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giovedì 3 novembre 2011

MELANIA REA, L'AMICA: AVEVA SCOPERTO IL TRADIMENTO E TENTO' IL SUICIDIO


FOTO TGCOM

L'amica di Melania: "Aveva scoperto il tradimento di Salvatore e ha tentato il suicidio"
L'episodio avvenuto nove mesi prima del delitto. La donna ingerì dei sonniferi

18:14 - Era una famiglia in frantumi quella tra Salvatore Parolisi e Melania Rea. Ma lo era molti mesi prima del brutale delitto. A gettare nuove ombre sul caporalmaggiore dell'Esercito arriva Valentina, l'amica di Melania, che ai magistrati ha detto di aver saputo come la povera vittima avesse tentato il suicidio nel luglio del 2010. Nove mesi prima dell'omicidio, avvenuto nel bosco di Ripe.
Ai pm che indagano sul caso, Valentina Esposito ha raccontato di un weekend trascorso insieme alla coppia nella sua casa di Ravenna: "Era incupita, non sorrideva più come una volta". E proprio durante quei giorni di relax, Melania si è confidata. Aveva scoperto la relazione tra il marito Salvatore e una soldatessa. Uno shock per lei, tanto forte da farle prendere la decisione finale: il suicidio.

VICENZA, IL CORPO TROVATO E' DI LUCIA MANCA

Vicenza, trovato corpo di Lucia Manca, bancaria scomparsa a luglio

Ris di Parma comparano reperti biologici e hanno la conferma

FOTO TGCOM
10:33 - E' di Lucia Manca, la bancaria scomparsa da casa il 7 luglio a Marcon (Venezia), il cadavere ritrovato a Cogolo del Cengio (Vicenza). La conferma è arrivata dai carabinieri del Ris di Parma che hanno comparato un reperto biologico del corpo rinvenuto nel Vicentino con un oggetto appartenuto alla bancaria. Gli investigatori hanno informato i familiari della donna. Pare che volesse separarsi e prima di scomparire avesse contattato un avvocato.
Le analisi del Ris sono state rese particolarmente complicate dal fatto che i resti del corpo ritrovato nel Vicentino non hanno consentito di fare una ricerca del profilo del Dna su parti di epidermide o elementi biologici. Si e' cosi' dovuto procedere all'analisi delle strutture ossee del cadavere, comparando poi il risultato con un reparto appartenente alla bancaria.

Trent'anni di abusi sulla figlia: a processo padre di Ancona

Trent'anni di abusi sulla figlia: a processo
Prossima udienza il 5 aprile

E' stata proprio la vittima, oggi 41enne, a denunciare il padre

Ancona, 2 novembre 2011 – E' finito sotto processo con una delle accuse più infamanti, quella di aver abusato sessualmente della figlia. E' stata proprio quest'ultima a denunciare l'uomo nel 2008. Oggi il giudizio, svoltosi a porte chiuse, è slittato al 5 aprile quando verranno sentiti alcuni testimoni e i consulenti tecnici.

I fatti, cominciati diverso tempo fa, quando la vittima era ancora una bimba, riguarderebbero un periodo di circa trent'anni. La donna, ora 41enne sposata con figli, si è costituita parte civile. Avrebbe deciso di sporgere denuncia contro suo padre, ora settantenne, per il timore che le violenze potessero in qualche modo ripetersi sulla figlioletta.

Secondo l’accusa, la vittima, negli anni, avrebbe confidato a varie persone gli abusi che stava subendo senza però denunciare l’accaduto all’autorità giudiziaria, almeno fino al 2008. Gli episodi più vecchi sarebbero in ogni caso prescritti e oggetto del processo saranno solo i più recenti.


L’imputato respinge le accuse. Dalla prossima udienza, con testimonianze e relazioni tecniche, si entrerà nel vivo del dibattimento, che dovrà chiarire la vicenda e le eventuali responsabilità dell’uomo, che deve rispondere di violenza sessuale aggravata.

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