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venerdì 27 marzo 2009

Don Caccia, centinaia di persone in visita alla camera ardente

Fedeli in preghiera davanti alla bara di don Silvano (foto Brianza)

Giussano - Sono previste almeno tremila persone, domani, per il funerale di don Silvano Caccia, morto tragicamente giovedì scorso nel rogo della sua auto in un parcheggio in costruzione lungo l'autostrada A4. A celebrarlo sarà il cardinale Dionigi Tettamanzi, nella basilica dei Santi Filippo e Giacomo.

Camera ardente - Da ieri è un via-vai continuo di persone dalla camera ardente allestita all'oratorio di via Massimo d'Azeglio. I familiari, la mamma Anne e i fratelli e le sorelle straziati dal dolore, hanno ricevuto le condoglianze di centinaia di fedeli, oltre che delle autorità cittadine, sindaco in testa. Una processione senza fine che continuerà anche per tutta la giornata di oggi (la camera ardente resterà aperta fino alle 23). La veste bianca di don Silvano con la stola che raffigura l’effigie di San Paolo copre la bara. Ieri sera, in basilica, si è tenuta una veglia di preghiera presieduta dal vicario episcopale monsignor Armando Cattaneo. Oggi alle 15.00 e alle 18.30, in oratorio, verrà celebrato il rosario comunitario.

Il funerale - Domattina alle 9.30 partirà il corteo funebre dall’oratorio con l’accompagnamento, condizioni meteorologiche permettendo, dei corpi musicali Dac e Santa Margherita di Paina. La bara sarà portata a spalla, in ogni caso, dagli Alpini di Giussano attraverso via Cavour, piazza Roma e piazza San Giacomo. Si prevede la presenza di almeno cinquanta sacerdoti, tra compagni di messa di don Silvano, preti della Diocesi, vescovi ambrosiani, vicari, e un enorme afflusso di fedeli, da Giussano e dalla Lombardia tutta.

L'organizzazione - Gli organizzatori invitano i giussanesi a non usare la macchina per recarsi in chiesa. Tutto il centro, da via Massimo d’Azeglio a via Alberto da Giussano, sarà chiuso al traffico. Si potrà parcheggiare nell’area del mercato, in via Cavour e vicino alla baita degli alpini. In basilica saranno riservate alcune file per i familiari, gli amici di don Silvano e per le autorità. L’altare del Sacro Cuore sarà riservato alle associazioni e quello della Madonna a chierichetti e seminaristi. All’esterno della basilica tutti i parcheggi saranno riservati ai sacerdoti, ai familiari e ai seminaristi.

Tumulazione a Trezzo - Al termine delle esequie, la salma procederà verso Trezzo sull’Adda, città natale del sacerdote, dove alle 15, nella parrocchia dei Santi Gervaso e Protaso, il vicario episcopale monsignor Mario Delpini celebrerà una liturgia della Parola. Successivamente avrà luogo la sepoltura nel vicino cimitero nella tomba di famiglia, dove riposa il padre. A Trezzo si recheranno anche il sindaco Franco Riva, due agenti della polizia locale con il comandante Martino De Vita e il gonfalone della città.

Lutto cittadino - Per domani, l’amministrazione comunale ha proclamato il lutto cittadino. In concomitanza con l’inizio o con lo svolgimento della cerimonia funebre, è stato chiesto venga osservato un minuto di silenzio in tutti gli edifici pubblici e anche in quelli scolastici. L’amministrazione comunale ha invitato anche i titolati delle attività commerciali ad abbassare le saracinesche dalle 9.30, quando partirà il corteo funebre dall’oratorio fino alle fine della funzione religiosa. Le bandiere degli edifici pubblici (plessi scolastici, ospedale etc.) saranno esposte a mezz’asta e quelle del municipio saranno listate a lutto.

Iniziative annullate - Molte le iniziative annullate in segno di cordoglio. Fra queste, in accordo con la famiglia Buzzi, il torneo di calcetto dedicato alla memoria del carabiniere Marco Buzzi, organizzato dall’assessorato allo Ssport e dalla locale sezione dell’Associazione nazionale carabinieri.
Federica Vernò

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http://www.ilcittadinomb.it/stories/Cronaca/100716/

Prigioniera per 25 anni, un amico di famiglia:"Laura non sta bene di testa, siè inventata tutto".

Un'orribile storia di violenza sessuale e degrado. L'uomo è finito in manette assieme al figlio accusato di abusi sulle sue bimbe


Prigioniera in casa stuprata per 25 anni dal padre padrone

TORINO 27/03/2009 - Nonè facile guardare nell'abisso e non èsemplice riconoscere il male quando lo incontri. Lo sa bene quel perito del giudice che, 15 anni fa, visitò una ragazzina che denunciava lo zio per abusi sessuali. La giudicò non credibile, le accuse caddero e lei tornò in famiglia. All'incubo di un padre padrone che abusava di lei da quando era bambina.

Ha 34 anni oggi Laura - il nome è di fantasia - e da quando ne aveva 9 doveva soddisfare le voglie del padre padrone, Michele M., un ambulante di origine pugliese - secondo gli archivi delle cronache coinvolto con i figli in un giro di furti di rame, negli anni scorsi - di 61 anni che la considerava sua proprietà. Tanto da non farle terminare le scuole, da impedirle di vivere una vita normale fatta di amicizie e rapporti umani. No: per lei il mondo iniziava e finiva nella stanzetta senza energia elettrica della casa dove viveva con i genitori, nel cuore della Falchera. Violentata per anni, con il silenzio complice della madre e forse anche degli altri nove tra fratelli e sorelle. Una schiava del padre: quando di notte l'uomo aveva esigenze fisiologiche, era lei che doveva portargli il pappagallo e provvedere. Tra i M. si usa che il padre sc... con la prima figlia femmina?e' una"voce di famiglia" che si legge nell'ordinanza del pm.
Ora quest'uomoè in carcere, assieme al figlio Giuseppe di 41 anni. Condividono la stessa accusa. Entrambi hanno abusato di Laura. E Giuseppe anche delle sue quattro figlie.E' stato proprio il padre padrone a denunciare il figlio: perchè all'inizio di febbraio Lauraè scappata di casa, si è rifugiata dal fratello. Il padre ? andato a riprendersela e poi le ha fatto sporgere denuncia contro il fratello: Mi ha costretta a rapporti sessuali orali vicino al cimitero di Sassi recita la denuncia.

Partono le indagini della Procura, coordinate dai pm Pietro Forno e Paolo Scafi, e del commissariato Barriera Milano. Le intercettazioni telefoniche sono decisive: per una fortunata coincidenza - la cornetta rimane sollevata - una di queste si trasforma in "intercettazione ambientale". Gli investigatori sentono tutto, anche quello che ? chiaramente un rapporto sessuale di Giuseppe con una figlia. L?uomo abusa di tutte e quattro le sue figlie di 20, 12, 8 e 6 anni. Per lui scattano le manette. Ma l'incubo nonè finito.

Già, perchè Laura ha un segreto ancora piùpesante da svelare. Sono i 25 anni di incubo e schiavitù sessuale. Dalla quale si sarebbe salvata, se solo uno psichiatra avesse saputo riconoscere il male... Era il 1994: Laura era fuggita di casa e si era rifugiata da uno zio. Il padre se l'era riportata a casa e le aveva fatto sporgere denuncia per abusi sessuali contro il parente. Uno psichiatra incaricato dal giudice aveva incontrato Laura e l'aveva giudicata non credibile. Le accuse erano cadute, ma la ragazza era tornata in famiglia: ad altri 15 anni di prigionia e di umiliazioni sessuali. E il padre padrone non si limitava a lei: anni fa avrebbe abusato anche di una figlia del fratello, che aveva ospitato per qualche tempo. E si sospetta possa aver molestato anche le nipotine. Ora questi due uomini, assistiti dagli avvocati Antonio Foti e Antonio Genovese, sono rinchiusi in carcere con pesanti accuse. Le ragazze sono in comunità protette.

Se si bussa all'alloggio-prigione, la porta si apre solo per un attimo: una donna sui trent'anni, con l'aria stranita si fa sulla soglia. Subito dietro di lei giunge un'altra donna, che strilla "Cosa apri, handicappata?" e poi sbatte la porta in faccia ai cronisti. Un amico di famiglia, un romeno, blocca uno dei fratelli che vorrebbe scagliarsi contro il cronista e poi spiega: "Laura non sta bene di testa, siè inventata tutto".

Gli indagati incastrati dalle intercettazioni telefoniche e ambientali disposte dalla magistratura



"Papà, vuoi togliere la mano? Sei un bastardo, devi smetterla"

TORINO 27/03/2009 - Il primo a essere smascherato è G.M, il figlio quarantunenne. Poi è il turno di M.M, il padre sessantaquattrenne. G.M. viene tradito dalle intercettazioni telefoniche e ambientali, M.M. dai racconti orribili della figlia Laura, costretta a subire in silenzio per 25 lunghi anni. Le 9 pagine di ordinanza di custodia cautelare, firmata dal gip Silvia Salvadori il 9 marzo scorso, e i dialoghi catturati dalle cimici nascoste dalla polizia svelano un autentico film dell’orrore. Un film che non lascia dubbi sulle responsabilità dei due uomini arrestati e sulle torture fisiche e psicologiche subìte dalle vittime.

Vittime, come le quattro figlie dell’ambulante quarantunenne G.M. Un’intercettazioni telefonica (divenuta poi ambientale grazie a una cornetta del telefono agganciata male) cattura con chiarezza un tentativo di approccio sessuale di G.M. nei confronti della figlia di 8 anni (le altre figlie presenti nell’alloggio hanno 6 e 12 anni, la maggiore ne ha 20 ed è già andata via di casa). È il 19 dicembre 2008. La bimba si lamenta, piange, sussurra qualcosa. Le parole che pronuncia sono chiare, comprensibili: "Papà, vuoi togliere la mano? Sei un bastardo, la smetti?". La piccola piange, piange con insistenza. Si lamenta. Si avverte un rumore di passi, passi che si avvicinano in fretta. È la madre della bambina, la moglie di G.M. La donna entra in camera da letto, nella camera da letto della figlia. Poi comincia a urlare: «Avete rotto i c...., adesso vi sbatto fuori dal letto tutti quanti». La bimba riprende coraggio e risponde alla madre: "Tutti tranne me, naturalmente" La madre: "È logico, non posso mandarti via dal tuo letto. Quando dormi è meglio, non senti un c...". Il 18 febbraio di quest’anno, alle 21.42, viene registrato un altro tentativo di approccio. I protagonisti sono sempre gli stessi, padre e figlia. E ancora una volta la piccola si lamenta, piange, implora il padre di lasciarla in pace. È tutto inutile, le sue preghiere restano inascoltate.

Le intercettazioni ambientali catturano altri due episodi, in entrambi il protagonista è ancora G.M. Nella prima intercettazione, l’uomo si rivolge alla figlia dodicenne e le ordina: "Fammi una s...". La seconda intercettazione, invece, consente chiaramente di ascoltare un rapporto sessuale completo tra il quarantunenne G.M. e la sorella trentaquattrenne Laura. La stessa Laura, poi, ai poliziotti di Barriera Milano riferisce un episodio che si sarebbe verificato nel febbraio di quest’anno nei pressi del cimitero Sassi: "Eravamo seduti in auto - racconta la donna agli agenti - e mio fratello mi ha costretta a un rapporto orale". È questo solo uno dei tanti abusi che Laura sarebbe stata costretta a subire dal fratello durante le due settimane di permanenza nella sua abitazione.

Se a tradire G.M. sono le intercettazioni telefoniche e ambientali, il padre-padrone M.M. viene invece incastrato dai racconti della figlia Laura. Laura che a un certo punto riferisce anche una particolare abitudine del padre: "Quando in piena notte si svegliava e doveva p...., mi chiamava e mi chiedeva di mettere il suo p... nel pappagallo che si trovava sotto il suo letto".

Giovanni Falconieri
FONTE: Cronaca qui 27 marzo 2009


Torino, Incesto: La famiglia degli orrori, ragazza violentata per 25 anni



Prima pagina Torino la Repubblica.it del 27/03/2009

Un incesto durato 25 anni, una vita intera vissuta in condizioni di schiavitù e maltrattamenti, senza libertà e nemmeno luce elettrica. È una storia terribile di violenze sessuali, abusi e soprusi all´interno di una famiglia torinese, emersa grazie a mesi di indagini della polizia: un padre ha violentato la figlia da quando aveva 9 anni, e ha passato "l´esempio" al figlio che a sua volta ha perpetrato gli stessi abusi sia sulla sorella che sulle sue quattro figlie. Una storia che ricorda quella austriaca del padre-mostro Joseph Fritzl.

Ora il padre-padrone (63 anni, di origine foggiana, che nella vita raccoglie e vende ferro) è finito in carcere così come suo figlio di 40 anni. Le relazioni incestuose sono state scoperte grazie alle intercettazioni, ma in famiglia, secondo gli inquirenti, tutti sapevano delle violenze. Vigeva però la legge che la primogenita dovesse essere del padre. Un oggetto di sua proprietà. Ora Laura, che oggi ha 34 anni, e le sue nipotine, dell´età di 6, 8, 12 e 20 anni, sono state portate in comunità, dove gli psicoterapeuti stanno tentando di aiutarle. «Non è una storia facile da raccontare - ha spiegato il procuratore aggiunto Pietro Forno che ha coordinato l´inchiesta - e c´è voluto molto tempo per riuscire a scoprire cosa accadesse fra quelle mura domestiche».

L´indagine parte a ottobre del 2008, quando Laura, accompagnata dai genitori, si rivolge alla polizia, denunciando suo fratello, venditore ambulante come il padre: «Mi ha violentato due volte e mi ha costretta a rimanere in casa sua per due settimane». Dalle indagini emerge che in realtà la donna ha da anni una relazione incestuosa con il padre. Una relazione che dura da 25 anni. La donna è tenuta quasi in schiavitù: non può uscire senza il genitore. Non ha terminato gli studi oltre la seconda media. In casa, nella sua camera, non può avere la luce elettrica.


Ma nel frattempo la polizia continua a indagare sul fratello: le intercettazioni permettono di svelare un quadro altrettanto agghiacciante. L´uomo, secondo l´accusa, abusava a turno delle figliolette di 6, 8, e 12 anni, costringendole anche ad assistere ai rapporti sessuali. Anche la figlia di 20 anni, ormai fuori casa, ha raccontato di essere stata violentata da quando aveva 9 anni. Nel 1994 un´altra perizia del tribunale aveva descritto come «inattendibile» la figlia abusata dal padre-padrone . «In quel caso la donna era stata costretta dal padre a denunciare uno zio. Lui si era difeso spiegando la verità, ovvero che era il padre ad averla violentata - ha spiegato Forno - Purtroppo l´esito di quella perizia ha fatto sì che gli abusi sessuali siano continuati per altri 15 anni».
(27 marzo 2009)

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