sabato 26 settembre 2009
Meredith/ Lumumba: Amanda ha fatto il mio nome per depistare
Meredith/ Lumumba: Amanda ha fatto il mio nome per depistare Udienza di oggi caratterizzata dai consulenti difesa Knox
Perugia, 25 set. (Apcom) - E' ormai prossimo alla conclusione il processo sulla morte di Meredith Kercher, la ragazza inglese uccisa a Perugia il primo novembre del 2007, che vede sul tavolo degli imputati Amanda Knox e Raffaele Sollecito. Domani udienza con due testimoni chiamati dalla difesa di Raffaele Sollecito e poi tutto rinviato il 2 e 3 ottobre quando si discuterà su integrazione probatoria proposte dalle parti. Oggi in aula è stata la volta di due consulenti della difesa di Amanda Knox. Il medico legale Patumi ha ribadito che le ferite al collo di Meredith non sono compatibili con il coltello sequestrato in casa di Raffaele Sollecito, dato che la ferita è solo di 8 centimetri contro i 17 della lama dell'arma sequestrata. Per Patumi la ferita mortale è stata prodotta da più colpi di arma e tutti sono penetrati per l'intera lunghezza della lama. Da qui l'incompatibilità. Inoltre Patumi ha espresso la sua convinzione scientifica che chi ha ucciso Meredith prima abbia tentato di violentarla. La violenza sessuale non è stata mai accertata dai medici legali del Pm. E' certo che Meredith però ha avuto un approccio sessuale prima di morire. La relazione del medico legale Patumi mette un ulteriore tassello sulla strada della teoria delle difese che individua in Rudy Guede il killer di Meredith. Guede ha confessato - prima della condanna a 30 anni per l'omicidio - che aveva iniziato un rapporto sessuale con la ragazza inglese quando è stato costretto ad interromperlo per via dei dolori alla pancia che lo hanno costretto ad andare in bagno. In quei minuti poi una coppia, secondo Guede, ha ucciso Meredith. Si è parlato anche in aula delle accuse di Amanda Knox nei confronti di Patrick Lumumba durante un interrogatorio senza avvocato e dove aveva affermato di essere stata a casa, mentre il ragazzo congolese uccideva la sua coinquilina. Per il neurologo Carlo Caltagirone quel racconto è stato frutto dello stress che la ragazza americana ha subito. Lo stress, secondo il consulente, contribuisce a elaborare falsi ricordi. Lumumba, presente in aula e parte offesa in un procedimento per calunnia contro Amanda Knox, non ha creduto a questa ricostruzione. Fuori dall'aula ha ribadito ai giornalisti: "Amanda voleva depistare le indagini. Per questo ha fatto il mio nome".
l'eco di Bergamo 25 settembre 2009
sabato 21 marzo 2009
Lumumba, Stabilito risarcimento:Mi sento umiliato
Omicidio Meredith, Lumumba: ''Continuo ad essere umiliato''
Il musicista rimase in carcere 14 giorni per poi essere scagionato e prosciolto da ogni accusa: ''Non provo rabbia ma grande delusione''
"Come si puo' valutare la dignita' di una persona la cui vita e' stata distrutta anche dal punto di vista morale - ha continuato Lumumba - Io sto male. Quello che cerco e' l'equita', non sto chiedendo l'elemosina, non e' questo il discorso, quello che succede a me oggi puo' succedere anche a voi: cioe' che un giorno potreste essere considerati mostri anche fino in Nuova Zelanda. Non provo rabbia ma grande delusione. Ora confidiamo nella Corte di Cassazione".
mercoledì 4 marzo 2009
Meredith/ Lumumba chiede 516mila euro allo Stato per la prigione
Il processo riprenderà il 13 marzo. Testimoni su Pc Sollecito
postato 8 ore fa da APCOMPerugia, 3 mar. (Apcom) - Quanto vale, in termini di risarcimento, essere finito ingiustamente in carcere per un mese, essere chiamato 'assassino', aver perso il proprio locale commerciale ed aver visto insinuare il dubbio persino all'interno della propria famiglia? Per Patrick Lumumba - musicista e commerciante - accusato da Amanda Knox di essere l'assassino di Meredith Kercher quel periodo di inferno vale esattamente 516mila euro. Il conto è stato inviato - secondo il Corriere dell'Umbria - allo Stato per ingiusta detenzione. L'istanza dei legali di Lumumba sarà esaminata ora dalla Corte d'appello di Perugia. Il congolese venne fermato dalla polizia il 6 novembre del 2007 dopo le rivelazioni di Amanda Knox che lo accusò del delitto. Lumumba però era estraneo all'omicidio, come provò un testimone: un professore svizzero che passò con lui la notte dell'omicidio nel bar Le Chic.
Il processo sulla morte di Meredith riprenderà a singhiozzo il 13 e 14 e il 20 marzo. Saranno 16 i testimoni chiamati a parlare sia del comportamento di Amanda e Raffaele sia dela metodologia utilizzata per le indagini. Il 14 e 20 marzo parola ai tecnici: sul computer di Sollecito, il suo alibi durante l'ora della morte di Metz, e sui telefonini degli indagati.