, al termine dell’interrogatorio di convalida del fermo, se emettere o meno a suo carico ordinanza di custodia cautelare in carcere per sequestro di persona e concorso nell’omicidio di Sarah.

la gazzetta del Mezzogiorno 17 ottobre 2010

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