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mercoledì 30 novembre 2011
Ylenia Carrisi, Chi l'ha visto: ex capo Interpol ricostruisce il caso
Ylenia Carrisi, ex capo Interpol parla a Chi l’ha visto?
Volevamo arrestare Masakela ma per la polizia americana gli indizi erano insufficienti
A distanza di 17 anni dalla sua scomparsa si torna a parlare di Ylenia Carrisi, la figlia di Al Bano Carrisi e Romina Power, sparita nel 1994 a New Orleans. La polizia italiana “avrebbe voluto arrestare Masakela”, musicista di strada, uno sbandato con precedenti per violenza sessuale, con cui la ragazza divideva una stanza, ma “gli americani non erano d’accordo. Per la polizia americana non c’erano elementi sufficienti per accusarlo o fermarlo”: lo ha rivelato a “Chi l’ha visto?” Enzo Portaccio, il direttore dell’Interpol all’epoca della scomparsa di Ylenia.
PAROLISI, CHI L'HA VISTO:"LEI DEVE SPARIRE DALLA MIA VITA IN UNA SETTIMANA"
MELANIA: PAROLISI A AMANTE, DEVE SPARIRE DA MIA VITA IN 1 SETTIMANA
21:48 30 NOV 2011
(AGI) - Ascoli Piceno, 30 nov. - "Lei deve sparire dalla mia vita in una settimana". E' il contenuto inquietante riferito a Melania Rea e pronunciato da Salvatore Parolisi in una conversazione con l'amante Ludovica, in una ricostruzione del programma di Raitre "Chi l'ha visto?", in onda questa sera. La frase, che rappresenta un estratto della conversazione che il caporalmaggiore accusato di aver ucciso la moglie Melania nell'aprile scorso, e' stata trasmessa in anteprima questa sera alle 19,40 dal Tg Rai delle Marche, nel corso del collegamento con lo studio del programma tv a Roma, con l'introduzione della conduttrice Federica Sciarelli.
Due giorni fa anche la Corte di Cassazione ha rigettato l'istanza di scarcerazione presentata dai legali di Parolisi, il quale resta quindi detenuto nel penitenziario di Teramo. La chiusura delle indagini sull'omicidio della 29enne di Somma Vesuviana, trovata uccisa nel bosco teramano di Ripe di Civitella, e' prevista per il gennaio prossimo.
21:48 30 NOV 2011
(AGI) - Ascoli Piceno, 30 nov. - "Lei deve sparire dalla mia vita in una settimana". E' il contenuto inquietante riferito a Melania Rea e pronunciato da Salvatore Parolisi in una conversazione con l'amante Ludovica, in una ricostruzione del programma di Raitre "Chi l'ha visto?", in onda questa sera. La frase, che rappresenta un estratto della conversazione che il caporalmaggiore accusato di aver ucciso la moglie Melania nell'aprile scorso, e' stata trasmessa in anteprima questa sera alle 19,40 dal Tg Rai delle Marche, nel corso del collegamento con lo studio del programma tv a Roma, con l'introduzione della conduttrice Federica Sciarelli.
Due giorni fa anche la Corte di Cassazione ha rigettato l'istanza di scarcerazione presentata dai legali di Parolisi, il quale resta quindi detenuto nel penitenziario di Teramo. La chiusura delle indagini sull'omicidio della 29enne di Somma Vesuviana, trovata uccisa nel bosco teramano di Ripe di Civitella, e' prevista per il gennaio prossimo.
martedì 17 novembre 2009
Sonia Marra, scomparsa a Perugia tre anni fa: la rabbia del fratello
Una foto di Sonia Marra dal sito di "Chi l'ha visto?"
PERUGIA - Scomparsa nel nulla tre anni fa. Erano le 15.30 del 16 novembre 2006 quando Sonia Marra, 25 anni, fece la sua ultima telefonata alla madre a Specchia, il suo paese d'origine in provincia di Lecce. Tutto sembrava normale. La sera la madre cercò di chiamarla al cellulare, ma era spento. Da quel momento non si è saputo più nulla di Sonia, studentessa universitaria pugliese iscritta alla facoltà di Medicina a Perugia. Tre anni di mistero e doloroso silenzio da parte della famiglia, che oggi è tornata a chiedere con forza che le qualcuno faccia qualcosa per ritrovarla.
La famiglia chiede che si faccia luce sulla vicenda. Il ragazzo ha parlato in consiglio comunale
"Basta con l'omertà, trovate mia sorella"
Sonia è scomparsa nel nulla. L'urlo del fratello
"Chi sa qualcosa esca allo scoperto". La ragazza lavorava come volontaria in una scuola di Teologia
Nel giallo anche la figura di un prete arrestato per spaccio di droga
"Basta con l'omertà, trovate mia sorella" Sonia è scomparsa nel nulla. L'urlo del fratello
Una foto di Sonia Marra dal sito di "Chi l'ha visto?"
PERUGIA - Scomparsa nel nulla tre anni fa. Erano le 15.30 del 16 novembre 2006 quando Sonia Marra, 25 anni, fece la sua ultima telefonata alla madre a Specchia, il suo paese d'origine in provincia di Lecce. Tutto sembrava normale. La sera la madre cercò di chiamarla al cellulare, ma era spento. Da quel momento non si è saputo più nulla di Sonia, studentessa universitaria pugliese iscritta alla facoltà di Medicina a Perugia. Tre anni di mistero e doloroso silenzio da parte della famiglia, che oggi è tornata a chiedere con forza che le qualcuno faccia qualcosa per ritrovarla.
"È ora di squarciare il silenzio, basta con questa omertà" ha gridato il fratello Piermassimo nella sala del consiglio comunale di Perugia, dove ha partecipato alla conferenza allargata dei capigruppo organizzata proprio per riproporre l'inquietante vicenda. Le indagini della magistratura perugina, attualmente coordinate dal pm Giuseppe Petrazzini, negli ultimi tempi avrebbero subito una accelerazione, tanto che oggi anche il legale della famiglia, Alessandro Vesi, ha invitato "chi sa qualcosa" a uscire allo scoperto "nel suo interesse".
La scomparsa di Sonia, studentessa di Medicina e segretaria volontaria alla scuola di Teologia di Montemorcino, è un vero giallo, con testimoni che avrebbero parlato di una buca scavata a mano nel parco di Montemorcino, di un uomo vestito di nero che usciva dalla sua abitazione, e di test di gravidanza cui si sarebbe sottoposta la studentessa nel timore di essere incinta alla vigilia della scomparsa.
Del caso si è occupato anche il programma Chi l'ha visto?, che ha pubblicato una scheda su Sonia Marra in cui ripercorre le diverse fasi della vicenda. La sorella Anna si è trasferita a Perugia per seguire il caso da vicino, ma non è riuscita a parlare con le persone che Sonia frequentava, tra cui uno studente o un parroco con cui la ragazza si confidava. Il programma di RaiTre è tornato più volte a parlare della scomparsa di Sonia, aggiungendo inquietanti dettagli rivelati da un supertestimone che avrebbe parlato di don Francesco Ciacca, 43 anni, un sacerdote arrestato nel settembre 2006 con l'accusa di spaccio di droga, di cui Sonia sarebbe stata innamorata.
La guardia di finanza è arrivata a don Ciacca seguendo un pacco con mezzo chilo di cocaina pura e qualche etto di marijuana spedito dal Sudamerica e diretto al sacerdote. Il destinatario aveva un nome fittizio, un sacerdote della curia arcivescovile di Perugia che non esiste, però don Francesco aveva avvertito: "Se arriva un pacco indirizzato a questa persona, mettetelo da parte che è per me". Poi l'arresto del prete e la richiesta di quest'ultimo di tornare allo stato laicale. L'estate scorsa l'ultimo aggiornamento della redazione di Chi l'ha visto?: un detenuto, Michele Mariucci, "racconta dal carcere di Perugia i suoi rapporti con Sonia: l'uomo, che lavorava come inserviente a Montemorcino, è stato arrestato per spaccio di droga insieme a Don Ciacca".
"Sono tre anni - ha detto oggi Piermassimo, il fratello di Sonia - che viviamo come sospesi, cercando di capire cosa è accaduto e perché. Sarebbe una grande ingiustizia che ci si dimenticasse di lei in quanto si tratta di una ragazza di famiglia umile. E' ora di squarciare il silenzio. Basta con questa omertà. Fateci sapere che fine ha fatto Sonia".
All'iniziativa di oggi a Palazzo dei Priori (nella sala era esposta una grande fotografia di Sonia Marra) hanno partecipato i capigruppo del Consiglio comunale, i familiari di Sonia, alcuni rappresentanti dell'amministrazione comunale di Specchia e dell'associazione Penelope composta da parenti di persone scomparse. C'erano anche il viceprefetto Agata Iadicicco dello speciale ufficio che si occupa a livello nazionale dei casi di sparizione e il vicesindaco di Perugia, Nilo Arcudi. Il presidente nazionale dell'associazione Penelope, Elisa Pozza Tasca, ha ricordato che dal 1974 sono scomparse in Italia 24.804 persone (sono 117 in Umbria e di questi 57 a Perugia) e che negli istituti di Medicina legale ci sono 700 cadaveri "senza un nome".
In apertura il presidente del consiglio comunale Alessandro Mariucci ha detto che "è assolutamente inaccettabile che in una città civile, nota in tutto il mondo come a Perugia, una ragazza possa scomparire nel nulla. Per questo siamo qui, per riportare l'attenzione sull'inquietante e triste vicenda, per chiedere con forza che le ricerche continuino". Gli assessori comunali di Specchia, Sara Marciano e Isabella De Nicola, hanno ricordato che la loro amministrazione ha dato vita a varie iniziative, tra cui una fiaccolata e due consigli comunali dedicati alla scomparsa della giovane, per tenere alta l'attenzione sulla vicenda. "Siamo qui - hanno sottolineato - affinché si rompa il silenzio e si riaccendano i riflettori sulla scomparsa di Sonia. Chiediamo che se a Perugia qualcuno sa qualcosa, finalmente parli".
Il viceprefetto vicario Agata Iadicicco ha sottolineato che l'ufficio "Persone scomparse" è stato costituito recentemente per "una forte spinta dal basso, proprio da parte dei cittadini, in particolare di coloro che vivono queste tremende vicende in famiglia". "In questa fase - ha detto - stiamo dando grande impulso al varo di una legge ad hoc sulle persone scomparse. Un altro importante passo avanti - ha spiegato - è stato, di recente, la creazione di un sistema integrato che permetterà di confrontare i dati sulle persone scomparse con quelli dei cadaveri ancora non identificati presso gli istituti di medicina legale. Con l'esame del Dna - ha detto - si potranno dare molte risposte".
(la repubblica 16 novembre 2009)
mercoledì 28 ottobre 2009
Garlasco: Stasi mente sulla telefonata al 118? Spunta nuovo testimone
Garlasco: per l'accusa Stasi ha mentito sulla chiamata al 118. Un testimone: "Vidi un uomo chino su una bici"
L'AUDIO DELLA TELEFONATA AL 118
È ancora guerra sulle perizie, al processo sull'omicidio di Chiara Poggi, in tribunale a Vigevano. La pubblica accusa ritiene che l'imputato, Alberto Stasi, abbia mentito sulla telefonata che fece al 118 il giorno dell'omicidio. Anziché chiamare dalla casa di Chiara, secondo l'accusa Stasi avrebbe telefonato quando già era vicino ai carabinieri: lo confermerebbe il fatto che il suo telefono abbia agganciato la cellula Telecom vicina alla caserma di Garlasco.
La telefonata al 118, di cui peraltro si trova registrazione in parecchi siti internet, è stata sempre uno dei punti più controversi fra difesa e accusa. Alberto Stasi ha sempre sostenuto di aver fatto quella telefonata al Pronto soccorso dopo essere entrato in casa di Chiara e averla trovata riversa sulle scale e mentre raggiungeva la caserma dei carabinieri a meno di un chilometro di distanza.
L'accusa sostiene invece che Alberto, dopo aver ucciso Chiara ed essersene tornato a casa sua, ha raggiunto di nuovo casa Poggi, ma senza entrarci nuovamente e si è diretto subito alla stazione dei carabinieri. Da lì davanti avrebbe fatto la telefonata al 118. A sostegno di questa tesi ci sarebbe la registrazione di alcuni rumori, come lo scatto del cancello della caserma.
Dalla superperizia disposta dal gup Stefano Vitelli emergerebbe che Stasi avrebbe potuto benissimo cominciare la telefonata davanti a casa Poggi e terminarla davanti alla caserma dei carabinieri.
In aula è stato proiettato anche un video che ricostruisce la possibile fuga in bici dell'assassino, che avrebbe avuto 9 minuti per uccidere. Secondo gli esperti super partes l'attore che impersona l'assassino pedala troppo velocemente, quindi il video non sarebbe realistico.
Le prossime udienze sono state fissate per il 4 novembre (quando si discuterà la perizia medico-legale) e l'11 novembre, quando si parlerà della consulenza chimica e di quella sulla camminata di Alberto sulla scena del crimine.
Intanto spunta un supertestimone nella vicenda. Un musicista amico del padre di Chiara, Pietro Emilio Franchioli, avrebbe visto una persona china su una bici, come se controllasse la ruota anteriore. La testimonianza di Franchioli è approdata a "Chi l'ha visto?" ed è riportata anche da Qn. A Franchioli sembrò che si trattasse di un uomo, ma non è sicuro, e nemmeno vide bene di che colore fosse la bici.
È ancora guerra sulle perizie, al processo sull'omicidio di Chiara Poggi, in tribunale a Vigevano. La pubblica accusa ritiene che l'imputato, Alberto Stasi, abbia mentito sulla telefonata che fece al 118 il giorno dell'omicidio. Anziché chiamare dalla casa di Chiara, secondo l'accusa Stasi avrebbe telefonato quando già era vicino ai carabinieri: lo confermerebbe il fatto che il suo telefono abbia agganciato la cellula Telecom vicina alla caserma di Garlasco.
La telefonata al 118, di cui peraltro si trova registrazione in parecchi siti internet, è stata sempre uno dei punti più controversi fra difesa e accusa. Alberto Stasi ha sempre sostenuto di aver fatto quella telefonata al Pronto soccorso dopo essere entrato in casa di Chiara e averla trovata riversa sulle scale e mentre raggiungeva la caserma dei carabinieri a meno di un chilometro di distanza.
L'accusa sostiene invece che Alberto, dopo aver ucciso Chiara ed essersene tornato a casa sua, ha raggiunto di nuovo casa Poggi, ma senza entrarci nuovamente e si è diretto subito alla stazione dei carabinieri. Da lì davanti avrebbe fatto la telefonata al 118. A sostegno di questa tesi ci sarebbe la registrazione di alcuni rumori, come lo scatto del cancello della caserma.
Dalla superperizia disposta dal gup Stefano Vitelli emergerebbe che Stasi avrebbe potuto benissimo cominciare la telefonata davanti a casa Poggi e terminarla davanti alla caserma dei carabinieri.
In aula è stato proiettato anche un video che ricostruisce la possibile fuga in bici dell'assassino, che avrebbe avuto 9 minuti per uccidere. Secondo gli esperti super partes l'attore che impersona l'assassino pedala troppo velocemente, quindi il video non sarebbe realistico.
Le prossime udienze sono state fissate per il 4 novembre (quando si discuterà la perizia medico-legale) e l'11 novembre, quando si parlerà della consulenza chimica e di quella sulla camminata di Alberto sulla scena del crimine.
Intanto spunta un supertestimone nella vicenda. Un musicista amico del padre di Chiara, Pietro Emilio Franchioli, avrebbe visto una persona china su una bici, come se controllasse la ruota anteriore. La testimonianza di Franchioli è approdata a "Chi l'ha visto?" ed è riportata anche da Qn. A Franchioli sembrò che si trattasse di un uomo, ma non è sicuro, e nemmeno vide bene di che colore fosse la bici.
martedì 15 gennaio 2008
Un altro mistero per una studentessa di Perugia

Si chiama Sonia Marra, 25 anni, studentessa
di biologia proveniente dal leccese, è scomparsa
il 16 novembre '06 da Perugia.
Questa ragazza fa parte della cronaca nera perugina da almeno un anno; anno in cui, per la verità, poco o niente è emerso,comunque, grazie anche al 'rumore' fatto da "Chi l'ha visto?", finalmente qualcosa sembra saltar fuori. Proprio stasera la popolare trasmissione televisiva farà un 'riepilogo' delle indagini, che vanno in direzione di un famoso e impensabile 'posto' (per noi perugini) cioè la scuola di Teologia di Monte Morcino, che è anche una foresteria per gli studenti che la frequentano . La ragazza sembra sia stata ospite parecchio tempo in quanto 'raccomandata' dal parroco del proprio paese e lì, aiutando la foresteria come portiera, riusciva ad avere vitto e alloggio senza dover sborsare come un normale (e caro) affitto. Voci insistenti, anche apparse nei giornali locali, hanno da tempo 'bollato' questa sventurta come una ragazza seria negli studi ma 'leggera' nei rapporti, infatti si è parlato di un test di gravidanza che il giorno prima della scomparsa un Suo amico le avrebbe procurato e che sembrerebbe risultato poi negativo. Le fonti giornalistiche avevano addirittura parlato di DNA maschile trovato fra le lenzuala nel letto della ragazza, DNA di più di una persona, oltre che della ragazza stessa. Sempre secondo 'vox populi' l'amante della ragazza sarebbe stato uno degli studenti della scuola e cioè o un prelato o una persona che studia per diventarlo, di più: addirittura quelli di "Chi l'ha visto?" all'epoca della prima trasmissione fecero allusioni nemmeno troppo velate sul Vescovo di Gubbio, mons. Chiaretti. Il tutto è dovuto al fatto che c'è un testimone che dice di aver visto una persona entrare in camera di Sonia la sera prima della scomparsa e che avrebbe lasciato il gas aperto forse per 'inquinare' eventuali prove. Una prima brutta svolta le indagini le hanno avute intorno a novembre scorso quando è stata trovata una buca , probabile contenitore di un corpo umano proprio vicino alla foresteria di Monte Morcino, buca in cui sarebbe stato ritrovato un fermacapelli che la sorella ha riconosciuto essere uguale a quelli che usava Sonia: inoltre nelle vicinanze si è trovato anche un carrello della spesa, quelli dei supermercati, strumento di trasporto perfetto per un eventuale cadavere. Per chi non conosce Perugia, Monte Morcino è una collina situata fra il Centro della città e la Stazione principale, in cui sono presenti pochissime ville dai grandi parchi e questa proprietà della curia, anch'essa circondata da un grande parco, luoghi dove, fino a poco tempo fa, andavano i fidanzatini con le macchine per trovare un pò di privacy, quindi si capisce bene che se un delitto è stato commesso da quelle parti difficilmente qualcuno può avervi assistito e che, volendo, ha eventualmente potuto agire indisturbato. Come si vede gli elementi del giallo ci sono tutti, speriamo che stavolta gli inquirenti non si facciano 'prendere la mano' dai mass-media come nel caso Meredith - tutt'ora in alto mare- e che valutino con calma e ponderazione tutti i dati che hanno in possesso. Perugia non ha certo bisogno di un altro caso Meredith, ma purtroppo le analogie ci sono, e sono delle peggiori, infatti si tratta sempre di una studentessa fuorisede, e gli ingredienti sesso-religione sono moltoappetibili per la stampa scandalistica così come lo furono il binomio sesso-droga.
Fonte PERUGIA.BLOGSPOT.COM
Fonte PERUGIA.BLOGSPOT.COM
mercoledì 19 dicembre 2007
DENISE: PIETRO PULIZZI, LE MIE FIGLIE I MIEI DRAMMI
(AGI) - Palermo, 17 dic. - Parla Pietro Pulizzi, il padre naturale della piccola Denise Pipitone, la bimba rapita a Mazara del Vallo (Trapani) l’1 settembre 2004. “Hanno detto che so dove si trova Denise e chi l’ha rapita: magari lo sapessi - ha affermato davanti alle telecamere di ‘Chi l’ha visto?’ - sarebbe finito tutto, sarebbe terminata questa angoscia. Invece, oggi sto vivendo due drammi: quello della mancanza di una figlia sparita nel nulla, e il dramma di un’altra figlia indagata per il suo sequestro. E’ terribile”. Il riferimento e’ a Jessica Pulizzi, la sorellastra di Denise, indagata per sequestro di persona, come la zia della bimba rapita, Rosalba Pulizzi. (AGI)Mrg
domenica 9 dicembre 2007
Il giallo della vedova toscana. Picchiata e gettata nel bosco
Il delitto Il killer l’ha colpita più volte. Era sparita dopo l’eredità
Trovato il corpo a due settimane dalla scomparsa
FIRENZE—Il corpo della donna, semicoperto da arbusti e terra, era rannicchiato vicino a un cespuglio di mirto. Indossava una vestaglia blu, era scalzo, i capelli biondi coperti da foglie e fango. Accanto una calza. Per gli investigatori è il cadavere di Maria Silvana Furlan, 55 anni, originaria di Gorizia, residente a Spicchio Sovigliana, frazione di Vinci (Empoli), professione odontotecnico, vedova, un figlio trentenne, scomparsa misteriosamente la mattina del 24 novembre a bordo della sua Mercedes classe E grigio metallizzata.
Secondo carabinieri e polizia la donna è stata assassinata. Il killer l’avrebbe trasportata, già morta, nel bosco, distante meno di sette chilometri dalla villetta dove abitava, con un fuoristrada. Forse il giorno stesso della scomparsa. Il corpo, in stato di decomposizione, aveva il volto tumefatto, come se fosse stata massacrato di botte. Il colpo mortale alla fronte, vibrato con folle violenza, probabilmente con una spranga. Alla nuca un’ampia ferita, contusioni ed ecchimosi ovunque. Solo le piante dei piedi e i polpacci sono stati risparmiati dalla furia del killer. «Un particolare che ci ha fatto immediatamente scartare l’ipotesi del suicidio— dice il colonnello Alessandro Patrizio, comandante del reparto territoriale carabinieri di Firenze —, perché in quella zona del bosco era impossibile arrivare a piedi, e oltretutto scalzi, senza ferirsi con arbusti e sassi».
A trovare il corpo della donna un cercatore di funghi. «Pensavo fosse un impermeabile abbandonato — ha raccontato agli investigatori —. Poi ho visto il volto e quasi sono svenuto. Ho preso il cellulare e chiamato il 112». Su movente ed assassino solo ipotesi. Si indaga sui legami sentimentali della donna, una bella signora dagli occhi azzurri, alta 1,70, vedova da quindici anni. E ieri sera la polizia di Empoli ha ascoltato il convivente, tra i primi a denunciarne la scomparsa. Gli inquirenti seguono anche una pista legata a presunti problemi finanziari dell’odontotecnico. «Alla morte del marito, che era un affermato dentista — racconta una conoscente —, Maria Silvana aveva ereditato una grande somma di denaro e alcuni appartamenti, anche sulla costa. Poco dopo però aveva avuto problemi finanziari con lo studio e i soci e aveva dovuto vendere le proprietà».
Subito dopo la scomparsa, si era parlato anche di un viaggio segreto in India. La Furlan era appassionata di religione orientale e pare avesse raccontato ad un’amica il desiderio di visitare una regione dell’India per assistere ad una cerimonia di un santone che proprio a novembre avrebbe compiuto gli anni. Gli investigatori avevano fatto accertamenti, poi avevano setacciato i boschi della zona e gli argini di fiumi e torrenti. Della scomparsa di Maria Silvana Furlan si era occupata anche la trasmissione «Chi l’ha visto?».
Corriere della Sera Marco Gasperetti 09 dicembre 2007
Trovato il corpo a due settimane dalla scomparsa
FIRENZE—Il corpo della donna, semicoperto da arbusti e terra, era rannicchiato vicino a un cespuglio di mirto. Indossava una vestaglia blu, era scalzo, i capelli biondi coperti da foglie e fango. Accanto una calza. Per gli investigatori è il cadavere di Maria Silvana Furlan, 55 anni, originaria di Gorizia, residente a Spicchio Sovigliana, frazione di Vinci (Empoli), professione odontotecnico, vedova, un figlio trentenne, scomparsa misteriosamente la mattina del 24 novembre a bordo della sua Mercedes classe E grigio metallizzata.
Secondo carabinieri e polizia la donna è stata assassinata. Il killer l’avrebbe trasportata, già morta, nel bosco, distante meno di sette chilometri dalla villetta dove abitava, con un fuoristrada. Forse il giorno stesso della scomparsa. Il corpo, in stato di decomposizione, aveva il volto tumefatto, come se fosse stata massacrato di botte. Il colpo mortale alla fronte, vibrato con folle violenza, probabilmente con una spranga. Alla nuca un’ampia ferita, contusioni ed ecchimosi ovunque. Solo le piante dei piedi e i polpacci sono stati risparmiati dalla furia del killer. «Un particolare che ci ha fatto immediatamente scartare l’ipotesi del suicidio— dice il colonnello Alessandro Patrizio, comandante del reparto territoriale carabinieri di Firenze —, perché in quella zona del bosco era impossibile arrivare a piedi, e oltretutto scalzi, senza ferirsi con arbusti e sassi».
A trovare il corpo della donna un cercatore di funghi. «Pensavo fosse un impermeabile abbandonato — ha raccontato agli investigatori —. Poi ho visto il volto e quasi sono svenuto. Ho preso il cellulare e chiamato il 112». Su movente ed assassino solo ipotesi. Si indaga sui legami sentimentali della donna, una bella signora dagli occhi azzurri, alta 1,70, vedova da quindici anni. E ieri sera la polizia di Empoli ha ascoltato il convivente, tra i primi a denunciarne la scomparsa. Gli inquirenti seguono anche una pista legata a presunti problemi finanziari dell’odontotecnico. «Alla morte del marito, che era un affermato dentista — racconta una conoscente —, Maria Silvana aveva ereditato una grande somma di denaro e alcuni appartamenti, anche sulla costa. Poco dopo però aveva avuto problemi finanziari con lo studio e i soci e aveva dovuto vendere le proprietà».
Subito dopo la scomparsa, si era parlato anche di un viaggio segreto in India. La Furlan era appassionata di religione orientale e pare avesse raccontato ad un’amica il desiderio di visitare una regione dell’India per assistere ad una cerimonia di un santone che proprio a novembre avrebbe compiuto gli anni. Gli investigatori avevano fatto accertamenti, poi avevano setacciato i boschi della zona e gli argini di fiumi e torrenti. Della scomparsa di Maria Silvana Furlan si era occupata anche la trasmissione «Chi l’ha visto?».
Corriere della Sera Marco Gasperetti 09 dicembre 2007
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