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venerdì 7 agosto 2009

GIULIANO SORIA E' LIBERO:REVOCATO OBBLIGO DI FIRMA

Il giudice revoca la misura dell’obbligo di firma. Lo scrittore attende adesso la chiusura indagini

Fine di un incubo: Giuliano Soria
è un uomo libero

TORINO 06/08/2009 - Da lunedì scorso Giuliano Soria è di nuovo un uomo libe­ro. Il giudice per le indagini preliminari Silvia Salvadori ha infatti accolto la richiesta pre sentata dall’avvocato difensore Roberto Piacentino e revocato all’ex patron del Premio Grin zane Cavour la misura dell’ob bligo di firma presso il com missariato di polizia di via Ver di. Dopo tre mesi passati in galera e un altro mese e mezzo trascorso nella propria abita zione di via Montebello (ma con l’obbligo di presentarsi quasi ogni giorno presso il commissariato Centro), adesso il professore non ha più vincoli né divieti. È a tutti gli effetti un uomo libero, dovrà solo atten dere la chiusura delle indagini preliminari dell’inchiesta giu diziaria che ha travolto lui e il fratello Angelo. Indagini che con tutta probabilità verranno chiuse a settembre dai due so stituti procuratori Valerio Lon gi e Stefano Demontis.

Le accuse mosse a Soria dai due magistrati sono quelle di malversazione ai danni dello Stato e violenza sessuale. Era stato il maggiordomo persona le del professore, il giovanissi mo Natish, a denunciare in procura l’ex patron del Grinza ne Cavour. Il ragazzo, origina rio delle Mauritius, aveva rac contato di aver subito in diver se occasioni attenzioni “parti colari” da parte dell’uomo. Aveva raccontato, Natish, di essere rimasto vittima di mole stie sessuali. Molestie che lui, però, aveva prontamente ripre so e registrato con un telefoni no. Quelle immagini erano sta te poi consegnate in procura e avevano consentito alla magi stratura di aprire un fascicolo a carico di Giuliano Soria. Un fascicolo per violenza sessuale. Ma accanto al reato di violenza sessuale era poi comparso an che quello di malversazione ai danni dello Stato. Si legge, nel le carte dei pm, che Soria avrebbe fatto un uso privato e illecito di una parte dei fondi destinati alla fondazione che presiedeva.

L’accusa di mal versazione riguarda l’utilizzo a scopi personali di 915mila eu ro di finanziamenti pubblici. Sarebbero quattro, in particola re, gli episodi contestati dalla magistratura: l’acquisto di un’abitazione in via Montebel lo, la ristrutturazione di alloggi a Ospedaletti e Parigi, i lavori compiuti nel castello di Costi gliole d’Asti.
Ma non finisce qui, almeno per la famiglia Soria. Perché in car cere viene trasferito anche An gelo, fratello di Giuliano. Per l’ex responsabile della comu nicazione istituzionale della Regione Piemonte le porte del le Vallette si spalancano la sera del 17 aprile scorso. Angelo è accusato di concorso in pecula to per una cifra di circa 400 mila euro. Secondo la procura di Torino, agendo nella sua ve ste di pubblico ufficiale Angelo Soria si sarebbe appropriato di 400 mila euro «disponendo di tale importo in più soluzioni, adottando undici determina zioni di spesa, senza alcuna ragionevole giustificazione, in favore di private associazioni che, seppure formalmente pre siedute da terze persone, erano in realtà gestite in via esclusiva dal fratello Giuliano che richie deva le erogazioni patrimonia li che Angelo Soria puntual mente disponeva in suo favore, per iniziative cui in realtà le associazioni richiedenti erano del tutto estranee». Neppure una settimana fa, ad Angelo Soria è stata revocata la misura degli arresti domiciliari. Misu ra sostituita con l’obbligo di dimora nei comuni di Asti e di Portacomaro, dove l’ex funzio nario regionale risiede da an ni.

Giovanni Falconieri

venerdì 12 giugno 2009

Il patron del Grinzane scarcerato dopo tre mesi: "Vive nell'ossessione della privacy"

Un altro Soria, libero e sconfitto

Giuliano Soria nella sua casa torinese, visibilmente invecchiato

MASSIMO NUMA, NICCOLÒ ZANCAN

TORINO

Con più capelli bianchi e almeno dieci chili in meno, ieri mattina alle otto il professor Giuliano Soria è tornato a casa. Tre mesi di carcere l’hanno profondamente provato. «Un’esperienza molto dura - dice l’avvocato Roberto Piacentino - specie per una persona abituata a tutt’altro tipo di vita».

Era famoso, riverito, aveva 14 mila numeri di telefono nella rubrica, aveva viaggi, cene di gala e una cantina piena di «Barolo Letterario». Ora il professore ricomincia da uomo libero con obbligo di firma, in attesa del rinvio a giudizio. Ricomincia dalla stesso palazzo di via Montebello, con vista Mole Antonelliana, che intreccia tutti i nodi dello scandalo. Ieri mattina, per pochi secondi, si è affacciato al balcone. Sembrava frastornato.

Al primo piano c’erano gli uffici del Premio Grinzane Cavour, ormai fallito e ripudiato da tutti gli estimatori. Al terzo piano, il grande alloggio comprato attraverso il reato di malversazione, come da sua stessa ammissione. Sempre lì, nelle stanze ristrutturate con fondi pubblici, si sarebbero consumati i reati di cui lo accusa l’ex domestico Nitish, un ragazzo di 23 anni originario di Mauritus: violenza sessuale, maltrattamenti, sfruttamento del lavoro clandestino.

Per cinque giorni alla settima, Giuliano Soria dovrà presentarsi negli uffici del commissariato Centro e firmare il registro, come altri 15 ex detenuti che vivono nella zona. «Non può venire la polizia a casa mia?», ha domandato. «È per ragioni di privacy», ha provato a spiegare. Risposta negativa. Salvo diversa disposizione del giudice.

Giuliano Soria non parla, non si fida più di nessuno, è ossessionato dalla privacy. Al punto che ieri mattina, quando ha saputo che i fotografi lo stavano aspettando davanti al carcere, ha chiesto di cambiare protocollo. È passato dall’aula bunker, verso un’uscita secondaria. Poi l’hanno caricato su un furgone della ditta che si occupa della manutenzione. Una ragazza alla guida e lui dietro, fra gli attrezzi da lavoro.

È stato anche - forse soprattutto - il ritorno dall’anziana madre, a cui Giuliano Soria è legatissimo. «L’ho visto smarrito - spiega il custode - con il terrore di guardarla negli occhi da uomo sconfitto». Perché lo scandalo Grinzane è anche una storia di famiglia. Il fratello Angelo, ex dirigente della Regione Piemonte, sponda decisiva per ottenere fondi pubblici, è ancora in carcere. Accusato di peculato continuato in concorso.

«È successo tutto molto in fretta - spiega l’avvocato Piacentino - Giuliano Soria si è visto travolto in tutti gli aspetti della sua vita». In molti, ieri, gli hanno chiesto di parlare, magari di togliersi qualche sassolino dalle scarpe. Ha ricevuto le telefonate di diversi direttori di giornali. Ma il professore, che aveva fatto delle pubbliche relazioni l’arma principale della sua scalata al successo, per ora preferisce tacere.

Tace da mesi, in verità. L’ultima intervista è del 13 febbraio, ad indagini appena iniziate: «È una trappola, un complotto, non ho mai avuto un maggiordomo in vita mia...». Il giorno dopo, commentando i titoli dei giornali con un collaboratore: «Scrivono di me al passato, mi danno già per morto». Poi, silenzio. Interrotto solo da uno sfogo disperato: «Tutti in città sanno che ho un carattere schifoso, ma non sono il mostro di Düsseldorf. Abbiate pietà...». L’arresto è del 12 marzo. Per gli investigatori Giuliano Soria ha ammesso solo quello che non poteva non ammettere.

la stampa 12 giugno 2009

mercoledì 1 aprile 2009

Giuliano Soria: aggiornamenti 1 aprile

Altra scena, Soria urla: «Nitish! Questo cappuccino fa schifo. Ti tolgo 50 euro dallo stipendio...» La madre annuisce




Torino. Una famiglia all’antica quella dei Soria, uniti negli affetti come negli affari. I fratelli Giuliano e Angelo e l’anziana madre Jolanda Beccaris, 83 anni portati con classe ed eleganza, hanno dato vita ad un «sistema Soria» dove ognuno aveva il suo ruolo e il suo tornaconto.
Il volto noto, il personaggio pubblico era lui, Giuliano: sempre sorridente nelle fotografie e gentile durante le interviste, a lui arrivavano i finanziamenti regionali che in pochi anni lo hanno reso un uomo famoso e potente, con il soprannome «Mister Premio». Più schivo il fratello Angelo che si era ritagliato un ruolo defilato, da dietro le quinte, ma di grande importanza: firmare le delibere regionali attraverso le quali finanziare il Premio Grinzane e altre società collegate. Poi c’era lei, la mamma. Coccolata così come lei, a suo tempo aveva fatto con i due figli. Un affetto che, quantificato in denaro, era pari a 5mila euro l’anno che riceveva per tenere in ordine i conti del Grinzane. Una piccola somma, che però fa capire come funzionasse l’impresa Soria. In uno dei tre filmati registrati di nascosto dal giovane maggiordomo che ha incastrato Giuliano Soria si vede anche donna Jolanda: seduta in poltrona accanto al figlio, annuisce in segno di approvazione per i rimproveri rivolti in malo modo al domestico.
Se Giuliano era la mente e Angelo la cassaforte, la madre era la contabile della «Soria family». Il primo sfornava idee che si trasformavano in manifestazioni, premi e mostre; il secondo procurava i finanziamenti, erogati - evidentemente - senza dover rendere conto a nessuno e la madre teneva i conti, cancellando così ogni confine tra pubblico e privato. Angelo Soria - ora in ferie - era direttore del settore comunicazione istituzionale della giunta regionale del Piemonte e - come sembrano aver accertato gli inquirenti - concedeva denaro pubblico al fratello Giuliano e all’amico socio in affari Bruno Libralon. Quest’ultimo è un imprenditore che ha fondato l’Icif, l’Italian culinary institute for foreigners, una scuola di cucina per stranieri. Tra le sue sedi il castello di Costigliole d’Asti, il maniero da anni in ristrutturazione con denaro pubblico, in gestione a Giuliano Soria e al suo Premio. Libralon è anche socio in affari con Angelo dal 2005, quando fondarono la Everything, che «organizza fiere, mostre, esposizioni, convegni e manifestazioni simili». La srl non riceveva contributi regionali che però finiscono nelle casse dell’Icif. Soria firma i documenti con contributi e affida incarichi a trattativa privata alla scuola diretta dal socio: dal 2005 al 2008 le risorse sono di 917mila euro. Non sempre gli impegni di spesa di Angelo finivano al fratello tramite il Premio Grinzane, ma attraverso un’altra associazione collegata: la «Civiltà dei territori letterari» che nel solo agosto del 2007 riceve 30mila euro. Il tutto riporta sempre a Giuliano Soria: i luoghi e i tempi sono quelli dei vari Premi Grinzane. E la sede della «Civiltà dei territori letterari» è nei locali di piazza Castello 9 a Torino, quartier generale di Antenna culturale europea, altra creatura di «Mister Premio».
Sulle operazioni che riguardano finanziamenti pubblici e fatturazioni emesse a carico del Premio Grinzane, si concentrano le indagini che puntano a stabilire le modalità di alcuni stanziamenti regionali a firma di Angelo Soria, che negli ultimi tre anni ammontano a un milione 950mila euro, erogati con criteri che gli inquirenti definiscono «quantomeno bizzarri».

il giornale 1 aprile 2009

giovedì 26 marzo 2009

PREMI: INCHIESTA GRINZANE, NUOVO INTERROGATORIO PER SORIA

Torino, 25 mar. - (Adnkronos) - Quattro giorni dopo la decisione del gip di respingere la richiesta di scarcerazione o, in subordine, di arresti domiciliari, l'ex presidente dell'associazione Premio Grinzane Cavour, Giuliano Soria, e' tornato davanti ai magistrati per un nuovo interrogatorio.

Gia' la scorsa settimana Soria era stato sentito dalla Procura facendo parziali ammissioni e in seguito agli interrogatori il suo legale, l'avvocato Roberto Piacentino, aveva fatto istanza di revoca della custodia cautelare in carcere. Richiesta che e' stata respinta dal gip sabato, anche su parere conforme della Procura. In seguito a questo il difensore ha gia' fatto ricorso al Tribunale del Riesame. Soria e' indagato per malversazione e violenza sessuale.

Grinzane Cavour/ Legale Soria:Oggi interrogatorio di manutenzione

Udienza per Riesame fissata il 31 marzo


Torino, 25 mar. (Apcom) - "E' stato un interrogatorio lungo e approfondito, che definirei di manutenzione cioè con l'esame di maggiori dettagli. Credo che la situazione da un punto di vista probatorio sia stazionaria". Questo il commento del legale difensore di Giuliano Soria, Roberto Piacentino, al termine dell'interrogatorio che si è svolto oggi a Torino durante il quale Giuliano Soria è stato sentito dai pubblici ministeri Longi, Demontis, Viglione e Forno. L'interrogatorio era cominciato questo pomeriggio alle 15 ed è terminato alle 18.40. Piacentino ha poi ribadito la disponibilità di Giuliano Soria a chiarire tutti i particolari e ha affermato che non c'è stato alcun allargamento: "Il professore si è messo a disposizione per chiarire tutto quello che sarà necessario - ha dichiarato - ci sarà più avanti una rivisitazione con i documenti alla mano; non c'è stato alcun allargamento nè delle contestazioni nè del materiale probatorio. La Procura e la Finanza stanno lavorando nel dettaglio". Riguardo alla liquidazione dell'associazione fondata da Soria Piacentino ha dichiarato che l'ex patron del Premio Grinzane Cavour "non ha commentato in alcun modo. Soria ha preso le distanze dalla situazione preesistente, dagli errori commessi in passato che ha ammesso e si sta sforzando di capire". L'udienza al Tribunale della Libertà è stata fissata per il prossimo 31 marzo.
25 marzo ansa-

sabato 14 marzo 2009

Soria: Sotto antidepressivi pensa al suicidio

"Trattato peggio del mostro di Düsseldorf"


Guardia di Finanza e vigili del fuoco ieri sotto casa di Soria







"Vedo tutta la mia vita andare in pezzi. Sono un uomo morto, penso al suicidio"
NICCOLÒ ZANCAN
TORINO
Pietà. Giuliano Soria ripete cinque volte questa parola prima di salutare. La pronuncia con una lentezza esasperata, la voce stanca, di sofferenza pura: «Parlo della pietas che si deve a tutti, sempre e comunque. Avete scritto ogni giorno due pagine su di me, non dico che avete fatto male. Ho avuto rapporti molto schietti con i giornali, li rispetto. Ma sono stato trattato peggio del mostro di Düsseldorf. Io un mestiere come il vostro non sarei mai capace di farlo». Per giorni il professor Giuliano Soria è rimasto fedele al consiglio dell’avvocato Claudio Morra, membro del consiglio di amministrazione del Premio Grinzane Cavour. Silenzio. Controllatissimo. Un’ostinata e per lui inconsueta rinuncia alla parola: «Grazie, ma preferisco non parlare. Magari un giorno farò un’intervista, magari persino una conferenza stampa, ma non adesso». Fino a una sera di dolore più forte, forse di una solitudine troppo acuta, quando il professore decide di sfogarsi: «Si spiegherà tutto, prima o poi, di questa tragedia. Ne sono sicuro. Lo dico con le lacrime agli occhi. Per me è una persecuzione. Non sto scherzando. Qualcuno ha deciso di distruggermi. Adesso sono danneggiato fisicamente e mentalmente. Ci sono sintomi precisi: qualsiasi psicanalista lo sa bene. Quando vedi la tua vita intera andare in pezzi. Ma chi mi rifonderà i danni? Ormai sono un uomo finito, morto».

Negli ultimi giorni gli erano rimati accanto in due. I suoi due collaboratori più stretti. Stefano Bellu e Davide Agnello, forse gli unici a non aver abbandonato il Grinzane che stava affondando. «Devo dire grazie ai pochi amici che mi sono rimasti. Ho pensato al suicido molte volte in questi giorni. La tentazione di buttarmi giù dalla finestra è forte, ora so cos’è la depressione». Ondate di malinconia. Rapidi scatti di orgoglio. Attimi di rabbia soffocata. Come a domanda precisa sulle accuse di maltrattamento e violenza sessuale: «Certe frasi estrapolate dal contesto hanno un senso completamente diverso. Ma poi lo sanno tutti in città che io ho un carattere di merda». L’ultimo giorno è stato di sconforto puro. Tutto incentrato sull’appuntamento con il nuovo avvocato, Roberto Piacentino. Alle cinque il professore ha saluto Stefano Bellu in partenza per Roma, un abbraccio commosso notato da molti dipendenti del Grinzane Cavour. Al primo piano di via Montebello, negli uffici perquisiti, svuotati di pratiche, senza telefonate da giorni.

Poi l’hanno visto passare ancora una volta dalle cantine, con una piccola valigetta in mano, per raggiungere l’uscita secondaria di via Montebello. Non voleva farsi vedere. Non così. Provato, ingrassato, la barba lunga e un cappottone blu. Si è fatto accompagnare in corso Matteotti, voleva discutere la sua strategia difensiva. Ma non ha fatto in tempo. Gli agenti lo hanno bloccato nella sala d’aspetto dello studio legale. Quindi riaccompagnato a casa a prendere il necessario. Soria è sceso dall’Alfa degli agenti della polizia giudiziaria, che cercavo di proteggerlo dai curiosi, come un uomo che si stava incamminando verso il nero più nero. Un signora, commerciante della zona, ha detto seria: «Dovremmo tirargli le monetine, come a Craxi». Qualcuno, al bar dell’angolo, ha stappato delle bottiglie di spumante.

«Festeggiamo la liberazione dall’arroganza di Soria». Lui, in questi giorni d’inchiesta, si è sempre sentito una vittima: «Ho dedicato 28 anni al Grinzane, non ho ammazzato nessuno, mi rendo conto che questo è uno sfogo da depresso. Ma c’è una domanda che mi tormenta: a Torino chi è stato trattato peggio di me? Ci penso continuamente. Mi rispondo che forse solo Luigi Odasso, il direttore generale delle Molinette accusato di aver preso tangenti, è stato sputtanato così. Non è normale. Ci vuole pietà». Ma quello del professore è uno sfogo che non ammette domande: «In questi giorni avrei voluto rispondere, controbattere. Su ogni articolo avrei voluto dire, ma non posso. Ci difenderemo davanti al giudice». Prima Giuliano Soria dice ancora una cosa, sembra quasi un messaggio in codice: «In questo momento, nel mondo, ci sarà uno stupratore, uno spacciatore di cocaina, qualcuno più riprovevole di me? Io dico di sì. Invece sembra che io sia il peggiore di tutti. Avevo un po’ di fama, qualche conoscenza, un premio letterario apprezzato da molti. Ora sono solo, come il peggiore di tutti i malvagi».
La Stampa 14 marzo 2009

venerdì 13 marzo 2009

Inchiesta Grinzane, pm: Soria suggerì a impiegata calunnia


Accusa di malversazione: usò soldi pubblici per scopi privati
Carcere per rischio reiterazione reato e inquinamento prove



TORINO (13 marzo) - Reiterazione del reato e inquinamento delle prove: sono questi i rischi che hanno portato la procura di Torino a ottenere l'arresto di Giuliano Soria, patron del “Grinzane Cavour". Il pericolo di inquinamento è stato considerato sia per quel che riguarda il filone d'inchiesta sulla malversazione, sia quello sulla violenza sessuale, mentre la reiterazione è stata considerata solo per il reato di malversazione. Gli inquirenti si sono decisi a intervenire dopo aver scoperto una serie di episodi, grazie anche - come ha spiegato il procuratore aggiunto Pietro Forno nel corso di una conferenza stampa - alle intercettazioni telefoniche. In una di esse si sente Soria rimproverare aspramente una collaboratrice perchè, durante una perquisizione, avrebbe dovuto - secondo lui - buttarsi per terra e fingere di essere stata molestata da uno degli investigatori.

Malversazione. Soria è stato arrestato per aver usato a scopi personali 915 mila euro di finanziamenti pubblici. A questo si riferisce l'accusa di malversazione mossa dalla procura. Avrebbe impiegato una parte dei fondi ricevuti dal ministero dei Beni Culturali, Regione Piemonte e altri enti pubblici, per lavori legati alle sue abitazioni private a Torino, Ospedaletti (Imperia) e Parigi.

L'ultimo sfogo. «La mia paura? Che muoia il premio che ho fondato e fatto crescere come un figlio: io che di figli non ne ho avuti. Poi, ho una paura che è di queste ore: un'angoscia che non riesce a farmi passare neppure il mio avvocato...», cioè «di finire in prigione: non mi sento un malfattore e non credo di aver ucciso o stuprato nessuno». È l'ultimo sfogo di Giuliano Soria in un'intervista rilasciata a Repubblica negli ultimi giorni di febbraio, quando la bufera, cominciata con l'accusa di molestie sessuali da parte di un maggiordomo e finita con l'arresto di ieri, è già nel pieno.

Altri due indagati a piede libero. Sono altri due gli indagati a piede libero nell'ambito dell'inchiesta. Da questa mattina sono in corso nuove perquisizioni in abitazioni private di persone legate in qualche modo a Soria e coinvolte nell'inchiesta, e anche in Regione, negli uffici competenti, dove i militari della Guardia di finanza stanno raccogliendo documentazione necessaria per gli accertamenti sui finanziamenti concessi al Premio.
Il Messaggero 13 marzo 2009

martedì 10 marzo 2009

Angelo Soria ha chiesto il trasferimento e intanto va in ferie


Angelo Soria direttore della comunicazione istituzionale della giunta


Bresso: è solo un problema di opportunità
MAURIZIO TROPEANO
TORINO
Angelo Soria, direttore del settore comunicazione istituzionale della giunta regionale, ha chiesto alla presidente Mercedes Bresso, di essere trasferito ad altro settore. Da ieri intanto, il dirigente, fratello di Giuliano patron del Premio Grinzane, si è preso un mese di ferie. La «zarina» cercherà in tutti i modi di assecondare la richiesta «sia per sua tutela sia per evitare la paralisi dell’attività regionale in quel settore».

Bresso, però, sottolinea anche che «ad oggi esiste solo un problema di opportunità e non esistono atti che abbiano una qualche rilevanza di carattere giuridico per la nostra amministrazione». E aggiunge: «Toccherà alla magistratura verificare se Soria abbia commesso delle scorrettezze abusando della propria posizione di dirigente regionale».

La questione dell’opportunità della presenza di Angelo Soria alla guida della comunicazione istituzionale nasce da un conflitto di interesse che fa capo ad una società la Everything che lo stesso Soria e lo chef Bruno Libralon fondano il 20 gennaio 2005. La Srl. non riceve contributi regionali ma i fondi arrivano all’Icif, Istituto Italiano di cucina per stranieri, diretto proprio dal grande cuoco. Di fatto Soria firma i documenti con contributi e affidamenti di incarichi a trattativa privata alla scuola diretta dal suo socio. Nel solo 2005 quei fondi ammontano a 333.330 euro. Nel triennio 2005/2008 le risorse complessive sono 917 mila euro, l’81,5% in più di quelle assegnate all’Icif dal 2000 al 2004.

Da notare anche che Soria era solito archiviare le determine di contributi e/o affidamenti di incarichi all’Icif allegando un documento dove si spiegava che l’attività svolta era conforme agli indirizzi della politica regionale in materia di promozione e comunicazione istituzionale e a riprova di questa affermazione inseriva l’elenco dei partecipanti istituzionali ai vari tour internazionali e cioè assessori e consiglieri regionali.

Resta da capire quali siano stati i rapporti tra l’Icif e la Everything. Nel bilancio 2006 della società alla voce crediti sono stati iscritti 427 euro da riscuotere dall’Istituto di formazione culinaria su crediti complessivi di circa 35 mila euro.

Adesso è iniziato il complesso gioco ad incastro che dovrebbe permettere il trasferimento di Angelo Soria, riconfermato nell’incarico dirigenziale a gennaio. Difficile un declassamento. La Giunta adesso dovrà individuare un dirigente disponibile allo scambio con Soria. Bresso comunque si dice garantista perché «non si possono basare le decisioni sulle campagna stampa senza conoscere che cosa troverà la magistratura».

Intanto ieri mattina l’assessore regionale alla Cultura, Gianni Oliva, ha incontrato i sindaco di Grinzane Cavour, Costigliole d’Asti, Alba e Santo Stefano Belbo e i consiglieri regionali Mariano Rabino e Alberto Cirio per cercare di dare continuità al premio Grinzane. Nel corso dell’incontro è stata condivisa l’idea di rilanciare il premio ripartendo dal territorio. Spiega Oliva: «Pur mantenendo un doveroso atteggiamento garantista, non possiamo negare che, senza interventi, si rischia la paralisi».

La Regione sta perseguendo la strada di un rinnovo del Consiglio d’amministrazione dell’Associazione con lo scioglimento di quello attuale per «ridare slancio alle varie iniziative». In questo scenario gli enti locali hanno chiesto di poter nominare uno o più consiglieri. Il più accreditato sembra essere il sindaco di Alba, Giuseppe Rossetto.
la stampa 10 marzo 2009

VIAGGI

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