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mercoledì 28 ottobre 2009

Garlasco, nuova perizia su cellulare Chiara. Gup si riserva sequestro bici Stasi

Al processo che si celebra col rito abbreviato si scava nei dettagli per capire se l'unico accusato del delitto stia mentendo o no


ultimo aggiornamento: 27 ottobre, ore 21:20
Milano, 27 ott. (Adnkronos) - A oltre due anni dall'omicidio di Chiara Poggi, la terza bicicletta posseduta da Alberto potrebbe entrare a far parte del processo che si celebra col rito abbreviato. Le altre due bici, sequestrate in precedenza all'imputato, non hanno fornito elementi schiaccianti per risolvere il delitto
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Milano, 27 ott. (Adnkronos) - E' nell'analisi dei dettagli, anche quelli apparentemente piu' insignificanti, che si sta scavando per capire se Alberto Stasi, accusato dell'omicidio della fidanzata Chiara Poggi, stia mentendo oppure no. A dirlo potrebbe essere anche il cellulare di Chiara su cui il giudice di Vigevano, Stefano Vitelli ha chiesto ulteriori indagini. Nelle sue dichiarazioni Alberto afferma di aver telefonato piu' volte, durante la mattina del 13 agosto 2007, giorno del delitto, al cellulare di Chiara ma sul suo display quel numero di chiamate, senza risposta, sembrerebbe non corrispondere.


Bisognera' dunque stabilire se il cellulare di Chiara e' in grado di registrare solo l'ultima chiamata persa o se, invece, Alberto potrebbe aver mentito. Un dettaglio, come quello sulla telefonata al 118 che Alberto dice di aver fatto davanti a casa Poggi. Una voce di sottofondo, pero', secondo l'accusa non lascia dubbi: il biondino era' gia' davanti alla caserma dei carabinieri. Un punto su cui ieri, in aula, accusa e difesa si erano dati battaglia. a spuntarla era stata il pm Rosa Muscio: i periti super partes hanno 'corretto' la loro consulenza non escludendo che Alberto potesse essere piu' vicino alla caserma che alla villetta della vittima. Diversamente da quanto scritto in precedenza, il gup di Vigevano non ha sciolto la riserva sul possibile sequestro della terza bicicletta di Alberto. Una bicicletta nera da donna che dal giorno del delitto si trova nell'officina di papa' Stasi e sulla quale gli inquirenti si erano da subito espressi: non e' quella vista da una vicina, appoggiata al muro di casa Poggi, la mattina del delitto.
Le voci iniziali sul rigetto dell'istanza, trapelate dalla porta chiusa dell'aula in cui si svolge il processo, sono state smentite dagli stessi protagonisti. Il giudice si e' riservato sul possibile sequestro fino a quando non ascoltera' il maresciallo Marchetto della caserma di Garlasco e una vicina di casa che ha visto una bici parcheggiata davanti a casa Poggi, ma non ricorda con precisione se si trattava della mattina del delitto. La loro testimonianza e' attesa per la prossima udienza, fissata per venerdi'.
Il sequestro al quale si e' opposta la difesa e' stato chiesto da Gian Luigi Tizzoni, legale che tutela gli interessi della famiglia della vittima. A oltre due anni dal delitto, era il 13 agosto 2007, la terza bicicletta posseduta da Alberto potrebbe entrare a far parte del processo che si celebra col rito abbreviato. Le altre due bici, sequestrate in precedenza all'imputato, non hanno fornito elementi schiaccianti per risolvere il delitto.

Garlasco: Stasi mente sulla telefonata al 118? Spunta nuovo testimone


Garlasco: per l'accusa Stasi ha mentito sulla chiamata al 118. Un testimone: "Vidi un uomo chino su una bici"

L'AUDIO DELLA TELEFONATA AL 118

È ancora guerra sulle perizie, al processo sull'omicidio di Chiara Poggi, in tribunale a Vigevano. La pubblica accusa ritiene che l'imputato, Alberto Stasi, abbia mentito sulla telefonata che fece al 118 il giorno dell'omicidio. Anziché chiamare dalla casa di Chiara, secondo l'accusa Stasi avrebbe telefonato quando già era vicino ai carabinieri: lo confermerebbe il fatto che il suo telefono abbia agganciato la cellula Telecom vicina alla caserma di Garlasco.

La telefonata al 118, di cui peraltro si trova registrazione in parecchi siti internet, è stata sempre uno dei punti più controversi fra difesa e accusa. Alberto Stasi ha sempre sostenuto di aver fatto quella telefonata al Pronto soccorso dopo essere entrato in casa di Chiara e averla trovata riversa sulle scale e mentre raggiungeva la caserma dei carabinieri a meno di un chilometro di distanza.
L'accusa sostiene invece che Alberto, dopo aver ucciso Chiara ed essersene tornato a casa sua, ha raggiunto di nuovo casa Poggi, ma senza entrarci nuovamente e si è diretto subito alla stazione dei carabinieri. Da lì davanti avrebbe fatto la telefonata al 118. A sostegno di questa tesi ci sarebbe la registrazione di alcuni rumori, come lo scatto del cancello della caserma.
Dalla superperizia disposta dal gup Stefano Vitelli emergerebbe che Stasi avrebbe potuto benissimo cominciare la telefonata davanti a casa Poggi e terminarla davanti alla caserma dei carabinieri.
In aula è stato proiettato anche un video che ricostruisce la possibile fuga in bici dell'assassino, che avrebbe avuto 9 minuti per uccidere. Secondo gli esperti super partes l'attore che impersona l'assassino pedala troppo velocemente, quindi il video non sarebbe realistico.
Le prossime udienze sono state fissate per il 4 novembre (quando si discuterà la perizia medico-legale) e l'11 novembre, quando si parlerà della consulenza chimica e di quella sulla camminata di Alberto sulla scena del crimine.

Intanto spunta un supertestimone nella vicenda. Un musicista amico del padre di Chiara, Pietro Emilio Franchioli, avrebbe visto una persona china su una bici, come se controllasse la ruota anteriore. La testimonianza di Franchioli è approdata a "Chi l'ha visto?" ed è riportata anche da Qn. A Franchioli sembrò che si trattasse di un uomo, ma non è sicuro, e nemmeno vide bene di che colore fosse la bici.

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