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lunedì 2 gennaio 2012

Sarah Scazzi, Cassazione: "I parenti di Michele Misseri non hanno nascosto il cadavere"

"I parenti di Michele Misseri non hanno nascosto il cadavere"

IL DELITTO DI AVETRANA

Le motivazioni con cui la Corte di Cassazione smonta le accuse a nei confronti di Cosimo Cosma e Carmine Misseri: non ci sono prove della loro presenza nel luogo dove fu nascosto il corpo di Sarah Scazzi. Il 10 gennaio via al processo

di GIOVANNI DI MEO TARANTO ­ - Non ci sono le prove della presenza di Cosimo Cosma e Carmine Misseri nel luogo dove fu nascosto il corpo della piccola Sarah. E' quanto dicono i giudici della Corte di Cassazione nella sentenza con la quale spiegano perché nei confronti del nipote e del fratello di Michele Misseri, arrestati il 23 febbraio del 2011 dai carabinieri con l'accusa di concorso nella soppressione del cadavere di Sarah Scazzi e scarcerati il 10 marzo per assenza di esigenze cautelari, non sussistano gravi indizi di colpevolezza.

I giudici della prima sezione penale hanno valutato il ricorso presentato dai pubblici ministeri che chiedevano l¹annullamento della scarcerazione. Un nuovo tassello nell'intricatissima storia di questo delitto, che il 10 gennaio vedrà cominciare il processo in corte d'Assise: Mimimo Cosma e Carmine Misseri sono stati comunque rinviati a giudizio. Dell'omicidio di Sarah sono accusate la cugina Sabrina Misseri e la madre, Cosima Serrano.

Martedì prossimo in Corte di Assise a Taranto si aprirà dunque ilo sipario sul processo per l'omicidio della 15enne di Avetrana, uccisa il 26 agosto 2010. Le protagoniste saranno sicuramente Sabrina Misseri, la cugina di Sarah uccisa secondo l'accusa in un impeto di gelosia per un ragazzo, e la madre Cosima, zia di Sarah, ma un ruolo non irrilevante lo avrà la controversa figura del padre e marito delle due imputate: Michele Misseri che peraltro continua tra dichiarazioni e smentite ad autoaccusarsi dell'omicidio.

mercoledì 30 novembre 2011

SARAH SCAZZI, MICHELE MISSERI NON POTRA' ALLONTANARSI DA AVETRANA

Sarah Scazzi - Nuovi provvedimenti cautelari per Michele Misseri

Sarah Scazzi - Nuovi provvedimenti cautelari per Michele Misseri
La Procura di Taranto ha deciso l'applicazione di nuove misure cautelari nei confronti di Michele Misseri, accusato di soppressione di cadavere, oltre al fatto dellle continue autoaccuse sulla totale responsabilità dell'omicidio di Sarah Scazzi.
Dalla fine dello scorso maggio, dopo la scarcerazione, Misseri aveva obbligo di firma dalle 17 alle 18 presso la caserma dei carabinieri di Avetrana, ma in seguito al fatto che lo stesso Misseri si sia presentato per la firma con un anticipo di 40 minuti, dicendo di avere un impegno a Taranto, ha fatto scattare, da parte del giudice per l'udienza preliminare, un nuovo e più severo provvedimento. Infatti, l'impegno che Misseri ha detto di avere, altro non era che la registrazione della puntata della trasmissione "Matrix", nella quale ha rilasciato un'intervista che per altro pare avere suscitato una notevole ondata di sdegno da parte del pubblico e della madre di Sarah, Concetta Scazzi.
I pm di Taranto hanno richiesto l'immediato provvedimento di arresto domiciliare, ma il tribunale non ha accolto l'istanza, ed ha invece stabilito un raddoppio del provvedimento già esistente, ovvero, obbligo di firma al mattino e alla sera e divieto di uscire da casa dalle 19 alle 7.00, oltre a non poter oltrepassare i confini del Comune di Avetrana.

martedì 8 novembre 2011

SARAH SCAZZI, "MISSERI ACCUSÒ SABRINA SOTTO EFFETTO DI FARMACI"

Lunedì 07 Novembre 2011 - 2

TARANTO - Michele Misseri riferì più volte, sin dall'inizio della sua detenzione, alla psicologa e allo psichiatra del carcere di Taranto, nel quale era rinchiuso, di essere l'unico colpevole dell'omicidio della nipote quindicenne Sarah Scazzi. Lo hanno confermato gli stessi professionisti - Dora Chiloiro, psicologa, e Giovanni Primiani, psichiatra - ascoltati oggi come testimoni in udienza preliminare (ultime battute l'11 novembre) su richiesta, accolta una settimana fa dal gup Pompeo Carriere, della difesa di Sabrina Misseri.

I testimoni convocati erano tre, ma uno - padre Saverio Calabrese, cappellano del carcere, citato dalla Procura - si è appellato al 'segreto confessionalè che gli si impone nel momento in cui svolge il suo ministero all'interno della casa circondariale, e dunque non ha potuto riferire nulla. Per quanto si è appreso di una udienza preliminare che in ogni caso si tiene a porte chiuse, come fissa il codice di procedura penale, lo psichiatra ha anche riferito che 'zio Michele' gli disse di aver assunto farmaci che gli avrebbero causato perdita parziale di lucidità nelle ore che precedettero, il 15 ottore 2010, la sua chiamata in correità della figlia Sabrina per l'omicidio di Sarah.

Assunzione di farmaci che però viene smentita dalle testimonianze, già presenti da tempo negli atti, di quattro operatori del carcere, corredate dal rifiuto sottoscritto dallo stesso Misseri ad assumere farmaci, così come risulterebbe anche dalla cartella clinica.

giovedì 9 giugno 2011

Sarah: spariti documenti Slitta ricorso Sabrina


Rinviata al 30 giugno udienza tribunale Riesame che deve decidere su scarcerazione

09 giugno, 20:17

Sabrina Misseri cugina di Sarah Scazzi1 di 1Sabrina Misseri cugina di Sarah Scazzi

Sarah: spariti documenti Slitta ricorso Sabrina
TARANTO -(ANSA)  E' stata rinviata al 30 giugno prossimo l'udienza del tribunale del Riesame di Taranto chiamato ad esaminare per la seconda volta il ricorso dei difensori di Sabrina Misseri finalizzato alla sua scarcerazione.
Il rinvio si é reso necessario per l'assenza di alcuni atti di indagine della procura nel fascicolo all'esame dei giudici. Nel corso dell'udienza, svoltasi a porte chiuse, la pubblica accusa ha chiesto l'inammissibilità del ricorso della difesa di Sabrina per 'carenza di interesse', perché nei confronti di Sabrina Misseri il 26 maggio scorso è stata eseguita una seconda ordinanza di custodia cautelare in carcere che supererebbe - a giudizio dei pm - i motivi contenuti nel primo provvedimento restrittivo dell'ottobre 2010.
In subordine, la procura ha chiesto il rinvio dell'udienza perché nel fascicolo all'esame del tribunale mancano alcuni atti di indagine ritenuti importanti, quale ad esempio la testimonianza di Mariangela Spagnoletti, amica di Sabrina. Il tribunale ha quindi disposto il rinvio al 30 giugno in attesa che il fascicolo da esaminare venga completato con gli atti mancanti.
C'é un piccolo giallo sugli atti di indagine della procura mancanti nel fascicolo all'esame del Tribunale, chiamato a valutare nuovamente il ricorso in favore di Sabrina contro l'ordinanza che rigettava l'istanza di scarcerazione. Alla Corte di cassazione, che ha annullato con rinvio il 17 maggio l'ordinanza del tribunale del Riesame del 31 gennaio scorso, sono stati trasmessi dallo stesso Tribunale gli atti impugnati, privi di alcuni atti di indagine, come prevedono le norme di procedura penale.
Dalla Cassazione lo stesso fascicolo è tornato al tribunale del Riesame di Taranto il 30 maggio scorso. Gli atti non inviati a Roma sarebbero stati spediti dal Tribunale alla Procura, dove però non sono mai arrivati. Ora la Procura sta provvedendo a produrre fotocopie degli atti mancanti per farli inserire nel fascicolo all'esame del Tribunale riunitosi oggi.

Avetrana ,dialogo Cosima-Michele: tracce sul compressore (intercettazione)

Cinque tracce biologiche sono state trovate su uno dei due compressori sequestrati nel garage di Michele Misseri, dove la piccola Sarah Scazzi sarebbe stata uccisa. Gli uomini dei Ris di Roma che hanno isolato le tracce dovranno ora confrontale con i dna della vittima, dei Misseri e di Ivano Russo. La speranza è  di trovare qualche elemento utile a capire cosa si davvero accaduto il pomeriggio del 26 agosto.
Altri esami sui reperti sequestrati nel garage di via Deledda verranno condotti nei prossimi giorni. Intanto ieri sono stati ascoltati in Procura alcuni vicini di casa dei Misseri come persone informate sui fatti. Dagli interrogatori si è cercato di fare luce sugli orari di arrivo di Sara a casa degli zii e sugli spostamenti della famiglia Misseri prima e dopo la scomparsa della ragazzina.


Dialogo tratto dalle intercettazioni dei colloqui in carcere fra Michele Misseri e Cosima Serrano (contenunti nell'ultima ordinanza del Gip, a pagina 16):


MICHELE: Che cosa devono analizzare?


COSIMA: ...il compressore...il DNA...


MICHELE: Ah! Si', ma la' se non lo analizzano bene, bene non trovano niente...


COSIMA: Eh, ma se non lo sanno loro cosa devono fare...normale certe volte 


              lo trovano,pero'lo hai usato tante volte e non sappiamo se e' 

              rimasto niente...

MICHELE: Va beh..


COSIMA:   ...praticamente se la ragazza ha solo poggiato cosi' che cosa puo' risultare?


MICHELE: Non so.


COSIMA:   Poi sicuramente hai fatto di tutto per pulire pure...


MICHELE: No di pulir non l'ho pulito se l'ho preso...


COSIMA: Eh pero' se lo hai preso con le mani voglio dire...


MICHELE:  Se l'ho preso e'...


COSIMA: ...Se per le altre cose l'hai tenuta la furbizia...


Autore: wildgreta@blogspot.com

martedì 7 giugno 2011

Omicidio Sarah: Ivano interrogato per oltre due ore

  Risorse correlate
  1. LAGAZZETTA.TV: Guarda il video
di MIMMO MAZZA

TARANTO - «Sono sereno e tranquillo come sempre» dice ai cronisti Ivano Russo, nascondendosi dietro gli occhiali da sole dopo le oltre due ore trascorse dinanzi al sostituto procuratore Mariano Buccoliero e i carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria. Convocato come persona informata sui fatti, il 28enne di Avetrana ieri mattina, suo malgrado, è tornato ad essere protagonista dell’inchiesta sull’omicidio di Sarah Scazzi, la 15enne uccisa lo scorso 26 agosto.


Per quel delitto in carcere ci sono Sabrina Misseri e sua madre Cosima Serrano, indagate per concorso in omicidio volontario, soppressione di cadavere e sequestro di persona. A piede libero, invece, sono indagati per concorso in soppressione di cadavere Michele Misseri, padre di Sabrina e marito di Cosima, Carmine Misseri, fratello di Michele, e Mimino Cosma, nipote di Carmine e Michele.

venerdì 27 maggio 2011

ARRESTO COSIMA SERRANO, LA FOLLA LE GRIDA "ASSASSINA"


di Nino Cirillo
ROMA - Trentotto secondi possono bastare. Trentotto lunghissimi secondi che Cosima Misseri ha trascorso in quel garage, lei e il suo telefonino, e che oggi - dopo nove mesi esatti - le valgono un ordine di custodia per sequestro di persona, concorso in omicidio e soppressione del cadavere di Sarah Scazzi. Sì, Sarah Scazzi, l’angelo biondo che ha invaso i talk show, i suoi video, le sue tre identità su facebook, l’amore per Ivano, la voglia di fuggire da Avetrana, quella ragazzina bionda che neanche un lungo inverno è riuscito a cancellare dai nostri pensieri.

Cosima è la zia di Sarah, la sorella della mamma Concetta, la sfinge di casa Misseri, la moglie di Michele e la mamma di Sabrina, che in carcere a Taranto ci stanno tutti e due già da un pezzo ad accusarsi l’un con l’altra - tra mille sfumature di versioni, tra indicibili pressioni e incredibili reticenze -proprio di quell’orribile delitto.

Cosima era il bersaglio grosso, la Procura di Taranto ci lavorava da mesi. La interrogava, la sorvegliava, cercava ma sempre invano di coglierla in contraddizione. Hanno risolto la partita i Ros, almeno per ora, e con una vittoria che sembra squillante. Hanno provato quello che lei sempre negava, disperatamente negava, e cioè di essere stata in quel puzzolente garage, quell’antro maledetto di sporcizia, nel pomeriggio del 26 agosto.
Cosima aveva previsto tutto, ma non che le frequenze telefoniche sotto terra potessero risultare diverse da quelle in superficie. Scremando e poi scremando ancora i tabulati, i Ros hanno invece ricavato che lei nel garage c’è stata e almeno per quei famosi 38 secondi, tra le 15.25.04 e le 15.25.42 del 26 agosto 2010. Hanno anche scoperto, i Ros, che la presenza del telefonino di Sarah, vittima predestinata, è compatibile con il garage alle 14.42 di quel giorno.

Si sposta davvero tutto, insomma. Altro che gita al mare, altro che allarme dato alle tre o pochi minuti prima: la Procura ritiene che l’omicidio sia da collocare almeno con mezz’ora d’anticipo, che sia avvenuto in casa Misseri - perché alle 14.18, implacabili sono i tabulati, Sarah risulta proprio lì -, che il cadavere sia stato trasportato nel garage, a dispetto di quella porta che si apre e non si apre, e che poi sia stato trasferito nelle campagne di contrada Mosca.

Eh già, perché i tabulati seguono Cosima Misseri anche il giorno dopo, proprio in quelle campagne, dove non dovrebbe essere mai andata. Segnalano la presenza sua e della figlia Sabrina, tra le 10.26 e le 10.40 del 27 agosto, nella zona dell’albero di fico, quella che il finto scemo Michele Misseri ricorda per esserci andato a giocare da bambino, quella dove inscena la violenza mai provata sul cadavere della nipotina. Che ci stavano a fare mamma e figlia laggiù?

L’hanno portata prima nella caserma dei Carabinieri di Avetrana - e fuori c’erano le donne del paese già a lapidarla, a gridarle «assassina» -, e poi in carcere a Taranto, «che poi lo conosco bene», ha chiosato Cosima con il consueto tono di sfida. Dovrebbero averle anche comunicato che proprio per la sua amata Sabrina è scattato un altro ordine di custodia cautelare e che per tutte e due, mamma e figlia, l’accusa e sì di concorso in omicidio della piccola Sarah, ma «premeditato», un progetto, cioè, concepito tra quelle stanze per cancellare quella ragazzina dalla faccia della terra.

Per l’inchiesta è una sorta di rivoluzione copernicana. Come se, abbandonati i tatticismi di questi mesi, la Procura di Taranto avesse voluto davvero calare i suoi assi, gli assi che tutti immaginavano prima o poi calasse: i tabulati telefonici. Come uno spazzare via ricorsi e controricorsi, stavolta per arrivare davvero alla soluzione.

I prossimi giorni si fanno all’improvviso densi di appuntamenti drammatici. Dovrà essere ascoltata Cosima, per il suo interrogatorio di garanzia, e soprattutto si avvicina il momento del nuovo interrogatorio di Michele Misseri, lo schiavo di casa, quello che dormiva sulla sdraio per non disturbare Cosima, che mangiava gli avanzi, che lavava puntuale i piatti ogni sera, l’omino smunto che però è riuscito a tenerle tutte in scacco le tigri di casa. Che si è accusato e poi ha accusato, dosando verità e mezze verità, dando puntualmente l’impressione di essere impegnato in una sorta di rivelazione progressiva di quel che accadde tra le mura di quella casa.

E’ un’inchiesta che clamorosamente si riapre, ma in un senso del tutto inverso alle aspettative di Cosima, proprio lei che aveva costretto il povero Michele a cambiare avvocato, proprio lei che per avvocato di Sabrina s’è scelto Franco Coppi, che è riuscita in questi mesi a costruirsi una sua discreta ma efficace lobby mediatica, della serie «siamo grasse, per questo ci odiano».

Adesso la Procura di Taranto sembra davvero vicina alla quadratura del suo cerchio: fu un cupo delitto di famiglia, fu un’esecuzione decisa quasi a tavolino, volevano - e la ebbero - la vita di Sarah. E’ di questo consesso dell’orrore che bisogna ancora stabilire i ruoli: chi la uccise, chi la trasporto laggiù, chi seminò di falsi sospetti le indagini, chi tentò di coprire tutto con una nuvola di bugie. Non è facile, non sarà facile neppure stavolta.

Venerdì 27 Maggio 2011 - 14:36
IL MATTINO http://www.ilmattino.it/articolo_app.php?id=38813



giovedì 7 aprile 2011

Delitto Avetrana: Cosima, la donna con la valigia pronta



Cosima: "Vivo con la valigia accanto hanno arrestato tutti, sono pronta"
La moglie di Michele Misseri e mamma di Sabrina, entrambi in cella per l'omicidio di Sarah Scazzi, si racconta. "Sono sicura dell'innocenza di mia figlia e non lascerò solo mio marito malgrado ciò che ha fatto"

di GIULIANO FOSCHINI

Racconta di non aver mai disfatto la valigia. Quella che aveva preparato, pronta nel caso in cui dovessero portarla in carcere. "Hanno preso tutti, non vedo perché non potrebbero prendere me". Ieri pomeriggio quando Cosima Misseri, la mantide o forse la grande vittima dell'incredibile giallo di Avetrana, ha visto di nuovo i carabinieri bussare alla sua porta quindi non si è scomposta. Non li aspettava, ma ormai le divise sono di casa nella villetta di via Deledda. Ha letto quel foglio nel quale le chiedevano di recarsi in caserma per "motivi di giustizia". Non ha disfatto la valigia. E soprattutto non ha battuto ciglio quando le hanno chiesto un campione di Dna. "Io non ho niente da nascondere" ha ripetuto al maresciallo Fabrizio Viva, ormai uno di famiglia per i Misseri.

domenica 16 gennaio 2011

MICHELE MISSERI, LETTERA A SABRINA:TESTO INTEGRALE

"Volevano arrestare mamma e zio Carmelo ho dovuto fare la falsa e incolparti"
Michele Misseri
LA LETTERA DI MISSERI
"Volevano arrestare mamma e zio Carmelo
ho dovuto fare la falsa e incolparti"
Ecco il testo integrale della lettera che Michele Misseri ha inviato alla figlia Sabrina per Natale. Un'altra missiva l'ha spedita all'altra figlia Valentina. Sono scritte in un italiano incerto, ma il contadinon di Avetrana ieri ne ha ricononsciuto la paternità davanti ai legali di Sabrina nell'interrogatorio in carcere


"Volevano arrestare mamma e zio Carmelo ho dovuto fare la falsa e incolparti" Michele Misseri




"Cara Sabrina,
sono io che scrivo, papà. Perdonami se ti ho dato la colpa, ma io non volevo, sono stato costretto a fare la falsa perché io mi sono sentito ricattato. Stavano scrivendo la verità però mi hanno detto che se non faccio quella confessione dovevano arrestare la mamma e zio Carmelo. Per non mettere altri innocenti in mezzo ho dovuto fare la falsa.


So che è difficile chiederti perdono, io so che sei innocente. Tutte le sere dico la preghierina per te e per Sarah e io per te e per Sarah ho due pesi sopra lo stomaco che sono così pesanti che non ci riesco più a sopportarli. Spero che finisca tutto in fretta. Ho richiesto ai giudici e ai miei avvocati che a gennaio mi interroghino per l´ultima volta. Sabrina ti chiedo un favore, se vuoi fare colloquio con papà devi fare una domandina e anche io faccio una domandina, così ci fanno fare un colloquio".


LEGGI Misseri, nuova svolta dalle letteredi GIULIANO FOSCHINI


(16 gennaio 2011)

http://bari.repubblica.it/cronaca/2011/01/16/news/volevano_arrestare_mamma_e_zio_carmelo_ho_dovuto_fare_la_falsa_e_incolparti-11278496/

sabato 20 novembre 2010

MICHELE MISSERI A SABRINA: SARAH L'HAI UCCISA TU

20/11/2010 - IL CASO


Michele alla figlia: "Sarah l'hai uccisa tu"


Tra i Misseri drammatico confronto in carcere: ma i loro sguardi non si sono mai incrociati




MARIA CORBI


Papà ti voglio bene». Nel giorno dell’incontro con suo padre, Sabrina consegna questa frase ai suoi avvocati. Avrebbe voluto dirgliele lei, ma le è stato spiegato che la condizione della sua presenza nell’aula dove si è svolto, ieri, l’incidente probatorio, era quella di non proferire parola. «Non riesce ad odiarlo e a non continuare a considerarlo un padre», ha spiegato la psicologa Cinzia Gimelli. La dichiarazione d’amore del padre per la figlia invece ha il peso di una condanna: «A Sabrina voglio bene, è mia figlia, ma deve pagare per quello che ha fatto».


È la sala polifunzionale della sezione femminile ad ospitare questo interrogatorio che cristallizza per il giudizio la versione di papà Michele. Una scenografia allestita con attenzione, la cattedra con i magistrati, Misseri davanti a loro, che si tormenta tra le mani il tau, il crocifisso francescano, protetto da un cordone di dieci guardie penitenziarie, uno scudo tra lui e la figlia. Sabrina la tigre che riesce a intimidire il contadino stanco, il padre avvilito e maltrattato. Così è stata dipinta. E invece Sabrina a chi l’ha vista è parsa uno scricciolo, i chili in più dissolti nella sua cella, ma anche nella sua disperazione.


All’interrogatorio presieduto dal gip del tribunale di Taranto Martino Rosati ci sono il procuratore Franco Sebastio, il procuratore aggiunto, Pietro Argentino e il sostituito procuratore Mariano Buccoliero. Ci sono gli avvocati delle parti, anche quelli della famiglia Scazzi e i consulenti di parte. Una folla di criminologi. Sono da poco passate le tre quando inizia questo ennesimo atto della tragica saga. E si va avanti ad oltranza con momenti di grande tensione tanto che il Gip pensa di aggiornare la seduta dopo che Misseri riconferma ai giudici la versione del 5 novembre, quella in cui addossa la responsabilità del delitto alla figlia mossa dalla gelosia per Ivano. «Stavo dormendo in casa, Sabrina mi ha svegliato e ha detto “papà è successo un guaio”». Sabrina, secondo Michele gli avrebbe detto che stavano giocando con la cinta insieme a Sarah come se fosse stato un incidente. «Sabrina mi aveva detto così». Su sua moglie Cosima, Michele avrebbe continuato a dire che non ha mai saputo niente. Il primo colpo di scena quando ritratta ancora una volta la violenza su Sarah. Sia il vilipendio di cadavere che le molestie. «Non l’ho mai sfiorata la creatura». Sarebbe in questo caso un punto a favore della difesa visto che solo 14 giorni fa aveva circostanziato in due pagine di interrogatorio quell’atto assurdo e crudele sulla ragazzina ormai morta. E in quell’occasione era stata proprio la sua consulente Roberta Bruzzone a fargli la domanda decisiva, che lo aveva spinto a chiarire esattamente cosa era successo. Il continuo cambio di versione non aiuta certo la credibilità di Michele nella veste di chiamante in correità. Ma qualora la procura decidesse di credergli, per lui potrebbero anche riaprirsi le porte del carcere. Michele ha aggiunto particolari anche alla fase dell’occultamento. «Quando ho messo Sarah nel pozzo prima con la sua mano le ho fatto segnare il petto e la fronte». Un pietoso segno della croce. Emilia Velletri e Francesca Conte che hanno controinterrogato Misseri hanno cercano di farlo cadere in contraddizione, di capire se c’è qualcuno che lo ha condizionato.


 Gli chiedono anche delle rivelazioni che avrebbe fatto a Cosima e alla figlia Valentina durante le visite in carcere. Misseri avrebbe detto in queste conversazioni, di essere certo di finire presto in un convento, dove poter continuare a zappare la terra. E mentre in carcere Michele prosegue il suo racconto, negli uffici del comando provinciale dei carabinieri di Taranto sono stati sentiti nuovamente alcuni testimoni, tra i quali due fidanzati che riferirono di aver visto Sarah il 26 agosto verso le 14,25 che camminava dirigendosi verso casa della cugina, con la quale doveva andare al mare. Solo anticipando l’orario del delitto infatti i pezzi del puzzle che vogliono Sabrina colpevole si incastrerebbero con maggiore precisione. E in questa direzione va anche la testimonianza di Francesca, che ha detto di aver mandato all’amichetta Sarah un messaggino alle 14,18 e di averle telefonato alle 14,23, senza mai ricevere risposta. A quell’ora per gli inquirenti Sarah poteva essere, dunque già morta. Sarebbe stata dunque Sabrina a chiamarsi con il cellulare della cuginetta per confezionarsi un alibi.
la stampa 20 novembre 2010

domenica 14 novembre 2010

SARAH SCAZZI: DELITTO IDENTICO NELLA SERIE "DELITTI IMPERFETTI RIS ROMA" (VIDEO)





Qui potrete leggere la notizia della trama assolutamente identica:http://tv.vos.it/2010/11/clamoroso-una-puntata-di-r-i-s-roma-come-il-delitto-di-sarah-scazzi/. Sul blog di paolo Franceschetti, però, troverete un'analisi dettagliata delle similitudini e relativa lettura in "chiave complottista". Consiglio la lettura dell'articolo di Franceschetti, per arricchire la propria conoscenza, a prescindere che si creda o meno a quanto egli afferma.

domenica 7 novembre 2010

Sarah Scazzi/ Ore d'ansia per la moglie di Michele Misseri

Sarah Scazzi/ Ore d'ansia per la moglie di Michele Misseri

I Carabinieri di nuovo a casa di Cosima Serrano 
Avetrana (Ta), 6 nov. (Apcom) - Ha alzato il telefono e ha chiesto a Vito Russo, il legale di sua figlia Sabrina, di correre nella villetta di via Deledda, dove, da poco prima delle 20, i Carabinieri, su mandato della Procura della Repubblica di Taranto, stanno effettuando una perquisizione. Sono ore di estrema ansia per Cosima Serrano, la moglie di Michele Misseri che, da questa mattina, ha dovuto spalancare le porte della sua casa al marito e agli investigatori, giunti intorno alle 9, per ricostruire il delitto di Sarah Scazzi sugli stessi luoghi in cui è avvenuto.Stamattina la donna aveva dovuto lasciare la villetta per poi farvi rientro nel primo pomeriggio. Ma, stasera, i Carabinieri sono tornati. All'interno dell'abitazione si cerca ogni elemento utile per riscontrare le dichiarazioni che Michele, il capofamiglia, ha fatto ieri e questa mattina davanti ad investigatori e inquirenti. I militari dell'Arma hanno notificato alcuni atti a Cosima Serrano e, secondo quanto apprende Apcom, potrebbero cercare all'interno della stessa abitazione delle cinghie. 

Michele Misseri, questa mattina, ha già fatto ritrovare, all'interno dell'Opel Astra usata dalla moglie la corda con cui è stata uccisa Sarah. Si capisce come la cui situazione giudiziaria della donna si possa aggravare di ora in ora. Ieri Misseri, nel corso di una lunghissima dichiarazione spontanea agli inquirenti, ha ritrattato la confessione circa l'omicidio della nipote quindicenne, addossandone la responsabilità sulla figlia Sabrina, fin qui indagata solo per concorso, e dichiarandosi colpevole solo dell' occultamento del cadavere. Nel corso dei sopralluoghi effettuati oggi in sua presenza fra la casa in via Deledda e il pozzo dove fu nascosta Sarah, l'agricoltore ha fatto ritrovare anche il mazzo di chiavi che la nipotina aveva con sé. 

VIAGGI

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