COMO - “Noi non abbiamo ucciso nessuno". Olindo Romano si esprime così al processo sulla strage di Erba nel tribunale di Como. E senza trattenere l’emozione racconta anche la sua esperienza in carcere, dove – dice – “Ci trattavano come bestie, è stato un calvario, disprezzati perchè avevamo confessato di aver ucciso un bambino. Il giorno in cui ci arrestarono – ha aggiunto - ci sentivamo come fossimo due cani da abbandonare in un canile. Ma non abbiamo fatto nulla".
Durante la sua dichiarazione spontanea Olindo ha poi detto: ''Pentirmi e pensavo fosse il minore dei mali – ha ammesso -. Piuttoso che non vedere mia moglie per sempre, preferisco stare in galera. Mia moglie è tutto quello che ho nella mia vita. Rinuncio a tutto, ma non a lei. Metteteci insieme, lasciateci anche in carcere, ma insieme''.
25 ore 28 febbraio 2008
Riguardo alla sera del quadruplice omicidio, Romano ha spiegato: "quella sera, eravamo al Mc Donald's a Como. Quando arrivammo a casa c'era folla. Poi ho visto il signor Castagna, era distrutto. Abbiamo incrociato lo sguardo, mi vennero in mente le liti, le banalità, perchè lo insultavo".
Visualizzazione post con etichetta parla olindo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta parla olindo. Mostra tutti i post
giovedì 28 febbraio 2008
martedì 19 febbraio 2008
STRAGE ERBA: OLINDO, INVESTIGATORI "CORROTTI DA CASTAGNA"
Il pm al processo per la strage di Erba ha dato lettura, in aula, di uno dei 'pizzini' scritti da Olindo Romano durante la sua detenzione. Risale all'8 giugno scorso. Vi sono pesantissimi contenuti. L'ex netturbino accusa senza mezzi termini "quegli sbirri di m..." che ritiene "tutti corrotti e al soldo di Carlo Castagna. Anche Gallorini e' corrotto, ha preso avidamente i soldi sporchi di sangue da quello la'". Secondo questi 'pizzini', Carlo Castagna sarebbe un uomo particolarmente influente, al punto da avere la capacita' di 'convincere' le forze dell'ordine a cestinare tutte le segnalazioni che lui e sua moglie Rosa avevano fatto ai carabinieri per lamentarsi del comportamento di Raffaella Castagna. Cli/Car/Zer 181719 FEB 08.
lunedì 28 gennaio 2008
Strage Erba: Olindo, la mia Rosa agnello fra lupi
Como, 22:47
Angela Rosa Bazzi potrebbe non essere presente martedi' e in nessun'altra udienza del processo che la vede imputata con il marito per la strage di Erba perche' "sarebbe come mettere un agnello in mezzo ad un branco di lupi". Cosi' Olindo Romano scrive in uno dei suoi "pizzini" scritto tre mesi or sono e che custodiva nella Bibbia-diario nella sua cella del carcere di Como. In quello stesso pezzetto di carta aggiunge: "Andro' solo io anche se la Rosa ci voleva venire". I due difensori hanno lasciato libero arbitrio sulla decisione finale tenendo conto anche del fatto che la prima udienza sara' puramente 'tecnica', dedicata alla ricostruzione dei fatti, all'ammissione di prove e testimoni, alle eccezioni delle parti. Udienza che sara' verosimilmente interrotta numerose volte per altrettante camere di consiglio. Non ci sara' sicuramente il superstite, Mario Frigerio che "si presentera' solo quando dovra' testimoniare", come spiega il suo avvocato Manuel Gabrielli. Domani Luisa Bordeaux di Lecco e Fabio Schembri di Milano avranno l'ultimo colloquio con i loro assistiti per mettere a punto gli ultimi dettagli di una strategia difensiva che punta all'assoluzione, quantomeno con il 530 Secondo Comma, la 'vecchia' insufficienza di prove.
La Repubblica ore 22.47
Angela Rosa Bazzi potrebbe non essere presente martedi' e in nessun'altra udienza del processo che la vede imputata con il marito per la strage di Erba perche' "sarebbe come mettere un agnello in mezzo ad un branco di lupi". Cosi' Olindo Romano scrive in uno dei suoi "pizzini" scritto tre mesi or sono e che custodiva nella Bibbia-diario nella sua cella del carcere di Como. In quello stesso pezzetto di carta aggiunge: "Andro' solo io anche se la Rosa ci voleva venire". I due difensori hanno lasciato libero arbitrio sulla decisione finale tenendo conto anche del fatto che la prima udienza sara' puramente 'tecnica', dedicata alla ricostruzione dei fatti, all'ammissione di prove e testimoni, alle eccezioni delle parti. Udienza che sara' verosimilmente interrotta numerose volte per altrettante camere di consiglio. Non ci sara' sicuramente il superstite, Mario Frigerio che "si presentera' solo quando dovra' testimoniare", come spiega il suo avvocato Manuel Gabrielli. Domani Luisa Bordeaux di Lecco e Fabio Schembri di Milano avranno l'ultimo colloquio con i loro assistiti per mettere a punto gli ultimi dettagli di una strategia difensiva che punta all'assoluzione, quantomeno con il 530 Secondo Comma, la 'vecchia' insufficienza di prove.
La Repubblica ore 22.47
venerdì 14 dicembre 2007
Parla Olindo: «La confessione? Inventata per evitare l’ergastolo»
Il Giornale 14 dicembre 2007
Una confessione «completamente inventata», decisa davanti alla moglie Rosa, come sembrano confermare le frasi pronunciate in carcere in quei giorni. Quando Rosa diceva «non siamo stati noi», quando manifestava stupore di fronte al riconoscimento di Olindo («ma se tu non sei salito», dirà quella sera Rosa, ndr) e di fronte alla macchia di sangue. «Mi sono inventato tutto - ribadisce ai legali e confermerà in aula - mi era stato detto che mi avrebbero dato l’ergastolo di fronte a prove a mio sfavore che neanche capivo. Io non so perché Frigerio dice di avermi visto, non so perché c’è del sangue sulla macchina. Ma mi era stato detto che, se avessi confessato, tra i vari benefici di legge che mi avrebbero concesso, sarei potuto tornare libero con mia moglie. Ma io sono completamente estraneo ai fatti. Non ho mai fatto del male a nessuno, meno che mai a un bambino».
Se Olindo è loquace, Rosa sembra in preda a un totale caos mentale, dichiarano i suoi legali. Che cosa abbia fatto o che cosa abbia visto quella sera per renderla tanto agitata è ancora tutto da chiarire. E la verità appare sempre più complicata, anche se in troppi sembrano aver già scritto la sentenza.
Una confessione «completamente inventata», decisa davanti alla moglie Rosa, come sembrano confermare le frasi pronunciate in carcere in quei giorni. Quando Rosa diceva «non siamo stati noi», quando manifestava stupore di fronte al riconoscimento di Olindo («ma se tu non sei salito», dirà quella sera Rosa, ndr) e di fronte alla macchia di sangue. «Mi sono inventato tutto - ribadisce ai legali e confermerà in aula - mi era stato detto che mi avrebbero dato l’ergastolo di fronte a prove a mio sfavore che neanche capivo. Io non so perché Frigerio dice di avermi visto, non so perché c’è del sangue sulla macchina. Ma mi era stato detto che, se avessi confessato, tra i vari benefici di legge che mi avrebbero concesso, sarei potuto tornare libero con mia moglie. Ma io sono completamente estraneo ai fatti. Non ho mai fatto del male a nessuno, meno che mai a un bambino».
Se Olindo è loquace, Rosa sembra in preda a un totale caos mentale, dichiarano i suoi legali. Che cosa abbia fatto o che cosa abbia visto quella sera per renderla tanto agitata è ancora tutto da chiarire. E la verità appare sempre più complicata, anche se in troppi sembrano aver già scritto la sentenza.
Iscriviti a:
Post (Atom)