Visualizzazione post con etichetta 3 aprile 2009. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 3 aprile 2009. Mostra tutti i post

sabato 4 aprile 2009

Grinzane, l´addio ai dipendenti Via e senza l´ultimo stipendio


Enrico Stasi, il liquidatore nominato dal tribunale di Torino, ha licenziato i tredici dipendenti del Premio Grinzane. «Un atto dovuto - spiega». Loro: «Pazzesco, con tutti i soldi che giravano»
di Federica Cravero
Licenziati e senza l´ultimo stipendio. Quello che più temevano i lavoratori del premio Grinzane Cavour si è avverato. Lunedì il liquidatore dell´associazione, il commercialista Enrico Stasi, ha convocato negli uffici di via Montebello le 13 persone che da anni lavoravano lì - 5 assunti a tempo indeterminato, 8 contratti a progetto - e ha annunciato che il loro incarico era sospeso con effetto immediato. E ha aggiunto che nelle casse del Grinzane non c´erano i soldi né per pagare i loro stipendi di marzo, né per i Tfr, che per qualcuno, che negli uffici di via Montebello lavora da 18 anni, sono consistenti.

Sembra pazzesco, adesso. «Con tutti i soldi che giravano... - si sfoga Antonella Cavallo, la veterana del gruppo - Solo adesso noi abbiamo visto i bilanci veri. Altro che 5 milioni di euro, io ho sempre creduto che ce ne fossero nel budget meno di 2. Per questo in ogni progetto io cercavo sempre il risparmio, su tutto. Mi si diceva che potevo spendere 100 e io stavo nella spesa, ma adesso scopro che c´erano ben più soldi e chissà dove sono finiti».

Loro, invece, i lavoratori, con il Grinzane non si sono mai arricchiti. «Guadagnavamo in media mille euro al mese, chi poco più, chi poco meno - raccontano - Se stavamo qui era perché il lavoro era appagante. Adesso siamo disperati: chi ha il mutuo, chi l´affitto... Ma anche psicologicamente è uno choc vedere in un attimo azzerata la propria carriera». E non solo: «Ci rattrista che siano passati sopra le nostre professionalità. Potevano cambiare il vertice e mantenere la struttura, anche snellirla, tagliando dei progetti, ma non buttarla via», dicono.

Ai 5 assunti è stata recapitata la lettera di licenziamento, ma nello stesso tempo tre lavoratrici - la Cavallo e due impiegate dell´amministrazione - sono state assunte dal nuovo ente che si è costituito, l´Associazione premio Grinzane Cavour in liquidazione. Da una parte rispondono alle telefonate dei creditori e dei partner del Grinzane - «Ci fa piacere perché riceviamo solo attestati di stima e solidarietà» - dall´altra lavorano per il liquidatore, che deve chiudere tutto ciò che il Grinzane in 28 anni aveva aperto, dalle convenzioni con gli enti, ai contratti con i fornitori, agli affitti «di appartamenti di cui ignoravamo l´esistenza».

Per un´altra dipendente che era in gravidanza, invece, è stata avviata la pratica per la maternità anticipata. Tutti gli altri a casa. Gli ultimi stipendi e la liquidazione finiti nel calderone del passivo del Grinzane, «Chissà se e quando li vedremo, adesso siamo diventati anche noi creditori». Ammortizzatori sociali ridotti al minimo, «dicono che prenderemo duecento euro al mese di disoccupazione». In cerca di una nuova occupazione, «La Regione ci ha fatto promesse. Non vogliamo pensare che non le mantenga. Anche perché non è facile, soprattutto in questo momento, trovare un lavoro».
(la repubblica 03 aprile 2009)

PERUGIA,:"MIA SORELLA SONIA COME MEREDITH? AIUTATEMI...!"


È scomparsa nel nulla, potrebbe aver fatto la fine di Meredith Kercher, ma nessuno aiuta la famiglia a cercarla. C’è un altro mistero che avvolge Perugia, la pacifica cittadina dove Sonia Marra, originaria di Specchia, nel Leccese, si era trasferita a studiare. Una vita tranquilla, divisa tra studio e lavoro, poche uscite serali e un fidanzato conosciuto pochi mesi prima. Fino al 16 novembre 2006, quando scompare, qualche settimana dopo aver confessato al suo ex-ragazzo di aver subito delle molestie. “Mia madre si è preoccupata quando ha trovato il cellulare di Sonia staccato per ore - racconta Anna Marra, la sorella di Sonia, a “Visto”- abbiamo provato per tutta la notte a telefonare a Sonia, ma senza successo. Così dopo poche ore Paolo (il fidanzato di Anna, ndr) è partito per Perugia, e la mattina all’alba è arrivato a casa sua”. La scena che trova è inquietante: un forte odore di gas circonda la casa. I Vigili del Fuoco chiudono i rubinetti centrali ed entrano in casa rompendo la finestra, ma non vi è nessuna traccia della studentessa: tutto è in ordine e non c’è nessun segno di effrazione.
UNICO TESTIMONE - Mancano però anche il cellulare di Sonia e dei test di gravidanza, che la ragazza si era fatta portare a casa. Unico testimone: l’ottantunenne vicino di casa, che ricorda di aver visto un uomo comportarsi in modo strano: “Ho visto una persona di spalle, con un cappello di lana morbida in testa. La cosa che mi ha colpito è che cercava di entrare, ma non sapeva quale fosse la chiave giusta (…) una volta in casa sarà stato dentro massimo due minuti”. Possibile che stesse cercando Sonia? Come mai aveva le chiavi della casa? Potrebbe essere lui la chiave del mistero, ma quest’uomo non è mai stato trovato.

MACABRO RITROVAMENTO - Quasi due anni dopo, un macabro ritrovamento vicino Perugia riporta in auge il caso: nei pressi di una fossa vengono rinvenuti nastro isolante, un elastico per capelli, un carrello per la spesa bruciato, dei resti di un sacco di juta e un braccialetto, che Anna Marra ritiene possa essere stato della sorella. La fossa però sembra recente, in quanto durante precedenti rilievi non era stata trovata. Alla trasmissione “Chi l’ha visto” hanno ipotizzato che la fossa possa aver contenuto il cadavere di Sonia, nel frattempo rimosso e spostato. Ora a indagare sulla scomparsa è rimasta solo Anna Marra, che ha rinunciato ad una tranquilla vita a Roma per trasferirsi a Perugia dove continua a cercare la sorella, grazie all’aiuto dell’Associazione Penelope, che si occupa di persone scomparse. Ma per ora manca tutto: indizi, sospettati, armi, moventi, e soprattutto la certezza che Sonia possa essere ancora in vita.

Leggo online 3 aprile 2009

venerdì 3 aprile 2009

OMICIDIO GARLASCO: LEGALE POGGI, BASTA DIFFAMAZIONI CONTRO CHIARA

Milano, 3 apr. - (Adnkronos) - "La famiglia Poggi non tollerera' piu' ulteriori iniziative diffamatorie contro la figlia Chiara". Usa toni aspri Gian Luigi Tizzoni, l'avvocato che tutela gli interessi della famiglia della 26enne uccisa nella sua villetta a Garlasco (Pavia) il 13 agosto 2007. L'ultima "falsita', cosi' la definisce l'avvocato, arriva dall'ipotesi che Chiara potesse aver consultato alcuni film porno, come rivererebbe il suo pc. Un computer che, pero', non e' solo nella disponibilita' della vittima "che non puo' replicare a eventuali comportamenti che le vengono attribuiti".

Tizzoni e' convinto di poter dimostrare che quando venivano scaricati filmati porno Chiara era a lavoro. Innocente dunque, mentre Alberto Stasi, il fidanzato accusato del delitto, deve difendersi anche dall'accusa di detenzione di materiale pedopornografico. I genitori della vittima hanno dato mandato al legale di "adire per vie legali contro Libero" che ha pubblicato la notizia.

Garlasco/ Secondo un quotidiano migliaia di file hard sul pc di Chiara Poggi.


Condividevano molte cose, Alberto Stasi e Chiara Poggi. Ma di entrambi - dopo le ultime rivelazioni - non si può più dire che fossero dei ragazzi senza segreti. Nulla di anormale, intendiamoci. Ma Alberto è stato crocifisso quando si è scoperto che aveva guardato migliaia e migliaia di immagini e filmini porno. Poi si è scoperto che i due avevano girato anche qualche filmino privato mentre facevano sesso. Ora - come rivela Libero - l'ultimo passo. Anche a Chiara piaceva l'hard. E pure tanto.




Secondo il quotidiano di Feltri, infatti, sarebbero 4420 gli accessi a 24 siti pornografici, 72 i video hard scaricati e copiati da youporn.com, 39 filmini tra i "preferiti". Il tutto sul pc di Chiara Poggi, la ragazza perbene, pudica, schiva. Lui, Alberto, per aver visto film erotici, è finito sotto inchiesta. Secondo la Procura il movente è grossomodo questo: lui osservava materiale hard, lei l'ha scoperto. E poi l'omicidio. Peccato che lei usasse giocattoli erotici, peccato che anche sul suo pc condividesse la passione del suo ragazzo bocconiano per i filmini erotici. Tanto che nel 2007 la ragazza ha visto per 1028 volte nuovemozioni.com, 50 pornotube,48 classicpornostars. E poi accessi a pornoshop e rivenditori di materiale piccante. Nessun reato, intendiamoci. Però con quest'ultimo scoop la posizione dell'accusa in questo processo già compromesso vacilla ancora di più...


Affari Italiani 3 aprile 2009

VIAGGI

Partenza:
Camere:
Adulti:
Ritorno: