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giovedì 11 giugno 2009

Scandalo Grinzane: scarcerato Giuliano Soria

Torino,Scarcerato Giuliano Soria, l'ex patron del premio Grinzane per decorrenza termini custodia cautelare

Il legale difensore:"Ora attendiamo chiusura udienza preliminare"

Torino, 11 giu. (Apcom) -
Giuliano Soria, l'ex patron del Premio Grinzane Cavour, è stato scarcerato questa mattina intorno alle 8.00. Per Soria, detenuto nel carcere delle Vallette dal 12 marzo, sono scaduti oggi, infatti, i termini di custodia cautelare e la procura ne ha disposto il ritorno in libertà con l'obbligo di firma quattro volte a settimana. "Il professore si trova in buone condizioni fisiche ed è molto sollevato - ha dichiarato il legale di Giuliano Soria, Roberto Piacentino - ora attendiamo la chiusura dell'indagine preliminare e siamo pronti ad affrontare il processo. Per questo motivo siamo a completa disposizione della Guardia di finanza che continua l'esame tecnico della documentazione. Ritengo l'obbligo di firma - ha concluso Piacentino - un provvedimento incongruo visto che non sussiste il pericolo di reiterazione del reato e non esiste pericolo di fuga. L'ex patron del Premio letterario, che attualmente si trova nella sua residenza torinese di via Montebello - già sede del Grinzane Cavour - è accusato di maltrattamenti e molestie sessuali nei confronti dell'ex maggiordomo originario delle Mauritius e di malversazione ai danni dello Stato (per 915mila euro)oltre che di concorso in peculato (per 400mila euro): questa ultima accusa coinvolge anche il fratello Angelo, ex dirigente della regione Piemonte che firmava i via libera per l'erogazione dei fondi pubblici a favore del Premio Grinzane Cavour. Angelo Soria è attualmente detenuto nel carce

sabato 4 aprile 2009

Grinzane, l´addio ai dipendenti Via e senza l´ultimo stipendio


Enrico Stasi, il liquidatore nominato dal tribunale di Torino, ha licenziato i tredici dipendenti del Premio Grinzane. «Un atto dovuto - spiega». Loro: «Pazzesco, con tutti i soldi che giravano»
di Federica Cravero
Licenziati e senza l´ultimo stipendio. Quello che più temevano i lavoratori del premio Grinzane Cavour si è avverato. Lunedì il liquidatore dell´associazione, il commercialista Enrico Stasi, ha convocato negli uffici di via Montebello le 13 persone che da anni lavoravano lì - 5 assunti a tempo indeterminato, 8 contratti a progetto - e ha annunciato che il loro incarico era sospeso con effetto immediato. E ha aggiunto che nelle casse del Grinzane non c´erano i soldi né per pagare i loro stipendi di marzo, né per i Tfr, che per qualcuno, che negli uffici di via Montebello lavora da 18 anni, sono consistenti.

Sembra pazzesco, adesso. «Con tutti i soldi che giravano... - si sfoga Antonella Cavallo, la veterana del gruppo - Solo adesso noi abbiamo visto i bilanci veri. Altro che 5 milioni di euro, io ho sempre creduto che ce ne fossero nel budget meno di 2. Per questo in ogni progetto io cercavo sempre il risparmio, su tutto. Mi si diceva che potevo spendere 100 e io stavo nella spesa, ma adesso scopro che c´erano ben più soldi e chissà dove sono finiti».

Loro, invece, i lavoratori, con il Grinzane non si sono mai arricchiti. «Guadagnavamo in media mille euro al mese, chi poco più, chi poco meno - raccontano - Se stavamo qui era perché il lavoro era appagante. Adesso siamo disperati: chi ha il mutuo, chi l´affitto... Ma anche psicologicamente è uno choc vedere in un attimo azzerata la propria carriera». E non solo: «Ci rattrista che siano passati sopra le nostre professionalità. Potevano cambiare il vertice e mantenere la struttura, anche snellirla, tagliando dei progetti, ma non buttarla via», dicono.

Ai 5 assunti è stata recapitata la lettera di licenziamento, ma nello stesso tempo tre lavoratrici - la Cavallo e due impiegate dell´amministrazione - sono state assunte dal nuovo ente che si è costituito, l´Associazione premio Grinzane Cavour in liquidazione. Da una parte rispondono alle telefonate dei creditori e dei partner del Grinzane - «Ci fa piacere perché riceviamo solo attestati di stima e solidarietà» - dall´altra lavorano per il liquidatore, che deve chiudere tutto ciò che il Grinzane in 28 anni aveva aperto, dalle convenzioni con gli enti, ai contratti con i fornitori, agli affitti «di appartamenti di cui ignoravamo l´esistenza».

Per un´altra dipendente che era in gravidanza, invece, è stata avviata la pratica per la maternità anticipata. Tutti gli altri a casa. Gli ultimi stipendi e la liquidazione finiti nel calderone del passivo del Grinzane, «Chissà se e quando li vedremo, adesso siamo diventati anche noi creditori». Ammortizzatori sociali ridotti al minimo, «dicono che prenderemo duecento euro al mese di disoccupazione». In cerca di una nuova occupazione, «La Regione ci ha fatto promesse. Non vogliamo pensare che non le mantenga. Anche perché non è facile, soprattutto in questo momento, trovare un lavoro».
(la repubblica 03 aprile 2009)

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