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domenica 18 gennaio 2009

L´sms incastra il prof violentatore

La ragazzina disabile lancia l´allarme con il telefonino: i carabinieri lo colgono sul fatto. Lui nega tutto
Franca Selvatici
Un insegnante di sostegno è stato arrestato mercoledì sera dai carabinieri per violenza sessuale aggravata ai danni di una ragazza disabile di 19 anni. L´arresto è avvenuto alle 20,30 nella sede del sindacato Uil di via Corcos, dove il professore teneva un corso di informatica. L´arrestato, G. S., ha 60 anni ed è ex segretario provinciale della Uil Scuola. Il suo sindacato lo ha sospeso in via cautelare da ogni incarico. Secondo le accuse, il docente abusava della giovane donna sin da quando era una bambina e frequentava la scuola media di un comune vicino a Firenze, dove l´uomo era il suo insegnante di sostegno. Nel suo computer i carabinieri hanno trovato materiale definito pedopornografico, che dovrà essere analizzato. G. S. ora è a Sollicciano ed è stato visitato ieri dall´avvocato Eugenio Dalli Cardillo, che lo difende con il collega Umberto Schiavotti. Respinge tutte le accuse. I suoi legali sono preoccupati perché in luglio è stato operato al cuore e ha gravi problemi di salute.
La ragazza e sua madre hanno sporto denuncia qualche giorno fa, dopo essersi consultate con un parente, l´avvocato Salvatore Tridico che ha studio in provincia di Milano. I carabinieri hanno organizzato l´indagine in modo da cogliere possibilmente l´insegnante sul fatto. Uno di loro si è fatto mostrare dalla ragazza l´aula dove si teneva il corso di informatica e dove il professore, secondo la denuncia, la tratteneva a fine lezione per abusare di lei. Poi le ha trascritto il suo numero di cellulare sul telefonino e le ha spiegato che nel momento in cui il professore avesse cominciato a molestarla non doveva fare altro che premere il numero. Così è avvenuto. Il carabiniere è salito, ha aperto la porta e ha trovato il professore avvinghiato alla sua allieva, che palpeggiava appassionatamente tanto da non accorgersi neppure dell´ingresso di un estraneo nell´aula. «Potrei essere tua figlia, non mi toccare», diceva la ragazza. E il docente - secondo la denuncia - replicava: «Non sono tuo padre, non c´è niente di male».
Ultima di una numerosa nidiata di figli, la giovane donna soffre, probabilmente per effetto di una amniocentesi, di problemi fisici e di un lieve deficit cognitivo, per cui è stata dichiarata invalida e alle scuole medie ha avuto bisogno di un insegnante di sostegno che faceva anche ore di recupero con lei. Il professore era G. S. Nei giorni scorsi, quando dopo anni di silenzio la ragazza si è confidata con la madre, ha raccontato che già allora l´insegnante la baciava, la toccava, si strusciava a lei raggiungendo l´orgasmo. Dopo essersi iscritta a un istituto superiore, la ragazzina ha continuato a frequentare la scuola media perché ci lavorava un suo familiare e - secondo la sua denuncia - il professore trovava il modo di portarla in qualche stanza e di compiere atti sessuali, senza che lei riuscisse a sottrarsi alle sue attenzioni. Qualche mese fa, poi, il docente ha annunciato alla madre della ragazza che avrebbe potuto aiutarla a trovare un lavoro, le ha chiesto la documentazione sanitaria e le ha suggerito di mandare la figlia a un corso di computer che si teneva nella sede della Uil. I corsi prevedevano due lezioni alla settimana di due ore ciascuna, dalle 18,30 alle 20,30. E, secondo la denuncia, a fine lezione il docente trovava il modo di trattenere la ragazza e di abusare di lei. Mercoledì sera, dopo averlo sorpreso in atteggiamenti espliciti, i carabinieri lo hanno fatto rivestire, lo hanno portato in caserma, hanno eseguito una perquisizione trovando sul suo computer materiale definito pedopornografico e lo hanno dichiarato in arresto per violenza sessuale e atti sessuali su minori. L´indagine prosegue.
(Espresso Local 16 gennaio 2009)

venerdì 16 gennaio 2009

Padre violenta la figlia alla presenza del fratellino



Terribile storia che arriva dalla periferia di Genova dove un bambino di otto anni è stato ricoverato a seguito di un malore che l'ha colpito dopo aver visto il padre violentare sua sorella
Una scena troppo difficile da sostenere per gli occhi, sgranati e innocenti, di un bambino di otto anni costretto a guardare suo padre mentre violenta la sorella quindicenne.
Una tenerezza infinita nei confronti di questa famiglia distrutta dal dolore che per troppi anni ha dovuto subire in silenzio le angherie di un padre violento e senza scrupoli.

E’ accaduto a Genova dove un bambino, di cui non sono state fornite le generalità, a causa di un malore ha permesso la denuncia di una situazione grave e troppo imbarazzante perfino per pensarci.
Il ragazzo da qualche tempo veniva costretto da suo padre ad assistere ad atti di violenza sessuale nei confronti della sorella quindicenne. I frequenti stupri avvenivano nella stanza che i due ragazzini condividevano mentre la madre, ignara delle violenze, era a far la spesa oppure in giro per casa.

Davanti all’ennesimo, brutale episodio il cuore del ragazzino non ha retto ed il piccolo è stato colpito da un violento arresto cardiaco. Sentendo delle urla provenire dalla camera dei suoi figli, la madre si è precipitata di sopra fino a trovarsi davanti all’unica, terribile scena che non si sarebbe mai aspettata di vedere: la figlia quindicenne braccata dal padre e il ragazzino riverso a terra per lo shock.

La donna ha immediatamente chiamato i soccorsi e, una volta in ospedale, ha raccontato ai medici la ragione di quel malore chiedendo l’intervento della polizia. Di quel padre fuori dalla natura umana si erano però perse le tracce. L’uomo ha raccolto le sue case ed ha lasciato l’abitazione per nascondersi dall’arresto. I carabinieri sono ora sulle sue tracce. Il ragazzino, quantomeno nel fisico, è fuori pericolo.


Stefania Rocco

fonte

VIAGGI

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