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sabato 4 aprile 2009

SORIA RESTA IN CARCERE PER MALVERSAZIONE, NON PER ABUSI SESSUALI




Torino - Resta in carcere Giuliano Soria, l’ex patron del premio letterario Grinzane Cavour. Il tribunale del riesame di Torino ha confermato la misura cautelare e ha respinto la richiesta di scarcerazione (o, in subordine, della concessione degli arresti domiciliari) avanzata dal suo legale Roberto Piacentino, in relazione però al solo reato di malversazione nei confronti dello Stato, contestato perché, secondo l’accusa, il professore avrebbe usato soldi provenienti da finanziamenti pubblici destinati alla sua associazione per scopi privati.

Le altre accuse Revocata l’ordinanza, invece, per quanto riguarda il reato di violenza sessuale e maltrattamenti ai danni di un domestico extracomunitario, che con la sua denuncia aveva fatto partire l’indagine. In relazione a questo filone d’inchiesta, Soria ha respinto ogni accusa. Il professore è detenuto nel carcere "Lo Russo e Cutugno" di Torino.
IL GIORNALE 4 APRILE 209

Garlasco, Accesso ai siti porno: in quelle ore Chiara era al lavoro. Il mistero della lettera anonima

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Garlasco: la famiglia di Chiara chiede 10mln di euro di risarcimento


Garlasco: i familiari di Chiara parte civile Chiesto un risarcimento di 10mln di euro La villa della famiglia Poggi

I familiari di Chiara Poggi chiederanno un risarcimento per la morte della figlia. Il legale di parte civile proporrà la somma di 10milioni di euro

Ammonta a dieci milioni di euro la richiesta di risarcimento che il legale di parte civile chiederà per i familiari di Chiara Poggi, la ragazza di 26 anni uccisa nella sua villa di Garlasco il 13 agosto del 2007. La richiesta verrà presentata nell'udienza di giovedì prossimo, 9 aprile, che aprirà ufficialmente il processo (con rito abbreviato) ad Alberto Stasi, il fidanzato imputato per l'omicidio della ragazza. "L'aspetto economico di un processo è regolato dalla legge - ha detto alla 'Provincia Pavese' il legale della famiglia Poggi, l'avvocato Gianluigi Tizzoni -. Ma non è certo stata questa la molla che ha spinto i genitori a costituirsi parte civile. La famiglia Poggi vuole la verità. Nessun risarcimento può compensare la perdita di una figlia".

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