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mercoledì 19 dicembre 2007
DENISE: PIETRO PULIZZI, LE MIE FIGLIE I MIEI DRAMMI
(AGI) - Palermo, 17 dic. - Parla Pietro Pulizzi, il padre naturale della piccola Denise Pipitone, la bimba rapita a Mazara del Vallo (Trapani) l’1 settembre 2004. “Hanno detto che so dove si trova Denise e chi l’ha rapita: magari lo sapessi - ha affermato davanti alle telecamere di ‘Chi l’ha visto?’ - sarebbe finito tutto, sarebbe terminata questa angoscia. Invece, oggi sto vivendo due drammi: quello della mancanza di una figlia sparita nel nulla, e il dramma di un’altra figlia indagata per il suo sequestro. E’ terribile”. Il riferimento e’ a Jessica Pulizzi, la sorellastra di Denise, indagata per sequestro di persona, come la zia della bimba rapita, Rosalba Pulizzi. (AGI)Mrg
martedì 18 dicembre 2007
Piera Maggio: "Mia figlia è ancora viva"
Piera Maggio, la madre della piccola Denise Pipitone, scomparsa a Mazara del Vallo lo scorso 1 settembre 2004, è sicura che sua figlia sia ancora viva. In un'intervista a Buona Domenica, su Canale 5, Piera Maggio ha ribadito: "Denise e' ancora su questa terra, ho dei segnali certi". Secondo la procura di Marsala in base alle dichiarazioni di Giuseppe Dassaro, la bimba sarebbe invece morta. Dassaro, infatti, ha confessato di aver gettato in mare il corpo della piccola, accusando anche la ex moglie, Rosalia Pulizzi, indicandola come la persona che avrebbe tenuto sotto chiave la la bambina dopo la sua scomparsa. Ma la madre di Denise non crede a questa ipotesi, "è un legame il mio, che mi permette di andare avanti e di credere", ha detto, ospite di Paola Perego a Buona Domenica. "Non c'è una fatto che dimostri il contrario - prosegue la madre di Denise - e tutte le parole dette in questi giorni le tengo a distanza, perché non credo che siano vere". "Io non dico che mia figlia non possa essere morta - continua ancora la Maggio - ma il mio istinto, chiamatelo speranza o disperazione, mi dice il contrario. Non mi sono mai arresa, e non mi arrenderò, non foss'altro che per tenere viva l'attenzione sulla sua sparizione". La madre di Denise Pipitone, a distanza di tre anni e tre mesi dalla scomparsa della figlia, ha raccontato alla conduttrice Paola Perego che in tutto questo tempo ha sospettato di tutti, anche di coloro a cui ha voluto bene, proprio per cercare di capire dove fosse stata portata la bimba che oggi avrebbe 7 anni. E quando potrà riabbracciarla, la più grande paura "è che non si ricorderà di me, ho paura che non ritroverò più la Denise che ho lasciato, quella che adoravo baciare nelle guanciotte e con cui giocavo - conclude Piera - ma l'amo più della mia vita e continuerò a farlo fino a che non mi toglierannol'ultima speranza".
martedì 11 dicembre 2007
Rivelazioni pentito su possibile fine Denise
Cataniaomnia.it
Il corpicino tenuto in un congelatore e poi buttato in mare. Sarebbe stata questa l'atroce fine di Denise Pipitone, la bimba scomparsa da Mazara del Vallo il primo settembre 2004. A raccontare questa drammatica storia e' Giuseppe D'Assaro, 46 anni, in carcere per omicidio, il 'pentito' che ha confessato al procuratore della Repubblica di Marsala, Silvio Sciuto, di aver aiutato l'ex moglie a disfarsi del corpo della piccola. La donna che accusa e' la zia della bimba.
Una ricostruzione contrassegnata da numerosi 'buchi neri', quella di D'Assaro, che tuttavia ha portato i magistrati ad iscrivere nel registro degli indagati, con l'accusa di sequestro di persona in concorso, Rosalba Pulizzi. Nel pomeriggio la donna e' stata interrogata a lungo negli uffici della procura di Marsala; in serata e' stata sottoposta anche a un confronto con l'ex marito. E qui l'iniziale versione di D'Assaro e' cambiata: il corpo della bimba sarebbe stato gettato nel mare di Trapani, e non, come aveva sostenuto in precedenza, a Palermo, dove la ex moglie, nel marzo del 2007, gli avrebbe consegnato in un borsone il corpicino congelato, che l'uomo, caricandolo su una Vespa 50, avrebbe portato fino a Trapani, percorrendo oltre cento chilometri. D'Assaro, inoltre, nel corso del confronto ha affermato di aver visto Denise alcuni mesi dopo la sua scomparsa, in coincidenza con il compleanno di sua figlia.
La Procura, che fino a pochi mesi fa riteneva che la piccola fosse ancora viva, adesso ipotizza dunque il suo omicidio. La mamma di Denise, Piera Maggio - che ha riallacciato la relazione con il padre naturale della bimba, Piero Pulizzi, fratello di Rosalba - si dice invece sicura che la figlia sia ancora viva: 'Fino a quando non ci saranno dei riscontri che provino il contrario - afferma - io sono fiduciosa'.Ma di 'riscontri', fino ad ora, il 'dichiarante' Giuseppe D'Assaro non ne avrebbe forniti. Anzi, avrebbe modificato diverse volte la sua versione dei fatti dopo che gli investigatori gli hanno mostrato che non poteva trovarsi sui luoghi indicati ma da tutt'altra parte, come provato dalle 'celle' del suo telefonino. La presunta 'svolta' nelle indagini risale al luglio scorso, quando Giuseppe D'assaro confessa di avere ucciso la sua convivente, Sabine Maccarrone, una donna di 39 anni, di origine elvetica, trovata morta il 16 aprile in un pozzo del trapanese. L'omicida sostiene che il mandante del delitto sarebbe Giovanni Melluso, il falso pentito del caso Tortora. Poi chiede di parlare con il procuratore di Marsala, Antonio Silvio Sciuto, al quale dice di conoscere i retroscena della scomparsa di Denise.
Secondo il suo racconto la bimba sarebbe stata portata a casa della cognata. La piccola pero' si sarebbe sentita male e qualcuno le avrebbe fatto prendere dei tranquillanti. Probabilmente a causa di questi farmaci sarebbe morta. D'Assaro sostiene di avere appreso queste circostanze da alcuni familiari, nel periodo in cui si trovava in carcere per scontare la condanna per un altro omicidio avvenuto nel giugno 1985. Uscito definitivamente di cella alla fine del 2005, avrebbe pero' usufruito di diversi permessi premio.
Il corpo di Denise, sempre secondo questo racconto, sarebbe stato trasportato da Mazara a Palermo dentro una borsa sportiva e nascosto da Rosalba Pulizzi, dentro un congelatore. Una ricostruzione che non convince per nulla l'avvocato Giacomo Frazzitta, legale di Piera Maggio. 'Questo pentito dice fandonie: e' troppo facile dire che la prova principe, cioe' il corpo della bambina, non esiste piu'. La signora Maggio - aggiunge - e' sconvolta da queste indiscrezioni che violano il segreto istruttorio e che ci lasciano estremamente perplessi'. Anche la procura di Marsala 'stigmatizza la fuga di notizie' e sostiene che 'si sta continuando a lavorare con l'impegno diretto per la ricerca della verita''. Una verita' che, per il momento, sembra ancora sembra avvolta nel mistero.
Il corpicino tenuto in un congelatore e poi buttato in mare. Sarebbe stata questa l'atroce fine di Denise Pipitone, la bimba scomparsa da Mazara del Vallo il primo settembre 2004. A raccontare questa drammatica storia e' Giuseppe D'Assaro, 46 anni, in carcere per omicidio, il 'pentito' che ha confessato al procuratore della Repubblica di Marsala, Silvio Sciuto, di aver aiutato l'ex moglie a disfarsi del corpo della piccola. La donna che accusa e' la zia della bimba.
Una ricostruzione contrassegnata da numerosi 'buchi neri', quella di D'Assaro, che tuttavia ha portato i magistrati ad iscrivere nel registro degli indagati, con l'accusa di sequestro di persona in concorso, Rosalba Pulizzi. Nel pomeriggio la donna e' stata interrogata a lungo negli uffici della procura di Marsala; in serata e' stata sottoposta anche a un confronto con l'ex marito. E qui l'iniziale versione di D'Assaro e' cambiata: il corpo della bimba sarebbe stato gettato nel mare di Trapani, e non, come aveva sostenuto in precedenza, a Palermo, dove la ex moglie, nel marzo del 2007, gli avrebbe consegnato in un borsone il corpicino congelato, che l'uomo, caricandolo su una Vespa 50, avrebbe portato fino a Trapani, percorrendo oltre cento chilometri. D'Assaro, inoltre, nel corso del confronto ha affermato di aver visto Denise alcuni mesi dopo la sua scomparsa, in coincidenza con il compleanno di sua figlia.
La Procura, che fino a pochi mesi fa riteneva che la piccola fosse ancora viva, adesso ipotizza dunque il suo omicidio. La mamma di Denise, Piera Maggio - che ha riallacciato la relazione con il padre naturale della bimba, Piero Pulizzi, fratello di Rosalba - si dice invece sicura che la figlia sia ancora viva: 'Fino a quando non ci saranno dei riscontri che provino il contrario - afferma - io sono fiduciosa'.Ma di 'riscontri', fino ad ora, il 'dichiarante' Giuseppe D'Assaro non ne avrebbe forniti. Anzi, avrebbe modificato diverse volte la sua versione dei fatti dopo che gli investigatori gli hanno mostrato che non poteva trovarsi sui luoghi indicati ma da tutt'altra parte, come provato dalle 'celle' del suo telefonino. La presunta 'svolta' nelle indagini risale al luglio scorso, quando Giuseppe D'assaro confessa di avere ucciso la sua convivente, Sabine Maccarrone, una donna di 39 anni, di origine elvetica, trovata morta il 16 aprile in un pozzo del trapanese. L'omicida sostiene che il mandante del delitto sarebbe Giovanni Melluso, il falso pentito del caso Tortora. Poi chiede di parlare con il procuratore di Marsala, Antonio Silvio Sciuto, al quale dice di conoscere i retroscena della scomparsa di Denise.
Secondo il suo racconto la bimba sarebbe stata portata a casa della cognata. La piccola pero' si sarebbe sentita male e qualcuno le avrebbe fatto prendere dei tranquillanti. Probabilmente a causa di questi farmaci sarebbe morta. D'Assaro sostiene di avere appreso queste circostanze da alcuni familiari, nel periodo in cui si trovava in carcere per scontare la condanna per un altro omicidio avvenuto nel giugno 1985. Uscito definitivamente di cella alla fine del 2005, avrebbe pero' usufruito di diversi permessi premio.
Il corpo di Denise, sempre secondo questo racconto, sarebbe stato trasportato da Mazara a Palermo dentro una borsa sportiva e nascosto da Rosalba Pulizzi, dentro un congelatore. Una ricostruzione che non convince per nulla l'avvocato Giacomo Frazzitta, legale di Piera Maggio. 'Questo pentito dice fandonie: e' troppo facile dire che la prova principe, cioe' il corpo della bambina, non esiste piu'. La signora Maggio - aggiunge - e' sconvolta da queste indiscrezioni che violano il segreto istruttorio e che ci lasciano estremamente perplessi'. Anche la procura di Marsala 'stigmatizza la fuga di notizie' e sostiene che 'si sta continuando a lavorare con l'impegno diretto per la ricerca della verita''. Una verita' che, per il momento, sembra ancora sembra avvolta nel mistero.
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