Visualizzazione post con etichetta don ruggero conti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta don ruggero conti. Mostra tutti i post

sabato 23 ottobre 2010

Processo Ruggero Conti: sfilano i testimoni a favore


IL Messaggero Cronaca di Roma di mercoledì 20 ottobre 2010, pagina 35
Sfilano i testimoni in favore di don Ruggero
di De Santis Giulio

Il vescovo: «Sono contento di avergli dato i voti» Sfilano i testimoni in favore di don Ruggero Il parroco accusato di pedofilia difeso anche da persone amiche dei presunti molestati

di GIUIJO DE SAN IS «Don Ruggero Conti è un padre di cui fidarmi e un amico con cui confidarmi. Mi manca».

Ieri i suoi ragazzi hanno descritto così il parroco di Selva Candida, accusato di aver violentato sette minorenni tra il 1998 e il 2008. Ventisette testimoni della difesa hanno sfilato per otto ore davanti ai giudici della sesta sezione collegiale. Tutti pronti a mettere le mani sul fuoco sulla integrità morale del sacerdote, Imito in carcere nel 2008 dopo le denuncie delle sette presunte vittime di abusi sessuali. Violenze che, secondo il pubblico ministero Francesco Scavo, il parroco avrebbe compiuto mentre guidava la chiesa della Natività di Maria Santissima.

Ieri Don Ruggero ha ricevuto una difesa a oltranza anche da chi ha lavorato al suo fianco per anni. A partire da don Giorgio Montecca, vice Parroco di Selva Candida tra i12003 ed il 2008, per passare a monsignor Diego Bona, il vescovo che assegnò i voti a don Ruggero. Gli uomini che hanno visto don Ruggero vivere al fianco dei giovani parrocchiani hanno garantito, dal loro punto di vista, l'assoluta limpidezza della condotta del sacerdote. E un sostengo importante è stato garantito a don Conti pure da diversi testimoni residenti a Legnano dove agli inizi degli anni ottanta parti l'avventura religiosa dell'imputato. Tutti hanno raccontato ai giudici il "loro" sacerdote mostrando una fiducia incrollabile verso l'ex parroco di Selva Candida.

L'udienza è iniziata segnando un punto importante a favore di don Ruggero. Il consulente informatico della difesa ha attestato l'assenza di collegamenti a siti pornografici dal computer del sacerdote. Poi sul banco dei testimoni sono saliti i ragazzi che hanno ricordato le serata trascorse insieme a don Ruggero nella sua casa o in campeggio. Tutti hanno sottolineato la tranquillità che avevano dormendo nella stessa camera del parroco oppure dividendo con il sacerdote la tenda dell'accampamento. La fidanzata di un presuntoe molestato ha detto: «Siamo stati insieme un anno e mezzo. Ma il mio ragazzo non si è mai lamentato del comportamento di don Ruggero», ha detto ai giudici la giovane. E' stata poi la volta di un amico di uno dei presunti abusati a gettare dubbi sulla credibilità di una supposta vittima. «Il nostro amico era noto nell'ambiente per avere problemi di cleptomania. E il giorno che don Ruggero èstato arrestato mi disse di non credere alle accuse contro il sacerdote». Don Mantecca, vice parroco di Selva Candida tra il 2003 ed il 2008, ha dichiarato:

LA FIDANZATA DI UNA VITITMA

• «Il mio ragazzo non mi raccontò mai di aver subito degli abusi sessuali» «Sono sicuro dell'innocenza della sua innocenza. Se avessi avuto dei dubbi non avrei esitato a denunciarlo. Le dicerie che giravano intorno a don Ruggero erano prive di riscontri e quindi non ne ho informato i miei superiori». L'ultima parola è toccata al monsignor Diego Bona il vescovo che assegno i voti a don Ruggero. «Per come l'ho visto lavorare affianco ai ragazzi sono contento della mia scelta".

***

Messaggero Cronaca di Roma di venerdì 8 ottobre 2010, pagina 45
Pedofilia, due preti e una suora difendono don Ruggero Conti
di De Santis Giulio

--I IL PROCESSO IPedofilia,due preti e una suora difendono don Ruggero Conti di GIULIO DE SANMS Le parole sembrano arrivare dal cuore di chi ha vissuto ogni giorno al suo fianco per dieci anni. «Grazie a don Ruggero Conti abbiamo trascorso un periodo indimenticabile. Mai un'ombra ha sfiorato la reputazione del nostro parroco in quegli anni. Poi nel 2005 è arrivato don Claudio Bricchetto. E in quel momento si sono materializzate le chiacchiere contro don Ruggero sulla pedofilia».

E' la testimonianza di suor Maria, nel corso del processo nei confronti di don Conti, accusato di aver violentato sette minorenni tra il '97 ed il 2008, quando era il parroco di Selva Candida.

Ieri davanti ai giudici della sesta sezione penale due suore e un prelato hanno raccontato la loro esperienza con don Ruggero. E hanno difeso il sacerdote senza dubbi o incertezze. «Don Ruggero ha lavorato sempre per il bene della chiesa della Natività», hanno ricordato i testimoni. Che poi hanno puntato il dito contro l'accusatore del sacerdote, don Claudio Bricchetto. «Una volta mi ha detto che voleva una parrocchia tutta sua», ha ricordato suor Maria. La donna ha poi' sottolineato chele storie di pedofiLE TESTIMONIANZE IN AULA «Sono soltanto insinuazioni messe in giro dal vice paro o» lia non erano mai circolate fino all'arrivo del vice parroco. «E' stato lui a insinuare che don Ruggero fosse un pedofilo. Voleva il suo posto. Al contrario, posso testimoniare che molti giovani fedeli si sono lamentati del comportamento di don Bricchetto. Uscivano sconvolti dalla domande sul sesso che il vice parroco faceva nel confessionale», ha rivelato la suora. Ancora più determinato è stato don Roberto Leoni, segretario di mónsignor Gi- no Reali, al quale faceva capo don Ruggero. «Don Bricchetto è arrivato a minacciarci con un avvocato. Disse a monsignor Reali che, se non gli avessimo dato retta, sarebbe stata la nostra fine». Anche don Roberto ha riferito di comportamenti molto discutibili del sacerdote nel periodo trascorso in seminario. «Non posso scendere in dettagli» ha sottolineato. Gli accusatori di don Ruggero non sono mai sembrati attendibili a monsignor Reali».

mercoledì 2 giugno 2010

Denunciato monsignor Reali "Coprì gli abusi di don Ruggero"

I legali di una delle vittime di don Conti, arrestato nel 2008 e ora sotto processo, hanno accusato il vescovo della diocesi per favoreggiamento. E' la prima volta in Italia

Il vescovo Gino Reali è stato denunciato per favoreggiamento perché non denunciò gli abusi di don Ruggero, sotto processo per pedofilia. E' la prima volta che accade in Italia. Sono stati gli avvocati di una delle vittime, Fabrizio Gallo e Marco Malara, a presentare questa mattina, presso l'ufficio primo atto della Procura di Roma, una denuncia nei confronti di monsignor Gino Reali, vescovo della diocesi di Porto Santa Rufina, cui appartiene la parrocchia di via di Selva Candida dove era parroco Don Ruggero. Conti fu arrestato nel luglio del 2008: gli vengono contestati 7 casi di abusi sessuali tra il 1998 e il 2008.

"Oggi per la prima volta in Italia - affermano gli avvocati - è stato denunciato un vescovo in ordine ai reati di pedofilia contestati al suo parroco. Le
responsabilità del monsignore sono emerse nell'udienza del 20 maggio. In quella sede si è appreso che Reali era a conoscenza dal 2006 prima di voci sui comportamenti di Don Conti prima dal vice parroco, Don Claudio Brichetto, e successivamente dalle famiglie dei ragazzi ai quali per poter agire avrebbe addirittura richiesto un memoriale scritto nonostante tali affermazioni, oltre ad una denuncia scritta recapitata nel suo ufficio, dimostravano che i fatti non erano più voci di corridoio".

Gli avvocati nella denuncia scrivono che "il vescovo ha coperto don Ruggero" anche se "aveva l'obbligo, in presenza di reati così gravi, di intervenire drasticamente". I legali citano, quindi, una nota diffusa dal Vaticano il 12 aprile che fa riferimento a norme varate già nel 2003, secondo cui "i vescovi, se vengono a conoscenza di reati commessi dai propri sacerdoti al di fuori del sigillo sacramentale della confessione, sono obbligati a denunciarli all'autorità giudiziaria".

(LA REPUBBLICA 31 maggio 2010)


mercoledì 17 giugno 2009

Pedofilia, Processo don Ruggero Conti: Comune di Roma assente, poi ci ripensa


di Marino Bisso

Una lettera del sindaco nega la costituzione di parte civile
Il Comune non si costituisce parte civile nel processo per pedofilia contro don Ruggero Conti, ex testimonial del sindaco Alemanno. Poi, ci ripensa e rimuove un dirigente comunale. Dopo il "no" del sindaco Alemanno, ieri mattina, si è costituito come parte lesa un semplice cittadino. La richiesta presentata da Mario Staderini, esponente dei Radicali, è stata accolta per la prima volta dal presidente del Tribunale in base a una norma prevista dello statuto del Comune. È cominciata con una grande bagarre la prima udienza del processo contro don Ruggero Conti, 56 anni, ex parroco della chiesa Santissima Natività, a Selva Candida. Il sacerdote è accusato di abusi e atti sessuali con minorenni.

La polemica è scoppiata dopo che il presidente della sesta sezione Luciano Pugliese ha letto una lettera del sindaco di Roma Gianni Alemanno nella quale si spiegavano le motivazione della mancata richiesta legate, tra l'altro, alla «non completa conoscenza degli atti processuali» e che «la legittimazione alla costituzione di parte civile riconosciuta al Comune di Roma per i reati di violenza sulle donne, non appare automaticamente trasferibile alla violenza sui minori». La lettera firmata il 4 giugno da Alemanno ha scatenato proteste tra i genitori delle presunte vittime del sacerdote. Ma piazzale Clodio c'è anche un centinaio di parrocchiani, ragazzi e i loro genitori, della chiesa di Selva Candida. Alcuni indossavano t-shirt su cui era stampata la scritta «Don Ruggero ti vogliamo bene». In aula, seduto tra due agenti di polizia penitenziaria, c'era anche don Ruggero. Per il pm Francesco Scavo il sacerdote è responsabile di abusi su una decina di ragazzi.

Don Ruggero invece nega: ha sempre sostenuto di essere vittima di un complotto. Ma la vicenda giudiziaria di don Conti, ex testimonial per la famiglia durante la campagna elettorale del 2008 del sindaco Alemanno, diventa un caso politico che mette sotto accusa il Campidoglio. Dopo la mancata costituzione di parte civile, il Comune è costretto a fare dietro front e in un comunicato annuncia di voler essere presente al processo al fianco delle presunte vittime. Ma è troppo tardi. Nel pomeriggio una nuova nota del Campidoglio annuncia la rimozione di una dirigente comunale dalla quale sarebbe dipesa la mancata decisione di costituirsi parte civile. Alemanno annuncia anche l'apertura di un'indagine amministrativa. Resta il giallo. Francesco Storace, capogruppo de La Destra accusa: «È vergognoso. Il Comune ha fatto una figura barbina per proteggere un grande elettore accusato di un reato infamante. Alemanno non esponga la città a questa pessima figura»
L'Espresso 17 giugno 2009

giovedì 9 aprile 2009

DON RUGGERO CONTI CHIEDE RITO ABBREVIATO

Sacerdote è in carcere. Pm, nel processo, sentirà monsignore

Roma, 9 apr. (Apcom) - Giudizio immediato per don Ruggero Conti, il sacerdote finito in carcere il 30 giugno scorso, nell'ambito di una inchiesta su una serie di episodi di abuso, avvenuti nell'arco degli ultimi dieci anni, nel corso di diverse attività parrocchiali della chiesa 'Natività di Maria Santissima', in via di Selva Candida, alla periferia della Capitale. Dopo la richiesta di rinvio a giudizio della Procura per i reati di prostituzione minorile e atti sessuali su minori, la scelta difensiva del prete è stata quella di andare direttamente in aula, davanti ai giudici, evitando l'udienza preliminare. Il processo a carico di don Ruggero è stato per il 16 giugno prossimo, davanti alla VI sezione del tribunale. Il pm Francesco Scavo ha ricostruito, nell'atto d'accusa, tutta una serie di vicende che coinvolgono 7 ragazzi. A don Ruggero è contestato il fatto di aver approfittato di una "persona a lui affidata per ragioni di educazione culturale e religiosa, di istruzione nonchè di vigilanza e custodia, con l'aggravante di aver commesso il fatto con abuso dei poteri e/o comunque in violazione dei doveri derivanti dalla qualità da lui rivestita di ministro di culto".

Nel settembre scorso, dopo che il riesame aveva rigettato una istanza della difesa, il gip aveva concesso a don Ruggero gli arresti domiciliari. In seguito alla nuova legge varata dal governo sugli stupri il pm, che si era opposto alla attenuazione della misura cautelare, aveva ottenuto che don Ruggero tornasse in cella. Contro la nuova ordinanza di custodia cautelare e dopo che è stato confermato che le condizioni di salute di don Ruggero non sono incompatibili con il carcere, il difensore ha scelto di ricorrere in Cassazione. Secondo il capo d'imputazione don Ruggero approfittò dei minori in occasione di alcuni campi scuola, durante le feste di Pasqua, alla fine della scuola, durante la pausa del Natale. La dinamica descritta è quasi sempre la stessa. Il giovane che frequentava i locali della parrocchia veniva attirato in altre stanze e qui costretto a soggiacere ai desideri del sacerdote. In cambio alcuni potevano avere piccole somme, dai 10 ai 30 euro, o altro, come capi d'abbigliamento.

Don Ruggero fu arrestato prima di partire per Giornata mondiale della gioventù, in Australia. Proprio quella progettata trasferta fu uno dei motivi d'urgenza che indussero il giudice ad emettere l'ordinanza di custodia cautelare. Dalle intercettazioni emergeva il fatto che il sacerdote chiamava i ragazzi che dovevano partire con lui. La Procura, che ha tra i testi d'accusa anche alcune persone che ebbero come insegnante di educazione sessuale, a Legnano, don Ruggero quando ancora non aveva preso i voti, sarebbe intenzionata a chiamare come testimone anche monsignor Gino Reali. Il vescovo di Santa Rufina, quale diretto superiore del sacerdote, non avrebbe dato peso ad alcune denunce che gli erano state fatte dai ragazzi avvicinati da don Ruggero. Molte volte però a non credere alle vittime del pedofilo in abito talare erano però anche gli stessi genitori dei ragazzi.



Pedofilia, don Ruggero in cella per impedire viaggio alle Gmg di Sidney

ROMA (9 aprile) - Stava per partire per Sidney in Australia per partecipare alla Giornata mondiale della gioventù in programma dal 12 al 21 luglio dello scorso anno. E fu anche per impedire quel viaggio, che avrebbe fatto con alcuni ragazzi della parrocchia, che don Rugggero Conti, l'ex parroco 56enne di Selva Candida a Roma, fu arrestato dai carabinieri nell'ambito dell'inchiesta del pm Francesco Scavo.

Il sacerdote, accusato di atti sessuali con minorenni e prostituzione minorile aggravata, resterà in carcere, dove è tornato nelle scorse settimane per effetto delle nuove norme in materia di stupri, fino al 16
giugno prossimo quando comincerà il processo a suo carico.

La difesa di don Ruggero, rappresentata dall'avvocato Patrizio Spinelli, ha infatti chiesto il rito immediato. Secondo quanto si è appreso il pm nella lista testi citerà anche monsignor Gino Reali, vescovo della diocesi di Santa Rufina, al quale si sarebbero rivolti negli anni scorsi in giovani, ora adulti, che avrebbero subito le violenze sessuali dall'ex parroco.

Secondo l'accusa don Ruggero, già parroco della parrocchia romana della Natività di Maria Santissima, in via di Selva Candida, avrebbe abusato tra il 1998 e il 2008 di sette ragazzi affidati alle sue cure in oratorio e nei campi estivi. L'accusa di prostituzione minorile fa riferimento a due episodi: si tratta di due ragazzi che sarebbero stati indotti «a compiere e/o subire atti sessuali - è scritto nel capo d'imputazione - in cambio di denaro o altra utilità (in genere capi di abbigliamento)».

Nel corso delle indagini sarebbero emersi altri casi di abusi compiuti in Lombardia e risalenti a 25 anni fa, a Legnano, dove Don Ruggero, non ancora ordinato prete, insegnava educazione sessuale in una scuola. Tra questi casi quello di una violenza consumata su un giovane, oggi quarantenne. Per le violenze la procura non potrà procedere, perché prescritte, ma le presunte vittime potrebbero essere chiamate a testimoniare in caso di processo.
IL MESSAGGERO 9 APRILE 2009

mercoledì 18 marzo 2009

Pedofilia,Roma: torna in carcere don Ruggero Conti

Ordinanza di custodia cautelare del gip Castaldo

Roma, 18 mar. (Apcom) - E' tornato in carcere don Ruggero Conti, il sacerdote accusato di aver abusato di sette minorenni. Il prete era agli arresti domiciliari. L'ordinanza di custodia cautelare è stata firmata dal gip Carmine Castaldo, in accoglimento della richiesta del pm Francesco Scavo, sulla base del decreto sicurezza. Ieri si era avuta notizia che per don Ruggero era stato chiesto il rinvio a giudizio per le accuse di prostituzione minorile e atti sessuali su minori. Il sacerdote era già finito in carcere il 30 giugno scorso, per una serie di episodi abuso, avvenuti nell'arco degli ultimi dieci anni, nel corso di diverse attività parrocchiali della chiesa 'Natività di Maria Santissima', in via di Selva Candida, alla periferia della Capitale. Dopo un periodo di carcerazione don Ruggero, dopo l'estate, aveva ottenuto gli arresti domiciliari. Il difensore del sacerdote, l'avvocato Patrizio Spinelli, ha fatto istanza di scarcerazione alla luce dei gravi problemi di salute che ha don Ruggero. Al prete, la Procura contesta il fatto di aver approfittato di persone a lui affidate per ragioni di educazione culturale e religiosa, di istruzione nonchè di vigilanza e custodia, "con l'aggravante di aver commesso il fatto con abuso dei poteri e/o comunque in violazione dei doveri derivanti dalla qualità da lui rivestita di ministro di culto". Secondo il capo d'imputazione don Ruggero approfittò dei minori in occasione di alcuni campi scuola, durante le feste di Pasqua, alla fine della scuola, durante la pausa del Natale. La dinamica descritta è quasi sempre la stessa. Il giovane che frequentava i locali della parrocchia viene attirato in altre stanze e qui costretto a soggiacere ai desideri del sacerdote. In cambio alcuni potevano avere piccole somme, dai 10 ai 30 euro, o altro, come capi d'abbigliamento.

Un articolo del periodo in cui è esploso il caso. C'era anche un video di don Ruggero, ma oggi apprendo che è stato rimosso da Youtube


Presunti abusi in oratorio arrestato prete in zona Selva Candida - Casalotti

 Un sacerdote di cinquantacinque anni è stato arrestato con l’accusa di violenza continuata ed aggravata nei confronti di un gruppo di ragazzini che lui seguiva da tempo nelle attività parrocchiali.

I fatti di violenza risalirebbero al 1998 e sarebbero proseguiti per ben dieci anni sino alla denuncia di un altro prete dello stesso circolo parrocchiale. Le violenze sono state confermate da parte di un gruppetto di ragazzi che avevano frequentato l'oratorio. I giovani, oggi fra i sedici e i ventiquattro anni, hanno raccontato agli inquirenti gli abusi ai quali si sono dovuti sottomettere e nel giro di pochissimo tempo è subito scattato il fermo per il prete.

L'uomo avrebbe promesso loro regali. Cd, dvd, capi d´abbigliamento. Anche soldi. Li faceva cenare o pranzare a casa sua. Li invitava a dormire, a volte in gruppo e poi ne sceglieva uno e lo portava in camera per abusare di lui. Ne approfittava in oratorio o durante i campi estivi organizzati con la parrocchia in luoghi di montagna.


 Sotto accusa don Ruggero Conti, 55 anni, il parroco della chiesa di via di Selva Candida, nella periferia di Roma, a due passi dal Centro di prima accoglienza minorile di Casal di Marmo. Un prete molto noto nella capitale tanto che il sindaco di Roma Gianni Alemanno lo aveva scelto in campagna elettorale, insieme ad altri otto esperti quale garante per le politiche della periferia e della famiglia. I cittadini del quartiere sono increduli, chi frequenta la parrocchia di via di Selva Candida assicura che don Ruggero è una persona per bene, "impossibili sia stato lui" - dicono - "vogliono incastrarlo".

Nella parrocchia in via di Selva Candida non hanno dubbi su chi sia stato. Preferiscono non fare nomi, ma fanno capire che si tratta di un altro sacerdote arrivato qualche hanno fa. "È stato da subito invidioso di don Ruggero - dice un altro frequentatore della parrocchia - non aveva lo stesso carisma. E così ha deciso di sfruttare il fatto che i bimbi spesso lo abbracciano, gli si buttano al collo".


giovedì 22 gennaio 2009

Esiste una rete di sacerdoti pedofili?



(FOTO: Il tattoo free don, uno dei gadget del sito nato a sostegno del sacerdote don Marco Baresi, uno dei sacerdoti rinviati a giudizio citati nell'articolo del L'Espresso.)

di Wildgreta
La domanda se esista o meno una rete di preti pedofili, se la pone l’Espresso, che oggi pubblica anche un articolo su di un Istituto per ciechi di Chievo, che per trent’anni sarebbe stato teatro di abusi sessuali. Sono 60 le persone che, pur essendo intervenuta la prescrizione, oggi hanno deciso di parlare (qui l’articolo completo)
Se esista o meno una “rete” è una domanda destinata a rimanere senza risposta finchè alcune inchieste non verranno completate. La magistratura, infatti, indagando su don Ruggero Conti ha scoperto un parroco di Fiumicino e lo ha indagato per gli stessi reati (abuso su 4 minori e possesso di materiale pedopornografico). Chi legge spesso questo sito sa che la vicenda di don Ruggero Conti viene seguita sin dall’inizio, con un forum su cui si sono confrontati i sostenitori dell’innocenza di don Ruggero e coloro i quali ritengono don Ruggero colpevole. Una delle vittime ha anche scritto qui e la sua testimonianza è stata ripresa da Repubblica, così come la discussione nata spontaneamente su questo sito.(qui tutti gli articoli e relative discussioni)
L’Espresso nomina anche don Marco Baresi, ex vicerettore del seminario di Brescia, a cui i suoi sostenitori hanno dedicato un sito internet e numerosi gadget (qui tutti gli articoli) Anche loro hanno scritto qui. E poi don Stefano Bertoni, il parroco di Brescia assolto in primo grado nel processo per pedofilia all’asilo Sorelli (l’appello si sta celebrando in questi giorni). Inizialmente, i preti indagati erano tre, poi due sono usciti dall’indagine. Uno di loro, don Armando Nolli, prosciolto, disse all’epoca:«Ne sono fuori, ma resto preoccupato e prego per i bambini violati».(qui gli articoli sul caso Sorelli)
Di don Roberto Berti, il parroco di Firenze coperto dal vescovo Antonelli, come dice l’Espresso, vi segnalo gli articli pubblicati qui e la discussione nata spontaneamente sul sito:Mammadolce dal quale copio due commenti. Vi consiglio, però, di andare a leggerli tutti per farvi un’idea.
quello di cui è accusato, roberto berti,che non merita di essere considerato un parroco,è solo una piccola parte ,di ciò che di grave ha veramente commesso. la curia lo ha coperto e protetto.lui nonostante che la curia sapesse come era, ha continuato a mettere nei sacchi a pelo nudi, ragazzi di san mauro.ha messo nel camper, nel suo letto ,ragazzi a dormire.ha picchiato bambini e ragazze,ha umiliato ragazzi e ragazze facendogli subire angherie di vario tipo,niente di strano, lo strano è che sono 3 anni che mi raccomando in curia di controllarlo,risultato?protezione silenzio. ha esercitato mobbing ad alcune persone alla casa famiglia da lui gestita ,ha licenziato senza giusta causa, ha subito processo, ha perso, ma ha licenziato ugualmente .ha plagiato un ragazzo e tutta la sua famiglia,ragazzo riconosciuto non in grado di intendere e volere.ha picchiato bambini di san mauro e ha creato una setta intorno a se,plagiando i deboli.Le persone intorno alla chiesa che vantano conoscenze in curia,sapevano benissimo che elemento e cosa facesse questo prete,sfido chi ha il coraggio di dirmi che non fossero a conoscenza di quello che faceva,che era omosessuale gliel’ho detto in faccia a lui alla curia e a tutti i difensori di san mauro.non pensavo fosse pedofilo.ma non è tutto,le cose veramente gravi le ha fatte alla mia famiglia,ma queste non contano.serviranno a gastigare questo essere immondo,quando calerà il buio su questa vicenda.già da oggi non ne parla più nessuno ,a san mauro da parte dei leccaculo della chiesa è gia partita la linea difensiva.la curia tapperà la bocca ai giornali,il falso prete lo manderanno in un altro posto, e continuerà a mettere nudi i ragazzi nel sacco a pelo in montagna, e a rovinare famiglie come ha fatto a san mauro.di tutto questo, devo fare i miei complimenti al cardinale Antonelli e al suo segretario don Alessandro Lombardi,loro sanno benissimo, che se negano quello che sapevano , vanno all’inferno.Avranno il coraggio di negare? Commento di ora basta 29 Giugno 2008 8:35 am –>
E poi, sempre l’Espresso cita don Lelio Cantini, di cui potrete trovare qui alcuni articoli, tra i quali spicca quello sull’appello della procura di Firenze che invita a denunciare gli abusi compiuti da don Cantini in tempi più recenti. Per concludere, ecco il breve articolo de L’Espresso, certamente molto meno esauriente di tutto ciò che vi ho appena segnalato. Ma si sa, i giornalisti “veri” hanno poco tempo, e per questo ci siamo noi in rete che forniamo gratuitamente tutte le informazioni mancanti.
Autore: wildgreta 22 gennaio 2009/articolo riproducibile solo citando autore e link

da l’ESPRESSO 22 GENNAIO 2009
Silenzio in nome di Dio
Esiste una rete di sacerdoti pedofili? La Procura di Roma ritiene di aver scoperto un collegamento tra due casi di abusi sessuali ai danni di minorenni affidati ai campi estivi di due prelati.
Il primo è don Ruggero Conti, parroco romano della chiesa di Selva Candida, arrestato il 30 giugno scorso per ripetuti abusi su minorenni. Il pubblico ministero Francesco Scavo, indagando su Conti, è arrivato a iscrivere nel registro degli indagati per gli stessi reati su quattro minori e per possesso di materiale pedopornografico anche il parroco 48enne di una chiesa di Fiumicino.
Anche a Brescia i religiosi accusati di certi reati sono più di uno. Mentre si sta celebrando il processo d’appello per don Stefano Bertoni, già assolto nel 2007, un altro alto prelato è stato arrestato ed è finito alla sbarra: don Marco Baresi, vicerettore del seminario di Brescia, è stato accusato da un minorenne. Nel computer del sacerdote la polizia ha trovato materiale pedopornografico scambiato in Rete, ma don Baresi si è difeso dicendo che quel pc era accessibile a molti e i fedeli lo difendono.
Nessun parrocchiano ha invece preso le parti di don Roberto Berti, sacerdote di Lastra a Signa, denunciato da cinque presunte vittime. La vicenda è emersa solo nello scorso giugno, quando l’allora cardinale di Firenze, Ennio Antonelli, trasferì il prete, coprendo però la vicenda. Un insabbiamento che Antonelli mise in atto anche nei confronti di don Lelio Cantini, 84enne parroco fiorentino, responsabile di decine di abusi su minorenni. ‘Coperto’ finché le vittime non si sono rivolte ai giornali, denunciando il vecchio sacerdote. G.D’I.(L’espresso
(22 gennaio 2009)
A

VIAGGI

Partenza:
Camere:
Adulti:
Ritorno: