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mercoledì 18 marzo 2009

Processo Fritzl: Udienza 18 marzo, tutti gli articoli

Un soggetto altamente pericoloso e a rischio suicidio'

Padre-mostro: la figlia in aula in incognito, lui confessa

Fritzl ha ammesso anche i reati di riduzione in schiavitu' e di omicidio colposo

Vienna - Josef Fritzl ha ammesso tutti i capi di imputazione: omicidio colposo e riduzione in schiavitù, oltre a stupro, incesto e segregazione, ammessi già in precedenza. Ieri, durante la seconda udienza del processo, sarebbe stata presente in incognito anche la figlia Elisabeth, oggi 42enne, che per 24 anni ha subito stupri, violenze e maltrattamenti rinchiusa in una cantina con i sette figli nati dagli abusi perpetuati da Fritzl.

La figlia avrebbe voluto assistere in aula alle reazioni del padre alla
video-testimonizanza di 11 ore per poterla descrivere nel libro che sta scrivendo sulla sua terrificante prigionia. L'esperta psichiatra Adelheid Kastner ha affermato che Fritzl aveva pieno possesso delle sue facoltà mentali mentre teneva segregata la figlia in cantina.

E' stato comunque raccomandato il suo internamento in una struttura psichiatrica perchè sarebbe ancora un soggetto altamente pericoloso e a rischio suicidio. Domani la sentenza.

La Voce Francesca Carcucci

AUSTRIA: PSICHIATRA AI GIUDICI, FRITZL DEVE ESSERE INTERNATO
St. Poelten, 18 mar. - (Adnkronos/Dpa) - Josef Fritzl deve essere internato in un centro psichiatrico perche' esiste il rischio di recidiva ma e' in pieno possesso delle sue facolta' mentali e "non soffre di alcuna patologia che gli impedisca di riconoscere le sue colpe". Questo l'esito della perizia psichiatrica che l'esperta Adelheid Kastner ha illustrato ai giudici di St. Poelten dove e' in corso il processo a carico del 'mostro di Amstetten".

Kastner ha seguito per un anno Fritzl ed e' giunta alla conclusione che durante tutto questo periodo l'uomo - che nel suo rapporto definisce affetto da gravi disturbi della personalita' - era in pieno possesso delle sue facolta' mentali. L'esperta non e' stata in grado di stabilire quante cure saranno necessarie a Fritzl per assicurare che non rappresenti piu' un pericolo per la famiglia.



GARLASCO: PM, ALBERTO HA UCCISO CON CRUDELTA

ADNKRONOS

Il computer potrebbe essere stato 'alterato'. E' questo il sospetto che emerge leggendo le motivazini del gup sulle eccezioni sollevate la scorsa udienza, dai difensori dell'unico indagato. Un computer consegnato agli inquirenti il 14 agosto, il giorno dopo il delitto. Da quel giorno e fino al 29 agosto sono 42 gli accessi fatti dai carabinieri prima della consegna ai colleghi del Ris di Parma. In quel periodo e' stato acceso e spento piu' volte e questo potrebbe aver 'alterato', sia a favore della difesa che a favore dell'accusa, quanto contenuto . Un dubbio sollevato nelle motivazioni, circa 15 pagine, scritte dal gup che ha replicato punto su punto alle eccezioni avanzate dalla difesa, il professor Angelo Giarda e i fratelli Giulio e Giuseppe Colli.

Il giudice sostiene, in sintesi, che potrebbe esserci un 'neo' sull'analisi del computer. Un punto che se ritenuto fondamentale potrebbe portare alla richiesta di una super perizia affidata a un nuovo consulente. In questo caso i tempi del possibile rinvio a giudizio slitterebbero: 60 o 90 giorni il tempo per consentire di esaminare il contenuto del pc. Il dubbio pero' potrebbe non essere determinante per il rinvio a giudizio lasciando cosi' spazio a una perizia super partes nel caso di processo in Corte d'Assise.

Nell'udienza di oggi, intanto, il gup ha respinto le altre eccezioni presentate dalla difesa. E' stata ammessa la perizia firmata dall'ingegnere del Politecnico di Torino Pietro Boccardo che sostiene l'impossibilita' di non sposcarsi le scarpe calpestando il pavimento di via Pascoli. Respinto anche il dissequestro della bicicletta e delle scarpe di Alberto richiesto dalla difesa. E' stata accolta, invece, solo la possibilita' di eliminare dai 18 faldoni dell'inchiesta alcune telefonate tra Alberto e i suoi legali

(Adnkronos) - In mattinata il faldone dell'inchiesta si era arricchito di tre nuove mini controdeduzioni: due firmate dai consulenti di parte civile e una della difesa. Il biologo Marzio Capra e l'ingegnere informatico Paolo Reale, consulenti della famiglia Poggi, hanno ribattuto in poche pagine alle deduzioni avanzate dalla difesa. Ancora una volta Capra ha sostenuto che sull'erogatore del sapone liquido della villetta di via Pascoli ci sono le impronte di Alberto miste al dna di Chiara. L'ingegnere Reale, invece, ha sostenuto che Alberto non stava lavorando alla tesi la mattina del delitto. Almeno due delle quattro pagine presenti nella tesi del 14 agosto sono state scritte il 12 agosto.

Il consulente della difesa Enrico Cerasi giunge a conclusioni inverse a quelle di Reale: Alberto era al computer mentre Chiara veniva uccisa. Il processo riprendera' il 28 marzo prossimo quando sara' data la possibilita' alla parte civile, l'avvocato Gian Luigi Pizzoni, e alla difesa di esporre le proprie motivazioni. I legali di Alberto sono pronti a dare battaglia e a dimostrare, puntando su una ricostruzione puntuale e scientifica, l'innocenza del proprio assistito.

Improbabile che Alberto possa rilasciare dichiarazioni spontanee cosi' come e' quasi del tutto esclusa la possibilita' che si possa ricorrere al rito abbreviato. L'ex fidanzato si e' sempre detto innocente ed e' pronto, anche davanti a una giuria, a dimostrare che non ha ucciso la sua fidanzata. La parola spettera' comunque al giudice quando il 30 marzo sara' chiamato a decidere se prosciogliere o accogliere la richiesta di rinvio a giudizio. Ancora una volta, come accade dalla prima udienza, in aula erano presenti oltre all'unico imputato anche i famigliari della vittima: papa' Giuseppe, mamma Rita e il fratello Marco. Nessuno sguardo, ne' un accenno di sorriso c'e' stato durante l'intera udienza che si e' protratta per diverse ore. Alberto protetto dai suoi legali ha lasciato il Tribunale a bordo di un'auto senza rilasciare nessuna dichiarazione. Neanche la famiglia di Chiara ha parlato con i giornalisti presenti. L'appuntamento, per rivederli fianco a fianco, e' il prossimo 28 marzo.

18 marzo 2009

I pm: «Processate Stasi: ha ucciso Chiara»


di Claudia Guasco
VIGEVANO ( 18 marzo) - «Alberto Stasi ha ucciso Chiara. Ed è colpevole oltre ogni ragionevole dubbio». Quattro ore di ricostruzione minuziosa, di relazioni tecniche, di testimonianze e intercettazioni telefoniche per approdare a una richiesta pesante come un macigno per il biondino di Garlasco: deve essere rinviato a giudizio e processato davanti alla Corte d’Assise.

E’ il giorno dell’accusa, nell’udienza preliminare davanti al gup di Vigevano, e a prendere la parola sono il pm Rosa Muscio e il collega Claudio Michelucci. Che nel loro intervento si alternano e puntano il dito: «Stasi è colpevole dell’omicidio della fidanzata, che ha assassinato con l’aggravante della crudeltà».

Come al solito il ragazzo è in aula. E’ pallido e teso, inciampa su un gradino prima di entrare. Sa che l’accusa metterà tutte le sue carte in tavola, che dopo tre udienze di schermaglie processuali adesso si fa sul serio. Rosa Muscio prende la parola e riavvolge il nastro dalle ore successive alla morte di Chiara: Alberto che telefona al 118 e, calmo e controllato, senza la minima emozione nella voce, chiede aiuto «per una persona che sta male, forse è morta». E ancora: Alberto che si precipita alla caserma dei carabinieri, consegna loro un paio di scarpe perfettamente pulite nonostante abbia camminato in una stanza piena di sangue, la sua vita con Chiara passata al setaccio, le fratture in una coppia modello ormai solo all’apparenza.

L’estate 2007, nel racconto dei pm, è un susseguirsi di eventi che portano al baratro: la mattina del 13 agosto Chiara apre la porta della villetta a una persona che conosce bene, viene colpita con un pugno in faccia e massacrata con un’arma mai trovata. «A impugnarla era Stasi», sostiene l’accusa.
Giuseppe Poggi, la moglie Rita e il figlio Marco seguono ogni parola, impietriti. Per loro è il momento più duro dall’inizio dell’udienza preliminare, ma come ripete la mamma di Chiara «dobbiamo andare avanti, vogliamo giustizia». Adesso che nei confronti di Stasi c’è una richiesta di rinvio a giudizio per omicidio, oltre che per detenzione di materiale pedopornografico, l’ora della verità di avvicina.

Con un unico elemento a far scricchiolare la tesi accusatoria: il gup Stefano Vitelli lascia aperta la possibilità di una super perizia da eseguire sul computer dell’imputato, che dal 14 al 29 agosto (quando è stato consegnato ai Ris) registra 42 accessi effettuati dai carabinieri e dunque potrebbe risultare alterato. L’ipotesi di manomissione del pc è comunque stata respinta al giudice, insieme alle altre eccezioni presentate dalla difesa.
Il messaggero 18 marzo 2009

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