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sabato 25 febbraio 2012

BESTIE DI SATANA: SI SUICIDA LA MAMMA DI DORIANO MOLLA

Milano, si impicca Flaviana: accusò le Bestie di aver ucciso il figlio

Milano, si impicca Flaviana: accusò le Bestie di aver ucciso il figlio













L'hanno trovata con un ca­vo elettrico stretto al collo, come era stato per il figlio. Si allunga la scia di sangue la­sciata dalle Bestie di Satana. Flaviana Cassetta, la madre di Doriano Molla, il 26enne morto suicida nel 2000, si è tolta la vita ieri. La donna era sempre stata convinta che i satanisti avessero avuto un ruolo determinante nella morte di Doriano. Come isti­gatori o addirittura come re­sponsabili di un delitto poi camuffato da suicidio. Ma nell'ottobre scorso il gip di Busto Arsizio Nicoletta Guer­rero aveva archiviato il caso.
QUELLO STRANO SUICIDIO
Doriano Molla, appassionato di musica metal, era scom­parso da casa il giorno della vigilia di Natale del 2000. Il suo cadavere fu trovato poco dopo ai piedi di un albero, in un bosco a Cavaria con Pre­mezzo. Gli inquirenti pensa­rono subito a un suicidio, tut­tavia la posizione del cadave­re, alcuni segni sui polsi e una valutazione sul peso del giovane rispetto al ramo a cui si sarebbe impiccato, li per­suasero a scrivere "suicidio sospetto" sul fascicolo. 
23 Febbraio 2012, ore 10:10  cronaca qui

lunedì 20 febbraio 2012

Torino, mamma suicida in comunità: l'assessore Tisi si autoassolve

 

Note di Wildgreta
Riportiamo questo articolo di Roberta Lerici sul caso della mamma suicida insieme alla sua bambina di 3 anni. L'assessore alle politiche sociali del comune di Torino non ha dubbi: non si poteva fare meglio di così...

 Torino, mamma suicida con bimba: l'assessore e il "beneficio risolvente"

di Roberta Lerici
 
Torino, l'assessore Elide Tisi, «Otto storie su 10 ricavano un beneficio “risolvente” dall’accoglienza in famiglia o in struttura. I bambini che hanno subito traumi lentamente recuperano la propria serenità, le madri la forza per continuare una vita anche senza la stampella dei servizi sociali».


"Più di così si muore", sembra dire l'assessore Elide Tisi quando spiega in una intervista a la Stampa, che è stato fatto tutto il possibile per Alessandra, la mamma che si è lanciata nel vuoto dal secondo piano della comunità in cui era rinchiusa da più di un anno, con in braccio la piccola Marianna.Nessun dubbio, nessuna incertezza, neppure un accenno di velata autocritica di fronte ad una tragedia così grande.
"Il comune di Torino è quello che spende di più per i minori in difficoltà", afferma l'assessore che evidentemente non viene neppure sfiorata dall'idea che forse quei soldi si potrebbero anche spendere meglio, o in modo diverso. Ma, del resto, perchè farsi venire dei dubbi quando si afferma che "otto storie su dieci ricavano un beneficio risolvente dall'accoglienza in famiglia o in struttura"?

lunedì 2 gennaio 2012

Sarah Scazzi, Cassazione: "I parenti di Michele Misseri non hanno nascosto il cadavere"

"I parenti di Michele Misseri non hanno nascosto il cadavere"

IL DELITTO DI AVETRANA

Le motivazioni con cui la Corte di Cassazione smonta le accuse a nei confronti di Cosimo Cosma e Carmine Misseri: non ci sono prove della loro presenza nel luogo dove fu nascosto il corpo di Sarah Scazzi. Il 10 gennaio via al processo

di GIOVANNI DI MEO TARANTO ­ - Non ci sono le prove della presenza di Cosimo Cosma e Carmine Misseri nel luogo dove fu nascosto il corpo della piccola Sarah. E' quanto dicono i giudici della Corte di Cassazione nella sentenza con la quale spiegano perché nei confronti del nipote e del fratello di Michele Misseri, arrestati il 23 febbraio del 2011 dai carabinieri con l'accusa di concorso nella soppressione del cadavere di Sarah Scazzi e scarcerati il 10 marzo per assenza di esigenze cautelari, non sussistano gravi indizi di colpevolezza.

I giudici della prima sezione penale hanno valutato il ricorso presentato dai pubblici ministeri che chiedevano l¹annullamento della scarcerazione. Un nuovo tassello nell'intricatissima storia di questo delitto, che il 10 gennaio vedrà cominciare il processo in corte d'Assise: Mimimo Cosma e Carmine Misseri sono stati comunque rinviati a giudizio. Dell'omicidio di Sarah sono accusate la cugina Sabrina Misseri e la madre, Cosima Serrano.

Martedì prossimo in Corte di Assise a Taranto si aprirà dunque ilo sipario sul processo per l'omicidio della 15enne di Avetrana, uccisa il 26 agosto 2010. Le protagoniste saranno sicuramente Sabrina Misseri, la cugina di Sarah uccisa secondo l'accusa in un impeto di gelosia per un ragazzo, e la madre Cosima, zia di Sarah, ma un ruolo non irrilevante lo avrà la controversa figura del padre e marito delle due imputate: Michele Misseri che peraltro continua tra dichiarazioni e smentite ad autoaccusarsi dell'omicidio.

mercoledì 30 novembre 2011

Omicidio Federica Squarise: El Gordo condannato a 17 anni e 9 mesi.

 El Gordo
160mila euro di risarcimento ai parenti della vittima
'El Gordo' condannato a 17 anni e 9 mesi. Legale famiglia Squarise: pena troppo lieve

ultimo aggiornamento: 30 novembre, ore 21:33
Padova - (Adnkronos) - L'uruguaiano è reo confesso dell'omicidio di Federica, uccisa a Lloret de Mar in Spagna nell'estate del 2008. L'avvocato dei familiari della vittima all'Adnkronos: ''I genitori della ragazza sono molto dispiaciuti, faremo ricorso''. E sottolinea: ''Stupiti che gli abbiano riconosciuto attenuante della collaborazione, ha confessato solo quando è stato preso''

Padova, 30 nov. (Adnkronos) - Victor Silva Diaza, soprannominato 'El Gordo', l'uruguaiano reo confesso dell'omicidio della giovane veneta Federica Squarise, uccisa a Lloret de Mar in Spagna nell'estate del 2008, è stato condannato dal tribunale spagnolo a 17 anni e 9 mesi di reclusione. Lo riferisce l'avvocato Agnese Usai, legale della famiglia Squarise.


Il 'Gordo' è stato condannato per abuso sessuale e per omicidio volontario. Al 'Gordo', fa sapere l'avvocato, è stata concessa l'attenuante della collaborazione. E' stato condannato anche al risarcimento di 160mila euro ai genitori della vittima.
''Faremo ricorso in Cassazione" contro la sentenza del tribunale spagnolo, ha annunciato all'Adnkronos il legale della famiglia. "Ci ha stupito il fatto che gli sia stata concessa l'attenuante della collaborazione - prosegue - Era inizialmente scappato, si era fatto aiutare. Noi abbiamo sempre sostenuto che quelli non erano certo requisiti di una collaborazione: è vero che ha confessato ma solo quando è stato preso".
Per i giudici invece, spiega il legale, la confessione è arrivata prima della formale comunicazione del fatto che era indagato. Da qui il riconoscimento dell'attenuante. "Ci aspettavamo di più e avremmo ottenuto una pena più pesante se non fosse stata applicata l'attenuante della collaborazione - osserva - Speravamo e confidavamo inoltre che ci fosse la qualificazione di aggressione sessuale e non dell'abuso", che è meno grave. Anche l'avvocato del 'Gordo', ha riferito Usai, "ha già annunciato che farà ricorso in Cassazione".
I genitori di Federica "sono molto dispiaciuti", riferisce Usai, che ha parlato con la famiglia della vittima dopo la sentenza. I genitori della ragazza, sottolinea l'avvocato, sono dispiaciuti "perché l'applicazione dell'attenuante appare poco equa. Secondo noi non era applicabile".

domenica 27 novembre 2011

SCOMPARSA BARBARA CORVI: UNA CARTOLINA MISTERIOSA RIAPRE IL GIALLO


Caso Corvi, si riapre il giallo della donna scomparsa due anni fa ad Amelia
ultimo aggiornamento: 27 novembre, ore 15:54
Terni - (Adnkronos) - Si indaga sui resti umani trovati in un bosco vicino Firenze sul filo rosso di una misteriosa cartolina spedita dal capoluogo toscano e fatta recapitare ai figli della donna

Terni, 27 nov. (Adnkronos) - Pochi giorni dopo la sua scomparsa nel 2009, ai figli di Barbara Corvi, la 35enne sparita da Amelia due anni fa, era arrivata una cartolina spedita da Firenze, in cui qualcuno, che si firmava come la mamma, spiegava loro che stava bene ma che aveva bisogno di stare un po' da sola.


Adesso quella cartolina che era anche stata considerata un depistaggio nei due anni di indagini e battute di ricerca nel ternano, è improvvisamente diventata il legame tra Barbara e i resti di ossa umane trovate in un bosco a Monte Morello, a nord di Firenze. Il ritrovamento delle ossa è di qualche giorno fa da parte di alcuni agenti della forestale in servizio antibracconaggio.

L'ansia per la famiglia Corvi è di queste ore. La settimana prossima infatti si potrebbe già sapere se quelle ossa appartengono o meno a Barbara Corvi. Le ossa sono state trovate lungo la strada per Cercina, nella zona di Monte Morello, nel Comune di Sesto Fiorentino (Firenze).

Erano coperte da terriccio e fogliame, ma non è ancora possibile dire se sono state dissotterrate o meno. Dalla lunghezza dei resti, gli inquirenti sarebbero già in grado di stabilire che si tratta dei resti di una donna, vestita con jeans, una maglia marrone e una cintura nera con fibbia metallica.

I vestiti sono stati ritrovati in avanzatissimo stato di decomposizione come del resto il corpo stesso. Che potrebbe essere lì da due anni, secondo quanto riferito dal medico legale che ha effettuato un primo esame autoptico. Le ossa erano scarnificate e spezzate.

Il teschio è stato ritrovato a una ventina di metri dallo scheletro e ci sono volute due ore per recuperare tutte le ossa recuperabili. Segno che, come ipotizzano gli inquirenti, il cadavere potrebbe essere stato straziato dagli animali selvatici che poi lo avrebbero trascinato in più punti del bosco stesso.

giovedì 24 novembre 2011

YARA, DNA DELL'ASSASSINO ALL'FBI

Indagano anche i Ris negli Usa 

Lo stemma della Fbi statunitense

La soluzione del giallo sulla morte di Yara Gambirasio può uscire solo da un laboratorio. È questo - tra fregole investigative svelate dalla tv, massicce campagne di rilevazione genetica e virate biologiche nella titolazione giornalistica - ciò che si è intuito ultimamente a riguardo dell'inchiesta sulla tredicenne di Brembate Sopra rapita e uccisa il 26 novembre di un anno fa.

Il dna è il solo elemento di una certa importanza in mano agli inquirenti e le quattro tracce repertate sugli indumenti della ragazzina sono, allo stato, gli unici sassolini di Pollicino capaci di tenere aperto il sentiero che porta all'assassino. Insomma, se mai accadrà, sarà un'equazione chimica a svelare il mistero ed è per tale motivo che il pm Letizia Ruggeri sta battendo tutte le strade in tema di investigazioni scientifiche. La notizia non viene confermata (e però neppure smentita) ufficialmente, ma - stando a fonti autorevoli - nelle scorse settimane il dna dell'omicida sarebbe stato consegnato all'Fbi (Federal bureau of investigation), in possesso di strumenti che potrebbero rivelare dettagli significativi sull'assassino.

Stando alle indiscrezioni da noi raccolte, sarebbe stato lo stesso comandante del Ris di Parma, il colonnello Gianpietro Lago, a volare negli Usa con i reperti biologici. La tecnologia investigativa statunitense potrebbe fornire preziose informazioni, quali il colore degli occhi e altre caratteristiche fisiche utili, se non a condurre direttamente all'autore del delitto, almeno a consentire una scrematura dei profili genetici (diecimila) finora raccolti dagli inquirenti. I reperti si troverebbero tuttora nei laboratori dell'Fbi, pronti per essere analizzati, e solo nei prossimi mesi potrebbero giungere in Italia i primi risultati. Sono quattro le tracce biologiche repertate sugli indumenti di Yara, quando il 26 febbraio scorso fu ritrovata nel campo di Chignolo d'Isola.

Due sono certamente di chi l'ha uccisa o comunque di chi ha tentato di abusare di lei. Si tratta della macchia ritrovata sui leggings e di quella presente sugli slip, entrambe appartenenti alla stessa persona, un maschio. Sono gli elementi certi, perché si trovano in zone delicate, dna difficilmente depositatosi dopo un contatto casuale. Più vaghe, invece, le tracce scoperte su uno dei due guanti di lana che la ragazzina teneva nella tasca del giubbotto. Una è riconducibile a una donna, l'altra a un uomo (ma non lo stesso del dna su slip e leggings) finora non identificati. Queste, sì, potrebbero essere il risultato di un contatto che nulla c'entra con l'omicidio. Anche se sembrano appartenere a persone estranee all'ambito familiare o al giro di amicizie, visto che i test genetici a cui sono state sottoposte tutte le persone vicine a Yara hanno dato esito negativo.

È tra la sinuosità di queste eliche genetiche che si nasconde la soluzione del giallo. E l'unica pista che sembra rimasta, passa dall'asetticità dei laboratori. Paradossale, se si pensa al fastidioso chiasso mediatico che, da un anno a questa parte, ha ciclicamente accompagnato l'inchiesta. Ma in questa vicenda s'intravede pure una sorta di contrappasso. E cioè che l'operazione Fbi potrebbe essere stata facilitata proprio dal clamore suscitato da quelle truppe dell'informazione finora viste come fumo negli occhi da chi indaga. Di fronte a un caso di rilevanza nazionale che molto ha colpito l'opinione pubblica, sempre secondo le indiscrezioni da noi raccolte, i piani alti del ministero non avrebbero nicchiato, avallando il tentativo Usa (e la relativa nota spese) e prodigandosi per favorire i contatti con gli investigatori d'oltreoceano.

Stefano Serpellini
http://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/542419/

martedì 22 novembre 2011

GARLASCO: PG, CHIARA UCCISA CON MARTELLO, CHIESTI 30 ANNI PER STASI

PG, CHIARA UCCISA CON MARTELLO, GRADINI FULCRO OMICIDIO

    21:30 22 NOV 2011

    (AGI) - Milano, 22 nov. - Chiara Poggi sarebbe stata uccisa con un martello. Lo ha affermato il sostituto pg di Milano, Laura Barbaglini nella requisitoria del processo di appello a carico di Alberto Stasi. Inoltre, la rappresentante della pubblica accusa, ha definito i primi gradini della scala di casa Poggi, come il "fulcro dell'omicidio". Su di essi, infatti, era concentrata una tale quantita' di sangue, nella ricostruzione della pubblica accusa, che Alberto non poteva non sporcarsi le suole delle scarpe col sangue della vittima.
    Per dimostrarlo la pg ha chiesto dei nuovi esami sull'essiccazione delle macchie di sangue presenti sui gradini. Oggi ha parlato anche la parte civile, rappresentata dall'avvocato Gian Luigi Tizzoni, che ha mostrato in aula un filmato per ricostruire le fasi dell'aggressione. Tizzoni (e non, come scritto in precedenza, il pg) ha anche sostenuto la tesi che Alberto utilizzo' due biciclette, una nera e una bordo', la mattina del delitto. La prima per recarsi a casa di Chiara, che poi uccise, la seconda per andare a sbarazzarsi dell'arma e dei vestiti sporchi di sangue .

    giovedì 3 novembre 2011

    MELANIA REA, L'AMICA: AVEVA SCOPERTO IL TRADIMENTO E TENTO' IL SUICIDIO


    FOTO TGCOM

    L'amica di Melania: "Aveva scoperto il tradimento di Salvatore e ha tentato il suicidio"
    L'episodio avvenuto nove mesi prima del delitto. La donna ingerì dei sonniferi

    18:14 - Era una famiglia in frantumi quella tra Salvatore Parolisi e Melania Rea. Ma lo era molti mesi prima del brutale delitto. A gettare nuove ombre sul caporalmaggiore dell'Esercito arriva Valentina, l'amica di Melania, che ai magistrati ha detto di aver saputo come la povera vittima avesse tentato il suicidio nel luglio del 2010. Nove mesi prima dell'omicidio, avvenuto nel bosco di Ripe.
    Ai pm che indagano sul caso, Valentina Esposito ha raccontato di un weekend trascorso insieme alla coppia nella sua casa di Ravenna: "Era incupita, non sorrideva più come una volta". E proprio durante quei giorni di relax, Melania si è confidata. Aveva scoperto la relazione tra il marito Salvatore e una soldatessa. Uno shock per lei, tanto forte da farle prendere la decisione finale: il suicidio.

    VICENZA, IL CORPO TROVATO E' DI LUCIA MANCA

    Vicenza, trovato corpo di Lucia Manca, bancaria scomparsa a luglio

    Ris di Parma comparano reperti biologici e hanno la conferma

    FOTO TGCOM
    10:33 - E' di Lucia Manca, la bancaria scomparsa da casa il 7 luglio a Marcon (Venezia), il cadavere ritrovato a Cogolo del Cengio (Vicenza). La conferma è arrivata dai carabinieri del Ris di Parma che hanno comparato un reperto biologico del corpo rinvenuto nel Vicentino con un oggetto appartenuto alla bancaria. Gli investigatori hanno informato i familiari della donna. Pare che volesse separarsi e prima di scomparire avesse contattato un avvocato.
    Le analisi del Ris sono state rese particolarmente complicate dal fatto che i resti del corpo ritrovato nel Vicentino non hanno consentito di fare una ricerca del profilo del Dna su parti di epidermide o elementi biologici. Si e' cosi' dovuto procedere all'analisi delle strutture ossee del cadavere, comparando poi il risultato con un reparto appartenente alla bancaria.

    mercoledì 2 novembre 2011

    Sarah Scazzi, Zio Michele a Valentina «L'ho calata per i piedi»

    L'OMICIDIO DI SARAH SCAZZI


    Le conversazioni in carcere tra il contadino e sua figlia

    Dieci giorni prima che confessasse il delitto della nipote

    Michele Misseri
    Michele Misseri
    TARANTO - L’ho presa per i piedi e l’ho buttata nel pozzo così…. nell’acqua... patapom». Smentendo ogni racconto da lui riferito fino ad allora, Michele Misseri descrive così in un documento inedito (depositato agli atti dell’inchiesta sull’uccisione di Sarah Scazzi), le drammatiche fasi della soppressione del corpo della nipote. Il nuovo scenario emerge da un colloquio intercettato in carcere tra lui e la figlia Valentina che chiedeva i particolari di quell’episodio. Era il 25 ottobre dello scorso anno, dieci giorni prima Michele aveva confessato il delitto dicendo di averlo commesso con il concorso della figlia Sabrina rettificando la versione precedente in cui si addossava ogni responsabilità.

    Melania Rea: la vita di Parolisi appesa al filo di due date




    di Roberta Calò. 
    Sono due le date importanti per Salvatore Parolisi, l'uomo accusato di uxoricidio ai danni della giovane Melania Rea, scomparsa lo scorso 18 Aprile e ritrovata uccisa da 35 coltellate nel Bosco delle Casermette in zona Ripe di Civitella.
    E' stata anticipata al 28 Novembre l'udienza dalla Cassazione nel corso della quale i giudici della Corte Suprema renderanno palese il loro verdetto circa la colpevolezza del caporalmaggiore. Si tratta del terzo step per il collegio difensivo che ha già visto rigettare la richiesta di scarcerazione dell'uomo sia in fase preliminare che in fase di Ricorso.


    Nelle ordinanze di custodia cautelare precedenti gli inquirenti hanno individuato un movente ambivalente; secondo tale imbuto emotivo l'uomo avrebbe commesso l'efferato delitto in quanto spinto dalle pressioni dell'amante Ludovica Perrone ad abbandonare la famiglia e dalle responsabilità economiche a cui avrebbe dovuto far fronte in caso di separazione.
    Ad avvallare l'ipotesi di colpevolezza ci sarebbe anche un tentativo di depistaggio operato con dei segni infarti sul corpo della vittima che, per tempistiche e modalità d'azione, avrebbe potuto compiere solo la medesima persona che si è resa autrice del delitto.

    LA PROCURA MILITARE INDAGA SU PAROLISI PER MOLESTIE SESSUALI



    EX ALLIEVA: "ARRABBIATA PER IMMAGINE DATA DEL RAV PICENO"
    OMICIDIO REA: MOLESTIE SESSUALI




    TERAMO - La Procura militare di Roma sta indagando su Salvatore Parolisi, il caporalmaggiore dell'Esercito in carcere perchè accusato dell'omicidio della moglie Melania Rea, per molestie sessuali ai danni di ex allieve per fatti avvenuti alcuni anni fa.


    L'indiscrezione è riportata questa mattina dal quotidiano Il Messaggero che spiega come le denunce siano due e siano indirizzate anche ad altri colleghi militari di Parolisi.


    Il sottocapo di Stato maggiore, generale Domenico Rossi ha dichiarato: "Gli episodi di ingiurie, minacce e molestie sessuali al 235° Reggimento di Ascoli Piceno non sono emersi per effetto del caso Parolisi, ma sono stati da noi riscontrati prima, nell'ambito dell'attività di prevenzione interna e già denunciati all'autorità militare e a quella giudiziaria".


    Nel quotidiano emerge come siano diverse le allieve ascoltate negli ultimi mesi dalla Procura militare come persone informate dei fatti.


    venerdì 3 giugno 2011

    MICHELE MISSERI, PARLA IL CRIMINOLOGO BRUNO:"DELL'OMICIDIO DI SARAH NON SA NIENTE"

    Per il criminologo Bruno, Misseri ora dice la verità

    Per il criminologo Bruno, Misseri ora dice la verità francesco brunoAVETRANA— «Ieri ha recitato una parte, oggi comincia dire quello che pensa» . Questa è l’analisi che il criminologo romano Francesco Bruno cuce addosso a Michele Misseri. «Un personaggio tutto sommato buono con caratteristiche di mitomania e narcisismo che ama mettersi centro dell’attenzione come figlia Sabrina che rispetto al padre è una campionessa mondiale» .
    Professore Bruno come giudica questa instabilità di Michele Misseri?
    «Misseri sta ripetendo il comportamento di quando ha confessato facendo trovare il cadavere. Anche allora, come oggi, ha prima detto che era lui l’unico colpevole per poi ritrattare tutto. Adesso si ripete: l’altro ieri ha confessato il delitto recitando un ruolo mentre ieri ha ricominciato a dire quello che pensa veramente» .
    Una personalità disturbata quindi?
    «Tutto sommato un poveraccio, una personalità frustrata con gravissimi deficit affettivi con una moglie a cui deve ubbidire. Un uomo punito, maltrattato e non rispettato in casa. Tutto sommato un buono con caratteristiche di mitomania e narcisismo a cui piace mettersi in mostra con le bugie. La figlia è una campionessa mondiale di narcisismo e per lui è quello il modello da seguire. Misseri ha un’enorme opinione della figlia e il terrore della moglie. Credo che sia stato trascinato in vicende più grandi di lui che non ha capito sino in fondo e che non ha saputo gestire» .
    Chi lo avrebbe trascinato e per cosa?
    «Secondo me era destinato fare l’agnello sacrificale nel caso qualcosa fosse andata male. Non mi spiego la storia del telefonino di Sarah fatto trovare da lui. Non so se quanto è avvenuto sia stato davvero voluto da lui; non sono sicuro che sia stato lui a gestire tutto oppure se è stato determinato da altri.»
    E sul delitto?
    «Non sa niente, racconta quello che ha origliato sull’uccisione mentre conosce bene tutte le fasi dell’occultamento» .

    lunedì 23 maggio 2011

    SARAH SCAZZI: COSIMA INDAGATA PER CONCORSO IN OMICIDIO E SEQUESTRO



    Cosima Serrano, zia di Sarah Scazzi, ha ricevuto un avviso di garanzia per "concorso in omicidio, sequestro di persona e soppressione di cadavere" della nipote. Ad annunciarlo, alla trasmissione Chi l'ha visto?, è stato l'avvocato Franco De Jaco, legale della moglie di Michele Misseri e madre di Sabrina. "E' un atto dovuto in riferimento alle perizie genetiche in programma il 25 maggio", ha spiegato De Jaco. Il legale ha poi sottolineato come "sono stati prelevati campioni di dna dal compressonre, dal telefonino e da algri oggetti. Ci sarà una verifica tra quello ritrovato e quello di alcune persone, tra cui la signora Serrano. Cosima, dunque, ha la necessità di essere presente all'accertamento che avverrà dai Ris Roma il 25 maggio. Questo non è atto di incolpazione ma è un atto per consentire alla signora di conoscere il procedimento e seguirlo con un suo legale". De Jaco ha poi sottolineato: "Se fosse stata ritenuta responsabile dei reati contestati anche a Sabrina e agli altri parenti sarebbe già stata fermata". Poi ha concluso spiegando che "il 25 non saremo nemmeno presenti perché siamo assolutamente tranquilli".

    LE PERIZIE -
    Quelle previste per il 25 maggio sono consulenze genetiche chieste ai Ris dalla procura di Taranto, e serviranno per esaminare e comparare i dna di Michele e Sabrina Misseri, che si trovano in carcere dallo scorso autunno per l'uccisione di Sarah. Verranno analizzati anche i dna di Cosima Serrano, del fratello di Michele, Carmine Misseri, di suo nipote Cosimo Cosma e di Ivano Russo, amico di Sabrina e di Sarah.
    Carmine Misseri e Cosimo Cosma sono già indagati per concorso in soppressione di cadavere e per questo vennero arrestati nel febbraio scorso e scarcerati dopo circa un mese per disposizione del tribunale del riesame.

    giovedì 7 aprile 2011

    Delitto Avetrana: Cosima, la donna con la valigia pronta



    Cosima: "Vivo con la valigia accanto hanno arrestato tutti, sono pronta"
    La moglie di Michele Misseri e mamma di Sabrina, entrambi in cella per l'omicidio di Sarah Scazzi, si racconta. "Sono sicura dell'innocenza di mia figlia e non lascerò solo mio marito malgrado ciò che ha fatto"

    di GIULIANO FOSCHINI

    Racconta di non aver mai disfatto la valigia. Quella che aveva preparato, pronta nel caso in cui dovessero portarla in carcere. "Hanno preso tutti, non vedo perché non potrebbero prendere me". Ieri pomeriggio quando Cosima Misseri, la mantide o forse la grande vittima dell'incredibile giallo di Avetrana, ha visto di nuovo i carabinieri bussare alla sua porta quindi non si è scomposta. Non li aspettava, ma ormai le divise sono di casa nella villetta di via Deledda. Ha letto quel foglio nel quale le chiedevano di recarsi in caserma per "motivi di giustizia". Non ha disfatto la valigia. E soprattutto non ha battuto ciglio quando le hanno chiesto un campione di Dna. "Io non ho niente da nascondere" ha ripetuto al maresciallo Fabrizio Viva, ormai uno di famiglia per i Misseri.

    domenica 5 dicembre 2010

    Yara, tunisino intercettato: "Allah mi perdoni ma non l’ho uccisa io".Forse coinvolte altre persone

    05 dicembre 2010

    I tg nazionali non hanno escluso il coinvolgimento di altre persone, anche se nulla trapela dagli inquirenti. Nel frattempo,
    le ricerche per ritrovare il corpo di Yara Gambirasio si stanno concentrando dietro al centro sportivo di Ambivere, dove c'è una collina da cui si diparte una strada sterrata. Gli inquirenti avrebbero fatto arrivare un'idrovora.I mezzi e i volontari impegnati nella ricerca di Yara si sono diretti, improvvisamente, come a seguito di una segnalazione, nei boschi sulla collina in territorio del comune di Ambivere, a pochi chilometri da Brembate. Le forze dell’ordine hanno sbarrato le stradine di campagna, nei pressi di un centro sportivo, e hanno cominciato a perlustrare i prati e i campi di granoturco. Al momento non si è riusciti a sapere se in questa area le ricerche siano state dirette da una nuova segnalazione.


    «Che Allah mi perdoni, ma non l’ho uccisa io». Secondo indiscrezioni, sarebbe stata questa frase, intercettata al telefono, a convincere i Carabinieri che investigavano sulla scomparsa di Yara Gambirasio della responsabilità del magrebino sottoposto a fermo per sequestro di persona, omicidio e ora anche occultamento di cadavere. Pare che i sospetti fossero indirizzati nei suoi confronti quando l’uomo si è assentato dal lavoro nei giorni successivi alla scomparsa di Yara.

    Giallo Gradoli: madre e figlia scomparse forse divorate dai cinghiali

    Elena Ceoban, scomparsa sei mesi fa
    L'ipotesi del comandante dei carabinieri che indagò sul caso.Il processo in Corte d'Assise a Viterbo il compagno e l'amante

    ROMA (4 dicembre) - I cadaveri di Tatiana Ceoban, 36 anni, e della figlia Elena di 13, scomparse da Gradoli, in provincia di Viterbo, il 30 maggio 2009, potrebbero essere stati divorati da cinghiali o comunque animali selvatici. Sarebbe questa la ragione per cui non sono mai stati ritrovati. È l'ipotesi avanzata oggi in Corte d'Assise da uno dei testimoni dell'accusa, il comandante della stazione carabinieri di Latera Claudio Sterbini, che collaborò alla ricerca dei corpi.

    domenica 28 novembre 2010

    SARAH, MICHELE HA DETTO LA VERITA' SOLO AL PARROCO DEL CARCERE

    Scazzi zio 400x3001 300x225 Misseri usa ancora il plurale, la verità solo al parroco del carcere

    Misseri usa ancora il plurale, la verità solo al parroco del carcere


    AVETRANA – «Il pozzo era pieno d’acqua?», chiede il giudice. «C’era acqua dentro. Ora, quando “siamo andati” l’ultima volta, era un mare piccolo: non si poteva entrare più». Ancora una volta Michele Misseri parla al plurale per raccontare l’omicidio della nipote Sarah Scazzi. A provocare l’ambigua risposta durante l’incidente probatorio del 19 ottobre, è l’avvocatessa Emilia Velletri che vuole sapere perché Michele ha deciso di spogliare la nipote prima di immergerla nella cisterna. «Senta: ma lei non ha voluto buttare i vestiti nel pozzo perché, secondo lei, si consumavano dopo il cadavere…», chiede la legale. «I vestiti non li ho messi – spiega Michele – perché quando piove là, che si riempie, escono tutti fuori (…) e possono essere trovati». Il contadino accusato di avere ucciso la nipote in concorso con la figlia Sabrina, spiega come tornando sul luogo della sepoltura, lui e qualcun altro («quando siamo andati l’ultima volta»), hanno trovato la superficie completamente sommersa dall’acqua piovana. Già altre volte Misseri è scivolato sulla stessa declinazione al plurale. 

    sabato 27 novembre 2010

    Michele Misseri: "Sarah a Sabrina facevano giochi pericolosi"

    "Sarah a Sabrina facevano giochi pericolosi"
    Viterbo - 27 novembre 2010 - ore 16,25


    - "Mia moglie potrebbe chiedere il divorzio".
    E' l'ipotesi che Michele Misseri, accusato di aver ucciso la nipote Sarah Scazzi, ha fatto davanti ai magistrati titolari dell'inchiesta sull'omicidio della 15enne di Avetrana.


    Misseri, nell'ambito del confronto coi pm in sede di incidente probatorio, avrebbe escluso che la moglie Cosima sapesse della morte di Sarah.


    Lei, ha detto Misseri, credeva, come tutti, che la sua nipotina fosse scomparsa. Mai avrebbe potuto immaginare un coinvolgimento del marito o della figlia Sabrina nella vicenda.


    Misseri ha anche spiegato i motivi per i quali ha ritrattato la sua prima confessione. Quella dell'interrogatorio fiume della notte del 7 ottobre, quando l'uomo ammise di aver strangolato Sarah e di averla gettata in una cisterna.


    "Perché dovevo fare tanti anni di carcere se una cosa io non l'ho fatta?", ha spiegato ai magistrati. Da qui, la chiamata in correità della figlia Sabrina. Che, però, Misseri, tenta ancora di giustificare.


    L'accusato ha infatti ipotizzato che la morte di Sarah possa essere stata un incidente. Lei e Sabrina, infatti, come spiegato da Misseri, erano solite fare "giochi pericolosi", con corde e cinture.
    http://www.tusciaweb.it/notizie/2010/novembre/27_29n_scazzi.htm

    venerdì 26 novembre 2010

    Michele Misseri: verbali incidente probatorio (testo integrale)


    L'ultima verità di Michele Misseri

    TARANTO - La trascrizione integrale del verbale dell'ultimo interrogatorio di Michele Misseri, ascoltato venerdì scorso dagli inquirenti in incidente probatorio. L'uomo è in carcere in via cautelare insieme alla figlia Sabrina per l'omicidio della nipote Sarah Scazzi e il successivo occultamento di cadavere.

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