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sabato 18 aprile 2009

Abusi sessuali sulla figlia, arrestato anziano recidivo


Per anni, da quando erano ragazzine, ha violentato le figlie ed è tornato ad abusare di una di loro anche dopo essere stato condannato per le violenze sull'altra

17/04/2009 Per anni, da quando erano ragazzine, ha violentato le figlie ed è tornato ad abusare di una di loro anche dopo essere stato condannato per le violenze sull'altra. Adesso l’uomo, A.A., di 71 anni, di Cosenza, è stato arrestato dai carabinieri. Gli abusi compiuti sulla figlia che lo ha denunciato adesso e che ha 36 anni, erano cominciati nel 1989, quando la ragazza aveva 16 anni. Le violenze sono andate avanti, nell’abitazione di famiglia ed in una baracca nel centro storico di Cosenza, sino al 2000 quando la giovane si sposò e lascio l’abitazione del padre. Nel 2002 l’uomo fu denunciato da un’altra figlia, all’epoca venticinquenne, che aveva subito violenze da quando ne aveva 14.

L’uomo fu arrestato e condannato e nell’estate del 2006 fu rimesso in libertà. Proprio quell'anno rivide la figlia più grande e la violentò nuovamente. Da allora la donna è caduta un un profondo stato di depressione, diventando anche anoressica. In questi anni ha parlato con alcuni conoscenti che l’hanno consigliata di denunciare il padre, inviti ai quali non aveva mai dato seguito, sino al dicembre dello scorso anno. La donna si è presentata ai carabinieri ed ha denunciato il padre che, a conclusione delle indagini è stato arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Cosenza su richiesta della Procura.

Garlasco, parlano i legali di Stasi: «Assolvetelo. Il pc? Dati alterati»

dubbi degli avvocati sul computer di Alberto come prova della sua colpevolezza

I difensori del giovane accusato dell'omicidio di Chiara Poggi sostengono l'innocenza del loro assistito

Alberto Stasi, accusato dell'omicidio di Chiara Poggi, durante una pausa del processo (Ansa)
Alberto Stasi, accusato dell'omicidio di Chiara Poggi, durante una pausa del processo (Ansa)
VIGEVANO (Pavia) - Alla fine di quasi dodici ore di arringhe i legali di Alberto Stasi hanno chiesto l'assoluzione del loro assistito per non aver commesso il fatto. L'imputato è accusato di omicidio aggravato dalla crudeltà della fidanzata Chiara Poggi e per questo il Pm Rosa Muscio ha chiesto la condanna a 30 anni di carcere. Il gup ha fissato una nuova udienza il 28 aprile per le contro-repliche. Per il 30, data già fissata, è attesa la sentenza.

IL COMPUTER E LE MANOMISSIONI - Nel corso della sua arringa, Angelo Giarda, il professore che guida il pool di difesa avrebbe anche sottolineato che è inutile puntare sul computer come prova di accusa verso Alberto Stasi, perché il pc del giovane dopo il delitto sarebbe stato più volte aperto dai carabinieri, alterandone quindi configurazione e tracce. Lo si apprende dall'esterno, visto che il processo si svolge a porte chiuse. Giarda avrebbe anche affrontato le questioni relative sia alla possibilità che l'omicidio sia stato commesso da due persone, sia all' ora del delitto e di conseguenza all'alibi di Alberto che ha sempre sostenuto di aver lavorato alla tesi al computer per tutta la mattina del 13 agosto.

PEDOPORNOGRAFIA - I legali hanno chiesto anche il proscioglimento del giovane dall'accusa di detenzione di materiale pedopornografico. L'udienza preliminare per questo reato si è svolta a conclusione del processo con rito abbreviato che vede Alberto imputato dell'omicidio di Chiara Poggi.


18 aprile 2009

Inchiesta Grinzane, arrestato per peculato il fratello di Soria


E' accusato di peculato continuato in concorso per circa 400 mila euro

Quando era stato sentito come indagato si era avvalso della facoltà di non rispondere. Ora dovrà tornare, la prossima settimana, davanti al giudice per l'interrogatorio di garanzia
ultimo aggiornamento: 18 aprile, ore 12:18
Torino, 18 apr. - (Adnkronos) - Peculato continuato in concorso per circa 400 mila euro. Questa l'accusa con cui e' stato arrestato, nella tarda serata di ieri, Angelo Soria, fratello dell'ex presidente del Premio Grinzane Cavour, Giuliano Soria, finito in carcere nei mesi scorsi per malversazione e violenza sessuale. L'arresto e' stato eseguito nella casa astigiana di Soria alle 22 e 30 dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Torino che hanno dato esecuzione all'ordinanza di custodia cautelare disposta dal Gip Silvia Salvadori su richiesta della procura

della Repubblica.


Secondo le accuse Angelo Soria ''con piu' azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, agendo nella sua veste di pubblico ufficiale, dirigente presso la Regione Piemonte, Direzione Comunicazione Istituzionale della Giunta Regionale, Settore Comunicazione Istituzionale della Giunta, in concorso con il fratello Giuliano Soria, avendo per ragione del suo ufficio il possesso o comunque la disponibilita' del denaro assegnato dal bilancio dell'ente al settore da lui diretto, se ne appropriava, per complessivi 400 mila euro, disponendo di tale importo in piu' soluzioni, adottando undici determinazioni di spesa, senza alcuna ragionevole giustificazione, in favore di private associazioni (Associazione Civilta' Territori Lelletrari e Assocaizione Studi Iberici) che, seppure formalmente presiedute da terze persone, erano in realta' gestite in via esclusiva dal fratello che richiedeva le erogazioni patrimoniali che Angelo Soria puntualmente disponeva in suo favore, per iniziative cui in realta' le citate associazioni richiedenti erano del tutto estranee''.

I fatti contestati risalgno al periodo fra il novembre 2006 e il luglio 2008. Gli investigatori spiegano che ''la misura cautelare suindicata si fonda sulla documentazione acquisita presso la Regione Piemonte nonche' su quella sequestrata presso l'Assocaizione Premio Grinzane Cavour e sulle dichiarazioni acquisite nel corso del procedimento. Il Gip - precisano ancora gli investigatori - ha ravvisato la sussistenza del pericolo di reiterazione del reato e il pericolo di inquinamento probatorio, desumibili entrambi dal ruolo ricoperto dal Soria in seno alla Regione Piemonte''.

Dopo il suo coinvolgimento nell'inchiesta come indagato, infatti, Angelo Soria era stato trasferito ad altro incarico ma sempre all'interno degli uffici regionali. Quando era stato sentito come indagato si era avvalso della facolta' di non rispondere. Ora dovra' tornare, la prossima settimana, davanto al giudice per l'interrogatorio di garanzia.
IGN 18 APRILE 2009

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