(la casa di Yara)
Indagini strette sul suo"piccolo mondo"
Si battono ancora tutte le piste, dallo squilibrato incontrato per caso, alla banda organizzata nel molestare le ragazzine. Ma gli inquirenti stringono sempre più le indagini attorno al mondo di Yara, quello di cui si fidava, la palestra, la strada verso casa, i conoscenti. "Dalla polisportiva può essere stata portata via solo da qualcuno di cui si è fidata, oppure che ha incontrato subito fuori", dice un investigatore impegnato da giorni nella ricerca della studentessa di 13 anni scomparsa il 26 novembre, verso le 18.30.
Prende sempre più consistenza l'ipotesi che qualcuno che Yara conosceva e di cui evidentemente si è fidata si sia offerto di accompagnarla verso casa, dirigendosi poi chissà dove e con tutt'altre intenzioni.
Archiviata da subito l'ipotesi della fuga volontaria, l'altra possibilità, a parte la persona conosciuta, è un rapimento da parte di uno o più sconosciuti. Ma dove? Non certo nella Cittadella dello Sport, dove all'ora in cui la ragazza è sparita l'attività è al massimo e vanno e vengono decine di persone.