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lunedì 2 gennaio 2012

Sarah Scazzi, Cassazione: "I parenti di Michele Misseri non hanno nascosto il cadavere"

"I parenti di Michele Misseri non hanno nascosto il cadavere"

IL DELITTO DI AVETRANA

Le motivazioni con cui la Corte di Cassazione smonta le accuse a nei confronti di Cosimo Cosma e Carmine Misseri: non ci sono prove della loro presenza nel luogo dove fu nascosto il corpo di Sarah Scazzi. Il 10 gennaio via al processo

di GIOVANNI DI MEO TARANTO ­ - Non ci sono le prove della presenza di Cosimo Cosma e Carmine Misseri nel luogo dove fu nascosto il corpo della piccola Sarah. E' quanto dicono i giudici della Corte di Cassazione nella sentenza con la quale spiegano perché nei confronti del nipote e del fratello di Michele Misseri, arrestati il 23 febbraio del 2011 dai carabinieri con l'accusa di concorso nella soppressione del cadavere di Sarah Scazzi e scarcerati il 10 marzo per assenza di esigenze cautelari, non sussistano gravi indizi di colpevolezza.

I giudici della prima sezione penale hanno valutato il ricorso presentato dai pubblici ministeri che chiedevano l¹annullamento della scarcerazione. Un nuovo tassello nell'intricatissima storia di questo delitto, che il 10 gennaio vedrà cominciare il processo in corte d'Assise: Mimimo Cosma e Carmine Misseri sono stati comunque rinviati a giudizio. Dell'omicidio di Sarah sono accusate la cugina Sabrina Misseri e la madre, Cosima Serrano.

Martedì prossimo in Corte di Assise a Taranto si aprirà dunque ilo sipario sul processo per l'omicidio della 15enne di Avetrana, uccisa il 26 agosto 2010. Le protagoniste saranno sicuramente Sabrina Misseri, la cugina di Sarah uccisa secondo l'accusa in un impeto di gelosia per un ragazzo, e la madre Cosima, zia di Sarah, ma un ruolo non irrilevante lo avrà la controversa figura del padre e marito delle due imputate: Michele Misseri che peraltro continua tra dichiarazioni e smentite ad autoaccusarsi dell'omicidio.

giovedì 9 giugno 2011

Sarah: spariti documenti Slitta ricorso Sabrina


Rinviata al 30 giugno udienza tribunale Riesame che deve decidere su scarcerazione

09 giugno, 20:17

Sabrina Misseri cugina di Sarah Scazzi1 di 1Sabrina Misseri cugina di Sarah Scazzi

Sarah: spariti documenti Slitta ricorso Sabrina
TARANTO -(ANSA)  E' stata rinviata al 30 giugno prossimo l'udienza del tribunale del Riesame di Taranto chiamato ad esaminare per la seconda volta il ricorso dei difensori di Sabrina Misseri finalizzato alla sua scarcerazione.
Il rinvio si é reso necessario per l'assenza di alcuni atti di indagine della procura nel fascicolo all'esame dei giudici. Nel corso dell'udienza, svoltasi a porte chiuse, la pubblica accusa ha chiesto l'inammissibilità del ricorso della difesa di Sabrina per 'carenza di interesse', perché nei confronti di Sabrina Misseri il 26 maggio scorso è stata eseguita una seconda ordinanza di custodia cautelare in carcere che supererebbe - a giudizio dei pm - i motivi contenuti nel primo provvedimento restrittivo dell'ottobre 2010.
In subordine, la procura ha chiesto il rinvio dell'udienza perché nel fascicolo all'esame del tribunale mancano alcuni atti di indagine ritenuti importanti, quale ad esempio la testimonianza di Mariangela Spagnoletti, amica di Sabrina. Il tribunale ha quindi disposto il rinvio al 30 giugno in attesa che il fascicolo da esaminare venga completato con gli atti mancanti.
C'é un piccolo giallo sugli atti di indagine della procura mancanti nel fascicolo all'esame del Tribunale, chiamato a valutare nuovamente il ricorso in favore di Sabrina contro l'ordinanza che rigettava l'istanza di scarcerazione. Alla Corte di cassazione, che ha annullato con rinvio il 17 maggio l'ordinanza del tribunale del Riesame del 31 gennaio scorso, sono stati trasmessi dallo stesso Tribunale gli atti impugnati, privi di alcuni atti di indagine, come prevedono le norme di procedura penale.
Dalla Cassazione lo stesso fascicolo è tornato al tribunale del Riesame di Taranto il 30 maggio scorso. Gli atti non inviati a Roma sarebbero stati spediti dal Tribunale alla Procura, dove però non sono mai arrivati. Ora la Procura sta provvedendo a produrre fotocopie degli atti mancanti per farli inserire nel fascicolo all'esame del Tribunale riunitosi oggi.

martedì 7 giugno 2011

Omicidio Sarah: Ivano interrogato per oltre due ore

  Risorse correlate
  1. LAGAZZETTA.TV: Guarda il video
di MIMMO MAZZA

TARANTO - «Sono sereno e tranquillo come sempre» dice ai cronisti Ivano Russo, nascondendosi dietro gli occhiali da sole dopo le oltre due ore trascorse dinanzi al sostituto procuratore Mariano Buccoliero e i carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria. Convocato come persona informata sui fatti, il 28enne di Avetrana ieri mattina, suo malgrado, è tornato ad essere protagonista dell’inchiesta sull’omicidio di Sarah Scazzi, la 15enne uccisa lo scorso 26 agosto.


Per quel delitto in carcere ci sono Sabrina Misseri e sua madre Cosima Serrano, indagate per concorso in omicidio volontario, soppressione di cadavere e sequestro di persona. A piede libero, invece, sono indagati per concorso in soppressione di cadavere Michele Misseri, padre di Sabrina e marito di Cosima, Carmine Misseri, fratello di Michele, e Mimino Cosma, nipote di Carmine e Michele.

domenica 29 maggio 2011

VALENTINA MISSERI, INTERVISTA A DOMENICA CIINQUE: IN CARCERE DUE INNOCENTI E UN COLPEVOLE

misseri valentina
29/05/2011
Delitto Sarah Scazzi, Valentina Misseri a ‘Domenica Cinque’: Mamma e Sabrina innocenti

Intervista esclusiva di 'Domenica Cinque' a Valentina Misseri. Valentina, l'unica componente della famiglia Misseri ad essere rimasta fuori dal carcere dopo l'arresto giovedì scorso con l'accusa di concorso nell'omicidio e soppressione di cadavere di sua madre Cosima Serrano, in un'intervista esclusiva a 'Domenica Cinque' continua a difendere sua mamma e la sorella Sabrina, addossando ogni responsabilità nel delitto della cugina Sarah al padre: "Lui è l'unico colpevole, mia mamma e mia sorella non c'entrano niente, sono innocenti" ribadisce Valentina visibilmente commossa. "Tra la gente che esultava - continua - ho visto gli occhi di molte persone di Avetrana che conosco e che dovrebbero volere bene a mia madre".

domenica 16 gennaio 2011

MICHELE MISSERI, LETTERA A SABRINA:TESTO INTEGRALE

"Volevano arrestare mamma e zio Carmelo ho dovuto fare la falsa e incolparti"
Michele Misseri
LA LETTERA DI MISSERI
"Volevano arrestare mamma e zio Carmelo
ho dovuto fare la falsa e incolparti"
Ecco il testo integrale della lettera che Michele Misseri ha inviato alla figlia Sabrina per Natale. Un'altra missiva l'ha spedita all'altra figlia Valentina. Sono scritte in un italiano incerto, ma il contadinon di Avetrana ieri ne ha ricononsciuto la paternità davanti ai legali di Sabrina nell'interrogatorio in carcere


"Volevano arrestare mamma e zio Carmelo ho dovuto fare la falsa e incolparti" Michele Misseri




"Cara Sabrina,
sono io che scrivo, papà. Perdonami se ti ho dato la colpa, ma io non volevo, sono stato costretto a fare la falsa perché io mi sono sentito ricattato. Stavano scrivendo la verità però mi hanno detto che se non faccio quella confessione dovevano arrestare la mamma e zio Carmelo. Per non mettere altri innocenti in mezzo ho dovuto fare la falsa.


So che è difficile chiederti perdono, io so che sei innocente. Tutte le sere dico la preghierina per te e per Sarah e io per te e per Sarah ho due pesi sopra lo stomaco che sono così pesanti che non ci riesco più a sopportarli. Spero che finisca tutto in fretta. Ho richiesto ai giudici e ai miei avvocati che a gennaio mi interroghino per l´ultima volta. Sabrina ti chiedo un favore, se vuoi fare colloquio con papà devi fare una domandina e anche io faccio una domandina, così ci fanno fare un colloquio".


LEGGI Misseri, nuova svolta dalle letteredi GIULIANO FOSCHINI


(16 gennaio 2011)

http://bari.repubblica.it/cronaca/2011/01/16/news/volevano_arrestare_mamma_e_zio_carmelo_ho_dovuto_fare_la_falsa_e_incolparti-11278496/

sabato 4 dicembre 2010

Sarah Scazzi/Michele Misseri chiede essere ascoltato senza legali , ma la procura respinge



 La Procura respinge l'inusuale richiesta
Taranto, 4 dic. (Apcom) - Nei giorni scorsi Michele Misseri ha chiesto alla Procura della Repubblica di Taranto di essere ascoltato senza i suoi difensori di fiducia, Daniele Galoppa e Francesco De Cristoforo. Ma questa richiesta è stata respinta dai giudici tarantini. Cosa volesse dire Michele Misseri ai magistrati non è dato a sapere, quel che è certo è che questa inusuale richiesta getta pesanti ombre sul giallo di Avetrana che a questo punto potrebbe riservare altre sorprese. Michele Misseri è lo zio di Sarah Scazzi, la ragazza scomparsa il 26 agosto da Avetrana e ritrovata cadavere il 7 ottobre dopo la confessione dello stesso Misseri. Il 15 ottobre Misseri chiamò in correità per questo delitto la figlia Sabrina e il 5 novembre addossò tutte le responsabilità a lei. Nel corso dell'incidente probatorio del 19 novembre confermò tutto davanti al gip distrettuale ritrattando persino il vilipendio di cadavere di cui si era autoaccusato. La richiesta di essere ascoltato senza legali lascia presupporre che Michele sia ora pronto a ritrattare tutto quello che ha confessato fino ad ora.


fonte

sabato 27 novembre 2010

SARAH SCAZZI, MICHELE MISSERI: IL 26 AGOSTO NON ANDAI IN BANCA



Taranto, 27 nov. (Adnkronos) - ''Voglio sapere questo: quella mattina ti ricordi se sei andato in banca a fare qualche operazione?'', chiede il pm della Procura della Repubblica di Taranto Mariano Buccoliero a Michele Misseri durante l'interrogatorio dell'incidente probatorio svoltosi lo scorso 12 novembre nel carcere della citta' jonica nell'ambito dell'inchiesta sul delitto di Sarah Scazzi. ''Banca? No'', risponde Michele Misseri.

venerdì 26 novembre 2010

Omicidio Sarah Scazzi: come mai nessuno ha tentato di telefonarle?

SARAH SCAZZI / le NON telefonate al cellulare di Sarah. Ambiguo anche Ivano




Omicidio SARAH SCAZZI. Ultime notizie: il mistero delle NON telefonate al cellulare di Sarah. Comportamento sospetto anche per Ivano - Avetrana - Tra i molti punti oscuri della vicenda Sarah Scazzi c'è senz'altro anche quello relativo alle non chiamate fatte verso il cellulare di Sarah da parte di alcuni dei personaggi coinvolti in questa storia.


Come mai nei giorni successivi alla scomparsa della ragazza, avvenuta il 26 agosto scorso, nessuno tra Sabrina, Cosima e Michele ha provato a chiamare il numero di Sarah sperando magari che trillasse?


Verrebbe da sospettare che il tentativo era ritenuto inutile in quanto a loro era ben chiaro che mai e poi mai dall'altra parte avrebbe potuto rispondere qualcuno.
Inquietante, in tal senso, è anche la posizione del famoso Ivano.


Anche lui non ha mai provato a chiamare il numero di Sarah, forse conosceva la verità anche lui?
Va ricordato che nelle due ora successive alla scomparsa di Sarah, Sabrina Misseri e Ivano hanno avuto qualcosa come una quarantina di contatti tra telefonate e sms. Per dirsi cosa?
http://www.unonotizie.it/12520-sarah-scazzi-le-non-telefonate-al-cellulare-di-sarah-ambiguo-anche-ivano.php

sabato 20 novembre 2010

L'avvocato di Sabrina lascia l'incarico
«Il caso Sarah trasformato in business»

Michele inchioda Sabrina: «Quando sono arrivato in garage Sarah era già fredda. Lo stupro? Volevo essere credibile»


«Quando sono sceso in garage l'ho vista per terra con una cinta al collo, le ho toccato gli occhi ed era già fredda. Era morta. Allora ho detto mi prendo tutta la colpa io». E alla domanda dei magistrati sul perchè fosse così certo della morte di Sarah e non avesse invece ipotizzato un malore o uno svenimento Michele avrebbe risposto solamente ribadendo «era morta, era morta». Ai giudici Michele avrebbe anche ripetuto con un secco «no» alla domanda del perchè in quei quaranta giorni trascorsi dalla scomparsa di Sarah al suo arresto non avrebbero mai parlato della vicenda in casa e sarebbe stato molto determinato nel non chiamare mai in causa nel corso delle 11 ore la moglie Cosima, respingendo con fermezza ogni domanda di questo tipo. 

MICHELE MISSERI A SABRINA: SARAH L'HAI UCCISA TU

20/11/2010 - IL CASO


Michele alla figlia: "Sarah l'hai uccisa tu"


Tra i Misseri drammatico confronto in carcere: ma i loro sguardi non si sono mai incrociati




MARIA CORBI


Papà ti voglio bene». Nel giorno dell’incontro con suo padre, Sabrina consegna questa frase ai suoi avvocati. Avrebbe voluto dirgliele lei, ma le è stato spiegato che la condizione della sua presenza nell’aula dove si è svolto, ieri, l’incidente probatorio, era quella di non proferire parola. «Non riesce ad odiarlo e a non continuare a considerarlo un padre», ha spiegato la psicologa Cinzia Gimelli. La dichiarazione d’amore del padre per la figlia invece ha il peso di una condanna: «A Sabrina voglio bene, è mia figlia, ma deve pagare per quello che ha fatto».


È la sala polifunzionale della sezione femminile ad ospitare questo interrogatorio che cristallizza per il giudizio la versione di papà Michele. Una scenografia allestita con attenzione, la cattedra con i magistrati, Misseri davanti a loro, che si tormenta tra le mani il tau, il crocifisso francescano, protetto da un cordone di dieci guardie penitenziarie, uno scudo tra lui e la figlia. Sabrina la tigre che riesce a intimidire il contadino stanco, il padre avvilito e maltrattato. Così è stata dipinta. E invece Sabrina a chi l’ha vista è parsa uno scricciolo, i chili in più dissolti nella sua cella, ma anche nella sua disperazione.


All’interrogatorio presieduto dal gip del tribunale di Taranto Martino Rosati ci sono il procuratore Franco Sebastio, il procuratore aggiunto, Pietro Argentino e il sostituito procuratore Mariano Buccoliero. Ci sono gli avvocati delle parti, anche quelli della famiglia Scazzi e i consulenti di parte. Una folla di criminologi. Sono da poco passate le tre quando inizia questo ennesimo atto della tragica saga. E si va avanti ad oltranza con momenti di grande tensione tanto che il Gip pensa di aggiornare la seduta dopo che Misseri riconferma ai giudici la versione del 5 novembre, quella in cui addossa la responsabilità del delitto alla figlia mossa dalla gelosia per Ivano. «Stavo dormendo in casa, Sabrina mi ha svegliato e ha detto “papà è successo un guaio”». Sabrina, secondo Michele gli avrebbe detto che stavano giocando con la cinta insieme a Sarah come se fosse stato un incidente. «Sabrina mi aveva detto così». Su sua moglie Cosima, Michele avrebbe continuato a dire che non ha mai saputo niente. Il primo colpo di scena quando ritratta ancora una volta la violenza su Sarah. Sia il vilipendio di cadavere che le molestie. «Non l’ho mai sfiorata la creatura». Sarebbe in questo caso un punto a favore della difesa visto che solo 14 giorni fa aveva circostanziato in due pagine di interrogatorio quell’atto assurdo e crudele sulla ragazzina ormai morta. E in quell’occasione era stata proprio la sua consulente Roberta Bruzzone a fargli la domanda decisiva, che lo aveva spinto a chiarire esattamente cosa era successo. Il continuo cambio di versione non aiuta certo la credibilità di Michele nella veste di chiamante in correità. Ma qualora la procura decidesse di credergli, per lui potrebbero anche riaprirsi le porte del carcere. Michele ha aggiunto particolari anche alla fase dell’occultamento. «Quando ho messo Sarah nel pozzo prima con la sua mano le ho fatto segnare il petto e la fronte». Un pietoso segno della croce. Emilia Velletri e Francesca Conte che hanno controinterrogato Misseri hanno cercano di farlo cadere in contraddizione, di capire se c’è qualcuno che lo ha condizionato.


 Gli chiedono anche delle rivelazioni che avrebbe fatto a Cosima e alla figlia Valentina durante le visite in carcere. Misseri avrebbe detto in queste conversazioni, di essere certo di finire presto in un convento, dove poter continuare a zappare la terra. E mentre in carcere Michele prosegue il suo racconto, negli uffici del comando provinciale dei carabinieri di Taranto sono stati sentiti nuovamente alcuni testimoni, tra i quali due fidanzati che riferirono di aver visto Sarah il 26 agosto verso le 14,25 che camminava dirigendosi verso casa della cugina, con la quale doveva andare al mare. Solo anticipando l’orario del delitto infatti i pezzi del puzzle che vogliono Sabrina colpevole si incastrerebbero con maggiore precisione. E in questa direzione va anche la testimonianza di Francesca, che ha detto di aver mandato all’amichetta Sarah un messaggino alle 14,18 e di averle telefonato alle 14,23, senza mai ricevere risposta. A quell’ora per gli inquirenti Sarah poteva essere, dunque già morta. Sarebbe stata dunque Sabrina a chiamarsi con il cellulare della cuginetta per confezionarsi un alibi.
la stampa 20 novembre 2010

venerdì 19 novembre 2010

ORE 12 INCIDENTE PROBATORIO MICHELE MISSERI, MAMMA SARAH: LUI SA LA VERITA'

Sarah,Sabrina e Michele a confronto

Concetta: lui sa la verità, spero parli

Attesa a Taranto per l'incidente probatorio di Michele Misseri dove racconterà la versione definitiva sul delitto della nipote. Dovrà ripetere per l'ultima volta quello che accadde il 26 agosto e tutto quello che dirà non potrà più essere modificato in vista del processo. Ad ascoltarlo anche Sabrina, tenuta a debita distanza e senza alcuna possibilità diinteragire. Concetta Scazzi a News Mediaset: "Michele sa la verità, spero che oggi la dica"
Michele Misseri
Come richiesto dalla difesa, Michele Misseri non potrà né vedere, né sentire la figlia Sabrina durante l'incidente probatorio. Nella sua ultima confessione di due settimane fa, che ora dovrebbe confermare, Misseri addossò l'intera responsabilità dell'omicidio alla figlia Sabrina ed ammise soltanto di avere occultato il cadavere nel pozzo di contrada Mosca.

L'atto istruttorio si svolgerà al primo piano dell'ex sezione femminile del penitenziario di Taranto, nel locale più grande per accogliere le tante figure che dovranno presenziare. Oltre al procuratore Franco Sebastio, all'aggiunto Pietro Argentino e al sostituto Mariano Buccoliero, e all'avvocato di Misseri, Daniele Galoppa, ci sarà il collegio difensivo di Sabrina, i legali Francesca Conte ed Emilia Velletri, i consulenti di parte, i gli avvocati della famiglia Scazzi e i loro consulenti.
Per non subire influenze, pressioni e rimanere lucido in vista dell'incidente probatorio, Michele nei giorni scorsi aveva persino rifiutato di incontrare la moglie Cosima e l'altra figlia Valentina.

Nel frattempo si attende ancora di conoscere le motivazioni per cui il Tribunale del Riesame ha deciso di rigettare la richiesta di scarcerazione di Sabrina Misseri. Non si esclude che, a questo punto, il deposito in cancelleria delle motivazioni possa slittare a sabato o all'inizio della prossima settimana.

Giovedì, infine, gli investigatori hanno riascoltato due amiche di Sarah, Maria e Francesca, e il padre di quest'ultima, che hanno confermato la paura che Sabrina incuteva a Sarah.

martedì 16 novembre 2010

SARAH SCAZZI, FORSE GLI ASSASSINI HANNO AVUTO PIU' TEMPO PER UCCIDERE

Sarah, trenta minuti di gialllo l'ora del delitto alla moviola
Sarah, trenta minuti di giallo. l'ora del delitto alla moviola
«Sarah non rispose ad un'amica» Incerta l'ora dell'omicidio

di MIMMO MAZZA
TARANTO - A che ora è stata uccisa Sarah Scazzi? La domanda resta ancora senza risposta e il quesito è tutt’altro che irrilevante per ricostruire cosa è avvenuto il 26 agosto nell’abitazione della famiglia Misseri ad Avetrana. Le testimonianze raccolte dagli inquirenti e i raffronti fatti con i tabulati telefonici ora restringono, ora dilatano un periodo che sembra andare tra le 14 e le 14.42. Nessuno sa dire con esattezza a che ora quel 26 agosto Sarah è uscita da casa, in via Verdi per raggiungere l’abitazione della cugina Sabrina Misseri, in via Deledda, per poi recarsi al mare.


Come rivelato ieri dalla Gazzetta, Sarah, almeno stando all’ultima versione dei fatti offerta da Michele Misseri, la stessa mattina del 26 agosto avrebbe pranzato con la zia Cosima e la cugina Sabrina, rientrando a casa tra le 13.20 (come testimonia la madre Concetta) e le 13.30 (come ricorda il padre Giacomo) per mettere il costume da bagno e prepararsi per la gita al mare. La badante rumena che lavorava a casa Scazzi ricorda di aver visto uscire Sarah di casa dopo le 14. Il particolare è tutt’altro che irrilevante in quanto serve a capire quanto tempo Sabrina - in carcere con l’accusa di aver sequestrato e ucciso la cugina - ha avuto per compiere il delitto.


Sarah alle 14.18 riceve l’sms della sua amica Francesca alla quale però non risponde. Alle 14:23 la stessa amica le telefona ma Sarah continua a tacere. Come mai? Forse - azzardano gli inquirenti - perché era già nelle grinfie dell’omicida. Ma agli atti c’è la testimonianza di una coppia di fidanzatini che invece ha sostenuto di aver visto Sarah per strada alle 14.25.
E poi alle 14:28 dal telefono di Sarah parte uno squillo verso quello di Sabrina.


Ieri i due testimoni sono stati riascoltati dal sostituto procuratore Mariano Buccoliero, titolare dell’inchie - sta assieme al procuratore aggiunto Pietro Argentino. Stando a quanto si è appreso (l’interrogatorio è stato secretato e ai due testimoni è stato vietato di parlare con i giornalisti), non sarebbero emersi ulteriori elementi in quanto inevitabilmente i due fidanzatini a distanza di tempo non sono riusciti ad essere più precisi riguardo all’ora in cui hanno visto Sarah camminare per strada, diretta verso via Deledda.


E poi qui si discute di una differenza di appena 10-15 minuti, irrilevanti nella memoria di un testimone oculare ma decisivi per la dinamica del delitto.


L’ultima versione di Michele Misseri contiene un altro elemento importante riguardo ad un altro teste chiave, Anna Pisanò, la cliente che si sottopose ad un trattamento estetico da Sabrina il giorno dell’omicidio. La signora ha raccontato di essere andata a casa Misseri alle 9 di mattina del 26 agosto, e di aver successivamente visto arrivare Sarah, stranamente triste e preoccupata, segno che secondo lei era successo qualcosa con Sabrina.


Al di là di questo aspetto, è stato proprio Michele Misseri a spiegare agli inquirenti di aver visto quella mattina Anna Pisanò entrare in casa sua, dove aveva un appuntamento con Sabrina. Circostanza - almeno questa - che ha poi trovato un preciso riscontro.
la gazzetta del mezzogiorno 16 novembre 2010
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_01.php?IDNotizia=382743&IDCategoria=1


Sarah, trenta minuti di giallo. l'ora del delitto alla moviola
Per la procura Sabrina e il padre hanno avuto più tempo per uccidere e nascondere il cadavere.Riascoltata la coppia che vide Sarah sulla strada. L´avvocato di Michele: non vuole vedere più nessuno. Valentina e Cosima tornano da Sabrina
di MARIO DILIBERTO


TARANTO - Controlli incrociati per fissare l´ora del delitto. Ruota intorno alle zone d´ombra che ancora restano gli accertamenti effettuati ieri nell´ambito dell´indagine sulla morte di Sarah Scazzi. Gli investigatori hanno nuovamente ascoltato la coppia di giovani fidanzati che vide la piccola Sarah, mentre camminava nelle strade di Avetrana il 26 agosto, poco prima di essere uccisa. Un delitto orribile per il quale sono in cella Michele e Sabrina Misseri, zio e cugina della quindicenne.


I due compaesani della vittima la notarono in viale Kennedy. Quella che per tutti nella cittadina del Salento è la via per il mare. Era a metà dei 533 metri che dividono la sua casa da quella dei Misseri. I due ragazzi erano in auto. La riconobbero subito. Agli investigatori dissero di averla vista intorno alle 14.25. E ieri hanno ripetuto quello che già avevano messo a verbale. Con tutte le cautele del caso. Perché ammettono di non poter essere precisi. E la loro testimonianza aggiunge poco alla ricerca di certezze che vede impegnati i pm Pietro Argentino e Mariano Buccoliero. I due magistrati lavorano sodo per ricostruire gli ultimi minuti di vita di Sarah. Confrontano testimonianze e orari dei tabulati telefonici con le dichiarazioni di Michele Misseri.


L´incessante attività sull´omicidio di Sarah sta lì a dimostrare che c´è ancora qualcosa da scoprire. Dettagli, forse, ma che non possono arginare la ricerca di tutta la verità. Il punto di partenza degli ultimi accertamenti è proprio quello da cui è cominciata questa vicenda. La casa di vicolo Verdi II, da dove Sarah uscì il 26 agosto per andare incontro al suo tragico destino. La badante rumena dice che varcò la soglia dopo le 14. La sua testimonianza sembra allargare i tempi dell´omicidio. Che però, si restringono se si tiene conto di quanto raccontano i due testimoni ascoltati ieri. Anche in quest´ottica si propone come fondamentale l´appuntamento l´incidente probatorio di venerdì prossimo. Quando al centro della scena salirà ancora una volta Michele Misseri.


Il contadino dovrà rispondere alle domande di magistrati e avvocati. E ricostruire quanto avvenne il giorno della morte di Sarah. Di quella tragedia ha già cambiato a ripetizione ruoli e responsabilità. Nella più recente delle sue rivelazioni si è sfilato dalla scena del delitto. Ha accusato la figlia Sabrina. "È stata lei a strangolare Sarah con una cintura". Ha anche aggiunto dettagli che sembrano confortare il movente dell´assassinio. Ovvero la gelosia della figlia per le coccole che la ragazzina strappava ad Ivano, il ragazzo del quale Sabrina era innamorata. L´uomo, infatti, ha parlato dei rapporti tesi tra le due cugine. "Era roba di invidia", spiega Misseri. "Sì, invidia di Sabrina verso Sarah", interviene la criminologa Roberta Bruzzone, consulente della difesa dell´uomo. "Sì, sì", conferma Michele. Poi parla il pm Buccoliero.


"Quindi di questo litigio l´hai saputo".
"L´ho saputo, però non te lo so spiegare" dice Michele.
"Tra Ivano, Sabrina e Sarah", insiste il pm.
"Sì", ribadisce l´indagato.
"A che periodo si riferisce? Sempre d´estate, Agosto?", continua il pm.
"Sempre prima che scomparisse Sarah, sì. Agosto", ribadisce Misseri.
"Ma questo l´hai saputo da chi?", torna a chiedere Buccoliero.
"Non mi ricordo se l´ho saputo da mia moglie o dagli altri amici, perché tempo di estate ne frequentavano molti amici, quelli", chiude lo zio di Sarah.


Brandelli di una verità che sarà blindata venerdì. In vista di quell´appuntamento Misseri ha scelto di chiudere i ponti con i familiari. Vuole riflettere nella sua cella e non vuole incontrare nessuno. "Non vuole vedere i parenti e neanche gli psicologi" ha detto il suo legale Daniele Galoppa. La moglie Cosima e la figlia Valentina, però, ieri sono tornate in carcere. Non da lui, ma da Sabrina, apparsa molto provata dalla decisione con la quale il Riesame ha confermato il carcere. Sabrina ha incontrato anche il suo legale, l´avvocato Vito Russo. "Mi chiede continuamente delle fasi del processo - ha detto il difensore - e dei passi da intraprendere per dimostrare la sua innocenza".






(la repubblica bari 16 novembre 2010)

domenica 7 novembre 2010

CONFESSIONE MICHELE MISSERI: SEQUESTRATE 49 CINTURE

MISSERI CONFERMA VIOLENZA SU CADAVERE

Sarah: busta a Cosima Misseri; decreto sequestro cinture

Sono in tutto 49 e saranno inviate ai Carabinieri del Ris a Roma

07 novembre, 14:55
(ANSA) - TARANTO, 7 NOV - I carabinieri hanno consegnato oggi a Cosima Misseri una busta contenente un decreto di sequestro delle cinture, da uomo e da donna - in tutto 49 - prelevate ieri sera dai militari dell'Arma nell'abitazione dei Misseri. Lo si e' appreso da fonti vicine alle indagini. Secondo l'ultima versione dell'omicidio di Sarah Scazzi fornita da Michele Misseri venerdi' scorso nel carcere di Taranto, la 15/enne sarebbe stata strangolata dalla figlia Sabrina con una cintura trovata nel garage. Le cinture sequestrate saranno inviate ai Carabinieri del Ris di Roma per essere esaminate.(ANSA).
 | 07/11/2010 | ore 13.52 »

MISSERI CONFERMA VIOLENZA SU CADAVERE
Taranto, 7 nov. - (Adnkronos) - Nel corso dell'interrogatorio in carcere dell'altro ieri davanti al pm Mariano Buccoliero e al procuratore aggiunto, Pietro Argentino, della Procura della Repubblica del Tribunale di Taranto, Michele Misseri, ha confermato di aver violentato il corpo della nipote di 15 anni, Sarah Scazzi, sotto un albero di fico prima di portare il cadavere nel luogo dove si trova la cisterna interrata nella quale lo ha gettato e dove e' rimasto per 42 giorni, cioe' dal 26 agosto al 7 ottobre. Lo riferiscono fonti investigative.


Nella nuova versione fornita l'altro ieri, Michele Misseri ha riferito che a uccidere Sarah e' stata unicamente la figlia Sabrina e che lui e' intervenuto successivamente, nella fase dell'occultamento del cadavere. Il nuovo racconto pero' farebbe venir meno il movente delle precedenti molestie dell'uomo verso la nipotina e del conseguente raptus sessuale, rendendo ancora piu' inspiegabile il successivo vilipendio di cadavere. Misseri non ha mai ritrattato l'episodio di necrofilia.


Ad annunciare una possibile ritrattazione della seconda parte della prima confessione era stato il suo avvocato, Daniele Galoppa. L'altro nuovo particolare fornito da Misseri e' stato quello della corda che ieri ha fatto ritrovare nell'auto della moglie, Cosima Serrano, e che sarebbe servita non per uccidere Sarah ma per calarne il corpo nella cisterna interrata.

Michele Misseri, ultima confessione: Sabrina ha ucciso Sarah con una mia cintura

Si è protratto per parecchio tempo il sopralluogo dei carabinieri in casa di Michele Misseri, che proprio poche ore prima ha ritrattato la sua confessione, affermando che solo sua figlia Sabrina ha commesso materialmente il delitto mentre lui si è limitato all’occultamento del corpo di Sarah.
Per dare maggiore credibilità alla sua versione, Misseri ha precisato che probabilmente Sabrina per compiere il delitto, si sarebbe servita di una sua cintura, che peraltro fu già trovata nell’auto dell’uomo e posta sotto sequestro.


E’ probabile che durante questo accertamento in casa di Misseri, i carabinieri abbiano proprio cercato la cintura di cui, stando alle dichiarazioni dello zio di Sarah, si sarebbe servita Sabrina. Gli agenti per ispezionarla a fondo, hanno perlustrato la casa per circa 4 ore. Al termine di queste ricerche sono usciti con delle buste contenenti degli oggetti e non è da escludere che dentro vi sia proprio una cintura. Gli agenti avrebbero anche notificato alla moglie di Michele Misseri, Cosima Serrano alcuni atti riguardanti la perquisizione eseguita stamattina. Ad ogni modo il legale di Sabrina Misseri, Vito Russo ha escluso che la moglie di Michele Missero sia al momento indagata.
Fonte: tg.com Foto: Media NF
http://notiziefresche.info/misseri-confessa-sabrina-ha-ucciso-sarah-con-una-mia-cintura_post-48383/

sabato 6 novembre 2010

SARAH, MICHELE MISSERI FA TROVARE LE CHIAVI

Sarah: Michele Misseri fa ritrovare chiavi ragazzina. Erano nascoste nella cavita' di un albero di ulivo
06 novembre, 18:06

(ANSA) - AVETRANA (TARANTO), 6 NOV - Nel corso del sopralluogo fatto oggi nella zona in cui era stato nascosto il corpo di Sarah Scazzi, Michele Misseri ha fatto ritrovare un mazzo di chiavi che corrisponderebbe a quello che la ragazzina aveva con se' il 26 agosto quando usci' da casa e poi venne uccisa. Le chiavi erano nascoste nella cavita' di un albero d'ulivo nelle vicinanze del pozzo dove il corpo fu gettato ed e' rimasto nascosto per 42 giorni. Gli investigatori hanno anche prelevato una corda trovata nel bagagliaio della Opel Astra in uso alla moglie di Michele Misseri, Cosima Serrano.(ANSA).

lunedì 1 novembre 2010

Sarah, lo zio pronto a ritrattare le accuse contro la figlia Sabrina


foto www.oggi.it

di Tiziana Fabbiano


AVETRANA (1° novembre) - «Sabrina è innocente». Torna a urlarlo Valentina Misseri. E questa volta lo fa in una lettera che ha come destinataria la zia Concetta. Alla mamma di Sarah assicura che sua sorella non ha ucciso. Che soltanto il papà è colpevole dell’omicidio della cugina. E che le donne della famiglia Misseri non hanno mai mentito, non hanno “coperto” l’orrendo delitto del capofamiglia: «Noi - scrive Valentina - aspettavamo Sarah viva».


L’arduo tentativo di convincere Concetta Scazzi è contenuto in un appello lanciato, ancora una volta, attraverso la televisione. Il messaggio di Valentina non è infatti stato imbucato nella cassetta della posta degli zii, Avetrana, ma consegnata a Massimo Giletti e letta nel corso de “L’arena” di “Domenica In”.
«Cara zia Concetta, ti scrivo “cara” non perché la lettera deve iniziare per forza in questa maniera ma perché noi ti vogliamo ancora bene, soprattutto perché grazie a te, abbiamo avuto la possibilità di conoscere la nostra Sarah», recita l’inizio della missiva.«In quei 42 giorni di attesa noi tre ti siamo state vicine e non per ingannarti. Ci aspettavamo di ritrovare Sarah viva. Io, Sabrina e mamma avevamo dei progetti. Sabrina voleva regalare a Sarah un computer per non dare più la possibilità alle amiche di chattare con la sua password. Io, come già sai volevo tenermela per un po’ a Roma. Mamma voleva invece organizzare una grande festa, la festa che Sarah aveva sempre desiderato con palloncini, regali, dolci, pizze, amici e parenti», scrive Valentina.


La maggiore delle figlie Misseri punta duramente il dito contro il padre e “scagiona” la sorella: «Quello che non capisco è perchè tu sei così sicura che Sabrina sia colpevole. Quando papà è stato arrestato nella mia mente avevo un puzzle con qualche tassello mancante. Pian piano ho aggiunto i pezzi mancanti e il puzzle è stato completato. Per Sabrina, invece, non esiste un puzzle. In quei 42 giorni, quante volte hai visto mio padre a casa tua? Solo due. Secondo te, perchè? Lui aveva la coscienza sporca. Non ti chiederemo mai di perdonare papà, neanche noi l’abbiamo fatto. Per 28 anni è stato un padre meraviglioso. Non posso cancellare tutti questi anni», aggiunge.


Poi conclude: «Zia, voglio che tu capisca una cosa. Se Sabrina c’entrasse qualcosa con la morte di Sarah, non mi sarei data tanto da fare perchè sono la prima a chiedere giustizia per Sarah. Invece Sabrina è innocente». La stessa Valentina peraltro ha messo nero su bianco il contenuto dei suoi colloqui con il padre in carcere e, attraverso il suo legale, ha consegnato in Procura quelle dichiarazioni. Sembra che Michele Misseri abbia annunciato l’ennesimo cambio di versione, con la possibilità di ritrattare le sue accuse contro Sabrina.

martedì 26 ottobre 2010

Sarah Scazzi: nuovo sopralluogo in casa Misseri,tracce di sangue sulla sdraio

Cosima Serrano MIsseri
di Wildgreta
Sui giornali di domani leggeremo i particolari sulle presunte tracce di sangue sulla sdraio di Michele Misseri e su una presunta seconda corda.I due nuovi particolari sono fra i titoli dei quotidiani in edicola domani mattina.

Sarah Scazzi, avviso di garanzia a Cosima Misseri?

Cosima Misseri indagata? In queste ultime ore è trapelata la notizia che questa mattina, durante il sopralluogo in casa Misseri, sia stato consegnato a Cosima Serrano Misseri un avviso di garanzia. L’ indiscrezione è motivata dal fatto che circa un’ora prima dell’ inizio del sopralluogo di questa mattina, che ha visto la partecipazione dei procuratori di Taranto e del medico legale che ha eseguito l’ autopsia sul corpo di Sarah, due agenti della polizia giudiziaria si sono recati a casa Misseri e ne sono usciti dopo una decina di minuti.
Cosima Misseri, anche se al corrente di quanto successo a Sarah Scazzi, non potrebbe essere accusata di favoreggiamento, in quanto familiare degli indagati, ma se vi è il sospetto che Cosima abbia partecipato attivamente alle fasi dell’ omicidio e all’ occultamento del corpo di Sarah potrebbe essere indagata anche lei.

Per il momento la procura ha smentito la notizia del coinvolgimento di Cosima in un ruolo attivo, ma potrebbe trattarsi di prudenza perché il sopralluogo di oggi non è avvenuto in presenza delle persone in causa e dei loro avvocati. Si sarebbe difatti trattato solo di un sopralluogo informativo condotto per chiarire le idee su una qualche ambientazione, o sulle caratteristiche di qualche oggetto che si trova nella casa, al medico legale . (fonte rai.it 25 ottobre 2010)


Omicidio Sarah Scazzi: ancora un sopralluogo nella casa dei Misseri

inserito da: Amanda Smith
pubblicato il: 26/10/2010 00:02


Omicidio Sarah Scazzi: ancora un sopralluogo nella casa dei Misseri(IAMM) Gli inquirenti hanno effettuato un nuovo sopralluogo nella villetta della famiglia Misseri, nell'ambito dell'inchiesta sull'omicidio della 15enne di Avetrana scomparsa il 26 agosto scorso e il cui corpo è stato ritrovato dopo la confessione dello zio, Michele Misseri, imputato insieme alla figlia Sabrina, 22 anni. Al momento del sopralluogo, a cui ha preso parte anche il medico legale che ha effettuato l'autopsia sul corpo di Sarah Scazzi, in casa erano presenti Cosima, moglie di Michele, e la loro figlia maggiore Valentina.


Intanto in caserma sono stati sentiti, come persone informate dei fatti, almeno altri due testimoni. Ci vorrà più di una settimana per sapere qualcosa sull'esito degli accertamenti tecnici irripetibili compiuti dai Ris di Roma sugli effetti personali di Sarah, tra cui cellulare e ciò che resta dei vestiti.

domenica 24 ottobre 2010

Sarah, confessione Michele Misseri: audio interrogatorio

LA CONFESSIONE DI ZIO MICHELE

La confessione di zio Michele

TARANTO - Incapace di spiegare il perché, Michele Misseri ammette però la sua colpa. Davanti agli inquirenti, dopo ore di interrogatorio, il contadino di Avetrana confessa: ha strangolato Sarah Scazzi, uccidendola, e trascinato il suo corpo gettandolo in un pozzo isolato. E per provare la verità delle sue affermazioni, si offre spontaneamente per portare magistrati e carabinieri sul posto, permettendo il ritrovamento del cadavere della quindicenne.

L'audio dell'interrogatorio:


Seconda parte

Terza parte

SARAH,PARLA MARIANGELA.AUDIO INTEGRALE DEPOSIZIONE

Le parole di Mariangela

LE PAROLE DI MARIANGELAEcco la versione audio integrale dell'incontro fra la ragazza e gli inquirenti che indagano sul delitto di Sarah Scazzi.


Seconda parte

Terza parte

Quarta parte

Quinta parte

Sesta parte


Settima parte


martedì 19 ottobre 2010

Sarah, la lettera della Palombelli irrita anche Mimum


IL DELITTO DI AVETRANA - EFFETTI MEDIATICI

Palombelli, lettera a Sarah e addio al Tg5
Attraverso il telegiornale aveva scritto una lettera di scuse alla ragazza, per gli eccessi mediatici.

MILANO - «Cara piccola Sarah, occhi da cerbiatto». Così cominciava la lettera inviata da Barbara Palombelli a Sarah Scazzi. La voce della giornalista sulle immagini su cui ha spinto tanta stampa, direttamente dal tiggì di Canale 5 delle ore 20 chiedeva scusa. A nome di tutti («Noi che, senza conoscerti, ti abbiamo incontrato nei telegiornali e sui giornali, ti abbiamo mangiata proprio come l’umidità di quel pozzo. Un pezzettino al giorno, piano piano, senza sprecare nemmeno una briciola della tua tragica favola»).
SFIGURATA E PUTREFATTA - Un chiaro mea culpa. Che secondo alcune voci di redazione, il direttore del Tg5 Clemente Mimun non avrebbe gradito. «Tu, principessa che sei finita sfigurata e putrefatta dopo quaranta giorni in un pozzo, tanto che il professor Strada, che ti ha sezionato e analizzato, ti ha nascosto persino alla tua mamma», continuava la giornalista che da qualche anno collabora con le reti Mediaset con i toni dolci e indispettiti di una madre che ha guardato (e giudicato con sospetto» i «manifesti horror, gli stessi che sono su tutti i muri delle stanze delle nostre figlie»).

PREGARE, PREGARE - Toni un po' macabri ma voce certa, Palombelli concludeva con «Ora che stai uscendo di scena per lasciare spazio ai tuoi assassini e alla rivelazione del male, in cui hai vissuto forse senza saperlo oppure sì, ora che tutta l’Italia partecipa all’indagine nazionale su di te che non ci sei più, ora è proprio arrivato il momento di pregare, pregare per te e per noi, per il nostro lavoro, per voi che state vedendo queste immagini. Non ti dimenticheremo. Sarah, perdonaci se puoi...».

USCITA DI STANZA - I toni usati non sarebbero piaciuti al direttore del Tg5, Clemente Mimun che dopo l'edizione avrebbe avuto una discussione con la Palombelli. E ora, secondo quanto si apprende da fonti della redazione , Barbara Palombelli avrebbe svuotato la propria scrivania e lasciato il Tg5.

OPINIONISTI SEMPRE BUONI - Una domenica ad Avetrana, tra giornalisti a scannarsi per sapere le ultime di Sabrina e turisti in visita. Immagini, foto, Notizie. Chissà se la lettera di Palombelli avrà voluto avere anche un doppio sapore. Un mea culpa corale per tutta la stampa che sta facendo man bassa degli orrori di Avetrana. E un mea culpa personale per quegli opinionisti multi-competenze, sempre pronti ad accenderne una per qualche porta-a-porta di turno e scendere in campo in nome delle verità-umanità-mostri-e scuse di Cogne, Meredith, Garlasco, Erba, ora pure Avetrana. Chissa se in quelle scuse ci sarà pure l'intenzione di avere meno opinioni?


CAMBIO DI UFFICIO - Mediaset chiude il caso con queste laconiche parole diffuse alle agenzie: «Barbara Palombelli non può avere lasciato il Tg5 per il semplice motivo che non fa parte della testata di Clemente Mimun». La giornalista lavora infatti per Videonews, la testata Mediaset che produce tra gli altri Domenica Cinque, Mattino Cinque, Pomeriggio Cinque e Matrix, programmi dove Barbara Palombelli si esprime al meglio come commentatrice di punta. La sede di lavoro di Videonews è all'Aventino, lei per sua comodità aveva una scrivania al Palatino.

Corriere della Sera Redazione Online
19 ottobre 2010

VIAGGI

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