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mercoledì 30 novembre 2011

SARAH SCAZZI, MICHELE MISSERI NON POTRA' ALLONTANARSI DA AVETRANA

Sarah Scazzi - Nuovi provvedimenti cautelari per Michele Misseri

Sarah Scazzi - Nuovi provvedimenti cautelari per Michele Misseri
La Procura di Taranto ha deciso l'applicazione di nuove misure cautelari nei confronti di Michele Misseri, accusato di soppressione di cadavere, oltre al fatto dellle continue autoaccuse sulla totale responsabilità dell'omicidio di Sarah Scazzi.
Dalla fine dello scorso maggio, dopo la scarcerazione, Misseri aveva obbligo di firma dalle 17 alle 18 presso la caserma dei carabinieri di Avetrana, ma in seguito al fatto che lo stesso Misseri si sia presentato per la firma con un anticipo di 40 minuti, dicendo di avere un impegno a Taranto, ha fatto scattare, da parte del giudice per l'udienza preliminare, un nuovo e più severo provvedimento. Infatti, l'impegno che Misseri ha detto di avere, altro non era che la registrazione della puntata della trasmissione "Matrix", nella quale ha rilasciato un'intervista che per altro pare avere suscitato una notevole ondata di sdegno da parte del pubblico e della madre di Sarah, Concetta Scazzi.
I pm di Taranto hanno richiesto l'immediato provvedimento di arresto domiciliare, ma il tribunale non ha accolto l'istanza, ed ha invece stabilito un raddoppio del provvedimento già esistente, ovvero, obbligo di firma al mattino e alla sera e divieto di uscire da casa dalle 19 alle 7.00, oltre a non poter oltrepassare i confini del Comune di Avetrana.

martedì 13 aprile 2010

GARLASCO: STASI A MATRIX FA INDIGNARE I GENITORI DI CHIARA

Il giallo di Garlasco
Alberto Stasi è colpevole per i genitori di Chiara Poggi indignati per l’intervista a Matrix

CARLOTTA REBAUDY - 13/04/2010
Il giallo di Garlasco

Chissà se Alberto Stasi, assolto con formula dubitativa dall’accusa di aver ucciso la sua fidanzata Chiara Poggi, avrebbe fatto bene a non andare in Tv, come aveva fatto precedentemente finchè è durato il processo. Se non si fosse lasciato intervistare, la settimana scorsa, a Matrix da Alessio Vinci, non avrebbe scatenato con le sue dichiarazioni di assoluta innocenza le reazioni dei genitori Poggi che senza mezzi termini, con molta durezza, hanno precisato che per loro «Alberto era e resta il colpevole dell’omicidio di Chiara».

La Televisione, infatti, specie nei casi di gialli irrisolti, può aiutare, a volte, nella ricerca del colpevole, come si sta verificando relativamente alla tragica vicenda di Elisa Claps, la sedicenne di Potenza il cui cadavere è stato ritrovato dopo diciassette anni nel sottotetto di una chiesa, (una tragedia, ricordiamolo, riaperta dalla trasmissione «Chi l’ha visto?») o, al contrario,può peggiorare la situazione di un imputato come è accaduto per Anna Maria Franzoni, la mamma di Cogne.

Per i genitori di Chiara Alberto resta colpevole

Forse ad Alberto Stasi, il biondino di Garlasco, apparso in Tv assai freddo e controllato, sarebbe convenuto rinunciare ad un’esposizione simile anche se si può capire che chi ritiene di essere estraneo ad un così feroce delitto (diamogli il credito dell’innocenza fino a prova contraria) avverta la necessità, dopo due anni e otto mesi di travaglio, di proclamare al mondo la propria incolpevolezza ora che è stato assolto in primo grado. Ma doveva aspettarsi la reazione dei Poggi, sapendo del ricorso in appello. Cosa ha pensato? Di poterli riavvicinare attraverso il piccolo schermo? Il padre della povera ragazza, il signor Giuseppe che ha gli stessi occhi celesti della figlia è invece andato giù duro nei suoi confronti, affermando: «Sia chiaro che per noi la sentenza di assoluzione e le motivazioni non hanno cambiato nulla. Noi non abbiamo assolto Alberto anche se c’è chi tenta di far passare un messaggio diverso.

E’ vero che dissi che secondo me quel ragazzo non era il colpevole ma era il 14 agosto del 2007. Mi avevano appena ammazzato una figlia, quel giorno non sapevo nemmeno più da che parte voltarmi. Comunque non vorrei che si creassero equivoci. Lo dico una volta per tutte: su Alberto noi non la pensiamo più così da tempo. È stato un percorso travagliato, difficilissimo, graduale. Fra quelle parole e oggi c’è un abisso e noi ora siamo convinti del contrario. Lui ha detto in Tv che adesso le cose si sono chiarite. Ed invece non si è chiarito niente. Altrimenti perché faremmo appello se non fossimo convinti. Non ci sarà alcun riavvicinamento con lui. Lo escludo nel modo più assoluto. Non si può ricorrere in appello e nel frattempo stringere la mano al ragazzo accusato di aver ucciso tua figlia».

Il signor Giuseppe ribadendo il suo convincimento, ha detto di più nell’intervista che ha rilasciato a Giusi Fasano. Ha puntato il dito sulla freddezza di Stasi ricordando che quando gli è stato chiesto quale fosse stato per lui il momento peggiore «io mi sarei aspettato che parlasse di quando ha trovato sulle scale la mia ragazza ed invece ha parlato si sé. Ha detto che il momento peggiore è stato quando l’hanno portato in carcere. Lui è qui a raccontarci quel momento. Chiara non c’è più. E in nessuna delle tante carte, intercettazioni e via dicendo che abbiamo esaminato, Alberto esprime un pensiero o un ricordo di Chiara, nemmeno quando parla con i suoi amici. Non ho letto una sua frase in difesa di Chiara quando è stato gettato fango su di lei». Gli viene in soccorso la moglie Rita: «Ci hanno fatto molta impressione gli argomenti di quegli articoli che Chiara ha salvato sulla sua chiavetta. Pedofilia.

Perché? E perché salvare quelle cose sui delitti irrisolti? Lei non si interessava di gialli, omicidi, cose di questo genere». «Comunque», conclude Giuseppe «anche il giudice non deve essere convinto dell’innocenza di Alberto altrimenti non lo avrebbe assolto con la formula dubitativa». «Formula dubitativa», cioè assoluzione con il secondo comma: via d’uscita giuridica per assolvere una persona quando la prova è «insufficiente » o «contraddittoria», come nel caso di Alberto.

giovedì 6 marzo 2008

Strage di Erba: Rosa Bazzi denunciata da legale Azouz

La Bazzi ne risponderà nelle opportune sedi»


«Rosa Bazzi l'ho già denunciata. Ne risponderà nelle opportune sedi». Roberto Tropenscovino, avvocato di Azouz Marzouk, marito di Raffaella Castagna e padre del piccolo Youssef, passa al contrattacco e lo fa all'indomani della messa in onda a Matrix dei video di Rosa Bazzi, girati dal criminologo Massimo Picozzi in cui l'imputata parlava a più riprese di una presunta violenza sessuale subita dal tunisino nella sua casa. «È solo un escamotage per coprire la responsabilità di Rosa e Olindo che ritengo massima, piena e totale - dice il legale - Azouz aveva già visto il video per cui non è sorpreso da questa cosa. È scosso ma sapeva di queste accuse nei suoi confronti e non se ne fa un problema».Posizione netta anche da parte di Francesco Tagliabue, legale della famiglia Castagna. «I miei assistiti tengono a precisare - dice l'avvocato - che, rispetto a quanto detto da Rosa nel video, in quella corte se c'era qualcuno che dava fastidio, che era isolato dagli altri e senza rapporti, erano i Romano e non Raffaella. Non vorremmo che passasse il concetto che la reazione è stata provocata da comportamenti di altri perché tutti sanno, e i vicini in aula l'hanno a più riprese confermato, che gli anni duri prima del delitto li ha comunque passati Raffaella e non Olindo e Rosa. I rompiscatole erano i Romano e se c'era qualcuno che dava fastidio non era certo Raffaella». È il turno di Manuel Gabrielli, della famiglia Frigerio. «Le immagini andate in onda a Matrix erano molto forti, però hanno rappresentato ulteriormente aspetti che già conoscevamo degli imputati. Quel video ha reso al pubblico una verità che chi non era in aula non poteva conoscere così bene».Bocche cucite, invece, tra gli avvocati della difesa Enzo Pacia, Fabio Schembri e Luisa Bordeaux che si limitano a dire: «La trasmissione di ieri sera' Nessun commento, i sassolini dalle scarpe li le leveremo più avanti».
Corriere di Como Mauro Peverelli 6 marzo 2008

La replica di Azouz:"Niente di vero, accuse del tutto gratuite..."

mercoledì 05 marzo 2008

Lui non può parlare. Ma la replica, diretta, è del suo legale, Roberto Tropenscovino. Azouz Marzouk nega tutto e con decisione. Niente violenza sessuale, niente abusi di Rosa Bazzi come, invece, lei sostiene essere stata la causa scatenante della strage di via Diaz ad Erba. "Sono cose che lasciano il tempo che trovano - dice il legale di Azouz che ha seguito tutta la trasmissione di canale 5 ieri sera -.Evidentemente vogliono trovare una giustificazione al loro comportamento da assassini, perchè io li ritengo tali. Il mio assistito ha visto quel video e non è rimasto affatto stravolto in questo passaggio. Perchè sa che non c'è niente di vero. Anzi, dirò di più: non si è mai posto il problema di spiegare una cosa che non c'è".Azouz, intanto, ha già deciso di denunciare Rosa per queste affermazioni. Tropenscovino conferma tutto ed aggiunge:"Quella signora ne risponderà in sedi opportune". Marzouk, intanto, continuas a rimanere in carcere a Vigevano per l'inchiesta sullo spaccio di droga nella brainza erbese. Il suo legale non ha ancora deciso quali mosse fare per il futuro: probabile, però, una nuova richiesta al Gip di Como per ottenere gli arresti domiciliari.

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