TARANTO (9 dicembre) - Nuove deposizioni per concludere la settimana e per agganciare agli atti dell’indagine sul delitto di Sarah altri tasselli. Sono tasselli che porteranno la procura, una volta definita l’inchiesta, a «retrocedere» di circa venti minuti, mezz’ora, l’arrivo della quindicenne nell’abitazione dei Misseri.
A quel punto, per Michele Misseri e per la figlia Sabrina, secondo gli orientamenti degli inquirenti, sarà difficile reggere l’urto dell’accusa per rimpallarsi una responsabilità che, allo stato, li vede appollaiati su sponde opposte. L’uno chiama in causa l’altra nel delitto; l’altra, cioè Sabrina, rimanda verso il padre la piena responsabilità nell’aggressione mortale. «Mio padre è pazzo, io non c’entro», continua a dire la ventiduenne.
Secondo la prospettazione dell’accusa, però, l’arrivo di Sarah Scazzi in casa Misseri intorno alle 14, e non intorno alle 14,30, modificherebbe - e di molto - l’intero scenario. Il luogo del delitto tornerebbe ad essere, così come sempre sospettato dagli inquirenti, non la cantina-garage della famiglia Misseri ma l’interno della loro abitazione, con implicazioni che - allo stato - sono soltanto immaginabili.