Si torna in aula dopodomani
“Tagliati” i familiari di Marzouk, un consulente e Giuseppe Castagna
All'origine erano 156. Dopo gli interrogatori del pubblico ministero, da sentire ne erano rimasti 119. La difesa, a sua volta, ha rinunciato ad altri 36, arrivando così a 83. La Corte d'Assise, ieri, ha ulteriormente dato un colpo di forbice alla lista dei testimoni dei legali dei coniugi Romano che ora avranno solo 30 nomi su cui contare per far traballare il castello costruito fin qui dalla Procura che sembra inattaccabile.I primi testimoni saranno in aula giovedì, e si partirà subito dalle guardie carcerarie del Bassone. Il chiaro intento della difesa è puntare sui rapporti tesi di Azouz Marzouk all'interno dell'istituto penitenziario lariano. Infatti, tra i 'superstiti' della lista, non a a caso la gran parte ruota attorno al carcere, dalla psicologa della struttura agli assistenti sociali di Rosa e Olindo, da un detenuto che potrebbe conoscere i guai di Azouz al padre spirituale del Bassone, senza dimenticarsi dell'ex direttrice - che dovrebbe riferire sul timore per le minacce ricevute dal tunisino - e della polizia penitenziaria. Gli altri testimoni saranno tre operatori sanitari, due vigili del fuoco, il vicino di casa Pietro Ramon, più un fotografo presente nella corte la sera dell'11 dicembre 2006 e Ben Brahim, senza fissa dimora nordafricano ascoltato anche dai carabinieri e che avrebbe riferito di aver visto e sentito cose utili alle indagini. La difesa chiuderà poi con i suoi consulenti, ovvero Carlo Torre e Valentina Vasino, medici legali, Oscar Candian, Nello Balossino e Nunzia Chieppa. Tra i nomi che invece sono stati depennati figurano i carabinieri di Como ed Erba - molti di loro erano già stati sentiti dal pubblico ministero - Giuseppe Castagna (fratello di Pietro, già testimone in aula), i parenti di Azouz Marzouk e Sarah Gino, medico legale esperto di genetica consulente del trio difensivo composto dai legali Enzo Pacia, Fabio Schembri e Luisa Bordeaux. «Non è detto però che siano solo trenta - ribatte lo stesso avvocato Fabio Schembri - Può essere che possano essere integrati nuovi testimoni in futuro». Non è da escludere nemmeno che gli stessi imputati possano rilasciare nuove dichiarazioni spontanee. Ieri, tra l'altro e per la prima volta dall'inizio del processo, i coniugi Romano non erano presenti in aula. «La scelta di non partecipare era già stata fatta dalla signora Bazzi nell'ultima udienza quando lasciò l'aula - conclude il legale - Il signor Romano sapeva che in questa udienza ci sarebbero stati audio di ulteriori dichiarazioni della signora e ha deciso di non venire. Da giovedì, però, torneranno in aula».Calendario aggiornatoLa Corte d'Assise ha anche aggiornato il calendario delle udienze. Alle rimanenti sei ne sono state aggiunte 12. L'ultima delle quali fissata il 28 di maggio. Data in cui si spera possa arrivare la sentenza per la strage di Erba.
Mauro Peverelli-Corriere di Como
Visualizzazione post con etichetta undicesima udienza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta undicesima udienza. Mostra tutti i post
martedì 11 marzo 2008
lunedì 10 marzo 2008
Rosa contro Azouz in due confessioni:"Era cotto di me, mi voleva"
lunedì 10 marzo 2008
Si scaldano gli animi nel processo per la strage di Erba. E Rosa Bazzi, anche se oggi non presente in aula, punta l'indice verso Azouz Marzouk in ben due confessioni: il video - choc del febbraio 2007 e quella del 6 giugno 2007. La moglie di Olindo ha accusato apertamente il tunisino di averlo non solo importunata con sguardi e commenti. Ma anche di essesi calato ripetutamente i pantaloni davanti a lei. Fino ad ammettere la violenza sessuale:"Era cotto di me, mi voleva ad ogni costo. Voleva portarmi nel suo paese". Ed ancora:"Lui ha cominciato a dirmi che quando era in galera pensava sempre a me e che avevo un corpo migliore di sua moglie. Ho cercato di difendermi, ma non ce l'ho fatta".E la replica di Azouz è affidata alle parole del suo legale Roberto Tropenscovino con un biglietto ironico letto dall'avvocato all'esterno dell'aula di Assise:"Il racconto della bella signora non merita commenti. Non ho mai tradito Raffaella e comunque, come è facile immaginare, lei non è certo il mio tipo".
Ciao Como
Si scaldano gli animi nel processo per la strage di Erba. E Rosa Bazzi, anche se oggi non presente in aula, punta l'indice verso Azouz Marzouk in ben due confessioni: il video - choc del febbraio 2007 e quella del 6 giugno 2007. La moglie di Olindo ha accusato apertamente il tunisino di averlo non solo importunata con sguardi e commenti. Ma anche di essesi calato ripetutamente i pantaloni davanti a lei. Fino ad ammettere la violenza sessuale:"Era cotto di me, mi voleva ad ogni costo. Voleva portarmi nel suo paese". Ed ancora:"Lui ha cominciato a dirmi che quando era in galera pensava sempre a me e che avevo un corpo migliore di sua moglie. Ho cercato di difendermi, ma non ce l'ho fatta".E la replica di Azouz è affidata alle parole del suo legale Roberto Tropenscovino con un biglietto ironico letto dall'avvocato all'esterno dell'aula di Assise:"Il racconto della bella signora non merita commenti. Non ho mai tradito Raffaella e comunque, come è facile immaginare, lei non è certo il mio tipo".
Ciao Como
STRAGE DI ERBA / ROSA BAZZI: "AZOUZ MI HA VIOLENTATO" LUI:"NON HO MAI TRADITO RAFFAELLA"
LA STRAGE DI ERBA / LE REGISTRAZIONI
Nonostante l'assenza dei coniugi Romano, all'undicesima udienza del processo sono state ascoltate registrazioni che confermano le confessioni rese al pool di magistrati che indagò sul massacro. La Bazzi sul piccolo Youssef: "Mi ha detto 'ciao' e io gli ho puntato il coltello alla gola"
Como, 10 marzo 2008 - Rosa Bazzi ossessionata da Azouz Marzouk. Perseguitata, picchiata, violentata dal tunisino a cui, secondo l'accusa, avrebbe sterminato insieme al marito Olindo Romano la famiglia. Nell'aula del Tribunale di Como dove è in corso l'undicesima udienza del processo per la strage di Erba viene ascoltata la registrazione dell'interrogatorio del 6 giugno 2007 quando la donna aveva parlato di una presunta violenza sessuale subita dal tunisino tre settimane prima della strage dell'11 dicembre 2006.
Era un martedì mattina, intorno alle 9, quando Azouz era entrato a casa sua. "Mi ha preso dalla schiena -racconta- ha incominciato a dirmi che senza di me non ce la faceva più a vivere e che voleva lasciare Raffaella". E ancora: "Ha cominciato a strapparmi la maglietta -spiega Rosa nell'interrogatorio- ho cercato di difendermi più che potevo. Lui mi ha preso, mi ha sbattuto sul divano e mi ha strappato i vestiti. Si è abbassato i pantaloni e ha fatto quello che doveva fare: è entrato nel mio corpo".
È un racconto ricco di particolari quello della donna che sottolinea: "Lui mi teneva con una forza terribile, mi ha detto che era una cosa bellissima perchè mi voleva a tutti i costi". Una violenza che si consuma in via Diaz nella stessa corte in cui l'11 dicembre 2006 hanno perso la vita quattro persone. Una violenza che secondo la donna si conclude con una minaccia. "Se provavo a parlare -dice Rosa- Azouz avrebbe ucciso Olindo. Lui voleva a tutti i costi portarmi nel suo paese". Nell'interrogatorio Rosa racconta ancora diversi episodi in cui Azouz l'avrebbe picchiata, inseguita, minacciata. "Lui diceva che era cotto di me e dopo avermi violentata mi ha salutato dicendo 'Ciao, sei figa'".
Nell'interrogatorio Rosa racconta poi la sera della strage e la convinzione di avere ucciso anche il tunisino. "Era lui la mia ossessione. Ero convinta -sottolinea- di avere accoltellato Marzouk". Una doccia fredda che per lei arriverà solo alcune ore dopo la strage quando insieme al marito cenano al McDonald's. Qui Rosa dice: "Beh, sono contenta perchè... come si chiama Marzouk l'ho sistemato bene. Olindo mi ha dato come una coltellata alla schiena perchè mi ha detto 'guarda che Marzouk non c'erà. E lì -conclude- sono entrata nel tunnel in cui sono ancora adesso".
YOUSSEF
"Quando mi ha visto mi ha detto 'Ciao' e si è tranquillizzato. Poi si è messo a gridare e in quel momento gli ho puntato il coltello alla gola". Così la Bazzi ricorda nell'interrogatorio del 6 giugno 2007 il momento in cui ha accoltellato Youssef di 2 anni. Il piccolo morirà insieme alla madre Raffaella Castagna, alla nonna Paola Galli e ad una vicina di casa Valeria Cherubini sotto i colpi dei killer. Nell'aula del Tribunale di Como dove è in corso il processo per la strage dell'11 dicembre 2006 risuonano le parole della donna che avrebbe compiuto il quadruplice omicidio. E spunta l'odio verso Raffaella. "Mi ha sempre umiliato, mi ha sempre preso a calci in faccia. Sono una vigliacca perchè non sono mai stata capace di difendermi". Fino alla decisione di fargliela pagare e di ucciderla. "Abbiamo lottato tanto io e Raffaella. Le ho dato un colpo in testa abbastanza forte perchè quando l'ho presa è uscito tanto sangue e due schizzi hanno colpito anche me".
MARZOUK
In un biglietto scritto dal suo legale, Roberto Tropenscovino, Azouz Marzouk dice: ''Non ho mai tradito Raffaella, l'amavo troppo''. ''Il racconto della bella signora - ironizza Azouz - non merita commenti... e comunque, come e' facile immaginare, non e' mai stato il mio tipo!''. Il riferimento è alla presunta violenza sessuale subita da Rosa Bazzi per la quale il tunisino ha gia' querelato l'ex vicina di casa per calunnia.
Quotidiano.net 9 marzo 2008
Nonostante l'assenza dei coniugi Romano, all'undicesima udienza del processo sono state ascoltate registrazioni che confermano le confessioni rese al pool di magistrati che indagò sul massacro. La Bazzi sul piccolo Youssef: "Mi ha detto 'ciao' e io gli ho puntato il coltello alla gola"
Como, 10 marzo 2008 - Rosa Bazzi ossessionata da Azouz Marzouk. Perseguitata, picchiata, violentata dal tunisino a cui, secondo l'accusa, avrebbe sterminato insieme al marito Olindo Romano la famiglia. Nell'aula del Tribunale di Como dove è in corso l'undicesima udienza del processo per la strage di Erba viene ascoltata la registrazione dell'interrogatorio del 6 giugno 2007 quando la donna aveva parlato di una presunta violenza sessuale subita dal tunisino tre settimane prima della strage dell'11 dicembre 2006.
Era un martedì mattina, intorno alle 9, quando Azouz era entrato a casa sua. "Mi ha preso dalla schiena -racconta- ha incominciato a dirmi che senza di me non ce la faceva più a vivere e che voleva lasciare Raffaella". E ancora: "Ha cominciato a strapparmi la maglietta -spiega Rosa nell'interrogatorio- ho cercato di difendermi più che potevo. Lui mi ha preso, mi ha sbattuto sul divano e mi ha strappato i vestiti. Si è abbassato i pantaloni e ha fatto quello che doveva fare: è entrato nel mio corpo".
È un racconto ricco di particolari quello della donna che sottolinea: "Lui mi teneva con una forza terribile, mi ha detto che era una cosa bellissima perchè mi voleva a tutti i costi". Una violenza che si consuma in via Diaz nella stessa corte in cui l'11 dicembre 2006 hanno perso la vita quattro persone. Una violenza che secondo la donna si conclude con una minaccia. "Se provavo a parlare -dice Rosa- Azouz avrebbe ucciso Olindo. Lui voleva a tutti i costi portarmi nel suo paese". Nell'interrogatorio Rosa racconta ancora diversi episodi in cui Azouz l'avrebbe picchiata, inseguita, minacciata. "Lui diceva che era cotto di me e dopo avermi violentata mi ha salutato dicendo 'Ciao, sei figa'".
Nell'interrogatorio Rosa racconta poi la sera della strage e la convinzione di avere ucciso anche il tunisino. "Era lui la mia ossessione. Ero convinta -sottolinea- di avere accoltellato Marzouk". Una doccia fredda che per lei arriverà solo alcune ore dopo la strage quando insieme al marito cenano al McDonald's. Qui Rosa dice: "Beh, sono contenta perchè... come si chiama Marzouk l'ho sistemato bene. Olindo mi ha dato come una coltellata alla schiena perchè mi ha detto 'guarda che Marzouk non c'erà. E lì -conclude- sono entrata nel tunnel in cui sono ancora adesso".
YOUSSEF
"Quando mi ha visto mi ha detto 'Ciao' e si è tranquillizzato. Poi si è messo a gridare e in quel momento gli ho puntato il coltello alla gola". Così la Bazzi ricorda nell'interrogatorio del 6 giugno 2007 il momento in cui ha accoltellato Youssef di 2 anni. Il piccolo morirà insieme alla madre Raffaella Castagna, alla nonna Paola Galli e ad una vicina di casa Valeria Cherubini sotto i colpi dei killer. Nell'aula del Tribunale di Como dove è in corso il processo per la strage dell'11 dicembre 2006 risuonano le parole della donna che avrebbe compiuto il quadruplice omicidio. E spunta l'odio verso Raffaella. "Mi ha sempre umiliato, mi ha sempre preso a calci in faccia. Sono una vigliacca perchè non sono mai stata capace di difendermi". Fino alla decisione di fargliela pagare e di ucciderla. "Abbiamo lottato tanto io e Raffaella. Le ho dato un colpo in testa abbastanza forte perchè quando l'ho presa è uscito tanto sangue e due schizzi hanno colpito anche me".
MARZOUK
In un biglietto scritto dal suo legale, Roberto Tropenscovino, Azouz Marzouk dice: ''Non ho mai tradito Raffaella, l'amavo troppo''. ''Il racconto della bella signora - ironizza Azouz - non merita commenti... e comunque, come e' facile immaginare, non e' mai stato il mio tipo!''. Il riferimento è alla presunta violenza sessuale subita da Rosa Bazzi per la quale il tunisino ha gia' querelato l'ex vicina di casa per calunnia.
Quotidiano.net 9 marzo 2008
domenica 9 marzo 2008
Erba, undicesima udienza: assenti Olindo e Rosa
«Olindo e Rosa in aula' Decideranno loro come sempre. Ma francamente tendo a escluderlo». Si sbilancia l'avvocato del collegio difensivo, Luisa Bordeaux, alla vigilia dell'undicesima udienza del processo per la strage di Erba che ripartirà domani dopo una settimana di stop.Lunedì scorso, infatti, i due imputati chiesero di lasciare la Corte d'Assise del palagiustizia di Como dopo le dichiarazioni spontanee di Rosa Bazzi e prima - soprattutto - degli audio delle confessioni dei due coniugi davanti ai pubblici ministeri. Domani, in aula, il pm Massimo Astori manderà nuove voci degli imputati. Si sentirà per intero l'interrogatorio che Rosa e Olindo fecero davanti al giudice per le indagini preliminari di Como, Nicoletta Cremona due giorni dopo la confessione in cella. Ma non solo: verrà mandata in onda anche una nuova confessione di Rosa, fatta nel giugno del 2007 al Bassone davanti al magistrato. Molto simile, per non dire identica, a quella di gennaio. Motivi questi che potrebbero convincere la coppia - nuovamente - a disertare l'aula. «Non credo che Rosa e Olindo saranno in aula domani - conferma la Bordeaux - I motivi sono gli stessi della scorsa settimana. Da giovedì prossimo, invece, i Romano torneranno a seguire il processo in Corte d'Assise».Domani, dunque, si riparte dopo una settimana molto travagliata. Più fuori che all'interno dell'aula di Como a dire il vero. Con gli audio delle confessioni di Rosa Bazzi ed Olindo Romani, trasmessi dal pm Astori durante l'udienza scorsa, per poi passare dal video shock a Matrix di una Rosa che piange ed ammette la strage di Erba, per concludere con la fiction dei Ris su Canale 5, molto realistica da sembrare quasi vera, che non ha mancato di sollevare polemiche. L'udienza di lunedì sarà anche l'ultima nella quale prenderà la parola l'accusa. Da quella successiva - che, come detto, sarà giovedì 13 marzo - toccherà alla difesa. Che, così stando le cose, dovrà cercare di rimediare ai punti saldi già portati in aula da un decisissimo Astori. I legali di Olindo e Rosa, che li hanno incontrati nei giorni scorsi, dovranno tirare fuori il meglio dei loro testimoni - un'ottantina quelli che saranno ammessi in aula - per tentare di ribaltare le conclusioni della Procura. Il collegio di difesa si dice certo di riuscirci. La battaglia durerà per tutto il mese. «Abbiamo già un'idea dell'ordine con cui chiameremo i nostri testimoni - commenta al riguardo l'avvocato Fabio Schembri - Di certo non inizieremo già da giovedì con testi per così dire 'importanti'. In parte seguiremo la lista già presentata, ma rinunceremo anche a molti nominativi inseriti». Sempre sul fronte della difesa è da segnalare che il perito Carlo Torre avrebbe già consegnato agli avvocati dei Romano una prima bozza della sua relazione. Il medico legale starebbe lavorando sull'arma del delitto e, più in generale, sulle tracce ematiche e sulla ricostruzione di quanto avvenuto all'interno della palazzina di via Diaz.
Marco Romualdi Corriere di Como 9 marzo 2008
Marco Romualdi Corriere di Como 9 marzo 2008
Iscriviti a:
Post (Atom)