lunedì 2 novembre 2009
Perugia, Meredith: 'Una telefonata scagiona Amanda'
La telefonata, registrata dalla polizia negli uffici della Questura, venne fatta da un amico a Guede, quando questi era in fuga, in Germania, pochi giorni dopo il delitto. "In quella conversazione - dice Mellas - Guede pronuncia le uniche parole di verità che abbia mai detto. E cioè che Amanda non c'entra nulla". Il padre acquisito della ragazza commenta poi la decisione dei giudici di respingere la richiesta, da parte della difesa di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, di fare svolgere nuove perizie. "Si vede - afferma - che hanno ormai chiaro il quadro della situazione; quel che è certo è che Amanda è stata contenta di questa decisione. Le nuove perizie avrebbero significato allungare il processo di altri mesi", conclude Mellas, ricordando che Amanda e Raffaele sono in carcere preventivo da due anni. "Amanda - dice - vuole che al più presto vengano pronunciate le parole che aspetta da tempo di sentire: 'non colpevole"'.
La Nuova Sardegna Lunedì 02 novembre 2009 09.13
martedì 31 marzo 2009
PERUGIA: SI CERCA UNA TESTIMONE CHE VIDE RUDY PARLARE CON MEREDITH
Gli avvocati difensori di Guede cercano una ragazza bionda che la sera del 31 ottobre del 2007 in discoteca vide Rudy parlare con Mez.
E' una sorta di appello pubblico quello che i difensori di Rudy Guede, gli avvocati Walter Biscotti e Nicodemo Gentile, lanciano per rintracciare la giovane bionda che avrebbe visto il loro assistito in discoteca insieme a Meredith Kercher la sera del 31 ottobre del 2007. Su di lei, forse una straniera, i legali hanno poche informazioni. "Abbiamo cercato di risalire a tutti i giovani presenti quella sera in discoteca - ha detto Biscotti parlando con l'Ansa - ma non riusciamo a venire a capo della situazione. A questo punto lanciamo una sorta di appello per risalire a chi ci può fornire qualche indicazione per risalire a lei. Siamo disposti ad andare a parlare con questa ragazza - ha concluso - in qualsiasi parte del mondo". A parlare della giovane ai legali è stato lo stesso Guede, che si è sempre proclamato estraneo alla morte della Kercher. Secondo il loro assistito la straniera era vicino a lui mentre parlava con Mez. La testimonianza della giovane servirebbe alla difesa dello straniero per provare che l'incontro con studentessa inglese in discoteca la sera precedente all'omicidio c'è effettivamente stato, contrariamente a quanto sostiene l'accusa.
CORTE D'ASSISE. Nei prossimi giorni, intanto, Biscotti e Gentile incontreranno Guede per decidere il comportamento da tenere davanti alla Corte d'assise di Perugia che lo ha convocato sabato prossimo come testimone nel processo ad Amanda Knox e a Raffaele Sollecito. Quasi certamente lo straniero sceglierà di non rispondere alle domande, avvalendosi della facoltà di non rispondere, per poi parlare nel suo processo d'appello, l'ivoriano è stato condannato in primo grado a 30 anni di reclusione con il rito abbreviato per il delitto di Meredith Kercher.
L'UNIONE SARDA 30 MARZO 2009
sabato 5 gennaio 2008
OMICIDIO MEREDITH COLLEGATO CON LE VICENDE DEL MOSTRO DI FIRENZE?
Il killer di Meredith”, ha scritto in una lunga lettera dal carcere di Perugia,
uno degli indiziati che si proclama innocente, il giovane ivoriano Rudy Hermann Guede, che conferma però di aver conosciuto Mez la notte di Halloween, in casa di certi spagnoli, in una traversa di via Bonazzi, in pieno centro storico. "Non l’ho visto bene perché la camera era poco illuminata, ma impugnava un’arma bianca, mi sembrava un bisturi…”. Un bisturi? Ecco un nuovo sconcertante particolare che emerge dalle prime indiscrezioni sull’uscita del libro “istantaneo” del giornalista e scrittore ternano Gian Carlo Padula, (www.giancarlopadula.it), dal titolo “Meredith uccisa all’ombra di Halloween”, che sarà nelle librerie italiane dalla metà di gennaio, a cura della casa editrice Aracne. Padula, infatti, cita l’ambientazione di natura “esoterica” di cui sarebbe intriso l’assassinio della studentessa inglese, la tesi della collega giornalista Gabriella Carlizzi, convonta addirittura (vedasi le sue pagine on line: www.lagiustainformazione2.it) che l’omicidio di Meredith sarebbe da ricondurre a un sacrificio umano con collegamenti al caso Narducci di Perugia (il professionista che collezionava feticci procurati dalla banda del mostro di Firenze), e a una fantomatica setta denominata “Figli di Lilith”. Lilith sarebbe una dea pagana, o per meglio dire, secondo le indagini della Carlizzi, un vero e proprio demone. Certo è che l’affermazione di Rudy Guede, a questo punto, si fa davvero inquitante. Chi è il misterioso killer da lui indicato come l’esecutore dell’omicidio, che brandisce un bisturi? Perché un bisturi? Non è questo l’arnese in uso a ben identificate categorie professionali? Quali presunte analogie con la vicenda mostro di Firenze/caso Narducci/setta figli di Lilith?
Secondo la Carlizzi, in sostanza, che esamina anche un “ambiguo” cartello di annuncio per l’affitto di un appartamento, affisso nei pressi dell’università per stranieri di Perugia, "vi potrebbe essere il rischio che un delitto che reca in sé la firma, lo si liquidi punendo chi eventualmente lo ha eseguito, senza preoccuparsi da dove si è originato, chi lo ha commissionato, rivolgendosi ad una setta satanica, al solo scopo di chiedere protezione giudiziaria, in cambio dell’agnello sacrificale?". La morte della studentessa potrebbe dunque essere stata studiata attentamente a tavolino, con dovizia di particolari, messaggi in codice, analogie tra date che non a caso richiamano alla memoria la vicenda Pacciani & dei Compagni di Merende.
fonte: L'Italoeuropeo