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mercoledì 17 giugno 2009

Pedofilia, Processo don Ruggero Conti: Comune di Roma assente, poi ci ripensa


di Marino Bisso

Una lettera del sindaco nega la costituzione di parte civile
Il Comune non si costituisce parte civile nel processo per pedofilia contro don Ruggero Conti, ex testimonial del sindaco Alemanno. Poi, ci ripensa e rimuove un dirigente comunale. Dopo il "no" del sindaco Alemanno, ieri mattina, si è costituito come parte lesa un semplice cittadino. La richiesta presentata da Mario Staderini, esponente dei Radicali, è stata accolta per la prima volta dal presidente del Tribunale in base a una norma prevista dello statuto del Comune. È cominciata con una grande bagarre la prima udienza del processo contro don Ruggero Conti, 56 anni, ex parroco della chiesa Santissima Natività, a Selva Candida. Il sacerdote è accusato di abusi e atti sessuali con minorenni.

La polemica è scoppiata dopo che il presidente della sesta sezione Luciano Pugliese ha letto una lettera del sindaco di Roma Gianni Alemanno nella quale si spiegavano le motivazione della mancata richiesta legate, tra l'altro, alla «non completa conoscenza degli atti processuali» e che «la legittimazione alla costituzione di parte civile riconosciuta al Comune di Roma per i reati di violenza sulle donne, non appare automaticamente trasferibile alla violenza sui minori». La lettera firmata il 4 giugno da Alemanno ha scatenato proteste tra i genitori delle presunte vittime del sacerdote. Ma piazzale Clodio c'è anche un centinaio di parrocchiani, ragazzi e i loro genitori, della chiesa di Selva Candida. Alcuni indossavano t-shirt su cui era stampata la scritta «Don Ruggero ti vogliamo bene». In aula, seduto tra due agenti di polizia penitenziaria, c'era anche don Ruggero. Per il pm Francesco Scavo il sacerdote è responsabile di abusi su una decina di ragazzi.

Don Ruggero invece nega: ha sempre sostenuto di essere vittima di un complotto. Ma la vicenda giudiziaria di don Conti, ex testimonial per la famiglia durante la campagna elettorale del 2008 del sindaco Alemanno, diventa un caso politico che mette sotto accusa il Campidoglio. Dopo la mancata costituzione di parte civile, il Comune è costretto a fare dietro front e in un comunicato annuncia di voler essere presente al processo al fianco delle presunte vittime. Ma è troppo tardi. Nel pomeriggio una nuova nota del Campidoglio annuncia la rimozione di una dirigente comunale dalla quale sarebbe dipesa la mancata decisione di costituirsi parte civile. Alemanno annuncia anche l'apertura di un'indagine amministrativa. Resta il giallo. Francesco Storace, capogruppo de La Destra accusa: «È vergognoso. Il Comune ha fatto una figura barbina per proteggere un grande elettore accusato di un reato infamante. Alemanno non esponga la città a questa pessima figura»
L'Espresso 17 giugno 2009

mercoledì 18 marzo 2009

Pedofilia,Roma: torna in carcere don Ruggero Conti

Ordinanza di custodia cautelare del gip Castaldo

Roma, 18 mar. (Apcom) - E' tornato in carcere don Ruggero Conti, il sacerdote accusato di aver abusato di sette minorenni. Il prete era agli arresti domiciliari. L'ordinanza di custodia cautelare è stata firmata dal gip Carmine Castaldo, in accoglimento della richiesta del pm Francesco Scavo, sulla base del decreto sicurezza. Ieri si era avuta notizia che per don Ruggero era stato chiesto il rinvio a giudizio per le accuse di prostituzione minorile e atti sessuali su minori. Il sacerdote era già finito in carcere il 30 giugno scorso, per una serie di episodi abuso, avvenuti nell'arco degli ultimi dieci anni, nel corso di diverse attività parrocchiali della chiesa 'Natività di Maria Santissima', in via di Selva Candida, alla periferia della Capitale. Dopo un periodo di carcerazione don Ruggero, dopo l'estate, aveva ottenuto gli arresti domiciliari. Il difensore del sacerdote, l'avvocato Patrizio Spinelli, ha fatto istanza di scarcerazione alla luce dei gravi problemi di salute che ha don Ruggero. Al prete, la Procura contesta il fatto di aver approfittato di persone a lui affidate per ragioni di educazione culturale e religiosa, di istruzione nonchè di vigilanza e custodia, "con l'aggravante di aver commesso il fatto con abuso dei poteri e/o comunque in violazione dei doveri derivanti dalla qualità da lui rivestita di ministro di culto". Secondo il capo d'imputazione don Ruggero approfittò dei minori in occasione di alcuni campi scuola, durante le feste di Pasqua, alla fine della scuola, durante la pausa del Natale. La dinamica descritta è quasi sempre la stessa. Il giovane che frequentava i locali della parrocchia viene attirato in altre stanze e qui costretto a soggiacere ai desideri del sacerdote. In cambio alcuni potevano avere piccole somme, dai 10 ai 30 euro, o altro, come capi d'abbigliamento.

Un articolo del periodo in cui è esploso il caso. C'era anche un video di don Ruggero, ma oggi apprendo che è stato rimosso da Youtube


Presunti abusi in oratorio arrestato prete in zona Selva Candida - Casalotti

 Un sacerdote di cinquantacinque anni è stato arrestato con l’accusa di violenza continuata ed aggravata nei confronti di un gruppo di ragazzini che lui seguiva da tempo nelle attività parrocchiali.

I fatti di violenza risalirebbero al 1998 e sarebbero proseguiti per ben dieci anni sino alla denuncia di un altro prete dello stesso circolo parrocchiale. Le violenze sono state confermate da parte di un gruppetto di ragazzi che avevano frequentato l'oratorio. I giovani, oggi fra i sedici e i ventiquattro anni, hanno raccontato agli inquirenti gli abusi ai quali si sono dovuti sottomettere e nel giro di pochissimo tempo è subito scattato il fermo per il prete.

L'uomo avrebbe promesso loro regali. Cd, dvd, capi d´abbigliamento. Anche soldi. Li faceva cenare o pranzare a casa sua. Li invitava a dormire, a volte in gruppo e poi ne sceglieva uno e lo portava in camera per abusare di lui. Ne approfittava in oratorio o durante i campi estivi organizzati con la parrocchia in luoghi di montagna.


 Sotto accusa don Ruggero Conti, 55 anni, il parroco della chiesa di via di Selva Candida, nella periferia di Roma, a due passi dal Centro di prima accoglienza minorile di Casal di Marmo. Un prete molto noto nella capitale tanto che il sindaco di Roma Gianni Alemanno lo aveva scelto in campagna elettorale, insieme ad altri otto esperti quale garante per le politiche della periferia e della famiglia. I cittadini del quartiere sono increduli, chi frequenta la parrocchia di via di Selva Candida assicura che don Ruggero è una persona per bene, "impossibili sia stato lui" - dicono - "vogliono incastrarlo".

Nella parrocchia in via di Selva Candida non hanno dubbi su chi sia stato. Preferiscono non fare nomi, ma fanno capire che si tratta di un altro sacerdote arrivato qualche hanno fa. "È stato da subito invidioso di don Ruggero - dice un altro frequentatore della parrocchia - non aveva lo stesso carisma. E così ha deciso di sfruttare il fatto che i bimbi spesso lo abbracciano, gli si buttano al collo".


sabato 28 febbraio 2009

Abusi sui minori: tutti i casi del 28 febbraio 2009

ABUSI SU UN BIMBO DI OTTO ANNI DAVANTI ALLA SORELLINA ROMA - Una studentessa violentata dal branco; un bambino di 8 anni e una ragazzina di 12 vittime di violenze nel Napoletano; un violentatore scarcerato anticipatamente ed espulso; un uomo cui è stato concesso di vedere nel week end la figlia su cui avrebbe commesso abusi. E' stata una giornata purtroppo ricca di spunti, per quanto riguarda i fatti di cronaca legati alla violenza sessuale.

NAPOLI - Mentre il gip ha convalidato l'arresto di Pasquale Modestino, il presunto stupratore del bambino di 12 anni, sempre nel Napoletano, a Cicciano, il ventottenne Aniello Gradito è stato fermato dai carabinieri con l'accusa di avere abusato, lunedì scorso, di un bambino romeno di 8 anni.

Tre uomini sono stati invece arrestati a Massa di Somma con l'accusa di aver violentato, in gruppo, una ragazzina di 14 anni. I fatti si sarebbero verificati alla fine del 2007 ed è stata la vittima a denunciare ai carabinieri gli abusi subiti. Le scene della violenza sarebbero state riprese anche con un cellulare: se la ragazza avesse parlato sarebbero finite su internet.

ANCONA - Un ragazzo di 16 anni è stato arrestato con l'accusa di aver stuprato una studentessa di Senigallia, sua coetanea, insieme ad altri minorenni che sono stati denunciati. I fatti si sarebbero verificati domenica scorsa, all'alba, in un'area esterna di una discoteca di Mondolfo (Pesaro Urbino). Alla violenza sarebbero stati presenti altri cinque minori, indagati per concorso negli abusi: la polizia ha perquisito le loro abitazioni, sequestrando materiale biologico per la comparazione del Dna, telefoni cellulari e pc. Sembra che tutti fossero ubriachi, compresa la vittima. C'é anche il sospetto che gli abusi siano stati filmati con dei cellulari.

VERCELLI - E' destinata a creare polemiche la scarcerazione di un romeno di 30 anni, che nel 2004 era stato condannato a nove anni per violenza sessuale ed altri reati e che è stato rimesso anticipatamente in libertà dal magistrato: il prefetto di Vercelli, come ha reso noto il Viminale, ne ha disposto il rimpatrio per motivi imperativi di pubblica sicurezza. La Lega, con l'on. Roberto Cota, fa sapere che presenterà un'interrogazione urgente al ministro della Giustizia Alfano perché "di fronte a certi reati i benefici vanno esclusi".

MILANO
- Altro provvedimento controverso è l'ordinanza del Tribunale di Milano che concede ad un uomo indagato per violenza sessuale sulla figlia di 3 anni di portarla nella sua casa nel fine settimana, subordinando però la decisione alla valutazione dei servizi sociali. Servizi che oggi hanno rifiutato il consenso. La madre della bambina, una cittadina romena (il marito è italiano), che da circa un mese vive con le due figlie in comunità, ha fatto appello contro l'ordinanza del tribunale.

RIGNANO FLAMINIO
- Corteo di solidarietà, nel pomeriggio, con i bambini della scuola materna Olga Rovere, che sarebbero state vittime dei presunti casi di pedofilia. Presente anche l'avvocato Carlo Taormina, difensore di alcune delle parti offese, secondo cui le indagini "stanno subendo una nuova svolta, che potrebbe portare all'individuazione di altre nove vittime degli abusi sessuali".

TRENTO
- Due anni e sei mesi di reclusione, più un risarcimento di 40mila euro: questa la condanna inflitta dal tribunale di Rovereto, in Trentino, per un ragazzo accusato di violenza sessuale. I fatti risalgono all'ottobre del 2006 ed erano avvenuti durante una festa all'aperto, anche in quel caso complice l'alcol.

mercoledì 18 febbraio 2009

Vallo Della Lucania:Abusi e violenze, processo alla suora dell’asilo


Suor Soledad va a giudizio. La religiosa di origine peruviana che prestava servizio nell’asilo di Vallo della Lucania dal 15 ottobre prossimo dovrà comparire dinanzi al tribunale di Vallo della Lucania con l’accusa di abusi e violenze sessuali nei confrotni di 27 bambini. Il rinvio a giudizio è arrivato ieri pomeriggio dopo circa sei ore di udienza. Il gip Lariccia ha così confermato l’inchiesta condotta fin dal 2006 dall’ex procuratore della Repubblica Alfredo Greco. «Bambini attendibili, perizie credibili» sostiene il gip. «Una sorta di psicosi collettiva, un virus tra le famiglie» ha invece detto il professore Guglielmo Gullota, avvocato di suor Soledad e ritenuto uno ei legali di maggiore esperienza in tema di reati contro la persona a sfondo sessuale. Nonostante questa difesa, il gip ha ritenuto fondato e credibile l’impianto accusatorio della procura sostenuto in udienza dal pm Cardillo e dagli avvcoati di parte civile (Felice Lentini, Silverio Marchetti, Angelo Sansone, Attilio Taiani, Mario Carrato, Domenico Del Gaudio, Maria Rosaria Oricchio). L'inchiesta che coinvolge suor Soledad parte a fine maggio 2006, quando prima una mamma e poi subito altri genitori si presentano in Procura per denunciare i presunti abusi subiti dai propri figli. I piccoli, tutti di età compresa tra i 3 e i 5 anni, sono iscritti alla scuola materna dove la religiosa ha coadiuvato le maestre per un anno con compiti esterni alle aule. Il procuratore della repubblica Greco dispone l'apertura di un'inchiesta ed ascolta sia le religiose dell'istituto che tutti i genitori degli alunni. Nel giro di alcune settimane, gli esposti-denunce dei genitori arrivano a quota 40. A metà giugno 2006 suor Soledad, che si trova a Roma, è raggiunta da un'ordinanza cautelare ed è associata al carcere di Fuorni, ma dopo pochi giorni, interrogata dal gip Roberta Zizanovich, viene trasferita agli arresti domiciliari presso l'istituto di Roma. Il pm, intanto, chiede e ottiene dal giudice per le indagini preliminari lo svolgimento di un'audizione assistita dei 34 bambini che si presume siano stati vittima degli abusi. L'ascolto dei minori avviene al tribunale di Vallo in audizione assistita, tra il 22 settembre e il 13 ottobre 2006, con un proseguo peritale a gennaio 2008. Dopo un anno trascorso agli arresti domiciliari, suor Soledad viene rimessa in libertà, mentre l'inchiesta va avanti. Le tappe dell’inchiesta che coinvolge suor Soledad sono scandite in 10.800 pagine, raccolte in 9 faldoni. Proprio nei mesi successivi all’inchiesta di Vallo una raffica di arresto sconvolge Rignano Flaminio. Una inchiesta identica: a Vallo con esiti giudiziari ed un solo arresto, a Rignano decine di arresti e inchiesta crollata. Intanto l’inchiesta va avanti e va verso la conclusione: la procura di Vallo chiede l gip l’archiviazione per tutti gli indagati nell’ambito dell’inchiesta sui presunti abusi sessuali alla scuola materna “Paolo VI” di Vallo, tranne che per suor Soledad. Si tratta di altri 12 indiziati, invece, per i quali la procura chiede l’archiviazione, perché gli elementi raccolti nel corso delle indagini non sono sufficienti a sostenere le accuse in giudizio. Questa richiesta di archiviazione interessa anche tre suore dell’Istituto Santa Teresa per le quali erano stati formalizzati i capi di imputazione per favoreggiamento. Suor Soledad, 25 anni, confessa semplice delle ancelle di Santa Teresa, arrivò nella scuola materna Paolo VI dallo scorso settembre. Di origini peruviane, si era trasferita in Italia da 5 anni. Alla scuola di Vallo aveva il compito di tenere d'occhio i bimbi quando uscivano nel corridoio, accompagnandoli nello spogliatoio o in bagno e aiutandoli a lavarsi. ant.man.

Il Mattino Salerno 17 febbraio 2009

sabato 17 gennaio 2009

VENDEVA I FIGLI AL FRATELLO PER AVERE SOLDI DA GIOCARE ALLE SLOT

'Vendeva' i figlioletti al fratello in cambio di soldi da giocare alle slot machine: il tribunale di Como ha condannato a 16 e 10 anni di carcere i due uomini, rispettivamente zio e padre di due bambini - un maschio e una femmina - sottoposti a sevizie e abusi sessuali fin dalla tenera eta', dietro il pagamento di svariate somme di denaro.

I giudici hanno accolto in pieno le richieste dell'accusa, costringendo i due imputati a pagare anche una provvisionale di 70mila euro per ciascuno dei piccoli e una di 30mila euro a favore della madre, separata da tempo dal marito e costituitasi parte civile nel processo. Nonostante le violenze siano state confermate dalla perizia medica, la difesa ha già annunciato ricorso in appello.
Un dramma familiare, un mix tremendo di alcune tra le patologie psichiche più gravi di cui un uomo possa soffrire: la pedofilia e il gioco compulsivo.
La mano del Giudice del tribunale di Como è stata pesante e non poteva essere altrimenti. La pericolosità di questi soggetti è evidente e la madre dei bambini 'violati' aveva già capito che qualcosa non andava e presumibilmente anche per questo si era separata dal marito già tempo fa.
Il caso di Como ha probabilmente toccato il fondo dei crimini commessi per racimolare denaro da inserire nelle gettoniere delle slot. Casi isolati, ci mancherebbe altro, ma pur sempre molto gravi.
I precedenti vedono giovani aitanti rubare la pensione alla nonna per cercare di 'svuotare' le macchinette. Addirittura, è notizia di qualche giorno fa, c'è anche chi è stato capace di rubare la questua in Chiesa per andare a scommettere ai cavalli oppure versare qualche soldo nelle slot machine.
La speranza è che questi tragici fatti di cronaca non si ripetano più. O almeno rimangano casi isolati. L'attenzione delle forze dell'Ordine è comunque molto alta.
www.giochi e giochi.com- 17/01/2009 - 10:29

Due fratelli condannati per violenze Pesanti sentenze per zio e padre

Sesso dai nipoti minori in cambio di denaro


Una sentenza shock. Non tanto per il peso in anni della condanna, quando per l’argomento. Un padre ritenuto responsabile di aver “affidato” al fratello i propri figli - ancora molto piccoli - per una lunga serie di violenze sessuali, in cambio, secondo l’accusa, di denaro. Un quadro mostruoso, che dopo mesi di processo ha messo nero su bianco il giudizio di primo grado, affidato al collegio composto dal presidente Angiolini, a latere Ortore e Cecchetti: 26 anni di reclusione per i due fratelli, 16 allo zio, 10 al padre che, dunque, per i giudici sapeva tutto. Entrambi, dunque, sono stati ritenuti dal tribunale di Como ideatori e autori di una lunga serie di violenze sessuali sui figli di uno di loro, di fatto “ceduti” dal padre per essere sottoposti alle morbose attenzioni del fratello. Ad incastrare i fratelli brianzoli sono state le dichiarazioni dei bimbi e pure alcune perizie mediche che avrebbero accertato le violenze subite da entrambi.
Il maggiore responsabile, secondo i giudici, è stato lo zio, tuttora agli arresti domiciliari. Il padre dei due, invece, è irreperibile ed è stato giudicato in contumacia. Visibilmente provato, al termine della giornata - la sentenza è stata attesa per 3 ore e mezza, ma il collegio aveva già avuto modo di studiare il caso fin dallo scorso 11 dicembre, giorno delle richieste - anche il pubblico ministero Giulia Pantano, che aveva invocato 28 anni in due di condanna, 18 allo zio e 10 al padre. Decisamente contrariato, dopo la lettura del dispositivo della sentenza, l’avvocato che difendeva i due fratelli brianzoli per i fatti che risalirebbero ai primi mesi 2007. «È una sentenza completamente ingiusta - dice il legale, Ferdinando Paglia - in quanto il padre è stato condannato a 10 anni di reclusione sulla base di una frase detta dalla figlia, in un processo però con oltre 10mila pagine. Faremo ricorso in Appello contro questa ingiustizia. E sono anche curioso di vedere come verrà motivata la sentenza». Lo zio era presente in aula: era e rimarrà ai domiciliari. «È innocente e lo dimostrerà in Appello e in Cassazione». Del padre invece non si hanno notizie da mesi.

Corriere di Como, Mauro Peverelli, 17 gennaio 2009

venerdì 16 gennaio 2009

Padre violenta la figlia alla presenza del fratellino



Terribile storia che arriva dalla periferia di Genova dove un bambino di otto anni è stato ricoverato a seguito di un malore che l'ha colpito dopo aver visto il padre violentare sua sorella
Una scena troppo difficile da sostenere per gli occhi, sgranati e innocenti, di un bambino di otto anni costretto a guardare suo padre mentre violenta la sorella quindicenne.
Una tenerezza infinita nei confronti di questa famiglia distrutta dal dolore che per troppi anni ha dovuto subire in silenzio le angherie di un padre violento e senza scrupoli.

E’ accaduto a Genova dove un bambino, di cui non sono state fornite le generalità, a causa di un malore ha permesso la denuncia di una situazione grave e troppo imbarazzante perfino per pensarci.
Il ragazzo da qualche tempo veniva costretto da suo padre ad assistere ad atti di violenza sessuale nei confronti della sorella quindicenne. I frequenti stupri avvenivano nella stanza che i due ragazzini condividevano mentre la madre, ignara delle violenze, era a far la spesa oppure in giro per casa.

Davanti all’ennesimo, brutale episodio il cuore del ragazzino non ha retto ed il piccolo è stato colpito da un violento arresto cardiaco. Sentendo delle urla provenire dalla camera dei suoi figli, la madre si è precipitata di sopra fino a trovarsi davanti all’unica, terribile scena che non si sarebbe mai aspettata di vedere: la figlia quindicenne braccata dal padre e il ragazzino riverso a terra per lo shock.

La donna ha immediatamente chiamato i soccorsi e, una volta in ospedale, ha raccontato ai medici la ragione di quel malore chiedendo l’intervento della polizia. Di quel padre fuori dalla natura umana si erano però perse le tracce. L’uomo ha raccolto le sue case ed ha lasciato l’abitazione per nascondersi dall’arresto. I carabinieri sono ora sulle sue tracce. Il ragazzino, quantomeno nel fisico, è fuori pericolo.


Stefania Rocco

fonte

martedì 11 dicembre 2007

pedofilia: il 6,8 % degli studenti Palermitani ha subito un abuso

Fonte: asgmedia _News
Convegno sulla pedofilia "Il fenomeno dell'abuso a Palermo: viaggio nel sommerso"
11/12/2007
Il fenomeno dell'abuso a Palermo: viaggio nel sommerso, è il titolo del convegno in programma domani a Palermo organizzato dall'Associazione per la Mobilitazione Sociale Onlus e patrocinato dall'Assessorato alla Famiglia della Regione Sicilia e dal Comune di Palermo. La ricerca ha visto la partecipazione di nove istituti di scuola superiore per un totale di 899 alunni. Il 6,8 % degli studenti palermitani intervistati ha dichiarato di aver subíto in passato un abuso e nella maggioranza dei casi non ne hanno mai parlato."L'abuso è sommerso non solo perché subíto in silenzio da bambini, ma anche perché crescendo si continua a vivere sommersi da questo silenzio". Ad organizzare il convegno è l'Associazione per la Mobilitazione Sociale di Palermo, fondata da Marco Marchese e da altri giovani palermitani che da tre anni è impegnata a sostenere le vittime della pedofilia. "L'obiettivo della nostra ricerca - dichiara Marco Marchese - era quello di esplorare i vissuti dei giovani in relazione a questa tematica. Un dato significativo che è emerso è che i giovani intervistati sono poco informati sui servizi a cui chiedere aiuto". La maggior parte degli studenti che hanno dichiarato di aver subito un abuso non ha mai rivelato l'accaduto e chiesto aiuto."Un altro dato emerso da questo studio - continua Marchese - è l'elevato numero di abusi compiuto da parte di coetanei e spesso alla base di questo abuso c'è la mancanza di un'educazione socio-affettiva, che gli adulti demandano piú comodamente alla televisione. Infatti i mass-media rappresentano la principale fonte di informazione dei ragazzi su questo tema" (segue).

Fonte: asgmedia _News

Fonte: asgmedia _News
Convegno sulla pedofilia "Il fenomeno dell'abuso a Palermo: viaggio nel sommerso"
Palermo - Pedofilia, il 6,8% degli studenti Palermitani ha subito un abuso =
11/12/2007
Il fenomeno dell'abuso a Palermo: viaggio nel sommerso, è il titolo del convegno in programma domani a Palermo organizzato dall'Associazione per la Mobilitazione Sociale Onlus e patrocinato dall'Assessorato alla Famiglia della Regione Sicilia e dal Comune di Palermo. La ricerca ha visto la partecipazione di nove istituti di scuola superiore per un totale di 899 alunni. Il 6,8 % degli studenti palermitani intervistati ha dichiarato di aver subíto in passato un abuso e nella maggioranza dei casi non ne hanno mai parlato."L'abuso è sommerso non solo perché subíto in silenzio da bambini, ma anche perché crescendo si continua a vivere sommersi da questo silenzio". Ad organizzare il convegno è l'Associazione per la Mobilitazione Sociale di Palermo, fondata da Marco Marchese e da altri giovani palermitani che da tre anni è impegnata a sostenere le vittime della pedofilia. "L'obiettivo della nostra ricerca - dichiara Marco Marchese - era quello di esplorare i vissuti dei giovani in relazione a questa tematica. Un dato significativo che è emerso è che i giovani intervistati sono poco informati sui servizi a cui chiedere aiuto". La maggior parte degli studenti che hanno dichiarato di aver subito un abuso non ha mai rivelato l'accaduto e chiesto aiuto."Un altro dato emerso da questo studio - continua Marchese - è l'elevato numero di abusi compiuto da parte di coetanei e spesso alla base di questo abuso c'è la mancanza di un'educazione socio-affettiva, che gli adulti demandano piú comodamente alla televisione. Infatti i mass-media rappresentano la principale fonte di informazione dei ragazzi su questo tema" (segue).

martedì 27 novembre 2007

Brescia, arrestato sacerdote per abusi sessuali su minore

Si tratterebbe del vicedirettore del
seminario di Brescia, Marco Baresi
BRESCIA

A quanto apprende l’ADNKRONOS, il vicedirettore del seminario della diocesi di Brescia, Marco Baresi, 38 anni, è stato arrestato dagli agenti della Squadra mobile che hanno eseguito un ordine di custodia cautelare emesso dal gip del Tribunale di Brescia. Le accuse per il sacerdote sono di violenza sessuale aggravata ai danni di un minore di 14 anni e detenzione di materiale pedopornografico

La Stampa 27/11/2007 (12:16)

VIAGGI

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