Il ragazzo avrebbe detto la verità anche sulle telefonate a vuoto a Chiara Poggi
dal nostro inviato DAVIDE CARLUCCI
Chris Mellas è l’attuale marito della madre di Amanda Knox, la ragazza sotto processo a Perugia per l’omicidio di Meredith Kercher, al settimanale ‘Gente’ si chiede: “Perchè i giornali italiani hanno voluto dipingere Amanda come un mostro.
Perchè invece di parlare di prove reali e concrete hanno interpretato calligrafie, scritto chilometri di inchiostro sulla pettinatura e sui vestiti? Perchè hanno voluto condannare prima del processo?”. “I testimoni contro Amanda? Li chiamo ‘i testimoni del giornale’. Sono stati tutti scovati da un quotidiano locale - ha detto Mellas - a un anno di distanza dal fatto. Ricordano solo alcuni dettagli e proprio riguardo ad Amanda. Dettagli non verificabili. Di ciò che è verificabile non ricordano nulla”. “Le udienze stanno andando bene - continua Mellas - non ci sono prove. Il processo presto avrà una svolta”.
Italo Arcuri QUINEWS
Roma, 15 mar.- (Adnkronos) - ''I testimoni contro Amanda? Li chiamo ''i testimoni del giornale''. Sono stati tutti scovati da un quotidiano locale, a un anno di distanza dal fatto. Ricordano solo alcuni dettagli e proprio riguardo ad Amanda.Dettagli non verificabili. Di cio' che e' verificabile non ricordano nulla''. Chris Mellas, patrigno di Amanda Knox, processata a Perugia per l'omicidio di Meredith Kercher, non usa mezze misure parlando in esclusiva con "Gente", in edicola lunedi' 16 marzo.
''Le udienze stanno andando bene, non ci sono prove. Nessuna. Il processo presto avra' una svolta, la verita' sara' accertata'', continua Mellas. Sposato da 12 anni con Edda, la mamma di Amanda, Chris si alterna con la moglie e Curt, il papa' naturale della ragazza, per stare vicino ad Amanda e seguire il processo.
''Ora Amanda e' piu' calma, man mano che il dibattimento va avanti lo e' sempre di piu', all'inizio era piu' sotto stress. Adesso capisce bene l'italiano, riesce ad affrontare anche questioni tecniche''. Chris Mellas parla di un grande equivoco nei primi giorni dell'indagine: ''Un fraintendimento nato da un Sms che Amanda mando' a Patrick Lumumba. Non scordate che Amanda non e' italiana, ha abitudini, costumi, modi di fare diversi. Quando Patrick le scrisse di non andare a lavorare quella sera, lei rispose: ''See you later''. Per noi americani significa ''arrivederci'', e' un modo di salutare. Il pm che conduceva le indagini lo interpreto' invece alla lettera, e cioe': ''Ci vediamo piu' tardi''. Non e' cosi', Amanda non voleva dare nessun appuntamento a Patrick''.
OMICIDIO GARLASCO:HOBBY E SEGRETI DI ALBERTO STASI
di Francesca Bacinotti
Nel processo per l’omicidio di Garlasco (l’udienza preliminare è fissata per il 24 febbraio) entra in scena un teste chiave quanto anomalo. I carabinieri del Ris, infatti, hanno «torchiato» il computer portatile di Alberto Stasi, l’unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. Hanno passato al setaccio le immagini di cuccioli, delle moto e delle auto preferite. La barche, la casa dei sogni, le spiaggia di Spotorno, le tenerezze con Chiara. Ma non solo. Interrogando il pc di Stasi emerge, tassello dopo tassello, cartella dopo cartella, foto dopo foto, una personalità complessa, solare e cupa, dove i contrari diventano speculari. Ai cuccioli si contrappongono immagini pedoporno e hard, schedate maniacalmente; migliaia di sequenze a luci rosse, specialmente fetish.
Il 24 febbraio si deciderà il destino di Stasi e del processo: rinvio a giudizio o proscioglimento. Ma chi è veramente questo ragazzo? Il suo curriculum, in primo piano, ha la laurea in Economia alla Bocconi a pieni voti; ora sta svolgendo uno stage nello studio legale dei suoi avvocati difensori. È stato definito «il biondino dagli occhi di ghiaccio», preciso, tanto da controllare anche le virgole nei verbali degli interrogatori. La sua pignoleria è confermata anche dalla ferrea organizzazione del suo hard disk. E il latpop Compaq, sequestrato ed esaminato dal Ris, racconta molto di lui: ne esce a prima vista il ritratto di un ragazzo normale. Certo, ci sono immagini pornografiche, ma quanti ragazzi non ne hanno? Nel suo caso, però, sono tantissime e, alcune, hanno protagonisti inquietanti: minori e, in altri casi, violenze e perversioni.
Come la maggior parte dei ragazzi, Stasi scaricava file dal sistema pair to pair eMule. Ma, oltre ai 566 file musicali che ascoltava con I-tunes o con Media player, con Nero masterizzava i file: in alcuni casi i suoi cd o i dvx sembravano quasi originali, copertine comprese. Ma eMule serviva anche per incrementare il suo archivio personale. Alberto è un collezionista di immagini: scattate con la macchina fotografica o con il cellulare, scaricate da internet. Tra queste, 21 foto (in formato jpg) e sette video di carattere pedopornogarfico per i quali Stasi risulta indagato, insieme ad altre 102 persone, in seguito a un’operazione della polizia postale della Lombardia, coordinata dal vicequestore Filippo Ninni, che ha portato alla chiusura del sito R@ygold. Il volto delle piccole vittime è sempre visibile, mentre non si vedono mai completamente gli adulti. Si tratta, secondo le indagini, di documenti scaricati dopo il 22 ottobre 2006, data in cui è stato installato eMule, e copiati su un hard disk esterno non prima del 18 novembre 2006 (data in cui è stato acquistato). Secondo l’accusa, questo fatto «evidenzia la volontà - e non la casualità - dell’utente di archiviare il materiale per poterne usufruire in momenti successivi».
E poi ci sono 7.064 immagini pornografiche archiviate e suddivise in 22 sottocartelle. Scaricate e poi salvate secondo criteri precisi, comprendono anche donne violentate, persone anziane sofferenti, caviglie e piedi con o senza scarpe, oggetti fallici stravaganti. Tutte custodite in una «nuova cartella» all’interno del folder «Militare»: 423 foto di aerei e poi quella cartella inquietante. Alcune immagini provengono dalla navigazione in vari sexy shop online. Ci sono le foto amatoriali. Molte sono di piedi: Stasi adora le scarpe, ne riprende a decine con il cellulare anche all’interno del London Eye o all’aeroporto durante la sua vacanza a Londra con Chiara. E poi tre filmati in formato mpg («Primo maggio», «Parte prima» e «Parte terza»), che riprendono Alberto e Chiara che fanno l’amore.
Ma il pc non contiene solo questo archivio di immagini e video (la cartella video era vuota, ma tramite Encase, nei file perduti sono state trovate altre 6.131 foto pornografiche. Nelle cartelle recuperate, invece, 109 sottocartelle con all’interno 32.130 foto hard. Tramite Photorec, i periti hanno recuperato 7.064 immagini prevalentemente a luci rosse. Ci sono anche sette racconti hard, di cui uno a sfondo omosessuale con un protagonista africano.
Ovviamente il computer non è fatto solo di pornografia. Tra i documenti ci sono 25 cartelle riguardanti gli esami e la tesi. E poi gli animali: ha una cartella con 65 foto di varie specie, quasi tutti cani. E i cuccioli, che meritano uno spazio a sè, con 14 immagini scattate nel 2006. Ci sono anche 148 foto di ville e arredamenti d’interni. E, ancora, 209 foto di auto di varie marche e 42 di moto, più altre immagini da utilizzare come sfondo per il desktop o come screensaver. Infine le barche e il salone Nautico di Genova, visitato nel 2005 e nel 2006.
Alberto come gran parte dei ragazzi, utilizza Messenger per parlare con gli amici. Anche con Chiara, la sua «Tatina»: così la chiamava, e così ha salvato le sue immagini. Ma di lei sola ci sono 24 foto in tutto per quasi quattro anni di fidanzamento, poche per un amante delle immagini e collezionista seriale. Chiara è anche insieme con altri: per esempio con il padre e Alberto nelle 49 «Immagini da stampare». O a Natale, in cinque immagini con gli amici. E ancora in vacanza a Nizza e a Montecarlo, il 16 luglio 2005. O nelle 51 foto delle vacanze al mare il 9 settembre 2006. La cartella che le contiene si chiama «incendio». In quel periodo bruciavano i boschi della Liguria, vicino alla spiaggia. Lui li ha ripresi, come mille altri turisti. Ma oltre al fuoco anche tenerezze. Lui che abbraccia lei tra gli ombrelloni della spiaggia di Spotorno, dove Alberto ha casa. Chiara è presente anche al matrimonio dell’amico Vito, il 22 dicembre 2006.
Il computer oltre a fornire il ritratto di Alberto Stasi dice anche cosa ha fatto durante la mattina del 13 agosto, quella del delitto (vedere riquadro a pag. 67). Quando lavorava alla tesi Stasi salvava le modifiche con cadenza regolare, come dimostra lo storico del laptop. Quella mattina lui dice di aver lavorato alla tesi, ma non ci sono tracce di modifiche sul file «documenti/tesi/parti del testo/core preventivo.doc». L’ultimo salvataggio risulta effettuato dall’utente alle 18,59 del 12 agosto, giorno in cui c’è anche un trasferimento dati dal pc di Alberto a quello di Chiara, per copiare le foto delle vacanze a Londra e la cartella con la tesi di Alberto. Il trasferimento è avvenuto tra le 22,02 e le 22,03, tramite un supporto informatico non meglio definito. Ed è qui che l’accusa prova a insinuare un dubbio: Chiara potrebbe essersi imbattuta nel lato oscuro del fidanzato? Nei filmini pedopornografici? Potrebbe essersi scatenato un litigio a causa delle strane manie di Alberto, scoperte in quel momento o magari solo in parte conosciute ma mai accettate? Quella sera, poi, il pc di Alberto si arresta in modo anomalo. Per l’accusa il ragazzo avrebbe forse cercato di nascondere così il suo archivio segreto, anche perché quel pc quasi mai è stato spento manualmente, più spesso restava in standby. È su questo spegnimento anomalo che la parte civile vuole capire di più, con una nuova perizia richiesta dall’avvocato Gianluigi Tizzoni. l
Blog Panorama 7 febbraio 2009
Trovati centinaia di file sconvolgenti. Chiara aveva scoperto il suo lato oscuro?
Bimbi stuprati e storie "hard" nel pc di Stasi
GARLASCO 07/02/2009 - Bambini stuprati, video "fetish", donne violentate, immagini porno e racconti erotici. Ma anche cuccioli indifesi, aerei militari e fotografie di una storia d'amore che andava avanti da quattro anni.Il prossimo 24 febbraio il giallo di Garlasco finirà sui banchi del Tribunale di Vigevano. Prove, indizi, testimonianze, per tentare di dare un nome al colpevole, ma l'elemento chiave dell'accusa rimane il computer di Alberto Stasi, unico indagato per l'omicidio. I carabinieri del Ris, infatti, hanno «torchiato» il computer portatile, hanno passato al setaccio file e cartelle salvate o cancellate maldestramente. E dall'archivio elettronico del "bocconiano" laureato a pieni voti sono venute a galla immagini raccapriccianti: foto di bambini costretti ad atti sessuali e a rapporti orali con adulti, bambini di 5 anni nudi e in pose esplicite. E costretti a sorridere, a mostrare i loro visi angelici.
L'ARCHIVIO
Interrogando il pc di Stasi emerge, tassello dopo tassello, cartella dopo cartella, foto dopo foto, personalità complessa, solare e cupa, dove i contrari diventano speculari. Alle foto di cuccioli si contrappongono immagini pedoporno e hard, schedate maniacalmente; migliaia di sequenze a luci rosse, specialmente fetish. Il laptop Compaq, sequestrato ed esaminato dal Ris, racconta molto di lui: ne esce a prima vista il ritratto di un ragazzo normale. Ci sono immagini pornografiche. Tantissime, migliaia. E alcune hanno protagonisti inquietanti: minori e, in altri casi, violenze e perversioni.
IMMAGINI RACCAPRICCIANTI
Come la maggior parte dei ragazzi, Stasi scaricava file dal sistema pair to pair eMule. Ma tra i migliaia di file salvati sul pc ce ne sono 21 (in formato jpg) e sette video di carattere pedopornografico per i quali Stasi risulta indagato, insieme ad altre 102 persone, in seguito a un'opera- zione della polizia postale della Lombardia, coordinata dal vicequestore Filippo Ninni, che ha portato alla chiusura del sito R@ygold.Il volto delle piccole vittime è sempre visibile, mentre non si vedono mai completamente gli adulti. Si tratta, secondo le indagini, di documenti scaricati dopo il 22 ottobre 2006 e copiati su un hard disk esterno. Secondo l'accusa, questo fatto «evidenzia la volontà - e non la casualità - dell'utente di archiviare il materiale per poterne usufruire in momenti successivi». E poi ci sono 7.064 immagini pornografiche archiviate e suddivise in 22 sottocartelle. Scaricate e poi salvate secondo criteri precisi, comprendono anche donne violentate, persone anziane sofferenti, caviglie e piedi con o senza scarpe, oggetti fallici stravaganti. Alcune immagini provengono dalla navigazione in vari sexy shop online. Ci sono poi le foto amatoriali. E si sono anche sette racconti hard, di cui uno a sfondo omosessuale con un protagonista africano.
Il computer oltre a fornire il ritratto di Alberto Stasi dice anche cosa ha fatto durante la mattina del 13 agosto, quella del delitto. «Stavo lavorando alla tesi» si è sempre difeso, ma oggi gli esperti dimostrano che mentiva: quella mattina infatti non ci sono tracce di modifiche sul file. L'ultimo salvataggio risulta effettuato dall'utente la sera del 12 agosto, giorno in cui c'è anche un trasferimento dati dal pc di Alberto a quello di Chiara, per copiare le foto della vacanza a Londra. Ed è qui che l'accusa prova a insinuare un dubbio: Chiara potrebbe essersi imbattuta nel lato oscuro del fidanzato?
Cronaca qui 7 febbraio 2009
Fonte: Cronaca qui 13 gennaio 2009