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lunedì 14 novembre 2011
Sarah Scazzi, Sabrina e Cosima restano in carcere
14 novembre 2011
Taranto - Il gup del tribunale di Taranto, Pompeo Carriere, ha respinto la richiesta di scarcerazione per Sabrina Misseri e sua madre Cosima Serrano, accusate dell’omicidio della quindicenne Sarah Scazzi, uccisa il 25 agosto dello scorso anno ad Avetrana. Del delitto continua ad autoaccusarsi Michele Misseri.
«È una decisione che non ci aspettavamo. Ovviamente speravamo in un esito diverso e continuiamo a pensare che non ci sono i presupposti per mantenere la custodia cautelare». Lo ha detto l’avvocato Nicola Marseglia, che assieme a Franco Coppi assiste Sabrina Misseri, commentando la decisione del gup di respingere l’istanza di scarcerazione per Sabrina e sua madre Cosima Serrano. «Aspettiamo l’udienza di lunedì prossimo - aggiunge il penalista - e poi valuteremo se presentare impugnazione, verosimilmente sì, e quale tipo di impugnazione presentare. Se seguire cioè la trafila del tribunale del Riesame o ricorrere direttamente in Cassazione».
Delitto Olgiata, filippino condannato a 16 anni
Il filippino Manuel Winston Reyes, reo confesso dell’omicidio di Alberica Filo della Torre, uccisa il 10 luglio del 1991 nella sua villa dell’Olgiata a Roma, è stato condannato a 16 anni di carcere. Alla lettura della sentenza, il filippino non ha fatto alcun commento con i suoi difensori e ha lasciato il palazzo di giustizia in manette scortato da due agenti di polizia penitenziaria. E neanche i familiari della vittima, il marito Pietro Mattei e i figli Manfredi e Domitilla, hanno voluto rilasciare dichiarazioni ai giornalisti alla fine dell’udienza. L’accusa, sostenuta dal pm Francesca Loi, che aveva sollecitato per l’imputato la condanna all’ergastolo, si riferiva al fatto che dopo aver ucciso si era anche impossessato dei gioielli. Alla lettura della sentenza la famiglia della contessa, che è stata rappresentata da Giuseppe Marazzita, era presente in aula. Si tratta del marito Pietro Mattei e dei figli, Domitilla e Manfredi. Nessuna parola invece è uscita dalla bocca di Reyes.
Il Fatto 14 novembre 2011
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