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sabato 10 dicembre 2011

Argentina:sposa stupratore,lui la uccide

La vittima aveva solo 19 anni, rabbia e commozione nel Paese

10 dicembre, 17:15
 
(ANSA) - BUENOS AIRES, 10 DIC - Prima la costringe a sposarlo per poter lasciare il carcere, dove era rinchiuso con l'accusa di averla violentata, e poi la uccide colpendola al collo ed al torace con numerose coltellate. Il delitto, che ha suscitato commozione e rabbia in Argentina, ha avuto per protagonisti Marcelo Tomaselli, 23 anni, e Carla Figueroa, 19 anni. Secondo le prime informazioni, nel locale si trovavano anche il figlio di due anni della coppia e la madre dell'assassino. Tomaselli è stato arrestato.

sabato 23 ottobre 2010

SARAH SCAZZI, SABRINA PIANGE PENSANDO ALLA CUGINA

Sarah Scazzi/ Legale Sabrina: in carcere piange e pensa a cugina

Sarah Scazzi/ Legale Sabrina: in carcere piange e pensa a cugina Si informa della mamma, della sorella e di zia Concetta

Taranto , 23 ott. (Apcom) - E' appena uscito dal carcere di Taranto, Vito Russo, l'avvocato di Sabrina Misseri. Ha parlato con la ragazza ed è preoccupato per lo stato di prostrazione in cui è caduta. "Sabrina pensa a Sarah e piange - spiega Russo - non riesce a trattenere le lacrime quando ricorda la cugina". La figlia di Michele Misseri, accusata insieme al padre dell'omicidio della quindicenne, ha chiesto al suo legale notizie della mamma Cosima, della sorella Valentina e della zia Concetta. Solo del padre, Sabrina non vuole sapere niente. E' come se volesse cancellarlo dalla sua mente. "Non riesce a credere a quanto Michele Misseri è stato capace di compiere - riferisce Russo - e soprattutto non si capacita del motivo per cui anche lei è rinchiusa in carcere". L'avvocato Russo racconta del libro che Sabrina sta leggendo nella sua cella, 'Cado dalle nubi' del comico Checco Zelone. "Gliel'ho consigliato io - spiega il legale - per aiutarla a pensare in positivo e a stare un pò più serena. Ha bisogno di essere tranquilla e lucida per ricordare con precisione quanto ha vissuto il giorno della scomparsa di Sarah e potersi difendere". Sabrina è demoralizzata, si trova in isolamento giudiziario, non può guardare la televisione, legge i giornali e si sente sola. Per questo Vito Russo e la moglie Emilia Velletri, entrambi difensori della ragazza, si recano ogni giorno in carcere a trovarla.


Caso Scazzi

Domani chiuse ad Avetrana alcune strade che portano a casa Misseri

A cura della Redazione Interni

Quando la morbosità porta a decisioni che sfociano nell'assurdo. Parte l'annuncio che domani, dalla Basilicata e dalla Calabria sarebbero partiti pullmann pieni di turisti, diretti ad Avetrana, per vedere casa Misseri, luogo del delitto di Sarah Scazzi.

Uno scandalo tutto italiano. Con saggezza e prontezza, il Sindaco di Avetrana ha deciso di chiudere nella giornata di domani alcune vie che portano direttamente a casa Misseri.

L'agghiacciante pratica di recarsi sui luoghi del delitto non è nuova in Italia e il timore è che l'esodo potrebbe partire comunque, diretto però alla campagna è stato ritrovato il cadavere della piccola Sarah.

La città di Avetrana si trova quindi ad avere a che fare con una delle pratiche più riprovevoli e censurabili che le persone possano avere: andare a visitare, prese da curiosità morbosa, i luoghi di un delitto.

Sarah Scazzi: scatta la guerra tra i legali


SABATO 23 OTTOBRE 2010 16:47
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Sarah Scazzi: scatta la guerra tra i legali Verranno ascoltati dall’Ordine degli Avvocati di Taranto gli avvocati Vito Russo, Daniele Galoppa ed Emilia Velletri per essere sentiti in merito alla vicenda giudiziaria dell’omicidio di Sarah Scazzi ed ai risvolti e i rapporti con i media.
È questa l’indagine conoscitiva aperta dall’Ordine forense di Taranto per appurare eventuali comportamenti non deontologici dei legali di Miche e Sabrina Misseri.


L’Ordine degli Avvocati valuterò così tutti i filmati e gli articoli di stampa di questi ultimi giorni al fine di valutare la vicenda e fare chiarezza su quella che è stata definita una “guerra tra avvocati”.

La “vessata quaestio” fra gli avvocati difensori di Michele Misseri e Sabrina Misseri, rispettivamente l’avvocato Daniele Galoppa e gli avvocati Vito Russo e Emilia Velletri, nasce dalle reciproche accuse che soprattutto attraverso i media si sono “gratuitamente” scambiati.

La storia nasce soprattutto dalla vicenda attraverso la quale l’avvocato Vito Russo ha dichiarato ai microfoni dei giornalisti il sospetto che la lunga confessione di Michele Misseri, compresa quella nella quale chiama in correità la figlia Sabrina per la partecipazione all'omicidio, sia stata in qualche modo ispirata e guidata dal suo difensore. Dopo poche ore invece il collega Daniele Galoppa ha segnalato dinanzi alle telecamere la presenza "sospetta" dell’avvocato Russo, la mattina del 15 ottobre, nelle vicinanze del magazzino dell’abitazione di Michele Misseri nel quale erano in corso rilievi da parte dei Carabinieri con lo stesso reo confesso.

Secondo Galoppa la presenza di Russo era da ritenersi “sospetta” in quanto subito dopo venne chiamato ad assistere Sabrina Misseri nell'interrogatorio nella caserma dei carabinieri di Manduria (Taranto) conclusosi col fermo della ragazza.

La decisione dell’Ordine di aprire un fascicolo nasce anche dal “fuori programma” di Matrix dove Russo simula un gesto volgare che è stato anche mandato in onda dalla trasmissione “Striscia la Notizia”.


A cura di Francescochristian Schembri

cronaca | 23/10/2010 | ore 16.52 »

ORDINANZA GIP

(Adnkronos) - Rosati contesta a Sabrina, punto per punto, tutti questi aspetti. Ad esempio, sul momento in cui avrebbe detto a Mariangela 'l'hanno presa...l'hanno presa', il gip ritiene che ''si e' patentemente contraddetta, nel tentativo di spostare piu' in la' tale sua affermazione, collocandola ora al momento del primo incontro con la zia Concetta, presso l'abitazione di quest'ultima, ora a quello del successivo ritorno a casa sua, ora a quello, ancora successivo, del suo ulteriore ritorno a casa Scazzi''.

E, infine, ha affermato ''di non essere mai stata lasciata a casa da Mariangela'', dopo l'andirivieni tra le due abitazioni, Scazzi e Misseri, ma di fronte alle contestazioni degli inquirenti si e' avvitata in molti ''non ricordo''.

Per il gip ''Sabrina ha la necessita' di coprire quel lasso temporale di qualche ora, in cui si e' staccata da Mariangela ed e' rimasta con sua madre e durante il quale, stando al racconto di Michele Misseri, ha aiutato costui a ricercare la sim del telefono di Sarah nel garage di casa''.

venerdì 15 gennaio 2010

Don Luciano Massaferro, Facebook:solo 300 fan sugli 11.000 abitanti di Alassio

Don Luciano Facebook

di Wildgreta

Alcuni giornali, alcuni siti internet, alcuni prelati e alcuni politici, si danno da fare per far apparire don Luciano Massaferro, accusato di abusi su di una chierichetta di 11 anni, innocente prima ancora che sia celebrato un processo.Così abbiamo letto articoli in cui si dipingeva l'intera città di Alassio dalla parte del sacerdote.Guardando il gruppo sorto su Facebook che invoca la sua scarcerazione, però, ci accorgiamo, che conta solo 300 iscritti: un po' pochi per un parroco che si vorrebbe far apparire difeso da tutti.Inoltre è di oggi la notizia che ci sarebbe un'altra bambina rimasta vittima delle molestie del parroco e che la baracca descritta come luogo di abusi avrebbe ospitato anche lei.Pare che don Luciano si sia difeso dicendo che quella baracca era frequentata da tanti ragazzi, ma i "tanti ragazzi" avrebbero detto che non è vero.Insomma, consiglierei a tutti di attendere con fiducia la conclusione dell'inchiesta e, nel frattempo, eviterei di fare quella famosa interrogazione parlamentare annunciata dall'onorevole Buttiglione sui motivi dell'arresto di don Luciano "senza prove". Anche per don Ruggero Conti l'UDC ha presentato un'interrogazione, ma dopo diversi mesi di detenzione,non pochi giorni dopo l'arresto. Forse don Luciano è più importante di don Ruggero, infatti ha meritato anche una discesa in campo del vescovo, scagliatosi anche lui contro la povera bambina. Era da tempo che non si vedeva un tale dispiego di forze a difesa di un sacerdote,presunto innocente per la legge, ma già assolto dalla Curia, da qualche giornale e da qualche parrocchiano.

martedì 1 dicembre 2009

Meredith, avv.Bongiorno: Rudy e Raffaele non si conoscevano


Perugia, 30 nov. - (Adnkronos) - ''In questo processo tra tanti dubbi c'e' una certezza: Rudy Guede e Raffaele Sollecito non si conoscevano affatto. Si sono incontrati per la prima volta in aula durante l'udienza preliminare e l'unico elemento che li unisce e' il capo di imputazione''. Lo ha detto l'avvocato Giulia Bongiorno, difensore di Raffaele Sollecito, imputato con Amanda Knox nel processo per l'omicidio di Meredith Kercher, pronunciando la sua arringa davanti alla Corte d'Assise di Perugia rivolgendosi ai giudici popolari.

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