venerdì 16 dicembre 2011
Omicidio Meredith: quasi certo il ricorso in Cassazione
Il sostituto procuratore generale Giancarlo Costagliola ha comunque preferito evitare commenti. ''Non ci sono grandi sorprese'' ha detto invece il sostituto procuratore Manuela Comodi pubblico ministero in primo e secondo grado. ''Mi sembra – ha aggiunto – che ci siano grandi spazi per impugnare la sentenza. Compito che spetta comunque solo alla procura generale''.
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martedì 2 novembre 2010
AMANDA KNOX, ATTACCO DEL SUN: NEI DISEGNI LA PROVA CHE E' UNA CRIMINALE
Omicidio Kercher, attacco sul «Sun»: la Knox in bilico tra bene e male
Meredith Kercher, uccisa nella notte tra il 31 ottobre e il 1 novembre di tre anni fa
CORRISPONDENTE DA LONDRA
Gli esperti che l’hanno esaminato dicono che quel disegno, appeso dentro la cella, è un autoritratto. Dicono che è a quel profilo di donna, nuda, di schiena, con le mani appoggiate sui fianchi stretti, che Amanda Knox, condannata a 26 anni di prigione in primo grado per l’omicidio di Meredith Kercher, ha affidato i significati più profondi della sua complessa personalità. E sarebbero i colori a rivelarla con precisione. «La loro scelta, unita alla vivacità, fa emergere il lato oscuro della ragazza». Una criminale perversa, abituata a camminare sulla sottile linea di confine che divide il bene dal male.
venerdì 27 novembre 2009
Omicidio Meredith, in aula il video sull'omicidio:tutti i movimenti dei presenti
PERUGIA - E' stato proiettato nell'aula del tribunale di Perugia, il video - una sorta di cartone animato - della ricostruzione dei pm sull'omicidio di Meredith Kercher. Nessuna telecamera ha potuto filmarlo, ma su decisione della Corte d'assise la proiezione è stata resa pubblica. Sia le immagini sia i personaggi erano a grandezza naturale. Il pm Manuela Comodi ha svolto il ruolo di voce narrante sulle singole proiezioni dell'omicidio.
Ore 15.48 del 1 novembre 2007. Meredith invia sms con cui avverte le sue amiche inglesi del ritardo all'appuntamento con loro.
Ore 16. Meredith lascia l'abitazione di via della Pergola per recarsi a casa delle amiche. Alcuni minuti dopo Raffaele e Amanda lasciano l'abitazione dei via della Pergola per andare a casa di Sollecito.
Ore 18. Amanda Knox esce da casa di Raffaele Sollecito. Questo stando alle cellule telefoniche.
Ore 18.27. Raffaele Sollecito interagisce con il suo pc portatile per vedere il film Il magico mondo di Amelie.
Ore 20.18. Amanda Knox in via Ulisse Rocchi riceve un sms da Lumumba nel quale invita la ragazza a non presentarsi al locale dato che non avrebbe lavorato.
Ore 20.30. Amanda Knox torna in via Garibaldi a casa di Raffaele Sollecito.
Ore 20.38. Amanda invia un sms di risposta a Patrick Lumumba.
Ore 20.46. Sollecito spegne il cellulare. Si trova ancora nell'abitazione di via Garibaldi.
Ore 20.45. Si è conclusa la frugale cena di Meredith con le amiche inglesi. Metz parte in direzione di via della Pergola con una sua amica che la lascerà a metà del tragitto per recarsi nella sua abitazione.
Ore 21. Meredith è a casa, mangia un fungo, si sdraia sul letto legge alcune dispense dell'università.
Ore 21.10. Non c'è più interazione umana con il pc di Raffaele Sollecito.
Ore 21.45. Amanda e Raffaele escono di casa e si recano in piazza Grimana. A poche decine di metri da via della Pergola i due giovani discutono, osservano dalla staccionata la casa e decidono sul da farsi. Un atteggiamento sospetto che sarà riportato in aula dal testimone Curatolo.
Ore 23.20. Amanda apre la porta di via della Pergola.
Ore 23.20. Amanda, Raffaele e Rudy entrano nella casa di via della Pergola dove era già presente Meredith. Nel video, come spiegato dal pm, non ci sono immagini che riguardano l'incontro tra Amanda e Rudy. Il motivo è che la ricostruzione si basa su testimonianze e riscontri autoptici e reperti.
Ore 23.21. Amanda e Raffaele vanno in camera loro mentre Rudy si reca in bagno.
Ore 23.25. Inizia la colluttazione tra Amanda aiutata da Raffaele, e Meredith. La ragazza inglese viene presa per il collo, poi sbattuta contro un armadio (lo dimostrerebbero le ferite al cranio). Tutto questo mentre si ribella. Entra Rudy Guede.
Ore 23.30. Meredith cade a terra. In tre cercano di spogliarla per sottometterla; riescono soltanto a toglierle i pantaloni. La ragazza riesce ad alzarsi, si dimena. Escono a questo punto dalle tasche di Amanda e Raffaele due coltelli: uno con la lama di quattro-cinque centimetri, l'altro invece un coltellaccio da cucina. Meredith con la mano destra cerca di parare le lame. Viene ferita.
Ore 23.35. Continua l'aggressione. Sollecito cerca di strappare il reggiseno alla ragazza inglese.
Ore 23.40. Meredith è in ginocchio, viene minacciata da Amanda con il coltello mentre Rudy la tiene con una mano e con l'altra effettua una violenza sulla vagina della ragazza inglese. Parte un primo colpo di lama sul viso, subito dopo un altro. Sono colpi però inoffensivi. Aumenta la violenza da parte dei tre.
Sollecito con il coltellino più piccolo sferra un colpo: la lama penetra nel collo per quattro centimetri. Da qui l'urlo straziante della ragazza inglese di cui parleranno alcuni testimoni. Amanda decide di zittirla, sempre secondo il video proposto in aula dai pm, e colpisce con il coltello da cucina alla gola: sarà la ferita mortale. Meredith si accascia a terra.
Ore 23.45. Metz viene aiutata ad alzarsi da Rudy e tossisce sangue. La ragazza inglese, morente, viene trascinata per continuare a spogliarla.
Ore 23.50. Amanda e Raffaele prendono i telefoni ed escono dall'appartamento. Rimangono in casa soltanto Meredith, morta, e Rudy. L'ivoriano si reca in bagno per prendere alcuni asciugamani al fine di tamponare il sangue che esce dal corpo della ragazza inglese poi, come dimostrano le impronte secondo l'accusa, mette un cuscino sotto la testa di Meredith.
Ore 00.10. I cellulari di Meredith vengono gettati in un giardino in via Sperandio.
Ore 00.15. Da questo momento in poi non ci sono più certezze, secondo il video, sui tempi per il depistaggio che sarà messo in atto da Amanda e Raffaele. Secondo l'accusa, però, a notte fonda i due ex fidanzati torneranno nel luogo del delitto, per cercare di pulire alcune impronte e rompere il vetro della finestra di una camera di via della Pergola al fine di simulare un furto finito con omicidio.
Amanda e Raffaele poi spoglieranno la vittima ormai deceduta - il reggiseno sarà lasciato a pochi centimetri dal corpo - e la copriranno con un piumone.
(21 novembre 2009) La Repubblica
sabato 4 aprile 2009
Meredith, uccisa da più persone e violentata
Perugia, consulente pm: fu violentata
L'omicidio di Meredith Kercher è stata un'azione "a più mani". Lo afferma il medico legale Vincenza Liviero, consulente del pm che ha deposto nel processo a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox. L'esperta ha anche sostenuto che in base ai rilievi seguiti la studentessa inglese subì anche una violenza sessuale. Le conclusioni dei consulenti del pm sono state però contestate dalle difese.
In particolare viene contestata la presenza di una o più persone sulla scena del delitto. e la ricostruzione viene definita senza prove scientifiche. A deporre oggi sono stati due consulenti dell'accusa, il ginecologo Mauro Marchionni e il medico legale Vincenza Liviero. Quest'ultima, intrattenendosi brevemente con i giornalisti, ha parlato di ''azione a più mani e di violenza sessuale''.
Secondo l'avvocato Francesco Maresca, che rappresenta come parte civile i Kercher, gli esperti hanno riferito di una ''pluralità di lesioni e di causalità diverse''. A suo avviso una ''valutazione logica'' porta cosi' a ipotizzare l'azione di più persone e un approccio sessuale non consenziente con Mez. ''I consulenti - ha affermato l'avvocato Luciano Ghirga, difensore della Knox - continuano a portare acqua al mulino dell'accusa ma con argomenti privi di scientificità". Ghirga ha sostenuto che non ci sono riscontri della presenza di più persone, ma anche l'arma a suo avviso non e' quella individuata dall'accusa (un coltello con tracce genetiche di Meredith e Amanda).
''Continuiamo a ritenere che l'azione lesiva sia stata prodotta da un unico soggetto ben conosciuto e riscontrata in una sentenza del gup di Perugia'' ha sottolineato l'avvocato Luca Maori facendo riferimento a Guede senza mai nominarlo. Il processo è stato rinviato al 18 aprile prossimo quando è in programma tra l'altro il sopralluogo della Corte d'Assise presso la casa del delitto.
tgcom 4 aprile 2009
sabato 28 marzo 2009
Omicidio Meredith, Sollecito contesta teste: non conosco Rudy
Raffaele Sollecito, uno degli imputati nel processo per l'omicidio della studentessa britannica Meredith Kercher, ha contestato oggi la deposizione di un testimone che sostiene di averlo visto due sere prima del delitto assieme alla vittima, all'altra imputata Amanda Knox e a una terza persona, identificata come Rudy Guede già condannato nel caso a 30 anni di carcere.
"Gioffredi non può avermi visto con Rudy perché, ribadisco, io Rudy non lo conosco, non l'ho mai incontrato in vita mia", ha detto Sollecito davanti ai giudici della Corte d'Assise oggi a Perugia.
Rispondendo ai giudici che gli chiedevano di descrivere come fossero vestiti quella notte i quattro ragazzi, Gioffredi ha detto: "Ricordo che Amanda aveva un cappotto lungo e rosso".
"Non ho mai visto Amanda con un cappotto lungo e rosso", ha replicato Sollecito.
"Io quel giorno ero altrove e verrà dimostrato dai documenti che di seguito fornirà la mia difesa", ha puntualizzato Sollecito.
Nel corso della prossima udienza -- che si terrà venerdì -- saranno ascoltati i tecnici che hanno eseguito l'autopsia sul corpo di Meredith mentre il giorno dopo -- sabato prossimo -- sarà la volta di Rudy e Lumumba.
Il processo vede imputati l'americana Knox e Sollecito, studenti e fidanzati all'epoca della morte di Meredith, che devono rispondere di omicidio, violenza sessuale, simulazione di reato, furto. Knox verrà processata anche per avere calunniato Patrick Lumumba, un congolese arrestato subito dopo l'omicidio e poi rilasciato, quando gli investigatori hanno appurato che era estraneo ai fatti.
A ottobre, nel corso dell'udienza preliminare, Knox e Sollecito hanno ribadito di essere innocenti. La giovane americana ha anche detto di aver subito pressioni dalla polizia per confessare.
venerdì 13 marzo 2009
Omicidio Meredith, Sollecito denuncia maltrattamenti
Il ragazzo - ha aggiunto – «fu messo a suo agio» dagli investigatori e gli furono concesse anche «pause molto lunge». «Mi hanno impedito di telefonare – ha replicato l’imputato -. Non ho potuto contattare nè mio padre nè un avvocato». Sollecito ha riferito di essere rimasto senza scarpe a lungo dopo che la polizia gli aveva chiesto di torgliersele. «Sono rimasto senza scarpe da poco prima della chiusura del verbale fino a quando sono andato a casa mia per il sopralluogo – ha detto -. Ho camminato scalzo in questura e in strada. Nessuno mi diede un paio di scarpe».
13/3/2009
giovedì 19 febbraio 2009
Meredith, incursione nella casa del delitto. Rinvenuti candele e coltelli
PERUGIA. SONO ENTRATI NELLA CASA DI VIA DELLA PERGOLA
19 Febbraio 2009 04.13 - di Adriano Lorenzoni - Fonte: Terni in rete -
E' incredibile quanto scoperto ieri mattina nella casa di via della Pergola, a Perugia, dove è stata uccisa Meredith Kercher. Ignoti sono penetrati all'interno dell'abitazione che è sottoposta a sequestro dalla notte del 2 Novembre 2007. ed hanno messo tutto a soqquadro. Gli intrusi hanno sfondato una finestra e lasciato dei coltelli e delle candele sul pavimento. Sembra che sia i coltelli che le candele fossero già presenti all'interno dell'abitazione. Gli inquirenti cercano di dare una spiegazione a quanto accaduto. Si è trattato di un terribile scherzo oppure qualcuno aveva interesse a dimostrare quanto era facile entrare in quella casa? Infatti, i legali di Raffaele Sollecito sono partiti subito all'attacco...." ciò che è accaduto ieri, dimostra quanto era facile entrare nella casa sia dalla parte anteriore che da quella posteriore dell'abitazione. E' un ulteriore conferma di quello che sosteniamo da tempo." Anche l'avvocato della famiglia di Meredith Kercher ha commentato l'accaduto.." Si tratta di una brutta storia, con un pò di dietrologia si potrebbe pensare alla regia di un grande vecchio."
Mez, nella casa candele e coltelli
PERUGIA - Coltelli sparsi per la casa, uno, grande, su una busta di plastica con la scritta polizia, e i resti di una candela che qualcuno aveva utilizzato probabilmente per fare luce: è lo scenario che si sono trovati davanti stamani gli agenti quando sono arrivati nella casa dove venne uccisa Meredith Kercher.
Un’incursione - compiuta da qualcuno entrato dopo avere sfondato una finestra sul retro - sulla quale sono ora in corso indagini della Squadra mobile coordinata dalla procura del capoluogo umbro. Le indagini sono in corso a tutto campo. Si starebbero valutando varie piste, da quella di un’incursione legata a una sorta di rito a un atto a sfondo intimidatorio.
I locali sono stati trovati a soqquadro dalla polizia che si era recata nell’appartamento per recuperare alcuni oggetti da restituire alle inquiline italiane. Quando gli agenti hanno aperto la porta d’ingresso si sono subito accorti che qualcosa non andava. La polizia ha individuato alcuni coltelli sistemati - ha reso noto la procura perugina - «in posizione molto visibile» sul pavimento della cucina. Uno era collocato sopra a una busta di plastica con la scritta «polizia.it». Un altro coltello è stato recuperato su un mobile antistante la camera dove venne uccisa Meredith. Oggetti ora all’esame della polizia.
venerdì 16 gennaio 2009
PERUGIA: AMANDA SORRIDE ALLA PRIMA UDIENZA
Dai sorrisi ai fotografi, l'americana parla anche con giornalisti
Perugia, 16 gen. (Apcom) - "Io non ho paura": lo dice in un italiano ormai quasi perfetto Amanda Knox che da un anno e mezzo si trova in Italia. Anche se, di questi 18 mesi, solo tre li ha trascorsi fuori dal carcere di Capanne dove è stata rinchiusa per l'omicidio della sua compagna di casa, la studentessa inglese Meredith Kercher. Poche parole, quelle di Amanda, che bastano per dare un senso ad una prima udienza del processo dedicata a discutere tecnicismi e logorata da molte camere di consiglio. Amanda, dunque, non è più soltanto un viso d'angelo, una fotografia, una lettera, o una storia di sesso e sangue da cronaca nera. Amanda finalmente fa trasparire le emozioni e parla con i giornalisti, mentre sta per essere trasportata di nuovo nella sua "casa" di Capanne. "Sto bene e sono convinta che la verità verrà fuori in questo processo". Riesce a dire la ragazza americana prima di essere riportata nel cellulare.
Che Amanda Knox fosse in forma e per nulla a disagio nell'aula degli ex Affreschi del Tribunale di Perugia, lo si è capito fin dal primo istante. Sorrideva, giocava sul banco degli imputati con il libro di procedura penale dell'avvocato Luciano Virga, e amava voltarsi verso i click dei numerosi fotografi, ammessi soltanto er pochi minuti in aula. Amanda protagonista. La solita Amanda. Amanda che ovviamente non delude quell'opinione pubblica e quei mass media che sono lì per lei, come se l'altro imputato, Raffaele Sollecito, facesse parte soltanto di un fotogramma di questa storia
L'avvocato Virga giustificherà l'atteggiamento di Amanda, nel voltarsi verso i fotografi, con il fatto che tra le file riservate ai familiari e ai collaboratori degli studi dell'avvocato, c'era una sua zia venuta da Seattle per il processo. E Amanda movimenta anche la giornata del collegio della Corte d'assise, chiamato più volte a dover analizzare l'ammissibilitào meno del "famoso" memoriale redatto dalla ragazza americana prima di essere messa in stato di fermo per l'omicidio di Meredith. Il memoriale lo vogliono "sul banco degli imputati" i Pm Mignini e Comodi. Non lo vuole, invece, il pool difensivo di Amanda. In quelle poche pagine Amanda, tra il confuso e l'allucinato, ha scritto di tutto: ha quasi confessato di aver visto chi ha ucciso Meredith, ha poi ritrattato, ha detto che comunque poteva essere vero quello che ha visto perchè era completamente confusa ed, infine, in quel memoriale, ha persino dubitato che ad uccidere la sua compagna di casa fosse stato il suo ragazzo, Raffaele Sollecito. Il giudice Massei si è riservato di decidere se mettere negli atti o no il memoriale.
E poi c'è lui: Raffaele Sollecito, l'imputato non protagonista. Ha cambiato look "Lele": i capelli lunghi da Arcangelo Gabriele sono stati spazzati via da una capigliatura corta che qualche maligno in aula ha definito "un look da avvocato Bongiorno". Sul banco degli imputati è rimasto silenzioso, ha preso appunti ed ha dimostrato ancora una volta di volersi giocare la partita per la libertà punto dopo punto.
Nella prima giornata del processo c'è stato spazio anche per una polemica a distanza tra avvocati. Luca Mauri, difensore di Sollecito, ha affermato che "giustizia è stata già fatta ad ottobre quando il Gip ha condannato a trent'anni un altro indagato di questa vicenda". Chiaro il riferimento alla condanna di Rudy Guede che si trova ora al carcere di Viterbo. Risposta dell'avvocato del ragazzo ivoriano, Walter Biscotti: "La teoria del killer solitario che la difesa di Sollecito porta avanti è stata già sconfessata dal Gip Micheli. È vergognoso dare tutte le colpe a Rudy". Il prossimo round di questa storia di una 'notte da sballo' è per il 6 febbraio, quando sul banco dei testimoni saliranno i primi testimoni importanti.