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martedì 18 dicembre 2007

Piera Maggio: "Mia figlia è ancora viva"

Piera Maggio, la madre della piccola Denise Pipitone, scomparsa a Mazara del Vallo lo scorso 1 settembre 2004, è sicura che sua figlia sia ancora viva. In un'intervista a Buona Domenica, su Canale 5, Piera Maggio ha ribadito: "Denise e' ancora su questa terra, ho dei segnali certi". Secondo la procura di Marsala in base alle dichiarazioni di Giuseppe Dassaro, la bimba sarebbe invece morta. Dassaro, infatti, ha confessato di aver gettato in mare il corpo della piccola, accusando anche la ex moglie, Rosalia Pulizzi, indicandola come la persona che avrebbe tenuto sotto chiave la la bambina dopo la sua scomparsa. Ma la madre di Denise non crede a questa ipotesi, "è un legame il mio, che mi permette di andare avanti e di credere", ha detto, ospite di Paola Perego a Buona Domenica. "Non c'è una fatto che dimostri il contrario - prosegue la madre di Denise - e tutte le parole dette in questi giorni le tengo a distanza, perché non credo che siano vere". "Io non dico che mia figlia non possa essere morta - continua ancora la Maggio - ma il mio istinto, chiamatelo speranza o disperazione, mi dice il contrario. Non mi sono mai arresa, e non mi arrenderò, non foss'altro che per tenere viva l'attenzione sulla sua sparizione". La madre di Denise Pipitone, a distanza di tre anni e tre mesi dalla scomparsa della figlia, ha raccontato alla conduttrice Paola Perego che in tutto questo tempo ha sospettato di tutti, anche di coloro a cui ha voluto bene, proprio per cercare di capire dove fosse stata portata la bimba che oggi avrebbe 7 anni. E quando potrà riabbracciarla, la più grande paura "è che non si ricorderà di me, ho paura che non ritroverò più la Denise che ho lasciato, quella che adoravo baciare nelle guanciotte e con cui giocavo - conclude Piera - ma l'amo più della mia vita e continuerò a farlo fino a che non mi toglierannol'ultima speranza".

martedì 11 dicembre 2007


Il silenzio e i dubbi nelle vie di Mazara
di Accursio SoldanoMAZARA DEL VALLO - Non è silenzio. È qualcosa di più, di diverso. Via Domenico La Bruna a Mazara del Vallo è una viuzza stretta, lunga appena un centinaio di metri. Per arrivarci abbiamo chiesto informazioni a tre persone. Erano ferme davanti a un bar e chiacchieravano fra di loro dell´ultimo rigore concesso all´Inter. Il caso della piccola Denise, scomparsa chissà come e finita chissà dove, non sembra insomma essere all´ordine del giorno nello stesso paese che due anni fa si ritrovò all´improvviso su tutti i giornali e le televisioni d´Italia. Sembrano lontani i giorni delle ricerche frenetiche, delle fiaccolate, di quel moto spontaneo di pietà che portò l´intero paese in piazza insieme alla madre in lacrime a chiedere a gran voce ai rapitori la liberazione della piccola Denise. L´indicazione è frettolosa. Proseguire per un centinaio di metri, poi svoltare dopo "la grande croce" e andare ancora dritto. Abbiamo percorso la lunga via della Pace, la strada che costeggia il cimitero. Chiuso. L´illuminazione pubblica è quasi inesistente. Sulla sinistra, proprio di fronte a uno dei grandi cancelli del cimitero, ecco la via Domenico La Bruna. Quattro alberelli a destra, un vecchio marciapiede da rifare a sinistra. Grigio, senza colore, con mattonelle scolorite. Questa non è una via residenziale, non ci sono grandi abitazioni, non ci sono palazzi, non ci sono bar, non ci sono negozi. È tutta una serie di «non c´è». Piera Maggio, la mamma della piccola Denise, è andata via non appena sono cominciate ad arrivare le notizie sulle rivelazioni di Giuseppe D´Assaro. In casa è rimasta solo la nonna della bambina. È lì, dietro quelle persiane chiuse. Chiuse come i garage e i portoni delle case. Per strada, nessuno. Nel lungo balcone del civico numero 6 - la casa in cui Piera Maggio abita, in cui abitava l´ex marito che fino a pochi mesi fa era ancora ufficialmente il padre di Denise Pipitone - campeggia la grande scritta «Aiutateci a trovare Denise». Comunque anche qui, in questa casa che sembra più elegante delle altre, le luci sono spente. E in basso, a piano terra, una grande porta a vetri con la foto della bambina scomparsa.
Pochi chilometri più in là, negli uffici della Procura di Marsala, si sta forse mettendo la parola fine al giallo che per due anni - tra deposizioni di parenti, svolte nelle indagini e avvistamenti in mezza Europa - ha attanagliato non solo la parentela stretta ma l´intera comunità di Mazara. Due anni di dubbi, pettegolezzi. Eppure qui non si percepisce attesa, è come se tutti sapessero. Come se ciascuno avesse già da tempo una sua verità. E ora è come se tutti avessero deciso di non parlare. Come se un misterioso tam-tam avesse trasmesso l´ordine del silenzio. Nel giorno in cui si materializza quella che potrebbe essere l´ennesima svolta annunciata nelle indagini, restano solo quello striscione sul palazzo e la foto della piccola Denise. Segnali muti di un dolore difficile da coprire.Da qualche casa, tutte con le persiane abbassate, arriva solo una fievole luce, poi più niente. Non si sente una voce. È come se in quella via non abitasse nessuno, non si sentono bambini gridare, donne armeggiare, uomini chiacchierare, non si sente neppure il suono della televisione, solo il rumore continuo di uno dei tanti "motorini" che servono per portare l´acqua nelle case. E per la strada, nessuno. Una donna esce dal portone accanto alla casa di Denise. Ci guarda per un attimo, poi, come se avesse già a lungo parlato e sentito, con gli occhi bassi e con il passo veloce apre la grande porta a vetri e si infila dentro. All´interno riusciamo a scorgere solo alcune sedie e forse tre o quattro persone. La donna riesce subito dopo e sempre con gli occhi fissi a guardare il marciapiede e le sue scarpe, come se contasse i passi che la separano dal suo portone, riapre il portone e ritorna a casa.E dall´interno della grande porta a vetri dove campeggia la foto di Denise, subito dopo qualcuno abbassa la saracinesca. Un´ombra nelle ombre di questa strada.

Non passa nessuno, e la luce dei lampioni sembra che diventi sempre più fioca. Fa da contraltare alla luce che proviene dall´imbocco della via. Lì, campeggia una grande insegna di un negozio di colori e stucchi. Entriamo per chiedere informazioni, e ci accoglie una musica di sottofondo proveniente da una radio, ma la ragazza che arriva dal retrobottega, dopo aver visto il taccuino che teniamo in mano ci dice che fra poco arriverà il proprietario e corre via col suo cellulare in mano. È come se il paese che da tre anni vive le vicende della scomparsa, partecipa alle fiaccolate, si interroga, si raccoglie in un dolore ancora senza risposte, avesse improvvisamente smarrito la forza di sperare. Sulla porta d´ingresso del negozio, appiccicata sul vetro con un po´ di nastro adesivo, anche qui, una foto di Denise Pipitone e una vecchia locandina che annuncia, la data è quella del primo settembre scorso, un convegno per mantenere vivo il ricordo della piccola. E sotto la foto la serie infinita di nomi dei relatori.E poi solo silenzio. O forse qualcosa di più.
(lA Repubblica 11 dicembre 2007)

Denise, un giallo di famiglia. Indagata la zia


Giuseppe D´Assaro, in carcere per omicidio, accusa Rosalba Pulizzi sorella del padre naturale della piccola scomparsa nel 2004. La vittima era il bersaglio delle gelosie e dei rancori dei familiari di Pulizzi. Il legale di Piera Maggio ritiene il mistero sta per essere risolto, ma la madre della bimba ritiene che Denise non sia morta

Svolta nelle indagini per la scomparsa di Denise Pipitone, la bimba di quattro anni scomparsa il primo settembre del 2004. Secondo le accuse di Giuseppe D´Assaro, ex marito di Rosalba Pulizzi sorella del padre naturale della piccola, la bambina sarebbe stata uccisa e il suo cadavere sarebbe stato gettato in fondo al mare, vicino Palermo. A rapirla sarebbero stati Jessica Pulizzi, sorellastra di Denise, e la zia Rosalia Pulizzi che è stata formalmente indagata per sequestro di persona in concorso. E con lei sono stati indagati anche la figlia di Rosalia Pulizzi, Giovanna D´Assaro ed il marito di lei, Antonino Cinà.

Denise, la procura contro la fuga di notizie. Gli avvocati: la zia non e' indagata per omicidio



Denise Pipitone
Marsala, 10 dicembre 2007


Rosalba Pulizzi, la zia di Denise Pipitone, "non è indagata per omicidio ma forse per sequestro di persona in concorso o per altri reati connessi". Lo ha detto a 'Chi l'ha visto?' l'avvocato Giacomo Frazzitta, legale della mamma di Denise, Piera Maggio, la quale ha spiegato di non conoscere Giuseppe D'Assaro (l'uomo che oggi ha rivelato che la bimba sarebbe morta), "se non per averlo visto in fotografia". La procura di Marsala "stigmatizza la fuga di notizie" e sostiene che "si sta continuando a lavorare con l'impegno diretto per la ricerca della verità".
Proprio D'Assaro, durante il confronto con l'ex moglie Rosalba Polizzi, avvenuto oggi negli uffici della procura a Marsala, avrebbe detto di aver visto Denise viva fino al giorno del compleanno di sua figlia, avvenuto molti mesi dopo la scomparsa della bimba. Denise sarebbe stata tenuta a Palermo nell'abitazione dell'ex moglie di D'Assaro, sino a quando l'uomo, chiamato dalla Pulizzi nel marzo del 2007, avrebbe avuto dalla donna una borsa con dentro il corpo di Denise. L'uomo sostiene di aver caricato il bagaglio su una Vespa 50 e di aver portato il corpicino a Trapani, dove lo avrebbe gettato in mare.
Per questo, in base a questa dichiarazione di D'Assaro, la Pulizzi, non essendo stato trovato il cadavere della bimba, attualmente risulta indagata per sequestro di persona in concorso.La Procura, che fino a pochi mesi fa riteneva che la piccola fosse ancora viva, adesso ipotizza dunque il suo omicidio. La mamma di Denise, Piera Maggio - che ha riallacciato la relazione con il padre naturale della bimba, Piero Pulizzi, fratello di Rosalba - si dice invece sicura che la figlia sia ancora viva: "Fino a quando non ci saranno dei riscontri che provino il contrario - afferma - io sono fiduciosa".




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