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lunedì 10 marzo 2008

STRAGE DI ERBA / ROSA BAZZI: "AZOUZ MI HA VIOLENTATO" LUI:"NON HO MAI TRADITO RAFFAELLA"

LA STRAGE DI ERBA / LE REGISTRAZIONI
Nonostante l'assenza dei coniugi Romano, all'undicesima udienza del processo sono state ascoltate registrazioni che confermano le confessioni rese al pool di magistrati che indagò sul massacro. La Bazzi sul piccolo Youssef: "Mi ha detto 'ciao' e io gli ho puntato il coltello alla gola"

Como, 10 marzo 2008 - Rosa Bazzi ossessionata da Azouz Marzouk. Perseguitata, picchiata, violentata dal tunisino a cui, secondo l'accusa, avrebbe sterminato insieme al marito Olindo Romano la famiglia. Nell'aula del Tribunale di Como dove è in corso l'undicesima udienza del processo per la strage di Erba viene ascoltata la registrazione dell'interrogatorio del 6 giugno 2007 quando la donna aveva parlato di una presunta violenza sessuale subita dal tunisino tre settimane prima della strage dell'11 dicembre 2006.

Era un martedì mattina, intorno alle 9, quando Azouz era entrato a casa sua. "Mi ha preso dalla schiena -racconta- ha incominciato a dirmi che senza di me non ce la faceva più a vivere e che voleva lasciare Raffaella". E ancora: "Ha cominciato a strapparmi la maglietta -spiega Rosa nell'interrogatorio- ho cercato di difendermi più che potevo. Lui mi ha preso, mi ha sbattuto sul divano e mi ha strappato i vestiti. Si è abbassato i pantaloni e ha fatto quello che doveva fare: è entrato nel mio corpo".

È un racconto ricco di particolari quello della donna che sottolinea: "Lui mi teneva con una forza terribile, mi ha detto che era una cosa bellissima perchè mi voleva a tutti i costi". Una violenza che si consuma in via Diaz nella stessa corte in cui l'11 dicembre 2006 hanno perso la vita quattro persone. Una violenza che secondo la donna si conclude con una minaccia. "Se provavo a parlare -dice Rosa- Azouz avrebbe ucciso Olindo. Lui voleva a tutti i costi portarmi nel suo paese". Nell'interrogatorio Rosa racconta ancora diversi episodi in cui Azouz l'avrebbe picchiata, inseguita, minacciata. "Lui diceva che era cotto di me e dopo avermi violentata mi ha salutato dicendo 'Ciao, sei figa'".

Nell'interrogatorio Rosa racconta poi la sera della strage e la convinzione di avere ucciso anche il tunisino. "Era lui la mia ossessione. Ero convinta -sottolinea- di avere accoltellato Marzouk". Una doccia fredda che per lei arriverà solo alcune ore dopo la strage quando insieme al marito cenano al McDonald's. Qui Rosa dice: "Beh, sono contenta perchè... come si chiama Marzouk l'ho sistemato bene. Olindo mi ha dato come una coltellata alla schiena perchè mi ha detto 'guarda che Marzouk non c'erà. E lì -conclude- sono entrata nel tunnel in cui sono ancora adesso".

YOUSSEF
"Quando mi ha visto mi ha detto 'Ciao' e si è tranquillizzato. Poi si è messo a gridare e in quel momento gli ho puntato il coltello alla gola". Così la Bazzi ricorda nell'interrogatorio del 6 giugno 2007 il momento in cui ha accoltellato Youssef di 2 anni. Il piccolo morirà insieme alla madre Raffaella Castagna, alla nonna Paola Galli e ad una vicina di casa Valeria Cherubini sotto i colpi dei killer. Nell'aula del Tribunale di Como dove è in corso il processo per la strage dell'11 dicembre 2006 risuonano le parole della donna che avrebbe compiuto il quadruplice omicidio. E spunta l'odio verso Raffaella. "Mi ha sempre umiliato, mi ha sempre preso a calci in faccia. Sono una vigliacca perchè non sono mai stata capace di difendermi". Fino alla decisione di fargliela pagare e di ucciderla. "Abbiamo lottato tanto io e Raffaella. Le ho dato un colpo in testa abbastanza forte perchè quando l'ho presa è uscito tanto sangue e due schizzi hanno colpito anche me".

MARZOUK
In un biglietto scritto dal suo legale, Roberto Tropenscovino, Azouz Marzouk dice: ''Non ho mai tradito Raffaella, l'amavo troppo''. ''Il racconto della bella signora - ironizza Azouz - non merita commenti... e comunque, come e' facile immaginare, non e' mai stato il mio tipo!''. Il riferimento è alla presunta violenza sessuale subita da Rosa Bazzi per la quale il tunisino ha gia' querelato l'ex vicina di casa per calunnia.
Quotidiano.net 9 marzo 2008

giovedì 6 marzo 2008

La replica di Azouz:"Niente di vero, accuse del tutto gratuite..."

mercoledì 05 marzo 2008

Lui non può parlare. Ma la replica, diretta, è del suo legale, Roberto Tropenscovino. Azouz Marzouk nega tutto e con decisione. Niente violenza sessuale, niente abusi di Rosa Bazzi come, invece, lei sostiene essere stata la causa scatenante della strage di via Diaz ad Erba. "Sono cose che lasciano il tempo che trovano - dice il legale di Azouz che ha seguito tutta la trasmissione di canale 5 ieri sera -.Evidentemente vogliono trovare una giustificazione al loro comportamento da assassini, perchè io li ritengo tali. Il mio assistito ha visto quel video e non è rimasto affatto stravolto in questo passaggio. Perchè sa che non c'è niente di vero. Anzi, dirò di più: non si è mai posto il problema di spiegare una cosa che non c'è".Azouz, intanto, ha già deciso di denunciare Rosa per queste affermazioni. Tropenscovino conferma tutto ed aggiunge:"Quella signora ne risponderà in sedi opportune". Marzouk, intanto, continuas a rimanere in carcere a Vigevano per l'inchiesta sullo spaccio di droga nella brainza erbese. Il suo legale non ha ancora deciso quali mosse fare per il futuro: probabile, però, una nuova richiesta al Gip di Como per ottenere gli arresti domiciliari.

martedì 26 febbraio 2008

STRAGE ERBA: A TORINO NASCE IL PRIMO "AZOUZ FAN CLUB"

Como, 22:21

Nonostante sia caduto in disgrazia dopo l'inchiesta della Guardia di Finanza di Erba che l'ha portato in carcere per traffico e spaccio di droga, Azouz Marzouk, il tunisino la cui famiglia e' stata sterminata nella strage di Erba, continua a essere al centro dell'attenzione, tanto che e' stato anche fondato il primo "Azouz fan club". Ha sede a Torino ed e' frutto dell'idea di Flaviana Raso della "Diva Eventi". Secondo quanto si apprende fra lei e il detenuto vi sarebbe una intensa corrispondenza per aggiornare passo dopo passo l'evolversi dell'iniziativa. Per chi e' gia' socio, nove persone in tutto, e per chi lo diventera', e' pronto come gadget una maglietta bianca con stampata la figura a mezzo busto del tunisino. Presidente del club, la stessa Raso.
La Repubblica 26 febbraio 2007

lunedì 25 febbraio 2008

Arresto marzouk: Riesame nega arresti domiciliari

Il Tribunale del Riesame di Milano ha respinto l’istanza di arresti domiciliari per Azouz Marzok presentata dal suo legale Roberto Tropenscovino.

“Era una decisione pressoché scontata — spiega il legale lecchese — e di questo ne avevo parlato con il mio assistito. Tuttavia valuteremo insieme quali altre strade percorrere per ridurre quanto possibile la detenzione che si protrae da quasi tre mesi”. Il tunisino 27enne, vedovo di raffaella castagna, uccisa nella strage di Erba, era stato arrestato dalla Guardia di Finanza nell’ambito di una indagine per traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. Con lui erano finite in cella altre nove persone, fra cui un fratello, la cognata e un cugino. “Non escludo — aggiunge Tropenscovino — di riformulare al Gip di Como una nuova richiesta di arresti domiciliari presso una famiglia di fiducia”.

Già una volta il Giudice Luciano Storaci aveva negato tale possibilità non ritenendo, fra l’altro, idonea la famiglia indicata dal difensore che ora ne avrebbe trovata un’altra disponibile ad ospitare Azouz. “In ogni caso il mio assistito dopo aver deposto in Corte d’Assise settimana scorsa — conclude Tropenscovino — intende partecipare a tutte le prossime udienze del processo contro chi gli ha sterminato la famiglia”. L’inchiesta per droga invece, sembra essere alle battute finali e a fine marzo potrebbero essere notificati gli avvisi di fine indagine.

25 febbraio 2008 alle 19:33 — Fonte: repubblica.it

mercoledì 6 febbraio 2008

Strage Erba: Domani Riprende processo, parlano vicini

5 febbraio 2008 alle 21:38 —

Riprende domattina alle 9.00 il processo in Corte d’Assise a Como per la strage di Erba.
La quarta udienza sarà dai contenuti meno cruenti di quella di ieri ma ugualmente utile alla Pubblica accusa per ricostruire quel clima di ‘banale litigiosita’ condominialé, come lo definì lo stesso Pm Massimo Astori per dare un movente all’orribile eccidio. Domani sul banco dei testimoni sfileranno soprattutto i vicini di casa, coloro che abitano nella vecchia cascina ristrutturata di Via Diaz. A meno di sorprese dovrebbe esserci anche quello che tutti hanno sempre chiamato il ‘siriano’, per le sue origini, che abitava in quella struttura con moglie e figlio. L’uomo raccontò nei primissimi giorni di indagine di aver udito dei particolari rumori e di aver notato aggirarsi nel cortile persone che non gli parve di riconoscere.
Dopo la mattanza si è trasferito in Brianza con la famiglia. Intanto, mentre il processo prosegue speditamente, va avanti anche l’inchiesta condotta dallo stesso magistrato, sul presunto giro di droga che il primo novembre ha portato in carcere, a Vigevano, Azouz Marzouk. Dopo un primo tentativo andato a vuoto, l’avvocato Roberto Tropenscovino, che assiste il giovane tunisino sia come parte civile al processo sia come difensore per l’inchiesta sulla droga, avrebbe trovato un’altra famiglia che potrebbe avere i requisiti per poter ospitare il 27enne in regime di arresti domiciliari. “Entro fine febbraio — fa sapere, infatti il legale — presenterò al Gip Luciano Storaci una nuova istanza in tal senso”.
Lo stesso Tropenscovino fa anche sapere che l’inchiesta dovrebbe essere conclusa entro fine mese. “Già è stata presentata istanza al Tribunale del Riesame, non appena chiuso il fascicolo la ripresenteremo anche alla Procura di Como”. Non si sbilancia sul nome della nuova famiglia “sperando che resti segreto fino all’ultimo”.
Fonte: Repubblica.it

sabato 19 gennaio 2008

Marzouk, rinviato il ricorso al Tribunale del Riesame

Niente ricorso al Tribunale del Riesame, almeno per il momento. Lo ha deciso Roberto Tropenscovino, legale lecchese di Azouz Marzouk, sempre in carcere a Vigevano per lo spaccio di droga contestato dalla procura lariana. Il ricorso ci sarà, ma nei prossimi giorni. Lo stesso avvocato ha deciso di prendere tempo: «Sono ancora in tempo e confermo che lo farò ' ha spiegato Tropenscovino, ieri letteralmente assediato dai giornalisti con quasi 90 chiamate sul cellulare in un giorno - Voglio solo avere il tempo giusto per preparare ogni cosa».La scorsa settimana era stato il gip di Como Luciano Storaci a dire no agli arresti domiciliari per Azouz: ancora troppo presto, meglio attendere la fine dell'inchiesta secondo il giudice. Il tunisino, comunque, sarà presente nelle prime due udienze del processo in Assise per la strage di Erba il 29 e il 30 gennaio prossimi. «La sua intenzione è quella di non mancare - precisa il legale - e così sarà portato in aula anche se in qualità di detenuto. Mi auguro un trattamento migliore rispetto a quello degli imputati della strage».
M. Rom.

martedì 15 gennaio 2008

Strage di Erba: Azouz ha ancora voglia di combattere

Il no del giudice per le indagini preliminari di Como, Luciano Storaci, agli arresti domiciliari non sembra avergli tolto la voglia di combattere. A cominciare dal processo per la strage di Erba, dove sarà in aula a qualsiasi costo per guardare negli occhi la coppia accusata di aver ucciso sua moglie, Raffaella Castagna, suo figlio Youssef, la suocera Paola Galli e la vicina di casa Valeria Cherubini. È un Azouz sicuro e deciso quello che ieri ha incontrato, nella cella del carcere di Vigevano dove è sempre rinchiuso perché accusato di spaccio di droga, il suo avvocato Roberto Tropenscovino. E al legale ha subito detto che lui vuole essere in aula a Como per il processo della strage di via Diaz: «Ho perso tutta la mia famiglia, ho il diritto di partecipare», ha dichiarato con piglio deciso il tunisino che ha così rivelato - e ribadito - l'intenzione di esserci sempre, in ogni occasione, anche da detenuto. Un problema in più per la gestione dell'aula dell'Assise con tre detenuti: i due coniugi Romano, Rosa e Olindo, imputati della tremenda strage, e il giovane Azouz Marzouk, accusato di tutt'altro, comunque in condizione di detenuto. L'avvocato Tropenscovino, così, partito per Vigevano con l'intenzione di far cambiare idea al vedovo di Raffaella, ha dovuto prendere atto della grande determinazione del proprio assistito.«L'ho trovato meno teso degli altri giorni - è stato il commento dell'avvocato, che ha parlato a lungo con Azouz cercando di spiegargli il perché del no del giudice Storaci che lo manterrà in carcere anche per le prossime settimane, almeno fino alla chiusura delle indagini - Sembra avere accettato la decisione anche se è sempre convinto di riuscire a dimostrare la sua estraneità ai fatti contestati dalla Procura e dal piemme Massimo Astori». Parere ben diverso, ovviamente, quello del pubblico ministero, che va avanti con interrogatori di clienti e accertamenti. Ma se il gip ha detto no ai domiciliari a Lecco - anche, tra i molti motivi, per la vicinanza con i luoghi dello spaccio - Tropenscovino non intende arrendersi. Probabile, a tal proposito, un ricorso al Riesame per attenuare la misura cautelare di Azouz. «Leggerò ancora gli atti e le spiegazioni del giudice Storaci - ha concluso l'avvocato del giovane tunisino - ma credo proprio che presenterò ricorso. Forse la decisione potrebbe arrivare dopo il via del processo, ma è una strada che vogliamo percorrere. Anche perché il rigetto, a mio giudizio, lascia aperta la porta ad altre possibilità. Non è un no tranciante per il mio assistito».
Marco Romualdi-Corriere di Como 13 gennaio 2008

sabato 12 gennaio 2008

STRAGE ERBA: AZOUZ, AL PROCESSSO CONTRO I ROMANO CI SARO'

(AGI) - Como, 12 gen. - "Saro' presente al processo contro chi ha distrutto la mia famiglia. Seguiro' tutte le udienze dalla prima all'ultima". Parola di Azouz Marzouk che oggi al suo avvocato Roberto Tropenscovino ha confermato l'intenzione di partecipare al dibattimento che dovrebbe aprirsi il 29 gennaio prossimo contro i coniugi Olindo Romano e Angela Rosa Bazzi accusati di essere gli autori della strage di Erba. "Il mio assistito - spiega il legale - intende esercitare un suo diritto ad assistere al processo anche a costo di trovarsi accanto ai carnefici della sua famiglia, nella stessa cella, seppur separati dalle sbarre". Secondo il difensore "Azouz oggi e' sembrato piu' tranquillo rispetto ai giorni scorsi anche se ovviamente e' rimasto deluso dalla decisione del Gip Storaci di non concedere gli arresti domiciliari. Comprende la decisione, anche se e' determinato a dimostrare la sua innocenza". Da questa mattina, intanto, Marzouk non e' piu' solo in cella: a fargli compagnia un altro giovane straniero, pure accusato di spaccio di sostanze stupefacenti. Lo stesso legale ha confermato la volonta' di far ricorso al Tribunale del Riesame "ma prima voglio leggere con calma e riflettere sulle motivazioni che hanno spinto il Giudice a dire no ai domiciliari". (AGI)

ARRESTO AZOUZ: LEGALE, FORSE RICORSO DOPO RIFIUTO DOMICILIARI

(AGI) - Como, 12 gen. - "Non escludo di far ricorso contro la decisione del Gip che ieri ha negato gli arresti domiciliari al mio assistito": lo ha affermato l'avvocato Roberto Tropenscovino che cura gli interessi di Azouz Marzouk non solo come parte civile al processo nei confronti dei coniugi Romano, ma anche per le accuse di spaccio di droga. Questa mattina il legale e' andato a rendere visita al tunisino detenuto nel carcere di Vigevano con l'accusa di aver avuto un ruolo non proprio secondario nei traffici e nello spaccio di sostanza stupefacenti gestito dalla 'banda dei tunisini di Merone' anche dopo la strage di Erba. "Ho comunicato al mio assistito la decisione del giudice e ci e' rimasto molto male. Sperava di ottenere i domiciliari; che non fosse cosa facile glielo avevo detto nei giorni scorsi. Ora valuteremo assieme se fare ricorso, cosi' come valuteremo insieme l'opportunita' di esser presenti al processo contro chi gli ha distrutto la famiglia. Sarebbe paradossale - ha aggiunto Tropenscovino - vedere carnefici e vittima gli uni acconto all'altro nella stessa gabbia seppur separati dalle sbarre. In questi giorni appare sempre piu' demoralizzato e nervoso e per rilassarsi continua a scrivere le sue memorie in un libro per meta' in arabo e per l'altra in italiano". Nella sua ordinanza, sette pagine in tutto, il gip Storaci, spiega che non ci sono le condizioni per concedere i domiciliari e che la famiglia prescelta, quella del lecchese Marco Sancassani, non appare idonea per accoglierlo. Lo stesso magistrato titolare delle indagini nel spiegare la sua opposizione aveva sottolineato che l'abitazione di Sancassani e' "sin troppo vicina ai luoghi dello spaccio" e aveva inoltre sottolineato la carenza di garanzie nell'offrire vitto e assistenza quotidiana all'ospite. Il gip nell'ordinanza spiega pure che Azouz, come risulterebbe dalle indagini della guardia di finanza di Erba, avrebbe avuto un ruolo "organizzativo e rilevante (insieme al fratello Fahmi) per l'approvvigionamento dello stupefacente" anche dopo la strage di Erba. Nelle sette pagine di ordinanza, infine, il magistrato si sofferma a lungo sul ruolo di Azouz nell'attivita' di spaccio richiamandosi alle motivazioni del pubblico ministero laddove si sottolinea che "poco importa se si contesta un numero inferiore di episodi di spaccio 'porta a porta'. Quel che conta e' il ruolo avuto nell'organizzazione". Ruolo, secondo gli inquirenti e lo stesso gip, tutt'altro che di secondo piano. (AGI)

Azouz, ora una svolta personale senza i riflettori

Parole come pietre

di Marco Guggiari

Azouz Marzouk resta in carcere. L'inchiesta che lo coinvolge, con l'accusa di presunto spaccio di droga, non è conclusa. Niente arresti domiciliari presso la famiglia di Lecco disposta a ospitarlo. I guai per il giovane tunisino, che ha perso moglie e figlioletto nella strage di Erba, non sono finiti.In attesa che la verità sia accertata sino in fondo, non riusciamo a fare a meno di scrivere ciò che tanti pensano e che non attiene alle vicende giudiziarie. Azouz è stato per un lungo anno vittima e protagonista di una mediaticità esagerata. Accusato ingiustamente, nelle primissime ore della mattanza, di essere l'artefice di quell'orrore, nei successivi 365 e più giorni ha raramente virato dai riflettori. E quelle luci, più che illuminarlo, l'hanno accecato.Agli occhi della stessa opinione pubblica, pur presa da curiosità morbosa, la sua figura è risultata troppo visibile nell'ottica della mondanità. Comparsate in discoteche e locali trendy, frequentazioni di fotografi e personaggi del gossip, ipotetiche linee moda legate al suo volto hanno fatto passare in secondo piano la tragedia di via Diaz, che è anche la tragedia di Azouz. Una tragedia che, come tutte, vorrebbe silenzio più che fragore. Nascondimento e non flash.Il discorso rischia di sembrare moralistico, ma non è questo l'intento. Azouz Marzouk deve risolvere i suoi problemi e chiudere con quella parte del suo passato che contiene errori. Il rispetto, l'accoglienza, l'integrazione in una terra che gli ha rubato tutto per mani assassine passano inevitabilmente da questa svolta personale. Che s'intuisce anche quando non si vede ed è l'opposto della ribalta. Gli auguriamo di essere ben consigliato e di farcela.

Il Corriere di Como 12 gennaio 2008

giovedì 10 gennaio 2008

Azouz sempre più depresso ed il Pm dice no agli arresti domiciliari

E' teso, nervoso e depresso. Oltre un mese di carcere inizia a fare "vacillare" anche Azouz Marzouk che oggi, a Vigevano, ha ricevuto la visita del suo avvocato difensore Roberto Tropenscovino. Ed è stato lui a spiegare, all'uscita, di avere visto un Azouz più dimesso del solito. Continua a scrivere un libro, metà in arabo e metà in italiano, una specie di suo memoriale. Ma non vede l'ora di uscire...". Parole che sembrano scontrarsi con la realtà dell'inchiesta sullo spaccio di droga che lo vede coinvolto in pieno. E con nuovi e gravi elementi contro secondo il Pm Astori che oggi ha dato parere negativo agli arresti domiciliari richiesti da Tropenscovino lunedì scorso. Per il magistrato Azouz deve rimanare in cella sino alla conclusione dell'inchiesta. La parola decisiva spetterà al Gip Storaci entro sabato. L'opinione del Pm non è vincolante, ma comunque può avere un peso importante. Il legale del tunisino aspetta con serenità:"Ho profondo rispetto del lavoro della magistratura, attendo serenamente ogni scelta".Tropenscovino è anche pronto ad andare in aula per il via del processo per la strage di Erba di fine mese. Prove e testimoni già pronti da portare a dibattimento, ora resta solo da vedere se ci sarà anche Azouz o no:"Se sarà ancora detenuto, gli suggerirò di non presentarsi. Sarebbe spiacevole vederlo arrivare in manette come i due presunti killer della sua famiglia...".
mercoledì 09 gennaio 2008

mercoledì 9 gennaio 2008

Domiciliari a rischio per Azouz Marzouk

- COMO , mercoledì 9 gennaio 2008
La famiglia del lecchese, scelta tra le tante disposte a ospitarlo per gli arresti domiciliari, potrebbe in realtà non vederlo mai arrivare. Azouz Marzouk, il tunisino che nella strage di Erba ha perso moglie e figlio, rischia di restare nel carcere di Vigevano dove si trova dal primo dicembre scorso.

Da quando cioè gli uomini della Gdf di Como lo hanno arrestato nell'ambito di un'inchiesta su un giro di droga nella zona. Secondo indiscrezioni, contro di lui ci sarebbero le deposizioni dei tossicodipendenti ascoltati dai magistrati come " persone informate sui fatti" e che avrebbero indicato il tunisino come sicuro punto di riferimento per l'acquisto di cocaina e altri stupefacenti.

Il rischio che non siano riconosciuti i domiciliari è ammesso anche dal difensore del tunisino. L'avvocato Roberto Tropenscovino, raggiunto al telefono, dichiara: ''non nascondo il timore di un provvedimento negativo, se così fosse, andremo comunque avanti''. E che la difesa di Marzouk vada avanti lo dimostrano anche le denunce presentate per calunnia e autocalunnia a carico di Rosa Bazzi e Olindo Romano, la coppia in carcere per la strage di Erba.

A motivare la querela nei confronti della donna, spiega il legale, il fatto di aver accusato Marzouk di abusi sessuali. La seconda, che è invece a carico di entrambi, è per aver confessato in un primo tempo di essere gli autori della strage e aver ritrattato in seguito.

Mosse, queste, che non hanno nulla a che vedere con il processo per la strage di Erba che comincerà a Como il prossimo 29 gennaio. Entro sabato invece, la decisione dei magistrati se riconoscere o meno a Marzouk gli arresti domiciliari.

Nicoletta Cammarota Antenna 3 online

Azouz ai domiciliari, la decisione venerdì

Il giudice prende tempo

Tutto come previsto: il gip di Como Luciano Storaci si prenderà tutto il tempo a disposizione ' cinque giorni ' per sciogliere la riserva. Arresti domiciliari o permanenza in carcere per Azouz Marzouk, il 27enne tunisino marito di Raffaella Castagna, attualmente in cella a Vigevano perché accusato di spaccio di droga. La decisione del gip lariano, al quale lunedì il legale di Azouz, il lecchese Roberto Tropenscovino, ha depositato la richiesta di ottenere i domiciliari, è attesa tra venerdì e sabato. Un lasso di tempo così ampio che ha una sua spiegazione logica: Storaci fin da ieri, infatti, ha iniziato a visionare quanto è stato raccolto dal pm Astori durante le fasi dell'inchiesta successive al fermo del ragazzo e dei suoi presunti complici. Ampio materiale sui vari clienti che si sarebbero riforniti da loro a Merone. Incontri, cessioni di droga, presenze nei locali. E la figura di Azouz, contrariamente a quanto ipotizzato in un primo momento, non sarebbe defilata. Una valutazione che il giudice dovrà necessariamente fare prima di dare il nulla osta ai domiciliari a casa di una famiglia di Lecco. Rimane quindi da valutare pienamente se le esigenze cautelari sono davvero terminate o no. Entro venerdì, inoltre, è atteso anche il parere del pm Massimo Astori che, però, non ha alcun vincolo sulla decisione finale di Storaci. Oggi, nel frattempo, Azouz riceverà la visita nel carcere di Vigevano ' dove si trova dallo scorso 1° dicembre ' del suo avvocato. A un anno e un giorno esatto dall'arresto di Olindo Romano e Rosa Bazzi, il tunisino potrebbe decidere di denunciare i coniugi per calunnia e autocalunnia.
Marco Romualdi

fonte: Corriere di Como

martedì 8 gennaio 2008

Arresti domiciliari ad Azouz. Formalizzata la richiesta

ACCUSATO DI SPACCIO DI DROGA

«Sono qui per chiedere gli arresti domiciliari. Secondo me, ora come ora, non ci sono più motivi per una custodia cautelare in carcere. Inchiesta quasi finita, non ravviso alcun motivo di fuga, reiterazione del reato, e tantomeno di inquinamento delle prove». Si è presentato così, moderatamente fiducioso, Roberto Tropenscovino al Tribunale di Como. Il legale lecchese di Azouz Marzouk ha prima fatto un salto nell'ufficio del pm Massimo Astori e poi è salito al piano superiore nell'ufficio del gip Luciano Storaci, che oltre un mese fa ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare per il 27enne tunisino che nella strage di Erba del dicembre 2006 ha perso la moglie, il figlio di 2 anni e la suocera.L'avvocato ora chiede l'uscita di Azouz dal carcere di Vigevano dove il tunisino è detenuto perché accusato di spaccio di droga assieme a un gruppo di connazionali. Non ha formalizzato la richiesta di scarcerazione, ma almeno gli arresti domiciliari. E per questo Tropenscovino, per essere credibile al massimo, ha anche indicato una famiglia dell'hinterland lecchese che sarebbe disposta - in mancanza di un altro luogo adatto - a ospitare il giovane tunisino nel periodo di 'domiciliari': padre operaio, madre casalinga e due figli adolescenti. Sono disposti ad avere Azouz con loro da sera a mattina, anche se dovranno fare i conti con il prezzo della notorietà. Lo sanno e hanno accettato i rischi. Loro ci hanno messo la buona volontà per dare un tetto ad Azouz, il suo legale pure.Adesso, però, la parola decisiva spetta al gip Storaci, lo stesso che ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare un mese fa. Prima dovrà sentire il parere - comunque non vincolante sulla decisione finale - del pm Astori che si dovrà pronunciare sul sì o sul no all'uscita di Azouz dalla cella. Nel decidere, però, il giudice dovrà certo tenere conto della sistemazione prevista da Tropenscovino per Marzouk, ma anche dei nuovi sviluppi dell'inchiesta sullo spaccio. Le oltre 100 persone che sono state finora sentite dagli inquirenti, coordinati dal pm Astori, avrebbero spesso tirato in ballo proprio Azouz come presente al momento dello scambio della droga. E se la sua posizione, inizialmente, sembrava defilata tanto da far pensare a una facile scarcerazione, ora non sarebbe più così. E non si spiegherebbe altrimenti la lunga permanenza in carcere al pari degli altri fermati: oltre un mese in cella, senza alcun passo ufficiale se non da parte di altri due indagati, la cui richiesta di scarcerazione è stata però rigettata dal gip e dal Tribunale del Riesame. Ora tocca ad Azouz. La decisione sulla sua possibile uscita dal carcere di Vigevano è attesa entro sabato prossimo. Cinque i giorni di tempo che il gip ha a disposizione e che probabilmente si prenderà per intero.Azouz, intanto, sembra non avere ripercussioni di 'immagine', anche se è da diverso tempo che non si vede in tv o sui giornali. A fine mese, quasi in contemporanea con l'inizio del processo per la strage di Erba, è prevista l'uscita degli occhiali da sole che portano il suo nome. In fase avanzata anche il progetto del libro di Marzouk, scritto in queste lunghe settimane di carcere e in vendita forse già entro l'estate prossima.
Marco Romualdi

VIAGGI

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