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domenica 6 dicembre 2009

MEREDITH, SOLLECITO IN CELLA CON UN PEDOFILO. AMANDA, "PERCHE' NON MI CREDONO"

LA SENATRICE CANTWELL: L'ANTIAMERICANISMO HA INQUINATO IL PROCESSO
Amanda e Raffaele guardati a vista
Gli Usa contro la giustizia italiana
La notte in carcere. Lei: «Alla fine vincerò»: Lui: «Perché sono ancora qui?»


(Ansa)
DA UNO DEI NOSTRI INVIATI PERUGIA — Amanda Knox non ha dormito, neanche un minuto: dopo la condanna a ventisei anni, ha passato la notte a piangere. Le compagne di cella l'hanno accolta con una tazza di latte, ma non è servito a calmarla. La direzione del carcere l'ha fatta sorvegliare, c'era paura che si suicidasse. Al mattino ha incontrato i suoi avvocati: «Lottate per me, per dimostrare la mia innocenza. Alla fine vinceremo noi, non è vero? Ma perché nessuno mi crede? Sono ferita nel cuore e nell'anima, ma so una cosa con certezza, ve la prometto: io non muoio». Raffaele Sollecito, invece, quando ha visto il suo avvocato Luca Maori gli ha chiesto: «Ma dove sono? Perché mi trovo ancora qui?». Completamente sotto choc, spiega il legale, sembra abbia perso contatto con la realtà. «Facciamo un appello alla direzione delle carceri, al Dap — dice il legale —, perché non lo trasferisca. Intanto chiediamo di rafforzare il supporto psicologico e nei prossimi giorni lo faremo visitare, valuteremo se le sue condizioni sono compatibili con il carcere». La condanna per omicidio ha lasciato il segno.

USA CONTRO GIUSTIZIA ITALIANA - Anche in America: le tv hanno dato il verdetto in diretta, scatenato critiche al nostro sistema giudiziario. La senatrice Maria Cantwell, per esempio, sostiene di avere «seri interrogativi sul funzionamento del sistema giudiziario italiano» e sul fatto che «l'antiamericanismo possa avere inquinato il processo». Severi sia i giornali, sia gli avvocati statunitensi che hanno definito «oltraggioso il verdetto». L'attacco della Cantwell è totale: «Non esistevano prove sufficienti per spingere una giuria imparziale a concludere oltre ogni ragionevole dubbio che Amanda fosse colpevole. Il processo ha messo in evidenza una serie di difetti nel sistema di giustizia italiano, compresi il trattamento aggressivo dei poliziotti nei confronti di Amanda, il fatto che la giuria non sia stata tenuta in isolamento — consentendo così ai giurati di leggere gli articoli spesso scandalistici sulla vicenda — e la negligenza mostrata dagli inquirenti nella raccolta delle prove». Sostiene di averne parlato sia con l'ambasciata in Italia sia con il segretario di Stato Hillary Clinton. Non è stata l'unica, in America, a schierarsi apertamente contro la sentenza. I media hanno criticato «il mancato isolamento della giuria», e più di un aspetto dell'impianto accusatorio. Diversi esperti legali statunitensi hanno giudicato «scandaloso» il verdetto.

AMANDA E RAFFAELE SOTTO CHOC - Ma le polemiche arrivate dagli Usa non riescono a portare serenità ad Amanda Knox. Anche lei, così come Raffaele, è parsa sotto choc durante l'incontro coi suoi avvocati. «Non ricordo quasi niente di ieri sera, chi ho abbracciato al momento della sentenza?». Luciano Ghirga le sorride: «Hai stretto me, non ricordi?». Lei cambia discorso: «Io non vi ho mai preso in giro, sono innocente. Ma perché non mi credono? Perché mi hanno condannato? Con quali prove?». Prima della sentenza Raffaele le ha fatto arrivare un messaggio d'affetto. Lei però non ha voglia di parlarne: «Gli voglio bene anch'io, ma oggi sono troppo delusa». Alla stessa ora, a metà mattina, Raffaele Sollecito confessa al suo legale un dettaglio: «Ho capito di essere stato condannato solo quando sono tornato in carcere. L'ho scoperto dalla televisione». Lui è in cella con un anziano condannato per pedofilia. Il padre Francesco dice che non lo abbandonerà «mai». Per i genitori di Meredith Kercher, nessun trionfo: «Giustizia è fatta ma non possiamo dirci felici. Ci sono due ragazzi in carcere e nessuno ci ridarà la nostra Mez». Una posizione ribadita, in conferenza stampa, anche dal fratello Lyle: «È una sofferenza non soltanto per noi e per le persone che conoscevano Meredith. A vivere una profonda sofferenza oggi sono anche i due ragazzi che hanno ricevuto la sentenza di condanna per un lungo periodo di detenzione». «Mez ci manca tanto, anche se è sempre con noi», ha aggiunto la sorella Stephanie. La procura di Perugia, intanto, ha annunciato che non ricorrerà in appello: per il pm Manuela Comodi, la sentenza di venerdì è «un dispositivo già equilibrato».

Al. Cap.
corriere della sera 06 dicembre 2009

venerdì 4 dicembre 2009

Meredith: Sentenza a mezzanotte

Meredith/ Il verdetto è previsto intorno alla mezzanotte

La cancelleria della Corte d'assise di Perugia ha confermato che sarà letta a mezzanotte la sentenza del processo a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox per l'omicidio di Meredith Kercher. Il collegio ha disposto il divieto di introdurre in aula macchine fotografiche, registratori e telecamere. Le riprese saranno invece possibili nella sala stampa dove sono stati collocati due televisori.
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E' forte l'attesa non solo tra gli oltre duecento tra giornalisti e operatori, ma anche tra le famiglie di Amanda, Raffaele e della vittima Meredith Kercher. Attualmente tutte le parti in causa si stanno recando in tribunale

sabato 26 settembre 2009

Meredith:PC Sollecito collegato a internet la notte in cui fu arrestato


Il consulente informatico: qualcuno navigò mentre lui era in questura

PERUGIA
Il pc di Raffaele Sollecito, che si trovava nella sua abitazione, si collegò a Internet la notte in cui lui e Amanda Knox vennero arrestati, quando erano già in questura, secondo uno dei consulenti della difesa del giovane pugliese per il quale tale attività potrebbe avere portato alla cancellazione di file anche della sera dell’omicidio di Meredith. Dati che proverebbero che Sollecito era a casa sua e non sulla scena del delitto. «Nessuna traccia di cancellazione di dati e orari comunque compatibili con l’omicidio» invece secondo l’avvocato Francesco Maresca, legale della famiglia Kercher. Si chiude così, con un confronto sul computer portatile di Sollecito, l’esame dei testimoni sentiti per 41 udienze davanti alla Corte d’assise di Perugia. Le parti si ritroveranno il 9 ottobre per esaminare le richieste di integrazione probatoria che si annunciano particolarmente consistenti dalle difese intenzionate a chiede nuove perizie sulle tracce di Dna e sul coltello considerato l’arma del delitto.

Oggi, intanto, Antonio D’Ambrosio, uno dei consulenti dei legali di Sollecito, ha sostenuto che sul computer portatile del giovane venne registrata «interazione» dalle 22.22 del 5 novembre del 2007 alle 9.24 del giorno successivo, collegandosi tra l’altro all’una e alle 2.47 con le notizie relative all’omicidio Kercher presenti sul sito dell’Ansa. «Nessuna ipotesi su chi possa essere stato a collegarsi, ma abbiamo fornito un dato oggettivo» ha detto l’avvocato Luca Maori, uno dei difensori di Sollecito, secondo il quale «quella interazione ha provocato la perdita di alcuni dati». Come quelli - per il legale - relativi ai film «Il favoloso mondo di Amelie» e «Stardust» che il giovane ha sostenuto di avere visto insieme alla Knox il primo novembre nell’orario in cui Mez veniva uccisa. D’Ambrosio ha anche parlato di un’interazione di quattro secondi con la home page della Apple rilevata 58 minuti dopo mezzanotte del 2 novembre. In aula, oggi, anche la genetista Sara Gino, consulente della difesa Knox, che ha riproposto la questione della contaminazione delle tracce di Dna. «Il rischio esiste e va preso in considerazione» ha sottolineato.

Ora il processo si avvia alla sua fase finale e forse per questo oggi Amanda è stata notata nel gesto scaramantico di incrociare le dita in aula. «Siamo stati molto fortunati perchè sono emersi dati oggettivi che hanno escluso ogni responsabilità di mio figlio in questa terribile vicenda» è stato il commento su quanto successo finora di Francesco Sollecito, il padre di Raffaele. Ma di bilancio «assolutamente positivo» ha parlato anche l’avvocato Maresca da sempre convinto della ricostruzione accusatoria.
la stampa 26 settembre 2009

martedì 24 marzo 2009

Per Raffaele Sollecito esame universitario a Verona


I RISVOLTI DEL DELITTO DI MEZ


Il ragazzo pugliese, imputato nel processo per la morte di Meredith Kercher, è stato interrogato dal preside della facoltà di Scienze matematiche e fisiche dell'ateneo scaligero Roberto Giacobazzi. ''Siamo interessati solo a capire a che punto è la sua preparazione - ha detto il docente -. Altri aspetti della sua vita non ci riguardano''

Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Raffaele Sollecito in aula davanti la Corte d'Assise Perugia, 24 marzo 2009 - Raffaele Sollecito ha sostenuto oggi in carcere a Verona un colloquio per l'ammissione alla specializzazione della facoltà di informatica. Il giovane pugliese, imputato nel processo per la morte della studentessa Meredith Kercher, è stato interrogato dal preside della facoltà di Scienze matematiche e fisiche dell'ateneo scaligero Roberto Giacobazzi.

Al termine del colloquio Giacobazzi ha sottolineato che l'incontro è stato utile per esaminare lo specializzando Sollecito, già laureato a Perugia al termine di un corso triennale. ''Eravamo interessati esclusivamente a capire a che punto è la sua preparazione - ha detto il docente -. Altri aspetti della sua vita non ci riguardano''. I professori che hanno incontrato Sollecito non si sono ancora espressi sulla valutazione relativa al colloquio.

La NAZIONE 24 MARZO 2009

sabato 7 febbraio 2009

Perugia,Meredith: Udienza 6 febbraio 2009. Tutti gli articoli

Raffaele Sollecito:
«Sono vittima di un errore» 07 febbraio 2009

Il ragazzo in aula racconta il suo rapporto con Amanda e il ritrovamento del corpo di Mez

Raffaele Sollecito dice di ritenersi «vittima di un errore giudiziario» e di avere abbracciato Amanda Knox «perché aveva freddo ed era sconvolta». Il padre della giovane americana, Curt, è convinto che «cominciano a uscire» le prove dell’innocenza della figlia. Intanto per quasi dieci ore i primi testimoni d’accusa ricostruiscono, tra conferme e qualche incertezza, le prime fasi dell’indagine sull’omicidio di Meredith Kercher per il quale vengono processati Sollecito e la Knox.

Una giornata che si chiude con l’abbraccio commosso tra i due giovani e i loro parenti. Tra Sollecito e Mara, la seconda moglie del padre, e con lo zio Giuseppe ieri in aula. Poco lontano Amanda Knox stringe il padre Curt che poi rivela: «L’ho invitata a essere forte. Ci siamo detti che ci vogliamo bene. Prima finisce e meglio è - sottolinea Curt Knox - ma anche se ci vorrà più tempo non importa. Voglio solo che lei venga dichiarata estranea a tutto perché non ha fatto niente».

Eppure l’udienza si era aperta con la decisione della Corte di acquisire agli atti il memoriale scritto dalla studentessa di Seattle dopo essere stata arrestata e nel quale ammetteva in qualche modo di essere presente sulla scena del delitto. Sono poi gli agenti della polizia postale a ricostruire i momenti in cui venne trovato il corpo di Mez. Spiegano di essere arrivati in via della Pergola verso le 12.30 del 2 novembre del 2007 trovando gli imputati «abbracciati», in attesa dei carabinieri avvertiti - secondo la loro versione - dopo avere trovato la porta di casa aperta ed avere pensato a un furto. Gli investigatori riferiscono però che le chiamate al 112 - in base agli accertamenti svolti poi - giunsero pochi minuti prima delle 13. Secondo l’ispettore Michele Battistelli, inoltre, i vetri della finestra trovata rotta erano sopra ai vestiti in terra, con il sasso in un angolo sotto al davanzale. Con i pc portatili e una telecamera ancora al loro posto in casa. Niente che facesse pensare a un furto secondo Battistelli che esclude poi categoricamente di essere entrato nella camera, chiusa a chiave, dove venne trovato il corpo di Meredith. Punto sul quale però è contraddetto da due dei giovani, l’amica di una coinquilina italiana di Meredith e Amanda e il suo fidanzato, sentiti nel pomeriggio. In base alla loro versione l’ispettore entrò nella stanza e così la Corte, su richiesta dei pm, dispone un confronto, fissato per oggi, tra il poliziotto e i giovani. Tra i particolari riferiti da questi ultimi quello di avere appreso poco dopo il ritrovamento del corpo che Mez era stata ferita mortalmente alla gola e aveva probabilmente lottato con il suo aggressore.


«Sono estraneo a tutto questo. Non c’entro niente. Non sono un violento e non sono capace di fare del male nemmeno a una mosca», ripete il giovane pugliese prendendo la parola per una dichiarazione spontanea. Sollecito - spiegano i suoi difensori Giulia Bongiorno e Luca Maori - d’ora in poi vuole replicare su tutto «perché ogni ricostruzione sia corretta». Così nel pomeriggio prende ancora la parola per rivendicare di avere chiamato lui i carabinieri e di avere cercato di aprire la porta della camera di Mez. Spiega i ripetuti abbracci con Amanda e tra i due scatta un sorriso. «Volevo rassicurarla. Avevo premura per lei - afferma Raffaele - e questo per me è normale».

Anche la Knox annuncia, attraverso i suoi legali, di voler parlare ma poi non lo fa. Prenderà la parola forse domani quando testimonieranno anche una delle coinquiline italiane e il fidanzato di Meredith.

ANSA 6 FEBBRAIO 2009

Udienza per l'omicidio Kercher oggi riprende col confronto tra polizia postale e testi
L'udienza di ieri è stata sospesa dopo che la Corte ha disposto un confronto per chiarire se era stato reso subito noto come Meredith era morta


La questione non è di poco conto, perchè potrebbe far cadere uno degli indizi a carico di Amanda Knox che viene accusata di aver riferito alle amiche come l'inglese era stata uccisa cosa che solo chi aveva partecipato al delitto poteva, secondo l'accusa, sapere.
Ma ieri i tre giovani, sentiti nel pomeriggio nel processo a Raffaele Sollecito e Amanda Knox per l'omicidio di Meredith Kercher, hanno detto di avere saputo che Meredith Kercher era stata uccisa con una coltellata al collo mentre si trovavano ancora davanti all'appartamento di via della Pergola .
Il fidanzato dell'amica di una delle inquiline italiane, ha sostenuto di aver appreso dai soccorritori del taglio alla gola e che Mez si era difesa. Particolari riferiti ai due imputati mentre si recavano in questura per essere interrogati.
Un particolare confermato dalla fidanzata del giovane. "Quando è arrivata l'ambulanza - ha detto - uno è entrato in casa e quando è uscito non parlava con noi e comunque lo faceva molto piano. Tanto che ho capito come era morta Mez leggendolo sulle sue labbra".

TAM TAM 6 FEBBRAIO 2009


Meredith: disposto confronto testimoni-ispettore Polpost


(ANSA)-PERUGIA 6 FEB- Disposto un confronto tra due testi e l'ispettore della Polpost giunto nella casa di via della Pergola, quando fu trovato il corpo di Meredith. Il confronto si svolgera' domattina quando l'udienza riprendera' con la deposizione di altri quattro testimoni, e riguardera' l'accesso o meno dell'agente nella camera dove fu trovato il cadavere. L'investigatore ha oggi 'escluso categoricamente' di essere entrato nella camera dove venne trovata morta Mez, mentre uno dei due testimoni afferma il contrario.Hanno detto di avere saputo che Meredith Kercher era stata uccisa con una coltellata al collo mentre si trovavano ancora davanti all'appartamento di via della Pergola i tre giovani sentiti oggi pomeriggio nel processo a Raffaele Sollecito e Amanda Knox per l'omicidio di Meredith Kercher. Luca Altieri, fidanzato dell'amica di una delle inquiline italiane, ha sostenuto dai soccorritori del taglio alla gola e che Mez si era difesa. Particolari riferiti ai due imputati mentre si recavano in questura per essere interrogati. Un particolare confermato dalla fidanzata del giovane, Paola Grande. 'Quando e' arrivata l'ambulanza - ha detto - uno e' entrato in casa e quando e' uscito non parlava con noi e comunque lo faceva molto piano. Tanto che ho capito come era morta Mez leggendolo sulle sue labbra'. (ANSA).

sabato 17 gennaio 2009

The Foxy Knoxy show: Smiling murder suspect makes grand entrance as trial begins






From: www.dailymail.co.uk




By Nick PisaLast updated at 10:03 PM on 16th January 2009
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She made her entrance like a Hollywood diva sashaying along the red carpet. Yet Amanda Knox was about to go on trial for a brutal murder.
The 21-year-old nicknamed Foxy Knoxy smiled serenely as shook hands with her legal team after being led into the packed courtroom in Perugia, northern Italy.
She and her former lover Raffaele Sollecito, 24, are accused of killing British student Meredith Kercher, who was found semi-naked with her throat cut in her bedroom at the house she shared with Knox.

Centre of attention: Amanda Knox gets a friendly pat from her lawyer Luciano Ghirga as she arrives at Perugia's court today
Police suspect that Meredith, 21, a student at Leeds University, had refused to take part in a drug-fuelled sex game, with her death in November 2007 made to look like the result of a robbery.
Six jury members - three men and three women - were sworn in by the judge.
Sitting beside her lawyers, Knox, from Seattle, listened intently to proceedings and at one point buried her head in her hands in apparent despair.
But frequently she laughed and joked with those around her.
Inappropriate? Amanda Knox smiled, smirked and joked about in court where she went on trial for the murder of British student Meredith Kercher

Sollecito, 24, did not exchange a glance with Knox, whose aunt sat in the back of the court. Her parents Kurt and Edda have decided to stay in the U.S., where they gave a TV interview yesterday declaring their confidence that she is innocent and will be acquitted.

Tragic: Meredith Kercher was found dead in the apartment she shared with Knox. Her throat had been cut
Meredith from Coulsdon, Surrey, had been in Italy for two months as part of a yearlong exchange programme for her European Studies degree.
Judge Giancarlo Massei ruled that the case could be heard in public, but reserved the right to exclude the media at certain points.
Major trials in Italy are usually televised but the judge, having allowed in TV and press cameras for the start of proceedings, ruled that they would no longer be permitted.
The prosecution successfully argued that cameras in court would be able to capture shots of Meredith's body and the court should protect her dignity and memory. They also said future witnesses could be influenced by what they saw from the proceedings.
During one adjournment Knox spoke to journalists.
Asked how she was coping with life in prison, she said: 'It was hard to begin with but now I am getting used to it. My Italian isn't too bad. I have been here for more than a year. I can keep up with some of it.'
Earlier this month, Knox was voted top female personality in an end-of-year TV poll by Italians. She and computer studies graduate Sollecito deny the charges. Their lawyers have based their defence on the theory that DNA evidence was contaminated and mishandled.

What's going on? Journalists, covering the case, are herded into a cage normally used for holding terrorists
Italian judge Giancarlo Massei presides over the trial of Knox and Sollecito
Ivory Coast drifter Rudy Guede, 21, was jailed for 30 years last October for his part in the killing.
The case was adjourned until February 6, and will then continue each Friday and Saturday - it is common for Italian trials to run for only two days a week. It is expected to last until autumn.
Before the proceedings had started journalists staged a protest in court, occupying cages normally reserved for Mafia suspects or terrorists. Reporters were furious at the cramped conditions and the fact that dozens of TV cameras were blocking their view.
Sollecito's lawyer said: ' Raffaele and Amanda have been described as a couple who were looking for new experiences. This was supposed to be the motivation for this crime but they were just two young lovebirds at the start of their relationship.
'The prosecution says this was a sex crime that evolved out of a party but we will prove the crime scene was not a party scene.
'There were no empty glasses, no wine, no music. We will also show that Raffaele did not know Rudy Guede and that the first time he saw him was in court.
'Justice has already been done. The person responsible for this crime was sentenced to 30 years.'
Knox's lawyer Luciano Ghirga said her so-called ' confession' should be thrown out.
'She had been questioned all night, without a lawyer and without an interpreter. She had no idea that she was even being questioned as a suspect.

Knox's co-accused Raffaele Sollecito looked more sombre as he was led in



venerdì 16 gennaio 2009

PERUGIA: AMANDA SORRIDE ALLA PRIMA UDIENZA

E' Amanda Knox la 'prima donna' del processo
Dai sorrisi ai fotografi, l'americana parla anche con giornalisti



Perugia, 16 gen. (Apcom) - "Io non ho paura": lo dice in un italiano ormai quasi perfetto Amanda Knox che da un anno e mezzo si trova in Italia. Anche se, di questi 18 mesi, solo tre li ha trascorsi fuori dal carcere di Capanne dove è stata rinchiusa per l'omicidio della sua compagna di casa, la studentessa inglese Meredith Kercher. Poche parole, quelle di Amanda, che bastano per dare un senso ad una prima udienza del processo dedicata a discutere tecnicismi e logorata da molte camere di consiglio. Amanda, dunque, non è più soltanto un viso d'angelo, una fotografia, una lettera, o una storia di sesso e sangue da cronaca nera. Amanda finalmente fa trasparire le emozioni e parla con i giornalisti, mentre sta per essere trasportata di nuovo nella sua "casa" di Capanne. "Sto bene e sono convinta che la verità verrà fuori in questo processo". Riesce a dire la ragazza americana prima di essere riportata nel cellulare.
Che Amanda Knox fosse in forma e per nulla a disagio nell'aula degli ex Affreschi del Tribunale di Perugia, lo si è capito fin dal primo istante. Sorrideva, giocava sul banco degli imputati con il libro di procedura penale dell'avvocato Luciano Virga, e amava voltarsi verso i click dei numerosi fotografi, ammessi soltanto er pochi minuti in aula. Amanda protagonista. La solita Amanda. Amanda che ovviamente non delude quell'opinione pubblica e quei mass media che sono lì per lei, come se l'altro imputato, Raffaele Sollecito, facesse parte soltanto di un fotogramma di questa storia
L'avvocato Virga giustificherà l'atteggiamento di Amanda, nel voltarsi verso i fotografi, con il fatto che tra le file riservate ai familiari e ai collaboratori degli studi dell'avvocato, c'era una sua zia venuta da Seattle per il processo. E Amanda movimenta anche la giornata del collegio della Corte d'assise, chiamato più volte a dover analizzare l'ammissibilitào meno del "famoso" memoriale redatto dalla ragazza americana prima di essere messa in stato di fermo per l'omicidio di Meredith. Il memoriale lo vogliono "sul banco degli imputati" i Pm Mignini e Comodi. Non lo vuole, invece, il pool difensivo di Amanda. In quelle poche pagine Amanda, tra il confuso e l'allucinato, ha scritto di tutto: ha quasi confessato di aver visto chi ha ucciso Meredith, ha poi ritrattato, ha detto che comunque poteva essere vero quello che ha visto perchè era completamente confusa ed, infine, in quel memoriale, ha persino dubitato che ad uccidere la sua compagna di casa fosse stato il suo ragazzo, Raffaele Sollecito. Il giudice Massei si è riservato di decidere se mettere negli atti o no il memoriale.

E poi c'è lui: Raffaele Sollecito, l'imputato non protagonista. Ha cambiato look "Lele": i capelli lunghi da Arcangelo Gabriele sono stati spazzati via da una capigliatura corta che qualche maligno in aula ha definito "un look da avvocato Bongiorno". Sul banco degli imputati è rimasto silenzioso, ha preso appunti ed ha dimostrato ancora una volta di volersi giocare la partita per la libertà punto dopo punto.
Nella prima giornata del processo c'è stato spazio anche per una polemica a distanza tra avvocati. Luca Mauri, difensore di Sollecito, ha affermato che "giustizia è stata già fatta ad ottobre quando il Gip ha condannato a trent'anni un altro indagato di questa vicenda". Chiaro il riferimento alla condanna di Rudy Guede che si trova ora al carcere di Viterbo. Risposta dell'avvocato del ragazzo ivoriano, Walter Biscotti: "La teoria del killer solitario che la difesa di Sollecito porta avanti è stata già sconfessata dal Gip Micheli. È vergognoso dare tutte le colpe a Rudy". Il prossimo round di questa storia di una 'notte da sballo' è per il 6 febbraio, quando sul banco dei testimoni saliranno i primi testimoni importanti.

VIAGGI

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