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lunedì 18 ottobre 2010

La “polpa” dei rifiuti. Relazione dell'oncologo A. Marfella














Note: questo articolo è del 2008 ma risulta quanto mai attuale visto il protrarsi dell'emergenza rifiuti e l'incapacità di accogliere le proteste dei cittadini quando affermano di essersi ammalati a causa di discariche e inceneritori

di Antonio Marfella
(testo della relazione tenuta presso l’Ospedale Monaldi al convegno “La gestione dei rifuti” in data 3 luglio 2008)

Credevo fosse un refuso di stampa (LA REPUBBLICA 2 luglio 2008) quando leggo la dichiarazione di Fortini (ASIA) : “alla fine del disastro, la “polpa” (credevo fosse colpa) dei rifiuti non va ad aziende i cui azionisti sono i cittadini di Napoli, ma ad aziende di altri territori” .
Di cosa siano gli inceneritori, delle loro dimensioni anche in rapporto alle necessità reali rispetto alla loro certa capacità di inquinare ed emettere sostanze nocive nell’aria di una città come Napoli, che già detiene il poco invidiabile record nazionale di città con la maggiore incidenza annua di tumori al Polmone (+ 25-30% rispetto a tutta Italia) , con 9 nuovi casi al giorno rispetto ai 15 di Milano (che però conta una popolazione oltre tre volte maggiore), nessuno più parla, nessuno più discute.
Non era, purtroppo, un refuso di stampa: unica preoccupazione (anche legittima) dei gestori della ASIA è quella di non fare perdere al Comune di Napoli “la polpa dei rifiuti” garantita dalla truffa degli incentivi CIP6 indirizzati non a energie rinnovabili vere, ma agli inceneritori .
La curiosità allora di fare un piccolo conticino, da massaia berlusconiana, sulla quantità di questa “polpa” dei rifiuti da incenerire, diventa d’obbligo.
Utilizziamo come riferimento i dati certi forniti dal Presidente del Consiglio su Acerra: gara da fare da 4.5 miliardi di euro per venti anni per un inceneritore di portata decretata di 600.000 tonnellate/anno (tra i più grandi di Europa), circa 2000 tonnellate al giorno.
Come confronto il dato di guadagno lordo del più grande centro commerciale campano : Il Vulcano Buono, che rende circa 1 milione di euro lordi al giorno.
Note quindi le “portate” proposte anche per gli altri inceneritori, ne consegue che , al giorno, gli inceneritori (di portata almeno doppia rispetto al necessario) , rendono quanto segue:
1) Acerra: oltre 650.000 euro al giorno per venti anni
2) Salerno : oltre 650.000 euro al giorno per venti anni
3) S. Maria La Fossa : oltre 450.000 euro al giorno per venti anni

4) Napoli: da 100.000 a 400.000 euro al giorno per venti anni , a seconda delle dimensioni che si deciderà di fare.
5) Almeno una ulteriore decina di “inceneritori a biomasse” sovradimensionati sparsi per la Campania coi Piani Paser : circa 1.5 Milioni di euro al giorno
Siamo ad un totale di oltre 3.5 MILIONI di euro al giorno, pressocchè netti, per impianti che produrranno anche circa 1 Milione di tonnellate/anno di ceneri tossiche per circa venti anni da stoccare in Campania. Siamo al guadagno netto di circa dieci “Vulcano Buono” al giorno!
Un ottimo affare, è certamente abbondante la “polpa” dei rifiuti inceneriti !
A queste condizioni mi sembra proprio il minimo, e molto ovvio, che i sette ottimi impianti tedeschi di cosiddetti CDR ma in realtà di TMB (trattamento meccanico biologico a freddo) già presenti ma non funzionanti in Campania devono continuare a non funzionare, come ha scoperto l’assessore Ganapini, e che gli impianti di compostaggio , a basso costo, necessari per trattare l’umido, non si faranno mai in numero congruo rispetto al bisogno reale.
Ma, con tali portate previste per tali impianti (oltre 2 milioni di tonnellate/anno), una volta bruciate le ecoballe in tre anni, gli altri diciassette anni, per oltre la metà della loro inquinante portata , questi inceneritori cosa bruceranno?
Certamente materiale che non proviene dalla regione Campania.
Ne consegue quindi che circa il 50% per cento delle ceneri tossiche di tali impianti sovradimensionati, cioè circa 500.000 tonnellate/anno per venti anni di ceneri tossiche di materiale non campano, dovrà essere seppellito in Campania in tutte le discariche disponibili, da Chiaiano a Serre, come già indicato nei codici CER previsti nel decreto legge del maggio scorso, e resterà per sempre nelle nostre terre, dopo averci per venti anni inquinato la nostra aria già abbondantemente inquinata .
Diventa altrettanto ovvio quindi che abbiamo necessità di discariche ancora più numerose ed ampie delle già previste, e per ospitare al 50% ceneri tossiche non campane.
Ho formulato una precisa proposta di moratoria sulle portate degli impianti : tutti a non oltre le 200.000 tonnellate/anno, in media europea perfetta!
Quattro inceneritori da non oltre le 200.000 tonnellate/anno è di fatto la riproposizione del cosiddetto “Piano Rastrelli” (= 5 da 150.000) .
Perche’ oggi sembra invece che, chi, come me, lo fa presente, viene considerato quasi un pericoloso sovversivo?
Perchè si devono bruciare tutte le ecoballe in soli tre anni, dopo che esse hanno già percolato i loro veleni da oltre venti anni? E dopo tre anni, cosa si brucerà?
Sia chiaro a tutti che costruire impianti di incenerimento superiori alla media europea di 200.000 tonnellate/anno significherà solo :
a) l’ennesimo gravissimo danno alla salute dei cittadini campani tutti;
b) la legalizzazione all’ingresso in regione Campania di almeno un milione di tonnellate anno di materiale da incenerire proveniente da altre regioni;
c) la necessità di disporre di discariche per non meno di venti milioni di tonnellate di pericolosissime ceneri tossiche che saranno interrate nelle nostre terre. Almeno la metà di tali ceneri tossiche non sarà neanche di provenienza campana.
Il tutto per garantire a pochi, (e neanche campani?) , una “polpa” dall’incenerimento dei rifiuti pari ad oltre 3.5 milioni di euro al giorno netti per venti anni .
Come cittadino campano, come medico, come cattolico, come difensore civico, io ho il dovere di formulare e diffondere queste considerazioni, affinché non si possa mai affermare che responsabilità storiche di evidenti decisioni scellerate, a danno della Campania, siano state assunte senza adeguata conoscenza dei fatti.

Napoli li 3 luglio 2008


Antonio Marfella
Tossicologo oncologo
Difensore Civico Assise di Palazzo Marigliano
Fonte: www.chiaianodiscarica.it

domenica 1 marzo 2009

Incubo pedofilia a Napoli e provincia. Protezione Civile organizza volantinaggio

I genitori: "Sì alle ronde"

Domenica 1 Marzo 2009


Incubo pedofilia a Napoli e provincia. I genitori: "Sì alle ronde"
L’allarme pedofilia ha aperto uno squarcio inquietante a Napoli e provincia, ed ora la gente ha paura.
Troppi casi di abusi, di molestie, di violenze sui minori sia nel capoluogo campano sia nelle città dell’hinterland vesuviano. La conseguenza è che nelle ultime ore sono arrivate decine di telefonate alla Protezione Civile. Al numero verde 800343435 hanno chiamato soprattutto genitori preoccupati, allarmati per un fenomeno che ormai ha fatto scattare il terrore delle violenze degli orchi. C’è l’emergenza pedofilia, ma anche quella della pedopornografia, con adescamenti in rete da parte di uomini senza scrupoli pronti a “collezionare” minori nelle loro bacheche on-line.
E la paura, ovviamente, porta alla richiesta di aiuto: così, i genitori chiedono le ronde antiviolenza, chiedono che venga applicata quella parte del decreto fresco di alcuni giorni e sfornato dal governo per far fronte alle violenze sulle donne e sui bambini. Ronde sì, ma non di quelle armate. Basterebbe, per stare più tranquilli, che ci fosse la presenza fissa di “controllori” davanti alle scuole dei loro figli.
Le richieste di aiuto sono arrivate tra venerdì, sabato e ieri, dopo i due casi di Napoli e dopo le violenze di Massa di Somma e di Cicciano. A renderlo noto è l’assessore provinciale alla Protezione Civile, Francesco Borrelli che oggi, proprio davanti ad alcune scuole di Napoli, ha organizzato una manifestazione anti-pedofilia.
Si parte dal quartiere Vomero e dalla distribuzione di volantini dove il messaggio è chiaro: «Denuncia chi pensi possa essere un pedofilo».
Venti volontari staranno davanti a cinque scuole, “ma se gli altri quartieri ci chiameranno noi andremo”, dice l’assessore che, però, precisa “sia chiaro non siamo ronde antipedofilia”. E spiega perché. “Noi siamo volontari che vogliono dare una mano alle forze dell’ordine, ai cittadini - spiega Borrelli - non siamo pistoleri fai da te, ma personale preparato che vuole fare da deterrente”. Borrelli aveva già dato la disponibilità alla Prefettura di fornire un elenco di volontari per il controllo del territorio. Lo aveva fatto all’indomani dell’approvazione del decreto antiviolenza voluto dal governo Berlusconi.
Al numero verde, aggiunge Borrelli, oltre ai genitori stanno chiamando anche i ragazzi stessi: “Vogliono prendere parte al nostro presidio sul territorio”. “I genitori hanno paura dei pedofili. Non ci hanno chiesto pistole e manganelli ma una presenza - conclude -. Ed è quello che cercheremo di dare”.
Ad essere favorevole alle ronde anti-violenza, è anche il sindaco di Cicciano, Giuseppe Caccavale, scosso, come la città intera, dalla violenza ai danni di un bambino romeno di otto anni, per la quale è finito in carcere un 28enne insospettabile, vicino di casa della piccola vittima. Un comune che non ha dimenticato il dramma del piccolo Silvestro Delle Cave, ucciso dai pedofili quando aveva solo nove anni. E allora, dal sindaco arriva un appello: “Sì ai controlli”.
“Sono favorevole a queste iniziative - spiega - anche se a Cicciano il controllo del territorio è garantito, oltre che dalle forze dell’ordine e dalla polizia municipale, con la quale abbiamo istituito il vigile di quartiere, anche dalle guardie ambientali, volontari che pattugliano costantemente il paese”.
“Purtroppo, secondo quanto abbiamo appreso, la violenza è avvenuta in un appartamento, e non in strada - ha concluso - Il presunto pedofilo, infatti, ha adescato la sua piccola vittima in un cortile nel quale era di ‘casa’. Conosceva i bambini che si sono fidati di lui, e l’hanno seguito in un appartamento poco distante, quasi in pieno centro urbano”.
A Cicciano, intanto, si attende con ansia la convalida del fermo di Aniello Gradito, il 28enne accusato di violenza sessuale nei confronti del piccolo romeno di otto anni. Il magistrato dovrebbe decidere oggi se convalidare o meno l’arresto del presunto orco, anche se la popolazione ha già condannato il “mostro”, e si è schierata al fianco della famiglia di immigrati romeni, perfettamente integrati con la comunità locale.
Una vicenda che ha profondamente scosso tutti,
compreso il sindaco Giuseppe Caccavale, il quale ha già dato la
piena disponibilità dell’amministrazione, a stare accanto al
bambino ed alla sua famiglia in tutte le sedi opportune. (ANSA).
1 marzo 2009

sabato 28 febbraio 2009

Abusi sui minori: tutti i casi del 28 febbraio 2009

ABUSI SU UN BIMBO DI OTTO ANNI DAVANTI ALLA SORELLINA ROMA - Una studentessa violentata dal branco; un bambino di 8 anni e una ragazzina di 12 vittime di violenze nel Napoletano; un violentatore scarcerato anticipatamente ed espulso; un uomo cui è stato concesso di vedere nel week end la figlia su cui avrebbe commesso abusi. E' stata una giornata purtroppo ricca di spunti, per quanto riguarda i fatti di cronaca legati alla violenza sessuale.

NAPOLI - Mentre il gip ha convalidato l'arresto di Pasquale Modestino, il presunto stupratore del bambino di 12 anni, sempre nel Napoletano, a Cicciano, il ventottenne Aniello Gradito è stato fermato dai carabinieri con l'accusa di avere abusato, lunedì scorso, di un bambino romeno di 8 anni.

Tre uomini sono stati invece arrestati a Massa di Somma con l'accusa di aver violentato, in gruppo, una ragazzina di 14 anni. I fatti si sarebbero verificati alla fine del 2007 ed è stata la vittima a denunciare ai carabinieri gli abusi subiti. Le scene della violenza sarebbero state riprese anche con un cellulare: se la ragazza avesse parlato sarebbero finite su internet.

ANCONA - Un ragazzo di 16 anni è stato arrestato con l'accusa di aver stuprato una studentessa di Senigallia, sua coetanea, insieme ad altri minorenni che sono stati denunciati. I fatti si sarebbero verificati domenica scorsa, all'alba, in un'area esterna di una discoteca di Mondolfo (Pesaro Urbino). Alla violenza sarebbero stati presenti altri cinque minori, indagati per concorso negli abusi: la polizia ha perquisito le loro abitazioni, sequestrando materiale biologico per la comparazione del Dna, telefoni cellulari e pc. Sembra che tutti fossero ubriachi, compresa la vittima. C'é anche il sospetto che gli abusi siano stati filmati con dei cellulari.

VERCELLI - E' destinata a creare polemiche la scarcerazione di un romeno di 30 anni, che nel 2004 era stato condannato a nove anni per violenza sessuale ed altri reati e che è stato rimesso anticipatamente in libertà dal magistrato: il prefetto di Vercelli, come ha reso noto il Viminale, ne ha disposto il rimpatrio per motivi imperativi di pubblica sicurezza. La Lega, con l'on. Roberto Cota, fa sapere che presenterà un'interrogazione urgente al ministro della Giustizia Alfano perché "di fronte a certi reati i benefici vanno esclusi".

MILANO
- Altro provvedimento controverso è l'ordinanza del Tribunale di Milano che concede ad un uomo indagato per violenza sessuale sulla figlia di 3 anni di portarla nella sua casa nel fine settimana, subordinando però la decisione alla valutazione dei servizi sociali. Servizi che oggi hanno rifiutato il consenso. La madre della bambina, una cittadina romena (il marito è italiano), che da circa un mese vive con le due figlie in comunità, ha fatto appello contro l'ordinanza del tribunale.

RIGNANO FLAMINIO
- Corteo di solidarietà, nel pomeriggio, con i bambini della scuola materna Olga Rovere, che sarebbero state vittime dei presunti casi di pedofilia. Presente anche l'avvocato Carlo Taormina, difensore di alcune delle parti offese, secondo cui le indagini "stanno subendo una nuova svolta, che potrebbe portare all'individuazione di altre nove vittime degli abusi sessuali".

TRENTO
- Due anni e sei mesi di reclusione, più un risarcimento di 40mila euro: questa la condanna inflitta dal tribunale di Rovereto, in Trentino, per un ragazzo accusato di violenza sessuale. I fatti risalgono all'ottobre del 2006 ed erano avvenuti durante una festa all'aperto, anche in quel caso complice l'alcol.

VIAGGI

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