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venerdì 20 maggio 2011

YARA: UN'ALTRA TESTIMONIANZA CONFERMEREBBE QUANTO VISTO DA TIRONI

Yara, un'altra testimonianza: c'erano due uomini in attesa in via Morlotti
Questa volta non si parla vagamente di due uomini che camminavano e parlavano ad alta voce tra loro in via Rampinelli, nei pressi dell'abitazione della famiglia Gambirasio. Una donna ascoltata dagli inquirenti, quindi una testimone di cui non si era mai venuti a conoscenza, ha riferito che la sera del 26 novembre, attorno alle 18, due uomini sospetti sostavano in via Morlotti, a pochi metri dallo stop di via Rampinelli. Per gli investigatori della polizia, si tratta di una conferma: è infatti consolidata la convinzione che Yara possa essere stata rapita proprio lì, in via Morlotti, in quel breve tratto di strada dove la polizia scientifica già a fine dicembre aveva effettuato alcuni rilievi dettagliati, senza riuscire a individuare prove e indizi utili.

DON SEPPIA: AGGIORNAMENTI 20 MAGGIO 2011 (principali articoli)

foto Ansa
Sestri Ponente-Milano, si allarga l’indagine sulla pedofilia di Don Seppia


Sestri Ponente Milano, si allarga lindagine sulla pedofilia di Don Seppia Si allarga l’indagine relativa all’ormai famoso Don Seppia, infatti in queste ore entra in scena Milano, così ci si sposta quasi definitivamente dalla chiesa Santo Spirito di Genova, quartiere Sestri Ponente.

giovedì 9 dicembre 2010

YARA, SONO IN DUE AD AVERLA VISTA VICINO ALLA MACCHINA ROSSA

YARA,IN CAMPO FORZE SPECIALI. SI INDAGA SUI MOLESTATORI
SEGNALATI IN PAESE -


http://www.leggo.it/articolo.php?id=95267&sez=ITALIA

Le parole del 19enne Enrico Tironi, che rivelò per primo di aver visto la 13enne parlare con due uomini, trovano conferma. Un altro testimone, poco tempo dopo la scomparsa della 13enne, ha detto alla polizia di averla vista, a pochi metri dal palazzetto dello sport, vicino a una Citroen rossa


Proseguono senza sosta le ricerche di Yara Gambirasio, tanto che adesso entrano in scena le forze speciali. Adesso al caso lavorano anche il Reparto prevenzione crimine e il Servizio centrale operativo diretto da Gilberto Caldarozzi, protagonisti nella risoluzion di casi importanti come l'omicidio del piccolo Tommy e la cattura di Provenzano. Adesso gli inquirenti stanno setacciando ogni angolo della vita di Yara, parlando con conoscenti, parenti, amici, compagni di scuola e chiunque altro possa aver avuto un contatto, anche minimo con la tredicenne scomparsa. Addirittura la polizia ha provato a percorrere in borghese, le strade e le vie che la piccola percorreva ogni giorno, per andare a scuola o in palestra, cercando possibili indizi o tracce.


LE DUE IPOTESI Le due piste che stanno seguendo gli investigatori sono quelle dei maniaci di Brembate e dei conoscenti. Infatti, prima della scomparsa di Yara, erano stati segnalati due tentati rapimenti, da parte di presunti molestatori. Ad Almè, vicino Brembate, un uomo aveva tentato di far salire sulla propria auto una bambina, all'uscita di una scuola elementare, cosa potrebbe essere successa a Yara, almeno secondo la testimonianza di un giovane compaesano della ragazza. La pista dei conosenti viene battuta perchè secondo la polizia la ragazza avrebbe potuto conoscere la persona che l'ha fatta salie in macchina, così si cerca tra il diario e il cellulare di Yara, per capire se ci sia o no, un personaggio sospetto tra le sue conoscenze.


RICERCHE SUL TORRENTE Le ricerche di Yara Gambirasio, la tredicenne scomparsa il 26 novembre scorso, riprese stamani nella zona di Brembate Sopra (Bergamo) sono proseguite in mattinata anche nel greto di un torrente. Si tratta del torrente Silena, che scorre tra Mapello (Bergamo) e Brembate Sopra in un greto costellato di arbusti e rovi, che alcuni agenti del Reparto prevenzione crimine hanno ispezionato lungo entrambe le sponde. Il punto in cui le forze dell'ordine stanno ispezionando il torrente si trova nei pressi di una zona dismessa, la cascina Silena, appunto, abituale rifugio per la notte di extracomunitari. Anche nella cascina sono entrati gli agenti. Le ricerche, nel corso della mattinata, sono state effettuate anche nel grande cantiere del centro commerciale di Mapello, dove sono stati ispezionati dei tombini e in alcuni campi sempre tra Mapello e Brembate Sopra dove vigili del fuoco e polizia si spostano di continuo per controllare invasi, canali, scavi e rogge.


CONOSCEVA L'AGGRESSORE Yara conosceva il suo aggressore. Questa la pista più battuta dagli investigatori nelle ultime ore. La conosceva e si fidava. Questo perché, è evidente, la piccola promessa della danza, dopo aver consegnato uno stereo a una delle sue istruttrici, lascia la sua palestra a Via Morlotti, distante 700 metri da casa, prendendo un'uscita opposta alla direzione abituale, quella che porta verso la sua abitazione. I tre cani specializzati utilizzati in quest'operazione puntano tutti su quell'uscita. Nessuno nota Yara mentre si allontana dalla palestra, ma è chiaro che, se avesse urlato, tutti avrebbero potuto sentirla. Chi la conosceva, è disposto a giurare che la ragazzina non si sarebbe mai allontanata da sola con uno sconosciuto. Nessun amore adolescenziale nascosto, niente segreti nel computer o nella rubrica del cellulare, se Yara ha scelto di uscire da una porta inconsueta, deve esserci un motivo, si ripetono gli investigatori. La risposta che trapela è sempre una: Yara conosceva chi l'ha aggredita.


CELLULARE, TRACCE FINO AL CANTIERE Alle 18.49 il telefonino della 13enne aggancia la cella di Mapello, dove è in costruzione un grande centro commerciale e dove lavora come operaio il 22enne marocchino scarcerato ieri. Un'area isolata distante circa tre chilometri dal punto di partenza e dove le tracce di Yara si perdono. Chi ha spento il cellulare, pochi minuti dopo, non si è limitato, probabilmente, a quello: ha tolto la batteria impedendo finora il ritrovamento. L'ultima certezza arriva, anche in questo caso, dai cani addestrati: tutti fiutano le tracce della 13enne fino al cantiere. Impossibile che Yara abbia percorso da sola quelle strade buie e isolate, improbabile che abbia accettato un passaggio da uno sconosciuto per percorrere i 700 metri che la separavano da casa. Accantonata la pista di Fikri, ieri i carabinieri del Racis, il raggruppamento investigazioni scientifiche di Roma, hanno incontrato i genitori di Yara nella caserma di Ponte San Pietro. Il colloquio, con la madre Maura e papà Fulvio, è durato alcune ore. I genitori hanno ricostruito i contatti della 13enne, studentessa modello e giovane campionessa sportiva. L'obiettivo è quello di ricostruire i legami con parenti e conoscenti per capire se ci sia un possibile sospetto. Prende di nuovo vigore, dopo il rilascio di Fikri pronto a ripartire per il Marocco e a dimenticare l'esperienza del carcere, la pista che ad agire siano stati due uomini. Le parole del 19enne Enrico Tironi, che rivelò per primo di aver visto la 13enne parlare con due uomini, trovano conferma. Un altro testimone, poco tempo dopo la scomparsa della 13enne, ha detto alla polizia di averla vista, a pochi metri dal palazzetto dello sport, vicino a una Citroen rossa. La seconda testimonianza dà peso a quanto visto dal giovane, che ritrattò quanto detto, ma a quasi due settimane dalla scomparsa questa pista non ha portato a nessuna svolta.

SARAH: FORSE STRANGOLATA IN CASA, SPOSTATA L'ORA DI ARRIVO A CASA MISSERI

Sarah strangolata in casa, La procura in cerca delle prove
La casa dei Misseri in via Deleddahttp://cms.quotidianodipuglia.it/modnews.php?id=129969&ctn=0&tipoopt=HOME&tipooptsub=TUTTE

TARANTO (9 dicembre) - Nuove deposizioni per concludere la settimana e per agganciare agli atti dell’indagine sul delitto di Sarah altri tasselli. Sono tasselli che porteranno la procura, una volta definita l’inchiesta, a «retrocedere» di circa venti minuti, mezz’ora, l’arrivo della quindicenne nell’abitazione dei Misseri.


A quel punto, per Michele Misseri e per la figlia Sabrina, secondo gli orientamenti degli inquirenti, sarà difficile reggere l’urto dell’accusa per rimpallarsi una responsabilità che, allo stato, li vede appollaiati su sponde opposte. L’uno chiama in causa l’altra nel delitto; l’altra, cioè Sabrina, rimanda verso il padre la piena responsabilità nell’aggressione mortale. «Mio padre è pazzo, io non c’entro», continua a dire la ventiduenne.


Secondo la prospettazione dell’accusa, però, l’arrivo di Sarah Scazzi in casa Misseri intorno alle 14, e non intorno alle 14,30, modificherebbe - e di molto - l’intero scenario. Il luogo del delitto tornerebbe ad essere, così come sempre sospettato dagli inquirenti, non la cantina-garage della famiglia Misseri ma l’interno della loro abitazione, con implicazioni che - allo stato - sono soltanto immaginabili.

sabato 4 dicembre 2010

Yara,forse rapita da chi la conosce.Nessuna lettera del padre alla veglia di stasera


(la casa di Yara)
Indagini strette sul suo"piccolo mondo"
Si battono ancora tutte le piste, dallo squilibrato incontrato per caso, alla banda organizzata nel molestare le ragazzine. Ma gli inquirenti stringono sempre più le indagini attorno al mondo di Yara, quello di cui si fidava, la palestra, la strada verso casa, i conoscenti. "Dalla polisportiva può essere stata portata via solo da qualcuno di cui si è fidata, oppure che ha incontrato subito fuori", dice un investigatore impegnato da giorni nella ricerca della studentessa di 13 anni scomparsa il 26 novembre, verso le 18.30.




Prende sempre più consistenza l'ipotesi che qualcuno che Yara conosceva e di cui evidentemente si è fidata si sia offerto di accompagnarla verso casa, dirigendosi poi chissà dove e con tutt'altre intenzioni.


Archiviata da subito l'ipotesi della fuga volontaria, l'altra possibilità, a parte la persona conosciuta, è un rapimento da parte di uno o più sconosciuti. Ma dove? Non certo nella Cittadella dello Sport, dove all'ora in cui la ragazza è sparita l'attività è al massimo e vanno e vengono decine di persone.

sabato 23 ottobre 2010

SARAH SCAZZI, SABRINA PIANGE PENSANDO ALLA CUGINA

Sarah Scazzi/ Legale Sabrina: in carcere piange e pensa a cugina

Sarah Scazzi/ Legale Sabrina: in carcere piange e pensa a cugina Si informa della mamma, della sorella e di zia Concetta

Taranto , 23 ott. (Apcom) - E' appena uscito dal carcere di Taranto, Vito Russo, l'avvocato di Sabrina Misseri. Ha parlato con la ragazza ed è preoccupato per lo stato di prostrazione in cui è caduta. "Sabrina pensa a Sarah e piange - spiega Russo - non riesce a trattenere le lacrime quando ricorda la cugina". La figlia di Michele Misseri, accusata insieme al padre dell'omicidio della quindicenne, ha chiesto al suo legale notizie della mamma Cosima, della sorella Valentina e della zia Concetta. Solo del padre, Sabrina non vuole sapere niente. E' come se volesse cancellarlo dalla sua mente. "Non riesce a credere a quanto Michele Misseri è stato capace di compiere - riferisce Russo - e soprattutto non si capacita del motivo per cui anche lei è rinchiusa in carcere". L'avvocato Russo racconta del libro che Sabrina sta leggendo nella sua cella, 'Cado dalle nubi' del comico Checco Zelone. "Gliel'ho consigliato io - spiega il legale - per aiutarla a pensare in positivo e a stare un pò più serena. Ha bisogno di essere tranquilla e lucida per ricordare con precisione quanto ha vissuto il giorno della scomparsa di Sarah e potersi difendere". Sabrina è demoralizzata, si trova in isolamento giudiziario, non può guardare la televisione, legge i giornali e si sente sola. Per questo Vito Russo e la moglie Emilia Velletri, entrambi difensori della ragazza, si recano ogni giorno in carcere a trovarla.


Caso Scazzi

Domani chiuse ad Avetrana alcune strade che portano a casa Misseri

A cura della Redazione Interni

Quando la morbosità porta a decisioni che sfociano nell'assurdo. Parte l'annuncio che domani, dalla Basilicata e dalla Calabria sarebbero partiti pullmann pieni di turisti, diretti ad Avetrana, per vedere casa Misseri, luogo del delitto di Sarah Scazzi.

Uno scandalo tutto italiano. Con saggezza e prontezza, il Sindaco di Avetrana ha deciso di chiudere nella giornata di domani alcune vie che portano direttamente a casa Misseri.

L'agghiacciante pratica di recarsi sui luoghi del delitto non è nuova in Italia e il timore è che l'esodo potrebbe partire comunque, diretto però alla campagna è stato ritrovato il cadavere della piccola Sarah.

La città di Avetrana si trova quindi ad avere a che fare con una delle pratiche più riprovevoli e censurabili che le persone possano avere: andare a visitare, prese da curiosità morbosa, i luoghi di un delitto.

Sarah Scazzi: scatta la guerra tra i legali


SABATO 23 OTTOBRE 2010 16:47
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Sarah Scazzi: scatta la guerra tra i legali Verranno ascoltati dall’Ordine degli Avvocati di Taranto gli avvocati Vito Russo, Daniele Galoppa ed Emilia Velletri per essere sentiti in merito alla vicenda giudiziaria dell’omicidio di Sarah Scazzi ed ai risvolti e i rapporti con i media.
È questa l’indagine conoscitiva aperta dall’Ordine forense di Taranto per appurare eventuali comportamenti non deontologici dei legali di Miche e Sabrina Misseri.


L’Ordine degli Avvocati valuterò così tutti i filmati e gli articoli di stampa di questi ultimi giorni al fine di valutare la vicenda e fare chiarezza su quella che è stata definita una “guerra tra avvocati”.

La “vessata quaestio” fra gli avvocati difensori di Michele Misseri e Sabrina Misseri, rispettivamente l’avvocato Daniele Galoppa e gli avvocati Vito Russo e Emilia Velletri, nasce dalle reciproche accuse che soprattutto attraverso i media si sono “gratuitamente” scambiati.

La storia nasce soprattutto dalla vicenda attraverso la quale l’avvocato Vito Russo ha dichiarato ai microfoni dei giornalisti il sospetto che la lunga confessione di Michele Misseri, compresa quella nella quale chiama in correità la figlia Sabrina per la partecipazione all'omicidio, sia stata in qualche modo ispirata e guidata dal suo difensore. Dopo poche ore invece il collega Daniele Galoppa ha segnalato dinanzi alle telecamere la presenza "sospetta" dell’avvocato Russo, la mattina del 15 ottobre, nelle vicinanze del magazzino dell’abitazione di Michele Misseri nel quale erano in corso rilievi da parte dei Carabinieri con lo stesso reo confesso.

Secondo Galoppa la presenza di Russo era da ritenersi “sospetta” in quanto subito dopo venne chiamato ad assistere Sabrina Misseri nell'interrogatorio nella caserma dei carabinieri di Manduria (Taranto) conclusosi col fermo della ragazza.

La decisione dell’Ordine di aprire un fascicolo nasce anche dal “fuori programma” di Matrix dove Russo simula un gesto volgare che è stato anche mandato in onda dalla trasmissione “Striscia la Notizia”.


A cura di Francescochristian Schembri

cronaca | 23/10/2010 | ore 16.52 »

ORDINANZA GIP

(Adnkronos) - Rosati contesta a Sabrina, punto per punto, tutti questi aspetti. Ad esempio, sul momento in cui avrebbe detto a Mariangela 'l'hanno presa...l'hanno presa', il gip ritiene che ''si e' patentemente contraddetta, nel tentativo di spostare piu' in la' tale sua affermazione, collocandola ora al momento del primo incontro con la zia Concetta, presso l'abitazione di quest'ultima, ora a quello del successivo ritorno a casa sua, ora a quello, ancora successivo, del suo ulteriore ritorno a casa Scazzi''.

E, infine, ha affermato ''di non essere mai stata lasciata a casa da Mariangela'', dopo l'andirivieni tra le due abitazioni, Scazzi e Misseri, ma di fronte alle contestazioni degli inquirenti si e' avvitata in molti ''non ricordo''.

Per il gip ''Sabrina ha la necessita' di coprire quel lasso temporale di qualche ora, in cui si e' staccata da Mariangela ed e' rimasta con sua madre e durante il quale, stando al racconto di Michele Misseri, ha aiutato costui a ricercare la sim del telefono di Sarah nel garage di casa''.

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