07 Dicembre 2007, 16:41
(ANSA) - MILANO, 7 DIC - 'Tranquillo e molto motivatò a difendersi: così l'avvocato Roberto Tropenscovino parla del suo assistito, Azouz Marzouk. Oggi il legale ha incontrato nel carcere di Vigevano Marzouk, marito e padre di due delle vittime della strage di Erba, arrestato una settimana fa per spaccio di stupefacenti. Per ora, dato anche il periodo festivo, il legale non presenterà istanza per la concessione dei domiciliari, anche se ha già trovato un'abitazione dove Azouz potrà trascorrerli.
Visualizzazione post con etichetta arresto Azouz. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta arresto Azouz. Mostra tutti i post
venerdì 7 dicembre 2007
domenica 2 dicembre 2007
Azouz e l'inseguimento del lusso:"La strage rovina i miei affari"

CRONACA
I dialoghi di Marzouk a pochi giorni dalla tragedia riportati nell'ordinanza del Gip
"Voglio auto potenti per sembrare un pascià". "Voglio capi griffati"
Azouz Marzouk
Aveva progetti ambiziosi Azouz Marzouk. Già a pochi giorni dalla morte del piccolo Youssuf e di Raffaella non faceva mistero di quello che sembra essere il suo chiodo fisso, la 'bella vita', e di voler tornare in Tunisia anche con una di quelle auto di lusso che gli piacevano tanto, "per sembrare un pascià".
Sono alcuni passaggi dei dialoghi sintetizzati dagli investigatori e riportati nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip di Como Luciano Storaci. Dialoghi da cui emerge anche la "rabbia" per quello che era accaduto a moglie e figlio perché risultavano "compromessi i suoi affari".
Ecco allora che il 2 gennaio di quest'anno Azouz, in macchina con Bilel Ben Amor Hamdi - altro arrestato - gli racconta "di posti di lusso", come Port El Kantoui e Hammamet "dove passa le serate quando va in Tunisia". I due concordano nel dire anche che '''la bianca' non ti dà tanta soddisfazione".
Tre giorni dopo, il 5 gennaio, Azouz è in macchina a Milano con altri due extracomunitari: accennano a "qualcosa da portare via in maggio" e "dicono anche che vorrebbero migliorare la loro condizione per non essere derisi quando torneranno in Tunisia".
Marzouk, a proposito del'Italia, afferma "che tutto sommato gli piace la vita qui", in quanto è più evoluta rispetto al suo Paese, "ma che gli italiani sono in genere inaffidabili". E poi, in sintonia con il personaggio che aveva fatto breccia nei media dopo la strage di Erba, una confidenza: gli piacciono "i capi di abbigliamento griffati e la vita agiata".
Lo stesso giorno, dopo essere stato al consolato tunisino, con un altro immigrato si sfoga: "odia Milano" dove "c'è molta gente sporca" e lui "si sente a disagio". Insomma "non si fida di Milano, non gli piace". Dopo di che "si lamenta del fatto che gli altri arabi vanno in giro con macchine brutte, invece", a lui "piacciono solo le Audi, le Bmw, le Porsche e dice che vorrebbe tornare in Tunisia con una di queste macchine per sembrare un pascià".
E non è tutto perché tra le confidenze c'è anche quella di un "progetto di comprare un terreno", nel suo paese. Ma in seguito a quel che gli è accaduto ha "rabbia". E la sua rabbia "è riferita solo ed esclusivamente al fatto che sono stati compromessi i suoi affari". Il discorso prosegue: ancora "affari" e "problemi per vendere delle automobili, parla di Bmw e che quando vede delle belle auto non capisce più niente".
Nell'ordinanza emessa nell'ambito dell'inchiesta coordinata dalla Procura di Como e condotta dalla Gdf - che oggi ha effettuato ancora una serie di perquisizioni - il gip fa anche alcune considerazioni sui "tunisini di Merone", gruppo composto in prevalenza dai fratelli Marzouk e dai loro cugini Hamdi: si tratta "di un gruppo di spacciatori di lungo corso, ben radicato sul territorio e ben conosciuto" dai consumatori e dagli acquirenti e che aveva "costituito un vero e proprio ipermercato degli stupefacenti dai ritmi di vendita elevatissimi".
Un gruppo in cui i ruoli sarebbero stati intercambiabili, per così dire, e dove i compiti non erano distribuiti rigidamente. E lo dimostra un'altra intercettazione ambientale dell'scorso 15 aprile in cui Azouz, a bordo della sua Fiat Marea con la zia e uno dei connazionali arrestati ieri, viaggia per le campagne in cerca di cocaina nascosta tra i boschi: "Io che lo vendo, mi tocca di cercarla... dì ti ricordi? Siete passati dal benzinaio?".
(La Repubblica 2 dicembre 2007)
Azouz arrestato per spaccio di droga
Anche il fratello di Marzouk e altre 5 persone coinvolte nella retata
LIBERTA' di domenica 2 dicembre 2007
L'inchiesta delle Fiamme gialle era partita prima della strage di Erba dove vennero uccisi moglie e figlio del tunisino
MILANO - L'hanno arrestato mentre stava tornando a casa in macchina, alle 6,30 di ieri mattina: l'accusa è concorso in spaccio e traffico di stupefacenti. Azouz Marzouk, 27 anni, il tunisino marito di Raffaella Castagna e padre del piccolo Yossef, due della quattro vittime della strage di Erba, ora si trova nel carcere di Vigevano. L'uomo è stato bloccato dai militari della Guardia di Finanza sul tratto di strada fra Erba e Merone, un paesino della Brianza, dove Azouz vive con un fratello, la cognata e altri connazionali. Azouz non ha opposto resistenza. Un anno fa era stato sospettato di essere l'autore della strage di Erba. Di aver ucciso barbaramente la moglie, il figlio e la suocera, Paola Galli, una vicina di casa, Valeria Cherubini e ferito mortalmente il marito di quest'ultima, Mario Frigerio, sopravvissuto per miracolo al massacro. Un'accusa poi sfumata, poiché gli assassini si sono rivelati essere i coniugi Rosa Bazzi e Olindo Romano, vicini di casa e tutt'ora in carcere.Anche il fratello di Azouz, Sadok Marzouk, e altre cinque persone sono coinvolte nella retata. Si tratta di Bohren Ben Amor Hamdi, 24 anni, Bilel Ben Amor Hamdi, 19 anni, Baligh Maafi, 32 anni. Kais Houcine Abdi, 26 anni e Abdelkarim Ben Lazher Hamdi, 24 anni, hanno ricevuto i provvedimenti nelle carceri dove già si trovavano, rispettivamente a Matera e Siracusa. Agli arresti domiciliari è rimasta invece Wafa Bent Salem Hani, cognata di Azouz, e Fahmi, 27 anni, madre di due bambini, moglie di un altro fratello di Azouz Marzouk, Slem, che si trova in Tunisia. Altre due persone non sono state rintracciate dalle forze dell'ordine e sono ricercate.Complessivamente le ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip sono state dieci. Secondo l'inchiesta il gruppo degli arrestati gestiva un traffico di cocaina e hascisc: la droga arriva dalla Tunisia e sarebbe stata smerciata in Brianza e nelle province di Lecco e Como per un giro d'affari di circa 250-300 mila euro l'anno con una clientela di 250 persone. Le indagini, condotte dalla Procura di Como, riguarderebbero circa settemila episodi di spaccio commessi dal 2004 al 2007, quindi anche nel periodo in cui Azouz era in carcere. Infatti il tunisimo era stato già arrestato per lo steso reato e, grazie all'indulto, era poi tornato in libertà. «Non c'entro niente», ha detto a Roberto Tropenscovino, suo avvocato, «non ha senso che io commetta questi reati perché ho la possibilità di guadagnarmi da vivere senza che debba fare certe stupidate», ha sottolineato il tunisino spiegando al legale la sua totale estraneità ai fatti contestati. L'avvocato è dunque fiducioso: «Azouz è assolutamente sereno nell'animo perché sa di essere innocente».Ma gli investigatori, coordinati dal sostituto procuratore Massimo Astori, avrebbero raccolto una mole di prove contro Azouz tanto da indurre il gip, Luciano Storace, a redigere un'ordinanza di ben 400 pagine per riassumere i contenuti delle decine di intercettazioni ambientali proprio a carico di Azouz, di suo fratello e delle altre persone coinvolte con lo spaccio di droga. Uno smercio che sarebbe avvenuto anche dopo la strage di Erba. «Azouz Marzouk con la droga aveva chiuso da anni», specifica l'avvocato, «il suo arresto è un errore madornale dettato dal fatto che, non avendo altro posto dove andare a vivere, visto che la sua casa di Erba è ancora sotto sequestro, ha trovato ospitalità presso alcuni parenti. I quali, se è vero quello che sostengono gli inquirenti, hanno continuato a sua insaputa l'attività illegale. Insomma, Azouz è finito dentro la rete senza aver alcuna colpa».Roberta Rizzo
LIBERTA' di domenica 2 dicembre 2007
L'inchiesta delle Fiamme gialle era partita prima della strage di Erba dove vennero uccisi moglie e figlio del tunisino
MILANO - L'hanno arrestato mentre stava tornando a casa in macchina, alle 6,30 di ieri mattina: l'accusa è concorso in spaccio e traffico di stupefacenti. Azouz Marzouk, 27 anni, il tunisino marito di Raffaella Castagna e padre del piccolo Yossef, due della quattro vittime della strage di Erba, ora si trova nel carcere di Vigevano. L'uomo è stato bloccato dai militari della Guardia di Finanza sul tratto di strada fra Erba e Merone, un paesino della Brianza, dove Azouz vive con un fratello, la cognata e altri connazionali. Azouz non ha opposto resistenza. Un anno fa era stato sospettato di essere l'autore della strage di Erba. Di aver ucciso barbaramente la moglie, il figlio e la suocera, Paola Galli, una vicina di casa, Valeria Cherubini e ferito mortalmente il marito di quest'ultima, Mario Frigerio, sopravvissuto per miracolo al massacro. Un'accusa poi sfumata, poiché gli assassini si sono rivelati essere i coniugi Rosa Bazzi e Olindo Romano, vicini di casa e tutt'ora in carcere.Anche il fratello di Azouz, Sadok Marzouk, e altre cinque persone sono coinvolte nella retata. Si tratta di Bohren Ben Amor Hamdi, 24 anni, Bilel Ben Amor Hamdi, 19 anni, Baligh Maafi, 32 anni. Kais Houcine Abdi, 26 anni e Abdelkarim Ben Lazher Hamdi, 24 anni, hanno ricevuto i provvedimenti nelle carceri dove già si trovavano, rispettivamente a Matera e Siracusa. Agli arresti domiciliari è rimasta invece Wafa Bent Salem Hani, cognata di Azouz, e Fahmi, 27 anni, madre di due bambini, moglie di un altro fratello di Azouz Marzouk, Slem, che si trova in Tunisia. Altre due persone non sono state rintracciate dalle forze dell'ordine e sono ricercate.Complessivamente le ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip sono state dieci. Secondo l'inchiesta il gruppo degli arrestati gestiva un traffico di cocaina e hascisc: la droga arriva dalla Tunisia e sarebbe stata smerciata in Brianza e nelle province di Lecco e Como per un giro d'affari di circa 250-300 mila euro l'anno con una clientela di 250 persone. Le indagini, condotte dalla Procura di Como, riguarderebbero circa settemila episodi di spaccio commessi dal 2004 al 2007, quindi anche nel periodo in cui Azouz era in carcere. Infatti il tunisimo era stato già arrestato per lo steso reato e, grazie all'indulto, era poi tornato in libertà. «Non c'entro niente», ha detto a Roberto Tropenscovino, suo avvocato, «non ha senso che io commetta questi reati perché ho la possibilità di guadagnarmi da vivere senza che debba fare certe stupidate», ha sottolineato il tunisino spiegando al legale la sua totale estraneità ai fatti contestati. L'avvocato è dunque fiducioso: «Azouz è assolutamente sereno nell'animo perché sa di essere innocente».Ma gli investigatori, coordinati dal sostituto procuratore Massimo Astori, avrebbero raccolto una mole di prove contro Azouz tanto da indurre il gip, Luciano Storace, a redigere un'ordinanza di ben 400 pagine per riassumere i contenuti delle decine di intercettazioni ambientali proprio a carico di Azouz, di suo fratello e delle altre persone coinvolte con lo spaccio di droga. Uno smercio che sarebbe avvenuto anche dopo la strage di Erba. «Azouz Marzouk con la droga aveva chiuso da anni», specifica l'avvocato, «il suo arresto è un errore madornale dettato dal fatto che, non avendo altro posto dove andare a vivere, visto che la sua casa di Erba è ancora sotto sequestro, ha trovato ospitalità presso alcuni parenti. I quali, se è vero quello che sostengono gli inquirenti, hanno continuato a sua insaputa l'attività illegale. Insomma, Azouz è finito dentro la rete senza aver alcuna colpa».Roberta Rizzo
ARRESTO AZOUZ: PRIMA NOTTE IN CELLA, DOMANI INTERROGATORIO GIP
Dopo una prima notte in cella e aver rifiutato ieri pranzo e cena, Azouz Marzouk insieme al suo avvocato di Lecco, Roberto Tropenscovino, prepara la linea difensiva, molto semplice: essersi trovato al posto sbagliato nel momento sbagliato, scaricando ogni responsabilita' sui parenti che lo ospitavano nell'appartamento di via Cavour a Merone dove, attualmente, la cognata si trova agli arresti domiciliari. Il tunisino, marito di Raffaella e padre del piccolo Youssef entrambi trucidati nella strage di Erba, respinge fermamente le accuse di essere stato il "centralinista" dell'organizzazione di spacciatori a conduzione familiare, e di aver fatto da tramite fra i compratori di cocaina e hashish e chi materialmente la cedeva. Ora Azouz e' in una cella, da solo, in isolamento e anche agli agenti di custodia ha ribadito finora la sua estraneita'. Domani nel carcere di Vigevano incontrera' il Gip per l'interrogatorio di garanzia. Dagli atti d'inchiesta, che si avvale di centinaia d'intercettazioni ambientali e telefoniche, emergerebbe un giro, dal 2002 fino a poche settimane fa, di oltre 250 clienti identificati, con 7mila episodi di spaccio e un volume che si aggira sui 250mila euro all'anno. Dagli stessi atti emerge che tutti gli indagati disponevano di una quindicina tra auto e scooter, oltre ad un cospicuo numero di utenze di telefonia mobile intestati a nomi di fantasia cinesi o romeni. Nelle intercettazioni non si sentono mai parlare gli indagati di droga, ma di patate e cipolle. L'inchiesta, condotta dalla Guardia di Finanza di Erba, ha conosciuto una importante svolta anche se il lavoro investigativo non sembra concluso. Se non altro per il fatto che all'appello manca ancora una persona cui consegnare l'ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip di Como, Luciano Storaci su richiesta del Pm Massimo Astori, uno dei cinque magistrati che ha indagato sulla strage di Erba. In carcere insieme a Azouz e' finito il fratello Fahmi, due delle ordinanze sono state consegnate a persone gia' in carcere, altre a parenti del tunisino. L'accusa per tutti e' di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale e spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina e hashish.
La Repubblica 2 dicembre
La Repubblica 2 dicembre
sabato 1 dicembre 2007
ARRESTO AZOUZ: CORONA A CASA TUNISINO, "ORA DISCO CON LUMUMBA"
(AGI) - Como, 1 dic. - Quando ha saputo dell'arresto del suo amico Azouz Marzouk, Fabrizio Corona non ha esitato oggi a mettersi in macchina e a raggiungere via Cavour a Merone, il paese ad una decina di chilometri da Erba dove, in una palazzina popolare, alloggiava il tunisino 27enne finito stamani in cella insieme a un fratello con l'accusa di aver spacciato droga, insieme ad altre 8 persone (due erano gia' in carcere, una donna ai domiciliari e una ordinanza ancora da eseguire). "Sono venuto qua - ha detto il fotografo indagato per lo scandalo di Vallettopoli - per esprimere tutta la mia solidarieta' verso Azouz. Siamo diventati amici dopo la tragedia che lo ha colpito. La mia presenza qui a Merone e' un modo concreto di dimostrare quanto gli sono vicino in questo nuovo momento difficile per lui". Secondo Corona "Azouz e' un bravo ragazzo e non fa una vita di lusso. Chi spaccia veramente - ha aggiunto - conduce una vita non miserevole come la sua. Se fosse uno spacciatore non avrebbe vissuto finora in un piccolo appartamento condiviso con altri cinque parenti. Il suo arresto di oggi mi sembra una assurdita'. In questi giorni era tranquillo, non mi ha mai parlato di particolari preoccupazioni". Corona svela che "proprio domani sarebbe andato a ballare in discoteca all'Holliwood di via Como, a Milano. Mi aveva chiesto tre inviti per andarci con due suoi amici". Lo stesso fotografo ha anche ricordato che "presto io e Lumumba (il musicista finito in carcere per l'omicidio di Meredith a Perugia e poi scarcerato, ndr)) incideremo un disco". Corona e' entrato poi nell'appartamento che Azouz condivideva con il fratello e si e' trattenuto a lungo con l'avvocato Roberto Tropenscovino. (AGI)
ARRESTO AZOUZ: LA DIFESA, CHIEDERO' IMMEDIATA SCARCERAZIONE
(AGI) - Como, 1 dic. - "Non appena, nelle prossime 48 ore, il mio assistito sara' sottoposto all'interrogatorio di garanzia nel carcere di Vigevano depositero' istanza per ottenere una misura cautelare meno restrittiva: la scarcerazione o, in subordine, gli arresti domiciliari". Lo annuncia l'avvocato Roberto Tropenscovino che assiste Azouz Marzouk arrestato stamani all'alba dalla Guardia di Finanza per spaccio di droga.
"Sono consapevole - ha detto il legale - che siamo alle prese con una inchiesta imponente e che merita tutto il rispetto.
Tuttavia voglio precisare che, dopo aver letto l'ordinanza del Gip Storace, gli elementi a carico del mio assistito mi sembrano piuttosto scarsi". Secondo Tropenscovino il 27enne tunisino "paga erroneamente per le attivita' illecite compiute da altri suoi parenti pressi i quali aveva trovato ospitalita' dopo la strage di Erba". Sempre secondo il legale "questo arresto non influira' in alcun modo sul processo in Corte d'Assise contro i coniugi Romano". Intanto si e' appreso che giovedi' scorso Beppe Castagna e Carlo Castagna si sono recati in Tunisia per portare un mazzo di fiori sulla tomba di Raffaella. (AGI)
"Sono consapevole - ha detto il legale - che siamo alle prese con una inchiesta imponente e che merita tutto il rispetto.
Tuttavia voglio precisare che, dopo aver letto l'ordinanza del Gip Storace, gli elementi a carico del mio assistito mi sembrano piuttosto scarsi". Secondo Tropenscovino il 27enne tunisino "paga erroneamente per le attivita' illecite compiute da altri suoi parenti pressi i quali aveva trovato ospitalita' dopo la strage di Erba". Sempre secondo il legale "questo arresto non influira' in alcun modo sul processo in Corte d'Assise contro i coniugi Romano". Intanto si e' appreso che giovedi' scorso Beppe Castagna e Carlo Castagna si sono recati in Tunisia per portare un mazzo di fiori sulla tomba di Raffaella. (AGI)
Iscriviti a:
Post (Atom)