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martedì 31 marzo 2009

«Alberto ha ucciso per il rifiuto di Chiara di girare un film porno»


30 marzo 2009

Il rifiuto di prestarsi ad agire come la protagonista di un film domestico a luci rosse, girato dal fidanzato. La furia di lui, le percosse, la morte. In quattro ore di requisitoria di fronte al gup, Stefano Vitelli, il pm Rosa Muscio, ha fornito finalmente una ricostruzione e, soprattutto, un possibile movente, all’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007. Secondo la procura la giovane sarebbe stata vittima di una improvvisa esplosione di follia da parte del fidanzato. Alberto Stasi, che avrebbe tentato invano di convincerla a sottostare a giochi erotici spinti che lui avrebbe filmato con la videocamera. Nella tesi esposta dalla procura, si è dunque trattato di «un omicidio d’impeto ed estremamente efferato» e «il movente è certamente da collocarsi all’interno della dinamica di coppia, nel rapporto interpersonale tra Alberto e Chiara». Già in passato Stasi avrebbe sottoposto a Chiara richieste a luci rosse, talvolta venendo accontentato. E ciò spiegherebbe, secondo il pm, la frase pronunciata da Stasi a proposito di quelle riprese: «Chiara non voleva, ma se io glielo chiedevo lo faceva». Il rifiuto, da parte della ragazza, potrebbe aver innescato una reazione furiosa da parte di Alberto, che l’avrebbe colpita ripetutamente, trascinata nel gettata del vano scala dello scantinato, e quindi si sia lavato nel bagno al pianterreno della villetta, allontanandosi infine in bicicletta, lasciando sui pedali tracce del sangue della ragazza.

Di Chiara ha parlato anche la madre, Rita Poggi, in un’intervista che sarà trasmessa martedì sera a “Porta a Porta”. «Era una ragazza tranquilla, lei e Alberto li vedevo sereni, noi genitori avevamo pensato anche alla convivenza. Chiara era contenta, contenta fino all’ultimo giorno». Sulla dinamica del delitto la signora ha detto di aver pensato inizialmente ad una rapina, in passato i ladri si erano introdotti nottetempo nella villetta di Garlasco dove viveva Chiara. «Ma lei era molto accorta e non avrebbe mai aperto ad uno sconosciuto».

La scorsa settimana Stasi ha chiesto e ottenuto il rito abbreviato. In caso di condanna, potrà usufruire dello sconto di un terzo della pena. L’udienza è stata fissata il 9 aprile prossimo.

il secolo XIX 30 MARZO 2009

martedì 10 marzo 2009

Omicidio Garlasco, l'avvocato: "Alberto vuole trovare l'assassino". Per i Ris non regge la sua difesa

Per legale di Stasi, Giuseppe Colli il ragazzo vuole scoprire la verità. Gli esperti dei carabinieri hanno approfondito gli elementi che lo incastrerebbero. Occhi puntati sul pc di Stasi: nell'hard disk immagini della fidanzata a Londra, a meno da un mese dall'omicidio (FOTO). Ma ne manca una che l'ex studente ha visto 4 giorni prima della morte di Chiara. Rinviata al 13 marzo l'udienza per omicidio e quella per pedopornografia. La villetta dell'orrore (FOTO)

domenica 22 febbraio 2009

CASO GARLASCO: LA MAMMA DI CHIARA POGGI, NON NOMINATEMI ALBERTO STASI

(AGI) - Roma, 22 feb. - "Non nominate Alberto Stasi, non ne ho parlato finora, non voglio proprio parlarne. Andro' in Tribunale, saro' li' per le udienze preliminari. Ci saro' perche' Chiara e' mia figlia". Parla al presente, Rita Poggi, la mamma di Chiara, la ragazza uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007, come se sua figlia fosse ancora accanto a lei. Rita Poggi spiega a 'Gente', in edicola domani, di non avere nessuna intenzione di parlare dell'unico indagato per quel delitto, Alberto Stasi, ex fidanzato della ragazza. Se la mamma di Chiara non parla di Stasi lo fa, alla vigilia dell'udienza preliminare, Gian Luigi Tizzoni, l'avvocato della famigla Poggi, costituitasi parte civile: "Quella dei genitori di Chiara contro Stasi non e' una presa di posizione recente: il loro rapporto e' cambiato in coincidenza con il fermo del ragazzo. Da allora c'e' stato un crescendo di presa di consapevolezza". Spiega l'avvocato: "La nostra e' una rilettura delle analisi dei Ris". Due sarebbero le incongruenze principali nell'alibi di Stasi. "Il portasapone presente nel bagno della villetta di Garlasco contiene tracce di Dna della vittima, ma non le sue impronte. Al contrario, ci sono le impronte del fidanzato Alberto, ma non il suo Dna".
(Adnkronos) - Infine, un accenno alle famose intercettazioni di Alberto Stasi. «Ho dato io personalmente le intercettazioni che riguardavano Alberto nel corso di un intero anno ai genitori di Chiara», dice l'avvocato Tizzoni. «In quelle telefonate lui non ha mai manifestato sentimenti di rispetto o affetto per Chiara, non l'ha mai nominata come sua fidanzata. E' una valutazione che ovviamente non c'entra direttamente con il processo. Ma e' un particolare che ha colpito molto Rita e Giuseppe Poggi».



Omicidio Garlasco, martedì l’udienza preliminare

Si aprirà in aula martedì davanti al gup di Vigevano l'udienza preliminare del processo legato all'omicidio di Chiara Poggi, la giovane uccisa in casa a Garlasco il 13 agosto del 2007.
Unico imputato è Alberto Stasi,fidanzato della vittima.
L'udienza, preceduta da mesi di battaglia tra i consulenti di accusa, difesa e parte civile, potrebbe però essere quasi subito rinviata.

sabato 22 dicembre 2007

Alberto tradito anche dagli amici:"si sapeva che era gay"


22/12/2007 (8:27) -


REAZIONI DI UNA COMUNITA' SOTTO SHOCK
Alberto tradito anche dagli amici
Chiara Poggi nel fotomontaggio con le due cugine

Tutti contro di lui: «Si sapeva che era gay»
MARCO NEIROTTI
GARLASCOMa se lo sapevate davvero tutti, era così difficile dirlo a Chiara, quando, a quanto sembra, cercava di buttare messaggi a un’amica: «C’è qualcosa non va, qualcosa di grave»? E’ questo il giorno dopo, in questa cittadina di novemila abitanti, benessere di commercio e artigianato e piccola industria e, soprattutto, memoria che va e che viene. Il giorno dopo la notizia dei bimbi nel computer è quando rispolveri tre parole di un amico, o qualcosa di simile a un amico o un conoscente, che racconta con entusiasmo - sembra stato d’estasi - di Alberto immerso con la fronte e il pensiero nello schermo. Immagini del peggio del peggio, pedofilia. Adesso, qui a Garlasco, scopri che lo sospettavano tutti o quasi, che comunque era strambo, proprio lui così perfetto. «Gli si leggeva in faccia», Cesare Lombroso ripescato con qualche pagina perduta al mercatino dell’usato. Alberto stava con Chiara Poggi, l’altro ieri era un gay notoriamente riconosciuto da tutti, oggi è un pedofilo, magari virtuale, sul quale nessuno aveva dubbi. In queste strade di un paese che negli anni ha perso la sua identità di pianura della quiete e ne ha riacquistata una anomala come è accaduto a Novi Ligure, a Cogne, Alberto è uno «visto qualche volta», «sì mi ricordo, forse». E’ evaporato fisicamente e pesa come una piramide costruita senza badare se il villaggio è stato evacuato. Hanno pianto con lui, dentro e fuori la chiesa, e adesso ricordano di avere intuito subito che «c’era qualcosa di strano». Si bisbiglia. E’ il contrasto più incredibile. Da una parte ci sono persone gentili e partecipi - «mi raccomando, un accenno al nostro locale nell’articolo, vi stiamo aiutando» - dall’altra ci sono stupori e incredulità. Nel mezzo ci sta non soltanto una sentenza, ma anche una motivazione («ecco perché l’ha fatto») che agli atti giudiziari non guarda più. Tra questi novemila abitanti quelli che incontri hanno idee che corrono oltre a una magistratura che scivola con serpentine da sciatore in discesa e salita lungo un’inchiesta diretta in modo disperante, tra Ris che vanno e vengono e conferenza stampa senza un porto dove arrivare. E’ l’unico indagato che decide quando sorridere, quando piangere, quando nascondersi e quando apparire. Ammesso che Stasi sia colpevole, Scattone e Ferraro - quelli processati e condannati a pene irrisorie per la morte di Marta Russo all’Università La Sapienza di Roma - descritti dai giornali come i teorici del delitto perfetto, gli gironzolano intorno come dilettanti. Il delitto perfetto esiste se non ti incastrano. E’ questa Garlasco che ha pianto. E’ una corte popolare che non ascolta accusa e difesa per orientarsi. Garlasco dei bar, dei ristoranti, degli incroci, degli alberghi, delle pizzerie e della discoteca che accoglie mezza provincia di Pavia ha deciso, riscopre un movente che la magistratura non ha ancora accertato. Alberto per mano a una ragazza davanti alle vetrine? La maschera. Che vuol dire, signora la maschera? «Che uno che se la fa con i pedofili deve fare finta di amare le donne». Non uno che ti dica: che ci faceva a consolarsi con lei morta da poco? Ma l’inquietudine vera sono i ragazzi. Sfogliano come per caso aneddoti, attimi, incontri, anche datati, che trascinano Stasi e un suo amico carissimo, compagno di viaggio, in un dipinto con i contorni già fatti, basta colorare. E’ facile adesso dire «sapevamo tutti che era gay». E’ più difficile quello che racconta un’amica di Chiara: «Era inquieta, era triste, era incerta. Non sapeva bene che cosa e come dirlo. Ma voleva sfogarsi. Parlava di lui senza spiegare il problema, non ne poteva più di una ossessione del suo uomo». Pornografia, dicono gli atti. Questo Chiara aveva scoperto. Ma qual era davvero la pornografia è quel che fa la differenza. Ce n’è una che puoi condividere, dice apertamente Fabio nel bar, con la tua compagna e ce n’è una che non confesserai mai a nessuno. «Agli amici sì». Agli amici, appunto. E’ così che nasce l’indagine parallela, tanto teorica quanto a ritroso, di una cittadina. C’è un amico di Alberto Stasi che vive qui, che è stato in giro con lui, che quella mattina, guarda caso, era al mare. Dopo la notizia del materiale pornografico e pedofilo con cui Alberto giocava cliccando, Garlasco vede un altro viso nell’altro ragazzo, cerca e scruta, legge anche al buio. Chiara morta ha segnato anche lui al di là di qualsiasi cammino processuale. In un bar in piena Garlasco, alle 9 di sera, un ragazzo giura di avere visto in quel computer immagini dove c’era anche Alberto: «Le ho viste, sì, ma era con l’amico, roba fra loro». Si parla di bambini, li hai visti almeno una volta? «Mai. Avrei vomitato o l’avrei massacrato d’istinto di botte». E Chiara? «Non la conoscevo, ma una sua amica ha detto una parola che capisco solo adesso: incredula». Incredula perché? Lei ha detto: «Chiara mi chiedeva: che senso ha? Era precipitata in un altro mondo».

La Stampa 22 dicembre 2007








mercoledì 19 dicembre 2007

Omicidio Garlasco,il Garante della Privacy interviene contro i media

18/12/2007 - 18.21

"La pubblicazione delle mail tra Alberto Stasi e Chiara Poggi, pubblicate da quotidiano Libero "sono state inutile lesione della sfera intima dei ragazzi"

"La pubblicazione delle e-mail scambiate tra Alberto Stasi e Chiara Poggi è una inutile lesione della sfera piú intima dei due giovani". Il Garante della privacy (Francesco Pizzetti, Giuseppe Chiaravalloti, Mauro Paissan, Giuseppe Fortunato) interviene - dopo una segnalazione relativa alla pubblicazione sul quotidiano "Libero" della corrispondenza privata tra i due protagonisti del caso di Garlasco e tra Alberto Stasi e la madre - per richiamare i mezzi di informazione al rispetto delle riservatezza delle persone coinvolte nella vicenda. "In questo come in altri casi, sottolinea l'Autorità, pur nel diritto dovere di informare su vicende di interesse pubblico, i mezzi di informazione devono astenersi dal diffondere dettagli e particolari che violino l'intimità stessa tra due persone. A maggior ragione quando una delle due persone è defunta e quando tali dettagli non presentano alcun elemento di rilevante interesse per una maggiore comprensione del caso". (Edf).

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