martedì 7 ottobre 2008

Rimborsi truffa per i pasti: nei guai ex subcommissario

Intascava sessanta euro al giorno dallo Stato per pranzi non consumati. Arresti domiciliari per il geologo Leonardo Serva

NAPOLI — Trenta euro a pasto per due pasti al giorno: se lo Stato li rimborsa perché non approfittarne? Questo pensava Leonello Serva, direttore del Servizio geologico d’Italia — Dipartimento difesa del suolo dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici (Apat), socio ordinario della European academy of sciences and arts, class VI, technical and enviromental sciences — e professore a contratto presso l’Università dell’Insubria. Questo però gli è costato l’arresto: da ieri il cinquantasettenne ex subcommissario all’emergenza rifiuti, gestioni Pansa e De Gennaro, è ai domiciliari nella sua casa di Roma con le accuse di truffa aggravata e falso ideologico. Quei pasti, infatti, Serva (che percepisce un sostanzioso stipendio e, all’epoca dei fatti, un’altrettanto sostanziosa indennità di missione) non li aveva mai consumati: se li era fatti rimborsare grazie a ricevute false rilasciate dal ristorante Ciro a Medina (nella foto a sinistra). Per gli stessi reati è indagato il suo autista, Antonio Cafaro, di 51 anni.L’inchiesta, costola di quella nota come «Rompiballe» dello scorso maggio, nella quale è coinvolto anche il prefetto, Alessandro Pansa, è dei pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo; la misura cautelare è stata emessa dal gip di Roma Maurizio Caivano, competente in quanto il danno — quantificato più o meno in 5.000 euro — lo ha subito il ministero dell’Ambiente. Le pratiche di rimborso, infatti, venivano liquidate dall’avvocato Giancarlo Viglione, capo di gabinetto del ministero, tramite la Bnl. Le indagini non sono concluse: perché a Leonello Serva, oltre che i pasti, venivano rimborsati i pernottamenti. L’ex subcommissario risultava alloggiare all’hotel Vesuvio: i carabinieri del Servizio tutela ambiente stanno ora esaminando alcune ricevute rilasciate dallo splendido albergo del lungomare. I reati che gli vengono contestati vanno dal primo ottobre 2007 al 18 gennaio 2008. Stando alla documentazione presentata, Serva andava due volte al giorno nel ristorante Ciro a Medina. Le intercettazioni telefoniche, però, hanno consentito agli 007 della tutela ambiente di accertare che, nei giorni indicati, il dirigente del ministero era da tutt’altre parti.Il 24 dicembre scorso, per esempio, era in riunione in Prefettura con il colonnello Agocella e il generale Giannini, due ufficiali dell’Esercito distaccati al commissariato straordinario. Il 5 ottobre precedente, invece, era addirittura a Roma per assistere all’incontro di calcio Lazio-Real Madrid.
Durissimo il commento del gip: «Dalla disamina della vicenda emerge in tutta evidenza la gravità e la reiterazione dei fatti che ha visto il coinvolgimento di un alto dirigente della pubblica amministrazione, Serva, il quale, in spregio ai valori che devono presiedere all’esercizio di una funzione pubblica, ha, in modo sistematico, spregiudicato e disinvolto, richiesto ed ottenuto il rimborso di spese mai sostenute, procurandosi ricevute fiscali ed arrecando in tal modo un nocumento patrimoniale alla pubblica amministrazione». Tutto questo, rileva ancora il gip, «pur essendo l’indagato remunerato con uno stipendio consistente ed essendo indennizzato nello specifico del disagio relativo allo svolgimento di una missione fuori sede con apposito e sostanzioso trattamento economico».
(Titti Beneduce, corrieredelmezzogiorno.it)

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