martedì 30 giugno 2009

G8,ALLARME SCOSSE:NESSUNO CREDE A GIULIANI, MA E' PRONTO UN PIANO DI EVACUAZIONE IN ELICOTTERO

G8: l’Italia si prepara
di Riccardo Renda

Dal 28 giugno, con la sospensione in Italia del Trattato di Schengen e il ripristino dei controlli alle frontiere sino al 15 luglio, entra nel vivo l'operazione sicurezza per il G8 che si svolgerà a L’Aquila dall’8 al 10 luglio.

Come noto, a fine aprile la sede è stata trasferita da La Maddalena a L’Aquila su iniziativa del Presidente del Consiglio, suscitando diverse perplessità (tra cui quelle del Ministro Matteoli e parte dell’opposizione) ma anche evidenti consensi (in particolare, da parte delle autorità della città abruzzese).

Indubbiamente forte è il valore simbolico della scelta, a sottolineare la rinascita della città duramente colpita dal sisma del 6 aprile, ponendola sotto i riflettori dell’intero pianeta.

Le perplessità emerse riguardano, soprattutto, le esigenze di ordine pubblico. Un’isola come La Maddalena avrebbe senza dubbio consentito geograficamente un controllo completo e una migliore organizzazione dell’apparato di sicurezza. Le autorità coinvolte, tuttavia, in primis il prefetto dell’Aquila Franco Gabrielli, sono convinte che la città, nelle attuali condizioni, possa offrire una maggiore garanzia di tutela date le carenze logistiche conseguenti al sisma, costituendo veri e propri disincentivi fisici a problemi quali il rischio di azioni terroristiche o di protesta.

Intanto, sono state annunciate le prime manifestazioni. Il 6 luglio una fiaccolata per ricordare le vittime del terremoto nel capoluogo abruzzese. Il 7 un comitato di accoglienza, non sappiamo quanto “caloroso”, darà il benvenuto ai grandi della Terra agli aeroporti di Roma. I due giorni successivi saranno caratterizzati da azioni di disturbo e forum in tutto il territorio abruzzese. Il culmine sarà la manifestazione di protesta annunciata per il 10 luglio nel capoluogo ad opera dei No Global e dei Cobas. Tra parentesi, tale manifestazione è duramente osteggiata dai comitati aquilani (tra cui il noto movimento 3e32, promotore della protesta a Roma contro il decreto del Governo sulla ricostruzione), timorosi che essa finisca con l’essere strumentalizzata, bloccando le legittime ragioni di protesta dei terremotati.

Il dispiegamento previsto di forze, al fine di garantire la massima tutela ai capi Stato e di governo partecipanti, nonché alle rispettive delegazioni è, come prevedibile, notevole: 15.000 unità.

Le maggiori preoccupazioni, tuttavia, sono emerse dall’aver scelto quale sede un’area a forte rischio sismico, come peraltro confermato dalla scossa di lunedì, la cui magnitudo di 4,6 ha creato un certo allarmismo. Al proposito, rassicurazioni sono giunte direttamente dal commissario Guido Bertolaso, avendo scelto quale base logistica degli ospiti e del summit la caserma-scuola della Guardia di Finanza di Coppito, una delle poche strutture di provata resistenza sismica del capoluogo abruzzese. Per la cronaca, Giampaolo Giuliani - il famigerato ricercatore che studia i livelli di gas radon quale elemento sismico previsionale - negli ultimi giorni ha rilevato un livello superiore alla media, proprio nell’area di Coppito. Che si creda o meno alle sue dichiarazioni, è sintomatico il fatto che dietro pressioni della delegazione statunitense, sia stato predisposto un imponente piano di evacuazione a mezzo di elicotteri, da attuare in caso di pericolo.

Al di là delle valutazioni sull’opportunità, il Governo vanta di risparmiare ben 220 milioni di euro dal trasferimento sede dalla mondana e lussuosa Sardegna al più parco Abruzzo. Peraltro, non si capisce come si possa giungere a tali cifre, soprattutto dopo che lo stesso Berlusconi ha rassicurato i vertici amministrativi della Sardegna sulla realizzazione dei lavori inizialmente previsti per il summit sardo (la realizzazione della Sassari-Olbia e l‘opera di bonifica e riconversione civile dell’ex arsenale militare). Inoltre, alla luce di tale politica del risparmio, non si vede come debbano essere valutate iniziative quali la realizzazione di un campo di basket per il sollazzo personale del Presidente Obama.

Di certo, le popolazioni colpite dal sisma sono piuttosto perplesse sulla scelta abruzzese. Consapevoli che possa rivelarsi una semplice manovra propagandistica: un’attenzione mondiale che rischia di concentrarsi esclusivamente sull’organizzazione del summit, ignorando di fatto i reali problemi dell’Abruzzo ferito dal terremoto.

Tra polemiche e perplessità, il G8 low-cost e solidale è comunque pronto a partire.

Difficile prevedere i risultati cui condurrà il summit.

Berlusconi ha annunciato che al centro dell’analisi vi saranno il predisporre nuove regole sul buon funzionamento degli affari mondiali, il rilancio dei negoziati Doha round sul commercio multilaterale, il pacchetto climatico e il programma sulla sicurezza alimentare.

Sarebbe auspicabile che i dibattiti si focalizzassero proprio sui temi sui quali si gioca il futuro del pianeta, da sempre disattesi. In realtà, l’agenda dei lavori, come rivelato da alcune fonti Farnesina con una punta polemica, sarà imposta dalla delegazione Obama e non dalla Presidenza del G8, italiana. Si teme, in particolare, che l’unico risultato di rilievo possa essere un via libera al passaggio al G20 per il prossimo summit di Pittsburgh in settembre.

Speriamo vivamente che tutto non si risolva nella consueta foto ricordo di gruppo.

Il recente G8 allargato di Trieste, ne è un esempio. Nonostante l’annuncio di “una nuova azione coordinata nei confronti dell’Afghanistan da parte di tutti i Paesi interessati alla stabilizzazione della regione”, è mancato il vero colpo di reni. La dura denuncia dell’operato del governo di Teheran annunciata dal Ministro Frattini, difatti, si è tradotta in una linea morbida, testimoniata dal mero “invito al governo iraniano affinché ricerchi soluzioni pacifiche alla crisi in atto” e in una frase sibillina dello stesso Ministro (“Se dovessi dire oggi con certezza chi sia il vincitore delle elezioni, non potrei dirlo perché non ho in mano gli elementi che hanno in mano le autorità iraniane”), unico “garbato” riferimento alla poco chiara regolarità della recente tornata elettorale in Iran.

Il calendario dei lavori prosegue il 29 giugno a Napoli, con la presentazione ufficiale del summit a bordo di una nave da crociera dall’emblematico nome di “MSC Fantasia”.

Da un punto di vista strettamente organizzativo, sembrerebbe tutto in ordine.

Quando si parla di G8, però, per una inevitabile associazione di idee, la mente va a Genova. Agli scontri che condussero alla morte di Carlo Giuliani, alla furia distruttrice dei black bloc, all’assalto insensato alla Diaz.

Il nostro paese si gioca una fetta pesante di credibilità sul piano internazionale. Sulla riuscita dell’evento, in particolare, si basa la futura reputazione ed il prestigio del Presidente Berlusconi, lanciato più che mai a riconquistare un ruolo centrale nello scacchiere politico.

I recenti G8 nazionali (ambiente a Siracusa, economia a Lecce, politica estera a Trieste), si sono comunque svolti regolarmente, lasciando la porta aperta ad un cauto ottimismo.


Imola: maltrattava la madre, ecco perchè il 19enne ha ucciso il giovane padrino

Di Wildgreta

Davvero stranissima questa storia. Due agenti erano di spalle, e non si sono accorti che il 19enne ha preso il machete e ha ucciso il patrigno. Ma era stato proprio il ragazzo a chiamare il 112, dopo l'ennesima lite.Come mai, visto che l'articolo riferisce che il patrigno era fuori di sè, non lo si è immobilizzato? E come mai i due agenti erano di spalle, proprio alle due persone oggetto della chiamata? I misteri della cronaca...

IMOLA - Non c'è la faceva più a vedere dalla madre esser picchiata e maltrattata dal padrino nove anni più giovane di lui, che lei, 40 anni, aveva sposato. L'ennesimo episodio di violenza si è trasformato in tragedia. Insofferente agli insulti di quell'uomo che poco sopportava, ha preso per mano un machete che aveva in casa e lo ha colpito a morte al capo. L'omicida è Nicolas Fini, 19 anni. La vittima è Emiljan Kece, un albanese di 27 anni che faceva il muratore.


L'episodio si è consumato a Imola poco dopo le 3 in una palazzina di via I Maggio, al civico 29. La vittima era indagata per maltrattamenti in famiglia oltre che per guida in stato d'ebbrezza. Sembra che l'albanese tutte le volte che tornava a casa ubriaco perdesse il controllo delle sue azioni, minacciando e maltrattando la donna che aveva sposato qualche anno fa.


E probabilmente il clima di paura che serpeggiava tra le quattro mura di quell'abitazione di via I Maggio ha spinto il 19enne ad armarsi di un machete. Nella nottata tra domenica e lunedì l'ennesima lite. La discussione tra i tre è iniziata in strada per poi proseguire in casa. La situazione è precipitata ed il giovane ha ritenuto opportuno chiedere l'intervento del ‘112'.


Sul posto sono intervenuta una pattuglia con due militari per un normale intervento di lite in famiglia. Gli uomini dell'Arma hanno fatto uscire di casa il 27enne completamente fuori di sé. Poi ha cominciato a rivolgersi in malo modo al 19enne. Il quale, accecato dalla rabbia, si è armato di machete ed è uscito sfogando tutto il suo rancore con tre colpi al capo del rivale. I militari, girati di spalle, non si sono accorti di nulla.


Qui hanno estratto la pistola e sparato un colpo in aria. Il giovane si è bloccato. Mentre l'albanese è stato trasportato in condizioni disperate all'ospedale ‘Maggiore' di Bologna, dove è deceduto alcune ore più tardi. Il 19enne, accusato di omicidio volontario, dopo esser stato interrogato in caserma, è stato rinchiuso alla ‘Dozza' di Bologna.

fonte

PEDOFILIA: VIOLENTA BIMBO IN SPIAGGIA A PALERMO, ARRESTATO


(AGI) - Palermo, 30 giu. - Un uomo di 29 anni, Maurizio Ferrara, e' stato fermato a Palermo dalla polizia con l'accusa di aver violentato per due volte un dodicenne sulla spiaggia di Vergine Maria. A Ferara, senza fissa dimora e con precedenti specifici, agenti della sezione Reati sessuali ed in danno di minori della Squadra Mobile hanno notificato un provvedimento di fermo, emesso dal sostituto procuratore Caramanna e gia' convalidato dal gip. I due episodi contestati all'indagato sarebbero avvenuti, a distanza di pochi giorni, su un lembo della spiaggia di Vergine Maria dove il ragazzino si dedicava alla sua passione per la pesca e dove l'arrestato si era accampato con una tenda. Ferrara aveva cosi' avvicinato il dodicenne, ne aveva conquistato la fiducia e lo aveva convinto a seguirlo in un posto piu' isolato, dicendogli che li' la pesca sarebbe stata migliore. Una trappola, finita con la prima violenza sessuale poi seguita da minacce al dodicenne perche' non raccontasse nulla a familiari e conoscenti, minacciandolo di violenze ancor piu' brutali.Ferrara aveva anzi dato al piccolo il suo cellulare e lo aveva costretto a chiamare casa e tranquillizzare i familiari per il suo ritardo. Pochi giorni dopo, il ragazzino e' tornato a pescare sulla stessa spiaggia ed e' stato nuovamente afferrato e stuprato da Ferrara dentro la sua tenda. Questa volta la vittima appena liberata ha parlato con i familiari ed e' stata presenbtata una denuncia alla polizia. Il minore e' stato ascoltato da un'equipe di poliziotti, magistrati e psicologi e ha ricostruito con lucidita' gli abusi subiti, fornendo riscontri particolareggiati e riconoscendo il pedofilo in fotografia.

Pedofilia femminile: madre violenta il figlioletto in diretta internet

Violenza su un bimbo ad opera della madre on line

Donna abusa del figlio e si “esibisce” in cam

La trent’enne inviava i file a un diciott’enne inglese arrestato per possesso di materiale pedopornografico

In diretta via internet avrebbe abusato di suo figlio, condividendo il materiale con un diciott’enne inglese. Arrestata una donna di trent’anni madre di quattro figli, residente negli Stati Uniti. A lei la polizia è arrivata dopo che le autorità del West Midlands, in Gran Bretagna, hanno arrestato il 18enne per possesso di materiale pedopornografico: hanno rintracciato il video e, grazie alla collaborazione con la polizia statunitense, sono risaliti all’identità della donna.
Nel video la donna, madre di 4 figli, avrebbe abusato di uno di questi, ed è stata perciò incarcerata ed incriminata per violenza sessuale ai danni di minore: rischia almeno 20 anni di carcere.
Questa orribile storia porta ancora all’ordine del giorno la necessità di regolamentazione sull’utilizzo della rete, che per la maggioranza è utilizzata in maniera seria e attenta in tutto il mondo.
Il lavoro degli inquirenti è far si che la minoranza che utilizza internet per commettere reati di qualsiasi tipo sia sempre più una minoranza.
Nonostante ciò un problema etico si pone che per ora appare del tutto impossibile da risolvere senza andare a intaccare la libertà del singolo.
La Voce-giugno 2009

lunedì 29 giugno 2009

Berlusconi: "Il governo è stabile, opposizione un morto che cammina"

Il presidente del Consiglio parla di crisi economica, G8, terremoto e spazzatura
"37 miliardi in meno per l'erario e il rapporto deficit/pil sarà al 5% nel 2009"

Nuovo attacco a Repubblica: "Solo invenzioni"

Berlusconi: "Il governo è stabile Opposizione? Morto che cammina"

Silvio Berlusconi


NAPOLI - "Il mio governo è il più stabile dell'Occidente". Silvio Berlusconi, durante la conferenza di presentazione del G8, tenta di spazzare così il campo dalle voci che lo dipingono in difficoltà, con lo spettro delle dimissioni che aleggia. Non è così, giura il premier. Che torna ad attaccare Repubblica: " "L'Italia è con me, ho il 62% dei consensi, ovunque io vada si fermano le strade. Repubblica e altri giornali si inventano le cose, non credete alle loro invenzioni". Poi uno stringato commento all'appello di Napolitano che ha invocato un freno alle polemiche politiche in vista del G8: "Speriamo che venga accolto". Ma un attimo dopo dalla bocca del premier esce una nuova stoccata: "L'opposizione è un cadavere che cammina".

Crisi economica. "Per la crisi prevediamo un danno di entrate per l'erario di 37 miliardi e se se non cambierà nulla, il rapporto deficit/pil sarà al 5% nel 2009". Previsioni che, però, non spaventano Berlusconi. Che torna a legare la crisi economica ad un fattore psicologico. Colpa dei giornali che parlando della crisi e creano "sfiducia e paura, nel pubblico di consumatori, che così indugiano in comportamenti di risparmio invece che di spesa". Poi gli immancabili sondaggi dai quali si evincerebbe che i cittadini hanno cambiato abitudini per colpa del disfattismo. Berlusconi aggiunge: "Con la fiducia possiamo uscire presto e bene da questa crisi. La crisi ha sfogato la sua massima forza, oggi non ci sono più situazioni che possano giustificare una continuazione della crisi. Perciò dal vertice ci deve essere un messaggio di fiducia. Non si deve continuare a parlare di una crisi profonda, chi lo fa porta nei consumatori una paura che modifica le abitudini degli acquisti. Da qui si verifica la regressione negli ordini delle aziende".


Rifiuti.
'Napoli e' tornata a quel livello di civiltà che si merita" dice Berlusconi parlando dell'emergenza rifiuti in Campania. "Adesso la città è pulita, La spazzatura che era ricomparsa a maggio era, come avevo detto, solo spazzatura elettorale". Tra l'altro, assicura il premier, la situazione della Campania dal punto di vista dei rifiuti "è molto migliore di quanto sta accadendo in altre regioni, come la Sicilia, ma anche il Lazio e la Liguria, dove le discariche sono in fase di esaurimento e mancano impianti di incenerimento".

Terremoto.
Entro la fine di settembre non ci sarà più nessuno nelle tende annuncia Berlusconi. Ed ancora le strutture di alloggio realizzate nella scuola della Guardia di Finanza dopo il vertice del G8 saranno destinate a ospitare gli sfollati che non riusciranno a tornare nelle proprie abitazioni. 'Subito dopo il vertice abbiamo la possibilita' di ospitare tutte quelle persone che fra agosto e dicembre non potessero tornare alle loro abitazioni - dice Bertolaso - possiamo ospitare un numero abbastanza significativo di terremotati".


G8. "Non si è mai visto un G8 così esteso per numeri di Paesi: più del 90% dell'economia mondiale vi sarà rappresentato". Il premier parla così del G8 che si terrà a L'Aquila. Un summit dove si parlerà di crisi e dove si dovra' varare "un codice di norme per il mondo della finanza, per il mondo dell'economia, dove non siano previsti paradisi fiscali, dove non ci siano i prodotti derivati, i cosiddetti asset tossici, dove ci siano regole precise da osservare e anche modi e organismi di controllo''. Poi toccherà alla politica estera: il Medio Oriente, l'Afghanistan, l'Iraq, l'Iran e tutte le altre situazioni africane e sudamericane che sono sulla scena internazionale. Altro problema che sara' al centro dei lavori, ha sottolineato Berlusconi, ''e' quello della fame in cui sono cadute intere popolazioni''. Per le first lady, infine, è stata chiesta una udienza
privata con il Papa".

(la repubblica 29 giugno 2009)

Bari, parla il trans: "Patrizia mi disse: o Silvio mi aiuta o lancio la bomba"

29/6/2009 (7:6) - INTERVISTA

Patrizia D'Addario posa insieme a Manila Gorio










Manila Gorio, amica della D'Addario:
«Riferirò al pm del ricatto al premier»
GRAZIA LONGO
BARI
E’ stata eletta «Miss Trans» e si vede. Sorriso smagliante, occhi verdi, fisico da sballo, Manila Gorio, da 10 anni amica del cuore di Patrizia D’Addario è impegnata su una spiaggia di Trani (poco distante da Bari) a coordinare un gruppo di belle ragazze per il suo reality su Teleregione. In mezzo a queste aspiranti showgirls in passato c’era anche Barbara Montereale, ospite del premier Berlusconi sia a Palazzo Grazioli sia a Villa Certosa. «Ma solo come accompagnatrice, a Patrizia gliel’ho presentata proprio io. E sempre io ho messo in contatto altre ragazze immagine con Nicola D., detto Nick o Fashion, che poi le portava da Giampaolo Tarantini. Giampi si affidava un sacco a Fashion (il quale, secondo indiscrezioni giudiziarie sta per ricevere un avviso di garanzia per detenzione di sostanze stupefacenti a fine di spaccio, ndr)».

Patrizia le ha raccontato della notte trascorsa a Roma nella camera da letto del premier a Palazzo Grazioli?
«Certo che sì. Siamo, anzi è meglio dire eravamo, amiche come sorelle. Ognuna conosce i segreti dell’altra. E posso dire che Patrizia non ha ancora detto tutta la verità».

E che cosa secondo lei avrebbe omesso di dire quando è stata interrogata?
«La molla che ha scatenato tutto sto’ pandemonio intorno a Berlusconi. Perché è vero che lei si è infilata nel suo letto per i 2 mila euro che le ha dato Tarantini. Altrettanto vero è che ha videoregistrato momenti di intimità col presidente del Consiglio. Lo ha fatto perché è furba e già a novembre, quando è stata Roma, pensava di poter sfruttare la situazione. Ma non è stata sua l’idea di denunciare la cosa alla Procura».

E’ convinta che gliel’ha suggerito qualcuno di rivolgersi alla magistratura?
«Non proprio: è stata direttamente lei a chiedere aiuto a dei politici pugliesi spiegando il materiale bomba che aveva tra le mani».

Questa confidenza gliel’ha fatta direttamente Patrizia?
«Mi ha raccontato tutto per fila e per segno. Io l’ho sconsigliata perché mi pareva una follia, ma lei non ha voluto darmi retta».

A chi si è rivolta? A politici di sinistra, avversari di Berlusconi?
«A questa domanda preferisco non rispondere».

E’ disponibile a raccontare quanto sa ai magistrati?
«In qualsiasi momento. Anzi, le dirò di più: non riesco a capire perché mai il pm Giuseppe Scelsi non mi abbia ancora contattata. Anche solo come persona informata dei fatti. I giornali hanno parlato più volte di me e dell’amicizia con Patrizia. Eppure niente. E allora io adesso lancio un appello. Posso?».

Prego.
«Dottor Scelsi mi interroghi, perché ho cose interessanti da raccontarle».

Lei crede che Patrizia D’Addario complotti con politici nemici del premier?
«Ripeto: lo dirò solo al giudice, ma Patrizia mi aveva annunciato che se Berlusconi non l’avesse aiutata per quella storia della licenza edilizia sul terreno dove vuole fare il Bed and Breakfast, sarebbe andata a parlare con alcuni esponenti politici».

Eppure Patrizia si è candidata con il Popolo della libertà.
«Avrà avuto i suoi motivi. Di sicuro non è una di destra e poi non ha fatto un minimo di campagna elettorale: ha preso solo 7 voti».

Manila, perché negli ultimi giorni ha maturato la decisione di farsi assistere da un legale?
«Voglio tutelarmi dalle sorprese di Patrizia. Lei sa che io so. E io ho paura. L’avvocato Michele Cianci (di fronte al quale si svolge questa intervista, ndr) mi assicura la protezione di cui ho bisogno. Anche perché sembra che il fatto che io possa screditare l’immagine di Patrizia dia molto fastidio».

Si riferisce a qualche episodio in particolare?
«Qualche giorno fa da Londra sono venuti due reporter del settimanale “News of the world”, di proprietà di Murdoch, grande rivale di Berlusconi. Mi hanno intervistato e fotografato per oltre due ore. Era presente un loro collega italiano, perché io l’inglese non lo parlo bene: mi hanno chiesto mille volte se ero stata anch’io ai festini a luci rosse da Berlusconi. Io ho detto di no, ho spiegato che Patrizia s’è decisa di fare il casino che ha fatto dopo aver parlato con qualcuno. E sa com’è finita?».

No, mi dica lei come è andata a finire la storia della sua intervista.
«Che non è uscita una riga. Persino l’avvocato Cianci c’è rimasto di sasso».

Le hanno chiesto anche dell’uso della cocaina?
«A voglia! Ma lo ribadisco anche a lei: Patrizia non ha mai sniffato e neppure ha visto gente sniffare da Berlusconi. Me lo ha detto lei in persona».

Le ha confessato di essersi divertita a Palazzo Grazioli?
«Macché divertita, lei è una escort professionista. Solo che ora è diventata famosa. Ancora più famosa di Noemi. Non ho ancora capito se si è montata la testa o se ha paura di me, ma da due settimane evita di parlare con me come se avessi la peste».

Crede davvero che sia possibile?
«Come no! Non mi risponde neppure più al cellulare».

la stampa 29 giugno 2009

Michael Jackson: L'avidità altrui, i farmaci, le liti per l'eredità

Giallo sull’eredità, alcuni consulenti finanziari parlano di due testamenti

E Michael disse: «Sono un uomo finito»

L’ex tata dei figli: costretta a fargli lavande gastriche per liberarlo dai farmaci

NEW YORK (USA) — Misteri, lacri­me e fango. Quattro giorni do­po la morte di Michael Jackson schiere di suoi ex impiegati si fanno avanti per consegnare— alcuni dietro compenso — sconcertanti rivelazioni sul suo conto, che il Re del Pop non po­trà mai confermare né smenti­re. L’ultima macchia alla memo­ria viene dall’ex tata dei suoi tre figli, la 42enne ruandese Grace Rwaramba, che in un’intervista al Times di Londra afferma di avergli «effettuato più volte del­le lavande gastriche per rimuo­vere pericolosi mix di medicina­li che aveva assunto». «Dovevo ripulirgli spesso lo stomaco — spiega la donna, che sarà interrogata dagli inqui­renti —. Prendeva tantissimi farmaci e c’erano giorni in cui stava così male che impedivo ai bambini di vederlo». Un giorno la tata avrebbe chiamato la ma­dre e la sorella del cantante per costringerle ad intervenire, «convincendo Michael ad ab­bandonare la sua dipendenza dai medicinali». Questa cosa lo fece infuriare al punto che Jack­son la licenziò, dopo 17 anni al suo servizio, accusandola di «tradimento».

Al tabloid britannico News of the World la bambinaia dice di essere stata contattata poche ore dopo la morte del cantante da uno dei suoi familiari, la cui unica morbosa domanda era: «sai dove nascondeva i soldi?». «In realtà Michael era talmente al verde — puntualizza la Rwa­ramba — che spesso dovevo usare la mia carta di credito per comperare regali e palloncini per i compleanni dei suoi figli». La sua improvvisa scompar­sa adesso rischia, paradossal­mente, di aiutare i tre eredi a colmare la montagna di debiti lasciati dal padre. Anche se ano­nimi ex consulenti finanziari di Jackson citati dalla stampa in­glese affermano sibillini che «potrebbe aver lasciato non uno, ma due testamenti». Intan­to la raccolta dei suoi maggiori successi, «Number One», ha già scalato l’hit parade inglese, piazzandosi al primo posto. E secondo gli addetti ai lavori il miracolo si ripeterà nel resto del mondo. Un destino a dir poco ironi­co, per un artista che a detta del reporter investigativo Ian Hal­perin «non era neppure più in grado di cantare» perché «fisi­camente e psicologicamente al capolinea». Una settimana pri­ma di morire Jackson avrebbe rivelato di considerarsi «un uo­mo finito». «Jackson è stato uc­ciso dall’avidità», punta il dito Halperin, che ha vissuto cinque anni tra il suo entourage, men­tre preparava un libro e un do­cumentario su di lui. «Se non fosse per i banchieri, agenti, dottori e consiglieri che l’han­no costretto a imbarcarsi nella massacrante tournee inglese», accusa, «sarebbe ancora vivo». <

Le polemiche sono destinate a durare mesi. Ieri la famiglia è tornata all’attacco contro il Dr. Conrad Murray, il cardiologo personale di Jackson, che è usci­to da tre ore di colloquio con gli investigatori, nel weekend, non come una persona sospet­ta ma da «semplice testimone della tragedia». Una fonte vici­na ai familiari della star ha bol­lato come «prematura» questa conclusione. «I risultati dell’au­topsia porteranno ad un’inchie­sta criminale», ha assicurato ie­ri alla Cnn il reverendo Jesse Jackson, portavoce del clan. Che definisce Murray «un in­competente » per aver praticato il massaggio cardiaco tenendo­lo sul letto, invece che su una superficie rigida come ogni me­dico dovrebbe sapere. Ieri anche il presidente Ba­rack Obama ha scritto una lette­ra personale di condoglianza al­la famiglia, mentre l’annuale Oscar nero organizzato ad Hol­lywood veniva trasformato in un tributo alla memoria di Jacko. «Michael sarà ancora più grande da morto che da vivo— ha detto il patriarca Joe Jackson alla FoxTv —. Vorrei tanto che potesse vedere il diluvio di af­fetto scatenato dalla sua mor­te .Alessandra Farkas

corriere della sera 29 giugno 2009

VIAGGI

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