giovedì 3 novembre 2011
Trent'anni di abusi sulla figlia: a processo padre di Ancona
Prossima udienza il 5 aprile
E' stata proprio la vittima, oggi 41enne, a denunciare il padre
Ancona, 2 novembre 2011 – E' finito sotto processo con una delle accuse più infamanti, quella di aver abusato sessualmente della figlia. E' stata proprio quest'ultima a denunciare l'uomo nel 2008. Oggi il giudizio, svoltosi a porte chiuse, è slittato al 5 aprile quando verranno sentiti alcuni testimoni e i consulenti tecnici.
I fatti, cominciati diverso tempo fa, quando la vittima era ancora una bimba, riguarderebbero un periodo di circa trent'anni. La donna, ora 41enne sposata con figli, si è costituita parte civile. Avrebbe deciso di sporgere denuncia contro suo padre, ora settantenne, per il timore che le violenze potessero in qualche modo ripetersi sulla figlioletta.
Secondo l’accusa, la vittima, negli anni, avrebbe confidato a varie persone gli abusi che stava subendo senza però denunciare l’accaduto all’autorità giudiziaria, almeno fino al 2008. Gli episodi più vecchi sarebbero in ogni caso prescritti e oggetto del processo saranno solo i più recenti.
L’imputato respinge le accuse. Dalla prossima udienza, con testimonianze e relazioni tecniche, si entrerà nel vivo del dibattimento, che dovrà chiarire la vicenda e le eventuali responsabilità dell’uomo, che deve rispondere di violenza sessuale aggravata.
mercoledì 24 novembre 2010
Argentina: abusa della figlia per 30 anni, nati 10 figli.La Polizia:abituali gli abusi in famiglia nella zona
Fonte: Ansa
23 novembre 2010
giovedì 9 aprile 2009
DON RUGGERO CONTI CHIEDE RITO ABBREVIATO
Roma, 9 apr. (Apcom) - Giudizio immediato per don Ruggero Conti, il sacerdote finito in carcere il 30 giugno scorso, nell'ambito di una inchiesta su una serie di episodi di abuso, avvenuti nell'arco degli ultimi dieci anni, nel corso di diverse attività parrocchiali della chiesa 'Natività di Maria Santissima', in via di Selva Candida, alla periferia della Capitale. Dopo la richiesta di rinvio a giudizio della Procura per i reati di prostituzione minorile e atti sessuali su minori, la scelta difensiva del prete è stata quella di andare direttamente in aula, davanti ai giudici, evitando l'udienza preliminare. Il processo a carico di don Ruggero è stato per il 16 giugno prossimo, davanti alla VI sezione del tribunale. Il pm Francesco Scavo ha ricostruito, nell'atto d'accusa, tutta una serie di vicende che coinvolgono 7 ragazzi. A don Ruggero è contestato il fatto di aver approfittato di una "persona a lui affidata per ragioni di educazione culturale e religiosa, di istruzione nonchè di vigilanza e custodia, con l'aggravante di aver commesso il fatto con abuso dei poteri e/o comunque in violazione dei doveri derivanti dalla qualità da lui rivestita di ministro di culto".
Nel settembre scorso, dopo che il riesame aveva rigettato una istanza della difesa, il gip aveva concesso a don Ruggero gli arresti domiciliari. In seguito alla nuova legge varata dal governo sugli stupri il pm, che si era opposto alla attenuazione della misura cautelare, aveva ottenuto che don Ruggero tornasse in cella. Contro la nuova ordinanza di custodia cautelare e dopo che è stato confermato che le condizioni di salute di don Ruggero non sono incompatibili con il carcere, il difensore ha scelto di ricorrere in Cassazione. Secondo il capo d'imputazione don Ruggero approfittò dei minori in occasione di alcuni campi scuola, durante le feste di Pasqua, alla fine della scuola, durante la pausa del Natale. La dinamica descritta è quasi sempre la stessa. Il giovane che frequentava i locali della parrocchia veniva attirato in altre stanze e qui costretto a soggiacere ai desideri del sacerdote. In cambio alcuni potevano avere piccole somme, dai 10 ai 30 euro, o altro, come capi d'abbigliamento.
Don Ruggero fu arrestato prima di partire per Giornata mondiale della gioventù, in Australia. Proprio quella progettata trasferta fu uno dei motivi d'urgenza che indussero il giudice ad emettere l'ordinanza di custodia cautelare. Dalle intercettazioni emergeva il fatto che il sacerdote chiamava i ragazzi che dovevano partire con lui. La Procura, che ha tra i testi d'accusa anche alcune persone che ebbero come insegnante di educazione sessuale, a Legnano, don Ruggero quando ancora non aveva preso i voti, sarebbe intenzionata a chiamare come testimone anche monsignor Gino Reali. Il vescovo di Santa Rufina, quale diretto superiore del sacerdote, non avrebbe dato peso ad alcune denunce che gli erano state fatte dai ragazzi avvicinati da don Ruggero. Molte volte però a non credere alle vittime del pedofilo in abito talare erano però anche gli stessi genitori dei ragazzi.
Pedofilia, don Ruggero in cella per impedire viaggio alle Gmg di Sidney
ROMA (9 aprile) - Stava per partire per Sidney in Australia per partecipare alla Giornata mondiale della gioventù in programma dal 12 al 21 luglio dello scorso anno. E fu anche per impedire quel viaggio, che avrebbe fatto con alcuni ragazzi della parrocchia, che don Rugggero Conti, l'ex parroco 56enne di Selva Candida a Roma, fu arrestato dai carabinieri nell'ambito dell'inchiesta del pm Francesco Scavo.
Il sacerdote, accusato di atti sessuali con minorenni e prostituzione minorile aggravata, resterà in carcere, dove è tornato nelle scorse settimane per effetto delle nuove norme in materia di stupri, fino al 16
giugno prossimo quando comincerà il processo a suo carico.
La difesa di don Ruggero, rappresentata dall'avvocato Patrizio Spinelli, ha infatti chiesto il rito immediato. Secondo quanto si è appreso il pm nella lista testi citerà anche monsignor Gino Reali, vescovo della diocesi di Santa Rufina, al quale si sarebbero rivolti negli anni scorsi in giovani, ora adulti, che avrebbero subito le violenze sessuali dall'ex parroco.
Secondo l'accusa don Ruggero, già parroco della parrocchia romana della Natività di Maria Santissima, in via di Selva Candida, avrebbe abusato tra il 1998 e il 2008 di sette ragazzi affidati alle sue cure in oratorio e nei campi estivi. L'accusa di prostituzione minorile fa riferimento a due episodi: si tratta di due ragazzi che sarebbero stati indotti «a compiere e/o subire atti sessuali - è scritto nel capo d'imputazione - in cambio di denaro o altra utilità (in genere capi di abbigliamento)».
Nel corso delle indagini sarebbero emersi altri casi di abusi compiuti in Lombardia e risalenti a 25 anni fa, a Legnano, dove Don Ruggero, non ancora ordinato prete, insegnava educazione sessuale in una scuola. Tra questi casi quello di una violenza consumata su un giovane, oggi quarantenne. Per le violenze la procura non potrà procedere, perché prescritte, ma le presunte vittime potrebbero essere chiamate a testimoniare in caso di processo.
IL MESSAGGERO 9 APRILE 2009
venerdì 27 marzo 2009
Torino, Incesto: La famiglia degli orrori, ragazza violentata per 25 anni
Prima pagina Torino la Repubblica.it del 27/03/2009
Un incesto durato 25 anni, una vita intera vissuta in condizioni di schiavitù e maltrattamenti, senza libertà e nemmeno luce elettrica. È una storia terribile di violenze sessuali, abusi e soprusi all´interno di una famiglia torinese, emersa grazie a mesi di indagini della polizia: un padre ha violentato la figlia da quando aveva 9 anni, e ha passato "l´esempio" al figlio che a sua volta ha perpetrato gli stessi abusi sia sulla sorella che sulle sue quattro figlie. Una storia che ricorda quella austriaca del padre-mostro Joseph Fritzl.
Ora il padre-padrone (63 anni, di origine foggiana, che nella vita raccoglie e vende ferro) è finito in carcere così come suo figlio di 40 anni. Le relazioni incestuose sono state scoperte grazie alle intercettazioni, ma in famiglia, secondo gli inquirenti, tutti sapevano delle violenze. Vigeva però la legge che la primogenita dovesse essere del padre. Un oggetto di sua proprietà. Ora Laura, che oggi ha 34 anni, e le sue nipotine, dell´età di 6, 8, 12 e 20 anni, sono state portate in comunità, dove gli psicoterapeuti stanno tentando di aiutarle. «Non è una storia facile da raccontare - ha spiegato il procuratore aggiunto Pietro Forno che ha coordinato l´inchiesta - e c´è voluto molto tempo per riuscire a scoprire cosa accadesse fra quelle mura domestiche».
L´indagine parte a ottobre del 2008, quando Laura, accompagnata dai genitori, si rivolge alla polizia, denunciando suo fratello, venditore ambulante come il padre: «Mi ha violentato due volte e mi ha costretta a rimanere in casa sua per due settimane». Dalle indagini emerge che in realtà la donna ha da anni una relazione incestuosa con il padre. Una relazione che dura da 25 anni. La donna è tenuta quasi in schiavitù: non può uscire senza il genitore. Non ha terminato gli studi oltre la seconda media. In casa, nella sua camera, non può avere la luce elettrica.
Ma nel frattempo la polizia continua a indagare sul fratello: le intercettazioni permettono di svelare un quadro altrettanto agghiacciante. L´uomo, secondo l´accusa, abusava a turno delle figliolette di 6, 8, e 12 anni, costringendole anche ad assistere ai rapporti sessuali. Anche la figlia di 20 anni, ormai fuori casa, ha raccontato di essere stata violentata da quando aveva 9 anni. Nel 1994 un´altra perizia del tribunale aveva descritto come «inattendibile» la figlia abusata dal padre-padrone . «In quel caso la donna era stata costretta dal padre a denunciare uno zio. Lui si era difeso spiegando la verità, ovvero che era il padre ad averla violentata - ha spiegato Forno - Purtroppo l´esito di quella perizia ha fatto sì che gli abusi sessuali siano continuati per altri 15 anni».
(27 marzo 2009)
giovedì 26 marzo 2009
PREMI: INCHIESTA GRINZANE, NUOVO INTERROGATORIO PER SORIA
Gia' la scorsa settimana Soria era stato sentito dalla Procura facendo parziali ammissioni e in seguito agli interrogatori il suo legale, l'avvocato Roberto Piacentino, aveva fatto istanza di revoca della custodia cautelare in carcere. Richiesta che e' stata respinta dal gip sabato, anche su parere conforme della Procura. In seguito a questo il difensore ha gia' fatto ricorso al Tribunale del Riesame. Soria e' indagato per malversazione e violenza sessuale.
Grinzane Cavour/ Legale Soria:Oggi interrogatorio di manutenzione
Udienza per Riesame fissata il 31 marzo
Torino, 25 mar. (Apcom) - "E' stato un interrogatorio lungo e approfondito, che definirei di manutenzione cioè con l'esame di maggiori dettagli. Credo che la situazione da un punto di vista probatorio sia stazionaria". Questo il commento del legale difensore di Giuliano Soria, Roberto Piacentino, al termine dell'interrogatorio che si è svolto oggi a Torino durante il quale Giuliano Soria è stato sentito dai pubblici ministeri Longi, Demontis, Viglione e Forno. L'interrogatorio era cominciato questo pomeriggio alle 15 ed è terminato alle 18.40. Piacentino ha poi ribadito la disponibilità di Giuliano Soria a chiarire tutti i particolari e ha affermato che non c'è stato alcun allargamento: "Il professore si è messo a disposizione per chiarire tutto quello che sarà necessario - ha dichiarato - ci sarà più avanti una rivisitazione con i documenti alla mano; non c'è stato alcun allargamento nè delle contestazioni nè del materiale probatorio. La Procura e la Finanza stanno lavorando nel dettaglio". Riguardo alla liquidazione dell'associazione fondata da Soria Piacentino ha dichiarato che l'ex patron del Premio Grinzane Cavour "non ha commentato in alcun modo. Soria ha preso le distanze dalla situazione preesistente, dagli errori commessi in passato che ha ammesso e si sta sforzando di capire". L'udienza al Tribunale della Libertà è stata fissata per il prossimo 31 marzo.
25 marzo ansa-