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venerdì 15 gennaio 2010

Don Luciano Massaferro, Facebook:solo 300 fan sugli 11.000 abitanti di Alassio

Don Luciano Facebook

di Wildgreta

Alcuni giornali, alcuni siti internet, alcuni prelati e alcuni politici, si danno da fare per far apparire don Luciano Massaferro, accusato di abusi su di una chierichetta di 11 anni, innocente prima ancora che sia celebrato un processo.Così abbiamo letto articoli in cui si dipingeva l'intera città di Alassio dalla parte del sacerdote.Guardando il gruppo sorto su Facebook che invoca la sua scarcerazione, però, ci accorgiamo, che conta solo 300 iscritti: un po' pochi per un parroco che si vorrebbe far apparire difeso da tutti.Inoltre è di oggi la notizia che ci sarebbe un'altra bambina rimasta vittima delle molestie del parroco e che la baracca descritta come luogo di abusi avrebbe ospitato anche lei.Pare che don Luciano si sia difeso dicendo che quella baracca era frequentata da tanti ragazzi, ma i "tanti ragazzi" avrebbero detto che non è vero.Insomma, consiglierei a tutti di attendere con fiducia la conclusione dell'inchiesta e, nel frattempo, eviterei di fare quella famosa interrogazione parlamentare annunciata dall'onorevole Buttiglione sui motivi dell'arresto di don Luciano "senza prove". Anche per don Ruggero Conti l'UDC ha presentato un'interrogazione, ma dopo diversi mesi di detenzione,non pochi giorni dopo l'arresto. Forse don Luciano è più importante di don Ruggero, infatti ha meritato anche una discesa in campo del vescovo, scagliatosi anche lui contro la povera bambina. Era da tempo che non si vedeva un tale dispiego di forze a difesa di un sacerdote,presunto innocente per la legge, ma già assolto dalla Curia, da qualche giornale e da qualche parrocchiano.

lunedì 11 gennaio 2010

Don Luciano Massaferro, la diocesi:"Credono alle fantasie di una ragazzina"

Il sacerdote in cella per pedofilia.
Prete arrestato, la Diocesi contro i pm: credono alle fantasie di una ragazzina
Il sindaco: hanno fatto di don Luciano un mostro. Stasera veglia di preghiera


SAVONA — Alassio non parla d’altro. Il 29 dicembre il parroco don Luciano Massaferro, 44 anni, è stato arrestato con la grave accusa di pedofilia e la comunità lo ha difeso con toni moderati ma ieri, dopo che il gip ha rifiutato la scarcerazione del sacerdote, sulle pagine diocesane dell’«Avvenire» è stato pubblicato un duro atto di accusa contro l’azione dei magistrati.

Curia contro Procura. Non sono stati ascoltati i testi in difesa di don Luciano, è scritto in sintesi, una condanna è già stata emessa senza processo e tutto si basa sulla parola di una ragazzina che potrebbe essersi inventata ogni cosa. La vittima delle molestie, secondo la Procura, è una undicenne, chierichetta di don Luciano, che in un colloquio con gli psicologi dell’ospedale pediatrico Gaslini avrebbe raccontato delle molestie subite dal sacerdote.

I medici hanno segnalato il caso all’autorità. Dopo un mese emezzo di indagini don Luciano è stato arrestato. Ora il foglio della diocesi si scaglia contro la Procura «che ha predisposto il fascicolo delle indagini senza aver ascoltato ad oggi neppure una volta chi del sacerdote potesse conoscere, giorno dopo giorno, non solo la sua crescita spirituale ma anche le ragioni della sua vocazione». «Siamo stati bombardati da più parti — continua l’articolo — come un carosello pubblicitario con la testimonianza di una minore che sembrerebbe provenire da un contesto familiare noto e difficile nel quale spesso, a detta di parecchi esperti della psichiatria infantile, ci si potrebbe convincere che sia vera una pura fantasia. La comunità, infine, stando agli elementi emersi non solo non può condannare il sacerdote ma prega con carità cristiana per lui e per il disagio della minore». La presa di posizione arriva dopo diverse iniziative a sostegno di don Luciano alle quali ha preso parte con un messaggio letto in chiesa anche il vescovo di Imperia e Albenga, monsignor Mario Olivari. E altre manifestazioni di solidarietà sono annunciate, questa sera a Borghetto Santo Spirito si terrà una veglia di preghiera cui hanno aderito anche parroci di Loano e Pietra Ligure.

«Le diocesi — dice don Pompili, direttore dell’ufficio comunicazione della Cei — hanno la loro autonomia ecclesiale e la magistratura ha le competenze giuridiche quindi non interferiamo. La condanna del Vaticano sulla violenza nei confronti di bambini è netta e nota, nello specifico posso solo dire che accuse così gravi vanno provate. Bisogna attendere i tre gradi di giudizio con fiducia nella magistratura, ricordando la presunzione di innocenza».
Ma ad alzare la voce, ad Alassio, non è solo la comunità cristiana. «Hanno fatto di don Luciano un mostro — dice il sindaco (Pdl) Marco Melgrati —, ma un mostro non nasce da un giorno all’altro. Tutto si fonda solo sulle parole di una bambina facilmente suggestionabile. Per sbattere un sacerdote in carcere con un marchio di infamia ci vorrebbe qualcosa di più». Il sindaco concorda con le critiche alla Procura e annuncia: «Abbiamo appena deciso di intitolare una strada a Enzo Tortora e a Edgardo Sogno, vittime di malagiustizia. E chi vuole intendere intenda». Questa settimana l’arresto di don Massaferro sarà sottoposto al Tribunale del riesame.

Erika Dellacasa
corriere della sera 11 gennaio 2010

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