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sabato 21 marzo 2009

Lumumba, Stabilito risarcimento:Mi sento umiliato

La Corte d'Appello di Perugia ha stabilito in 8 mila euro il risarcimento per la sua ingiusta dentenzione

Omicidio Meredith, Lumumba: ''Continuo ad essere umiliato''


Il musicista rimase in carcere 14 giorni per poi essere scagionato e prosciolto da ogni accusa: ''Non provo rabbia ma grande delusione''
ultimo aggiornamento: 20 marzo, ore 17:06
Perugia, 20 mar. - (Adnkronos) - "L'umiliazione nei miei confronti continua. Ci sono tanti giornalisti qui che vengono da piu' di 80 paesi del mondo. Se c'e' un australiano qui vuol dire che fino a li' sono arrivato come un mostro". Lo ha detto il musicista congolese, Patrick Lumumba Diya ai giornalisti prima di entrare in tribunale a Perugia, dove sta per iniziare l'udienza per il procedimento che vede imputati Amanda Knox e Raffaele Sollecito per il delitto di Meredith Kercher. Lumumba parla a proposito della decisione della Corte D'Appello di Perugia che ha stabilito il risarcimento in 8 mila euro per la sua ingiusta dentenzione, arrestato il 6 novembre del 2007 nell'ambito delle indagini sull'omicidio della studentessa inglese, Lumumba rimase in carcere 14 giorni per poi essere scagionato e prosciolto da ogni accusa.

"Come si puo' valutare la dignita' di una persona la cui vita e' stata distrutta anche dal punto di vista morale - ha continuato Lumumba - Io sto male. Quello che cerco e' l'equita', non sto chiedendo l'elemosina, non e' questo il discorso, quello che succede a me oggi puo' succedere anche a voi: cioe' che un giorno potreste essere considerati mostri anche fino in Nuova Zelanda. Non provo rabbia ma grande delusione. Ora confidiamo nella Corte di Cassazione".

Processo perugia: i cellulari spenti, la notte del delitto e i sorrisi in aula


Meredith/ Cellulari spenti indagati,per tabulati black-out strano

Spegnimento così anticipato confrontato con abitudini ultimo mese

Perugia, 20 mar. (Apcom) - L'anomalia dei telefonini spenti all'unisono - a distanza di sette minuti - di Raffaele Sollecito e Amanda Knox non sarebbe l'unica. Almeno stando alla dichiarazione dell'assistente Sco Lettiero Latella resa oggi in aula. "Una chiusura così anticipata dei telefonini degli imputati - ha spiegato - non trova riscontri nel mese precedente con cui abbiamo fatto una comparazione". Insomma un black-out delle utenze insolito e che si è verificato solo in occasione del 1 novembre del 2007, il giorno in cui è stata uccisa Meredith Kecher.

Sorrisi tra Amanda e Raffaele

Ancora i telefonini cellulari di Raffaele e Amanda al centro dell'udienza sull'omicidio di Meredith Kercher. In aula è stato ascoltato l'assistente della Sco, Lettiero Latella che, tabulati alla mano, ha dimostrato come i telefoni di Amanda Knox e Raffaele Sollecito si siano spenti poco prima dell'omicidio: alle 20.42 quello del ragazzo pugliese e alle 20.35 quello della ragazza americana. Secondo l'agente poi si sono riaccesi intorno alle 6.45 quello di Raffaele e alle 12.07 quello di Amanda, che aveva provveduto a chiamare direttamente Meredith dopo la scoperta del sangue in casa e della porta chiusa della camera. In aula scambio di sguardi e sorrisi tra i due imputati.

tgcom 20 marzo 2009

Acquisito come nuova prova l'sms che Amanda ha mandato a Lumumba

La foto del messaggio inviato da Amanda Knox a Patrick Lumumba la sera dell'omicidio di Meredith Kercher, in risposta a una richiesta di quest'ultimo di non andare al lavoro è stata acquisita dalla Corte d'Assise. ''Certo. Ci vediamo più tardi. Buona serata!''

Amanda Knox all'udienza preliminare (Ap / LaPresse) Perugia, 20 marzo 2009 - E' stata acquisita agli atti la foto del messaggio inviato da Amanda Knox a Patrick Lumumba la sera dell'omicidio di Meredith Kercher, in risposta a una richiesta di quest'ultimo di non andare al lavoro. ''Certo. Ci vediamo più tardi. Buona serata!'' il testo dell'sms scritto in italiano dalla giovane di Seattle.

A parlarne in Corte d'Assie è stato il responsabile del settore forense della polizia postale Simone Tacconi. L'investigatore ha riferito che non è stato invece possibile individuare il testo dell'sms mandato da Lumumba alla Knox. L'udienza di oggi è stata finora molto tecnica. I testimoni, tra i quali due responsabili della sicurezza della Vodafone, hanno infatti parlato di celle telefoniche e del funzionamento dei cellulari degli imputati, della vittima e dello stesso Lumumba (indagato e poi prosciolto da ogni addebito).

La Corte ha intanto respinto una richiesta della questura di Perugia di collocare grate di ferro alle finestre della casa del delitto dopo la nuova intrusione di ieri. Un episodio sul quale la polizia ha oggi inviato una annotazione di servizio ai giudici.

La nazione 20 marzo 2009

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